lunedì 24 dicembre 2012

lunedì 17 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Istigazione all’omofobia, sta per partire un esposto contro il monarca dello Stato extracomunitario Joseph Ratzinger

L’esposto riguarda l’istigazione all’omofobia da parte di Joseph Ratzinger. Non riguarda il papa in quanto tale, ma il capo di stato di Città del Vaticano, dunque due figure giuridicamente diverse. Città del Vaticano non è una democrazia, ma una monarchia di diritto divino. La denuncia nei confronti di Joseph Ratzinger cadrà facilmente, potrà però nello stesso tempo rafforzare le azioni legali già scattate contro gli effetti che tali teorie considerate omofobe dallo Zanardi (Savona) hanno avuto in Italia. Sono già stati depositati infatti esposti contro i “centri di cure riparative” finanziati dall’Asl di Milano, di cui abbiamo dato notizia in questo blog. Ed è sempre Francesco Zanardi l’autore di questa severa battaglia contro l’illegalità, non contro la libertà religiosa che non è mai stata messa in discussione dalla Rete l’Abuso rappresentata dallo stesso Francesco Zanardi.
Centri in cui si cura la “malattia omosessualità”, che nemmeno esiste. Non è una malattia, non esiste nell’elenco delle patologie dell’Organizzazione mondiale della sanità. Eppure un’Asl di Milano finanzia con denaro pubblico quei centri dove mediante pratiche religiose si cura una malattia che non c’è. Cure che costano care ai “malati”. I quali ovviamente non “guariscono”. Anche di questo abbiamo scritto (per leggere cliccare qui)
Dire che tutti i cattolici sono responsabili di quel che dice Ratzinger sarebbe come sostenere che tutti gli islamici sono terroristi. Che i gay debbano essere puniti con la pena di morte non ha alcun senso, così come sarebbe folle dire che i preti vanno eliminati perché ci sono forme di fanatismo e di illegalità che si annidano nelle attività della Chiesa. La storia parla da sola.
A Cremona la situazione è contraddittoria: il vescovo Lafranconi, già nel mirino della Rete l’Abuso per le scelte compiute nella diocesi di Savona-Noli, è stato spesso vicino a una comunità di gay cattolici, pregando con loro.
Nel mondo cattolico non manca chi esprime disagio per la presa di posizione così estrema di Joseph Ratzinger.

domenica 18 novembre 2012

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: NOI SIAMO PRONTI !

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: NOI SIAMO PRONTI !: In Democrazia Atea l’entusiasmo c’è, ed è molto, ma non è l’unica cosa. C’è una nuova Segreteria fortemente motivata, pronta a fare tesoro...

venerdì 16 novembre 2012

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: Fondi alle scuole d’infanzia cattoliche, rette dal...

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: Fondi alle scuole d’infanzia cattoliche, rette dal...: Dieci scuole d’infanzia non statali, tutte cattoliche, chiedono di rinnovare il convenzionamento con il Comune  di Savona: un’operazioncin...

Il comune di Savona attua una politica illiberale e censoria.


Apprendo che il Comune di Savona, attraverso una comunicazione ufficiale del Sindaco Berruti, una volta di più , ha rifiutato l’uso di una sala del palazzo comunale ad un segretario politico di un movimento di opinione, il quale avrebbe utilizzato la sala per presentare la propria lista alle prossime elezioni amministrative e politiche. Ho letto la motivazione, resa nota dal comune, e sono rimasto “basito “ : "Il sig. Zanardi promuove iniziative che hanno contenuti offensivi ed incompatibili con il clima di rispetto e tolleranza della città". Sono profondamente deluso dal comportamento del Sindaco di Savona che è in spregio alle più elementari norme di democrazia e libertà, almeno come la intendiamo nei Paesi civili. Evidentemente si tratta di un pericoloso rigurgito di un passato che è lontano anni luce con la attuale democrazia occidentale. E’ molto strano che il Sindaco di Savona attribuisca contenuti offensivi ed incompatibili con il clima di rispetto e tolleranza della città alle iniziative di Francesco Zanardi che è stato ritenuto attendibile e degno di credibilità dai Magistrati Savonesi per una indagine sulla pedofilia nella nostra città e segnatamente su reati di pedofilia compiti da Sacerdoti nella Diocesi di Savona e Noli. Che cosa si vuole coprire ed occultare con questo assurdo divieto ?? Per quale motivo il Comune compie queste scelte che comunque non sono condivise dalla stragrande maggioranza dei cittadini ??? Temo che i percorsi psicologici di queste valutazioni siano imperscrutabili e comunque non fanno onore ad un sindaco che dovrebbe essere il Sindaco di tutti anche del cittadino Francesco Zanardi.
Roberto Nicolick

venerdì 5 ottobre 2012

domenica 30 settembre 2012

BENE, ANZI, BENISSIMO!!


Dopo tanto clamore e disumane parole, enormi polveroni, e arrivato il via libera!
BENE, ANZI, BENISSIMO!
Finalmente avremo, senza se e senza ma, il sospirato ampliamento della Centrale di Vado Ligure.
 Volevo valutare, serenamente, cosa porterà in positivo questo" allargamento".
Dunque, avremo disponibilità di corrente elettrica a bassissimo prezzo e in abbondanza, alla faccia di chi le Centrali non le vuole!.........
Avremo finalmente, delle bellissime colonnine a bordo banchine del porto per far sì che le navi della Costa, parcheggiate qualche ora in porto, possano finalmente collegare i loro motori ad esse, e non dovranno più bruciare quel carburante, sì ecologico, ma che, in ogni caso, un pochino inquina.
Avremo, finalmente, le vie decentemente illuminate, anche quelle secondarie.
Troveranno la concordia i vari Sindaci del circondario, chi voleva il sì! Chi voleva il no! E poi quelle infinite e seccanti riunioni, quei consigli infuocati che, certe volte, hanno rischiato la tranquillità e gli equilibri del buon vicinato.
Ragazzi, il progresso è una cosa, ineluttabile! Va da sé, è inarrestabile!
In ogni caso, questi Sindaci e assessori, troveranno merito e soddisfazioni nelle urne dei vari Comuni in occasione delle future compagne elettorali......
E poi la smetteranno quelli del  MODA, sempre così agguerriti, accigliati, e in agguato perenne, con quei loro ridicoli giocattoli che chiamano pomposamente" Centraline di rilevazione"..........

Quasi sempre in malafede, ad ogni carico di carbone si adombrano, ad ogni fil di fumo che, quasi mai fuoriesce dalle attraenti ciminiere, si agitano paventando chissà quali tragedie!
 Saranno ultra felici quei sindacalisti che così hanno ben lavorato in comunella con politici scaltri e accorti, votati al progresso, mettendoci molto sovente la faccia, sorridenti sui vari quotidiani o spadellando fritti misti al Prolungamento, tranquillizzando sia i cittadini ma ancor più gli operai, con dichiarazioni a volte anche importanti e, forse, ingombranti!
"Finche ci sarà il carbone, "VOI", a costo di vita o di morte, lavorerete"!
Mai frase fu più calzante, l' unico dubbio mi sovviene su quelle due paroline, insignificanti, " vita e morte"!........
E i " VOI"  sono felici, cosa sarà mai! In ogni caso, di  qualcosa alla fine, si deve morire...........!
E poi, mica vuoi scontentare quei ragazzi che, in ogni caso rappresentano una sigla, a fronte di una piccola trattenuta mensile sulla tua busta paga?!
"Loro, "sfidano quotidianamente i Padroni, sono sempre fuori dai cancelli, certe volte dispiegano enormi striscioni, e combattono " ferocemente" solamente contro la nostra cattiva tramontana, vincendo quasi mai......
Certe volte, ma non sempre, si spingono anche sino a Roma, e lì, devi vedere che " numeri"!!!!
La loro irruenza e capacità di discernimento, e stata dispiegata sul campo negli anni passati  in tutto il Savonese, successi incredibili sono sotto gli occhi di tutti, infinite soddisfazioni accompagnano giornalmente questi rappresentanti dei lavoratori!
Italsider, Scarpa e Magnano, poi Magrini Galileo, Ferrania, Sanac, Acts Savona, Acts Albisola, Vetrotex, ad altre decine di  successi, talmente tanti che non riesco a catalogarli tutti, risultati eclatanti sotto gli occhi di tutti.... Dimenticavo, FAC di Albisola, dove ancora 140 ragazzi con famiglia al seguito, non più sotto la tenda, come consigliato dai " loro" rappresentanti, oggi sono proprio in mezzo alla strada.........
Molti di loro, illusi, ancora sperano!!!!
Non era forse meglio prendere sottobraccio quei ragazzi e semplicemente, non nascondendo la verità, convincerli che oramai la loro fabbrica, che stampava bellissime tazzine, non esisteva più, non avrebbe potuto avere, in ogni caso, un futuro!
Le promesse non mantenute sono le ferite più dolorose!
Sono quelle che più si ricordano.....certe volte, per tutta la vita!
E poi, tornando a Vado, con l'ampliamento della Centrale sicuramente si trarranno  enormi benefici per tutti, si avrà uno sviluppo importante, nuovi posti di lavoro nell'indotto, apriranno certamente nuove attività di servizi, in particolare modo, verranno rilasciate nuove licenze per servizi sociali, tipo ambulatori medici, di analisi, apriranno nuove agenzie di Pompe Funebri, dovranno essere assunti, nuovi operai Cimiteriali.......
Insomma, col senno del poi, non tutto il male vien per nuocere!
Sergio Negro

sabato 22 settembre 2012

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: Per tutti , con responsabilità !

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: Per tutti , con responsabilità !: DEMOCRAZIA ATEA : un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo sui meccanismi della nostra società, nella quale crediamo di esercitare o...

Savona, a chi serve il nuovo ponte?


E poi, del ponte, mandato in pensione dopo appena 16 anni di servizio, che ne sarà? Han cercato di “regalarlo” al Comune che non ha gradito, così toccherà sobbarcarsi i costi dello smaltimento circa 200.000 euro


Savona, sono cominciati i lavori per il nuovo ponte che dovrà sostituire, nel giro di nove mesi, salvo imprevisti, il vecchio ponte levatoio.
La nuova opera commissionata alla ditta Cometal di Parma, costerà circa 1,2milioni di euro, totalmente provenienti
dalle casse dell’autorità portuale. Si tratterà di un ponte a raso e non più levatoio composto da due elementi rotanti di 25 metri cadauno bilanciati da contrappesi. Cosa cambierà rispetto al vecchio ponte levatoio ormai parte integrante del paesaggio portuale savonese?
“La scelta della tipologia di ponte a raso” spiega l’Autorità Portuale  “ha permesso di evitare ogni forma di barriera architettonica. I problemi evidenziati dalle associazioni disabili nel corso degli anni per l’attraversamento dell’attuale ponte levatoio saranno così superati.”
Ma non tutti sono d’accordo, molti polemizzano riguardo alla scelta di smantellare il vecchio ponte.
“Non è vero che lo fanno per gli invalidi” dice un abitante della zona. “ci sono i montascale su entrambi i lati. Il problema c’è solo per i passeggeri delle Costa che sono costretti a portare i trolley su per le scale. Spendere oltre un milione per evitare due rampe trenta scalini mi sembra eccessivo. Come al solito quando la Costa chiede ed il porto esegue.”
Ma le polemiche non si fermano ai costi, il nuovo ponte pare poco pratico.
“Il ponte a raso era già stato preso in considerazione” dice uno dei baristi della Darsena“ ma escluso perché scomodo. Quando sarà terminato dovranno aprirlo anche per far passare i canottieri.”
Timori che sono condivisi anche da Dario Amoretti, ex vice sindaco delle giunta Gervasio.
“Anche nel 1996 fu valutata l’ipotesi di un ponte girevole e non levatoio, ma poi fu scartata perché questa soluzione avrebbe imprigionato nella Vecchia Darsena anche le barche a motore: cosa che accadrà con la nuova struttura in procinto di essere realizzata.”
Il nuovo ponte a raso avrà una struttura ed un parapetto metallico, mentre la parte calpestabile sarà in tavolato marino (nonostante gli evidenti problemi che questo materiale ha dato con per il vecchio ponte) e dovrebbe essere realizzato entro la primavera del 2013. Fino ad allora il vecchio ponte continuerà a garantire il passaggio pedonale.
E poi, del ponte, mandato in pensione dopo appena 16 anni di servizio, che ne sarà?
L’Authority ha cercato di “regalarlo” al Comune, ma l’assessore Lirosi lo respinge al mittente sostenendo che non è utilizzabile in nessuna zona di Savona, così all’Autorità Portuale toccherà sobbarcarsi anche i costi dello smaltimento circa 200.000 euro.


Patto di ferro tra ‘ndrangheta e impresa, a Savona le cose oggi vanno così


Nel mirino le imprese della famiglia Fotia, originaria di Africo e ritenuta vicina alla cosca Morabito. Su alcune impresa pesava un'interdittiva del tribunale di Savona. Gli imprenditori in odore di mafia hanno protestato grazie anche all'appoggio della Cisl (di Davide Milosa da Il Fatto Quotidiano con i commenti, degni di attenta lettura)


Imputati per evasione fiscale, costituzione di fondi neri e riciclaggio, di più: fortemente sospettati di legami con la ‘ndrangheta dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara. E nonostante questo le imprese della famiglia Fotia, originaria diAfrico ma da anni trapiantata nel comune di Vado Ligure, navigano con il vento in poppa. Benvenuti a Savona, in quella terra di ponente dove i
fuochi dei clan tengono in scacco i commercianti e i colletti bianchi fanno affari con i boss. Benvenuti, ma senza fare rumore, per non svegliare la politica che non sente, non vede, non parla.
Politica, ma non solo. Di miopia sembrano soffrire anche i sindacati, la Cisl in particolare, le cui bandiere, il 17 settembre 2012, garrivano sui camion della Scavo-ter e della Pdf, aziende di scavi riconducibili ai Fotia. Motivo della protesta:la misura interdittiva del 10 marzo 2012 che vieta alle società di “contrattare con la pubblica Amministrazione”. Niente appalti pubblici, ma solo fino al 12 settembre scorso, visto che il tribunale di Savona ha ridotto il divieto da nove a sei mesi. Non un vero e proprio via libera, visto che l’ok definitivo deve arrivare dallo stesso prefetto
Il particolare, comunque, genera la contestazione. L’allarme è per i lavoratori. Il sindacato cavalca la protesta. Sull’interdittiva pesano le 6o pagine di ordinanza che nel maggio 2011 hanno portato in carcere Pietro Fotia, primogenito del capostipite Sebastiano. Sul tavolo dell’indagine, da un lato l’architettura contabile costruita per accumulare fondi neri, dall’altro gli intensi rapporti tra i Fotia eRoberto Drocchi (anche lui arrestato e mandato a giudizio), capo del settore lavori pubblici nel comune di Vado Ligure, il quale, rileva il gip, si è reso colpevole di “di atti contrari ai doveri del proprio ufficio, consistiti nell’assegnazione alla Scavo-ter, in assenza di presupposti di legge, di appalti pubblici”. In cifre: oltre un milione di euro dal 2006 al 2009. In cambio, il dirigente comunale incassava dai Fotia denaro per sponsorizzare la squadra di basket di cui Drocchi è presidente. Ma, annota sempre il giudice, gli importi versati “solo in parte sono giustificabili in relazione all’effettivo ritorno pubblicitario”. Il resto del tesoretto viene letto dal tribunale di Savona come “la volontà dell’impresa di indirizzare in proprio favore le scelte del pubblico funzionario”.
Eppure questo è solo l’ultimo atto di un allarme mafioso che, sedimentato nei decenni, oggi riesplode in tutta la sua drammaticità, disponendo sul tavolo una serie di documenti ufficiali che testimoniano il collegamento tra la ‘ndrangheta e i Fotia, i quali, va detto, nel proprio casellario giudiziario, ad oggi, non contano condanne per associazione mafiosa. E nonostante questo la relazione 2011 della Direzione nazionale antimafia registra come “il 21 dicembre 2010 il R.o.s. di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione Reale 3 arrestava a Savona presso l’abitazione di Donato Fotia il pregiudicato Mario Versaci”, latitante e legato alla cosca Pelle di San Luca. Nel 2008 e nel 2009, sempre il report della Dna inserisce la famiglia Fotia nella mappa della ’ndrangheta presente nel Savonese. Di più: una nota di polizia segnala come al funerale di Francesco Fazzari – “noto esponente della cosca Raso-Gullace- Albanese” – celebrato il 26 febbraio 2009 aBorghetto Santo Spirito (Savona), “veniva documentata la presenza di Sebastiano Fotia e del proprio Pietro Fotia, noti esponenti in questo territorio della cosca della ’ndrangheta Morabito-Palamara-Bruzzaniti”. Nel 1993 Pietro Fotia viene arrestato e processato per una sparatoria nel centro di Savona. L’accusa è tentato omicidio. Sarà assolto per insufficienza di prove. Anni prima il padre Sebastiano viene arresto per due chili di eroina. Durante il blitz, nel covo diVezzi Portio, gli investigatori scoprono otto fucili mitragliatori, tredici pistole, cinquecento proiettili e alcune bombe a mano.
Di tutto questo, però, i sindacati sembrano non curarsi. E nemmeno la politica che, tranne il Movimento cinque stelle, non scende in campo per difendere dalle minacce chi le infiltrazioni le denuncia da anni. Capita tutto l’8 settembre 2012 quando la Casa della Legalità con in testa il presidente Cristian Abbondanza, mette in piedi un volantinaggio nel centro di Savona. Obiettivo: denunciare i rapporti dei Fotia con la ‘ndrangheta. Ne nasce una contromanifestazione di presunti operai Scavo-ter alla cui testa si pone un pluripregiudicato in rapporti con il clan degli zingari. Il 9 settembre, matematiche, arrivano le minacce e corrono viaFacebook. Sul profilo personale di Abbondanza, un presunto parente avverte: “Fotia e Bruzzaniti sono miei cugini e quindi non ti osare dire che siamo mafiosi o cos’altro perché ti prendo e ti spacco il culo”. Passano pochi minuti e magicamente il commento scompare, assieme al profilo Fb del familiare degli imprenditori calabresi.
Reazioni? Nessuna. Nel frattempo il 19 settembre il tribunale di Savona riduce l’interdittiva ai Fotia. Il documento del gip porta la data del 10 marzo. In quel momento la Scavo-ter, che ha una produzione annua di oltre 10 milione di euro, è socia al 100% di un’altra srl la Pdf nel cui assetto societario, fino al maggio 2011, figura anche Pietro Fotia, il quale, però, abbandona ogni carica dopo l’arresto. Nel frattempo, il gip, accogliendo la richiesta del pm, firma l’interdittiva. Ad aprile 2012, gli altri due fratelli di Pietro Fotia, aprono la Se.le.ni. Srl. Pochi giorni dopo la nuova società acquisterà dalla Scavo-ter le quote societaria della Pdf. Un bel risiko societario che sembra fatto apposta per allontanare il nome Scavo-ter dalla Pdf pur mantenendola nell’alveo familiare dei Fotia.
Adesso, però, il problema non si pone più visto che il tribunale di Savona ha ridotto l’interdittiva. Un punto importante al quale va aggiunta la bocciatura sempre dei giudici savonesi alla richiesta di sequestro e confisca contenuta in oltre 200 pagine firmate dalla Dia. Sul caso, però, pende il ricorso in Appello a cui sta già lavorando la Procura con la Dia.
“Oggi la Liguria, in fatto di lotta alla mafia, è dietro di decenni”, racconta un investigatore che qui ha lavorato per molto tempo. Troppi i personaggi che giocano su i tavoli delle istituzioni e della ‘ndrangheta. Uno di loro, Antonio Fameli, originario di San Ferdinando di Rosarno, dopo essere stato arrestato il 6 marzo 2012 per riciclaggio, è tornato libero per la scadenza dei termini cautelari. Imprenditore ricchissimo, Fameli vanta condanne per mafia e collegamenti importanti con il gotha della ‘ndrangheta. Ma i suoi contatti vanno oltre. Tra i più clamorosi quelli con l’ex capo della Dda di Genova, nonché ex procuratore di Savona Vincenzo Scolastico.
Ecco allora cosa ascoltano gli investigatori il 13 maggio 2011. “A me Scolastico – dice Fameli – mi ha detto: in qualunque situazione ti trovi fai il mio nome”. Mafia, politica e magistratura. In Liguria oggi le cose vanno così.
Commenti:
Il Fatto Quotidiano, Davide Milosa

venerdì 21 settembre 2012

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: ACCADEVA UN ANNO FA, era il 22 settembre 2011.

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: ACCADEVA UN ANNO FA, era il 22 settembre 2011.: Era il 22 settembre del 2011, quando dopo lo scandalo pedofilia che ha coinvolto la chiesa cattolica in ogni angolo del pianeta, le vittime ...

Germania, fuori dalla chiesa se fuori da anagrafe


In un servizio di Radio Vaticana i dettagli del decreto della chiesa tedesca su quanti dichiarano di non essere più cattolici: parla il gesuita Hans Langendoerfer

RedazioneRoma


La Conferenza episcopale tedesca ha pubblicato un Decreto, approvato
dalla Santa Sede, in cui si chiarisce che quanti tra i fedeli dichiarano all’anagrafe civile di non appartenere più alla Chiesa cattolica non potranno più partecipare in modo attivo alla vita della comunità ecclesiale e quindi alla vita sacramentale. Lo
riferisce allaRadiovaticana in un servizio con intervista al padre gesuita Hans Langendoerfer.
 
Il nuovo Decreto, valido per la Germania, ribadisce che non si potrà più fare la distinzione tra appartenenza «civile» e appartenenza «spirituale» alla Chiesa cattolica. In Germania vige un particolare sistema giuridico, che ha tra i suoi aspetti anche quello del finanziamento delle varie Chiese, secondo il quale il fedele di ogni comunità risulta iscritto all’anagrafe come appartenente ad una data confessione religiosa.

Questa iscrizione comporta un contributo per il sostegno economico di quella Chiesa. Il Decreto entrerà in vigore dal prossimo 24 settembre.
  

Il segretario generale della Conferenza episcopale, il padre gesuita Hans Langendoerfer, spiega all’emittente pontificia che «Chi chiede all’anagrafe di cancellare la sua appartenenza alla Chiesa cattolica non farà più parte in nessun modo della comunità ecclesiale. Non si può fuoriuscire dalla dimensione civile della Chiesa e definirsi al medesimo tempo cattolico.

Questo è il punto fondamentale del Decreto. Questa, tra l’altro, - osserva il gesuita - è stata da sempre la posizione della Conferenza episcopale e siamo contenti che ora sia anche scritto e approvato in modo ufficiale.

Qui sta la differenza con il passato: ora il parroco dovrà occuparsi direttamente di chi intende abbandonare la Chiesa.

Con questo documento vogliamo dimostrare di occuparci anche di coloro che non vogliono più far parte della Chiesa». «Coloro che chiederanno di essere cancellati come cattolici dall’anagrafe, - spiega il segretario della Conferenza episcopale - riceveranno una lettera dal parroco della loro zona.

Si chiederà loro un incontro e un colloquio. Si cercherà di capire in questo dialogo le motivazioni che hanno indotto a una tale decisione. Si spiegherà anche quali saranno le conseguenze collegate alla fuoriuscita.

Ovviamente, i sacerdoti cercheranno di far cambiare idea a queste persone, così da poter loro dare la possibilità di partecipare alla vita della Chiesa, con annessi i doveri».

Germania, fuori dalla chiesa se fuori da anagrafe


In un servizio di Radio Vaticana i dettagli del decreto della chiesa tedesca su quanti dichiarano di non essere più cattolici: parla il gesuita Hans Langendoerfer

RedazioneRoma


La Conferenza episcopale tedesca ha pubblicato un Decreto, approvato
dalla Santa Sede, in cui si chiarisce che quanti tra i fedeli dichiarano all’anagrafe civile di non appartenere più alla Chiesa cattolica non potranno più partecipare in modo attivo alla vita della comunità ecclesiale e quindi alla vita sacramentale. Lo

Rete L'ABUSO.: Tutela dei minori: schedati tutti i pedofili in un...

Rete L'ABUSO.: Tutela dei minori: schedati tutti i pedofili in un...: Finalmente è stato approvato il disegno di legge sulla  tutela dei minori  che introduce i nuovi reati di  istigazione alla pedofilia e ...

giovedì 20 settembre 2012

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: DEMOCRAZIA ATEA NEL RICORDO DEI MARTIRI DEL LIBERO...

Francesco Zanardi DA☆ Liguria: DEMOCRAZIA ATEA NEL RICORDO DEI MARTIRI DEL LIBERO...: FROSINONE PIAZZA DELLA LIBERTA' - DEMOCRAZIA ATEA DEPONE UNA CORONA IN COMMEMORAZIONE DI NICOLA RICCIOTTI E DEI MARTIRI FRUSINATI DEL LI...

Innocenti o colpevoli?


E nel frattempo ottengono il via libera


Il cancro Mafia è un problema serissimo, poichè sono cellule che attaccano quelle sane, espandendosi e spesso restando mascherate fino a quando non infliggono il colpo di grazia. Per cui quando si parla di mafia bisogna fare molta attenzione.
Detto questo: i Fotia saranno colpevoli o innocenti?
Non s'è ancora capito e la Giustizia lo dirà, ma non pare essere stato stabilito al momento. Il che
comunque non ha impedito al tribunare di ridurre da nove a sei mesi l'interdizione dagli appalti pubblici (con alcune limitazioni, come i 20 mila euro di tetto o il divieto di avere sponsor sportivi). Insomma, i Fotia sono di nuovo sul mercato degli appalti pubblici.
Che abbiano aiutato le non troppo velate "pressioni" dei lavoratori Fotia (così fedeli ai loro padroni da spianare la lingua per difenderli pubblicamente) al volantinaggio della Casa della Legalità, o la parata dei mezzi Fotia per le strade della città?
Una prova di forza che non ha dovuto attendere risultati, e che potrebbe addirittura insegnare qualcosa ai lavoratori, magari della OCV o della FAC, che invece hanno ricevuto un sonoro calcio nel sedere...
Ciò che resta a dir poco "strano" è il veder usare pesi diversi alle rimostranze dei lavoratori... ma qui si parla di mafia e appalti pubblici...

mercoledì 19 settembre 2012

La vergogna va in naziolale sul Fatto Quotidiano


Vado Ligure, altri 9 anni di carbone


Nonostante le proteste dei cittadini concessa l'autorizzazione provvisoria alla Tirreno Power (di Luca De Carolis e Ferruccio Sansa)

Forse anche i mortidi tumore saranno transitori, provvisori. In queste ore tra i comilati di Savona è diventato uno slogan. Dopo che il il ministero dell'Ambiente ha concesso alla Tirreno Power l'Autorizzazione integrale ambientale "transitoria". Per almeno altri nove anni continuerà a funzionare
la centrale di Vado Ligure (Savona) che ogni giorno produce cinquemila tonnellate di carbone. Contro quella centrale protestano cittadini e associazioni, citando rapporti di medici e tecnici. Su quella centrale indaga la procura di Savona, per lesioni colpose e omicidio plurimo colposo (ancora a carico di ignoti).
Eppure ecco arrivare l'Autorizzazione integrale ambientale "transitoria".
Un via libera arrivato dopo quattro ore di riunione a Roma, con tutte le parti coinvolte: i quattro ministeri competenti (Ambiente. Salute. Sviluppo economico. Interno), l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Regione Liguria, provincia di Savona e i Comuni di Vado Ligure e Quiliano, dove sorge
la centrale. Alla fine sono andati ai voti: e ha vinto nettamente l'ipotesi di copncedere l'Aia transitoria, che la Tirreno aveva chiesto già nel 2007. È arrivata solo il 16 settembre 2012. Ma alla Tirreno Power, controllata per il 39% dalla Sorge nia di Carlo Benedetti, va bene anche cosi. L'Aia le permette di iniziare per i lavori per un terzo impianto da 460 megawatt, che chiedeva da tempo, con l'obbligo di realizzarla entro il 2021.
COMPLETATA la nuova struttura, la Tirreno dovrà demolire i due gruppi attuali, da 330 megawatt l'uno. Il primo potrà essere ricostruito ex novo, l'altro dovrà essere abbattuto: poi si deciderà se rifarlo. Il tutto dovrà sempre avvenire in nove anni. la copertura del carbonile, l'area dove viene stoccato il carbone e che è tuttora a
ciclo aperto, dovrà essere completata entro il  marzo 2015, mentre nel giro di tre anni le emissioni della centrale dovranno ridursi del 10%. A vigilare sulla centrale dovrà essere l'Arpal, con un osservalorio salute e ambiente. Questa la decisione: benedetta da molta parte del mondo politico ed economico, ma contestatissima da associazioni e comitati. "D'ora in poi moriremo in via transitoria" e l'amara battuta di Stefano Milano della Rete Fermiamo il Carbone. Milano ricorda il recente rapporto dell'Ordine dei medici di Savona: a Vado, il tasso di mortalità per tumore ogni centomila abitanti è stato di 327 a fronte di una media nazionale di 240. Mentre nel Savonese le malattie cardiache sono molto più diffuse rispetto alla media regionale (+45,6 a Vado, +49,1 a Quiliano).
La Tirreno Power ha più volte replicato: "Non c'è alcuna prova di un nesso tra le morti e la centrale". Milano osserva: "Pensate solo a tutto il carbone che si alza dalla centrale e che respiriamo". Poi bolla la decisione del ministero come un "compromesso tipicamente italiano", si dice più che scettico sul nuovo sistema dei controlli ("Chiedete ai comitati delle altre centrali se hanno funzionato") e conclude: "L'Aia significa questo: che gli impianti andranno avanti ancora, nonostante tutto".
DUE GIORNI fa Greenpeace ha presentato uno studio sulle triglie pescate nelle acque di Vado: piene di mercurio e arsenico. La Tirreno Power risponde che sono "attacchi senza fondamento. La centrale ha emissioni di mercurio mille volte inferiori ai limiti per le acque e assicura che grazie all'Aia si creerà una situazione di avanzata compatibilita ambientale". Ma il portavoce di Uniti per la Salute non ci sta: "Faremo tutto il possibile, e se necessario anche l'impossibile. Contro il potenziamento della centrale abbiamo presentato un ricorso al Capo dello Stato e faremo un esposto in procura". Intanto la questura di Savona indaga sull'impatto della centrale sulla popolazione. Un pool di esperti sta studiando i dati. Presto arriverà il responso che potrebbe essere clamoroso.

Fonte Il Fatto Quotidiano

La vergogna va in naziolale sul Fatto Quotidiano


Vado Ligure, altri 9 anni di carbone


Nonostante le proteste dei cittadini concessa l'autorizzazione provvisoria alla Tirreno Power (di Luca De Carolis e Ferruccio Sansa)

Forse anche i mortidi tumore saranno transitori, provvisori. In queste ore tra i comilati di Savona è diventato uno slogan. Dopo che il il ministero dell'Ambiente ha concesso alla Tirreno Power l'Autorizzazione integrale ambientale "transitoria". Per almeno altri nove anni continuerà a funzionare

martedì 18 settembre 2012

Chi lavora per Fidia (Demont) ai "boxes" di Albissola?


Mentre la Casa della Legalità sta depositando presso Procura e Prefettura di Savona denuncie ed esposti, è in corso questa mattina un'altra manifestazione con camion della Fotia Group. Uno di questi reca sul cofano una scritta: PDF. Un formato per documenti o tre iniziali? Siamo a Lavoro vs. Legalità come qualcuno titola?


Succede che ad Albissola Marina hanno sventrato la collina dei bruciati per farne degli utilissimi BOXES, accanto ad un rio che speriamo non esondi mai e a poche braccia dal Cimitero.

Una volta terminati siamo certi saranno bellissimi ma il cantiere fa ovviamente schifo anche se rivela cose decisamente interessanti. A cominciare dai promotori: tale ALPAR Srl di Ceva (Cuneo).

E chi è sta ALPAR SRL? Due i soci: tale
IMMO INCREDIBLE S.R.L. SIGLABILE IMMO S.R.L., battezzata con questa esclamazione nell’allegra
Torino, in Via Genovesi, che partecipa con un capitale di nientemeno che 2000 Euro mentre la parte del leone con ben 18.000 Euro la fa la FIDIA SRL, società del Gruppo Demont / Dellepiane, uno dei principali fornitori esterni di Tirreno Power a Vado Ligure (a mero esempio, QUI)
Ed infatti è presieduta da Lorenza Dellepiane, figlia di Aldo nonchè moglie del presidente dell’Unione Industriali Savonesi, e che ha casa nel moderno monoblocco arcuato "Crescent", in darsena a Savona, costruito da FIDIA.
Nel consiglio anche tale Claudia Busca da Deiva Marina che dal cognome ricorda la FG Riciclaggi di Cairo M.
Stranamente i nuovi “boxes” di Albissola li costruisce la FIDIA Srl (Gruppo Demont). Lo si evince dal maestoso cartello d’appalto che troneggia sul limitare della colata di cemento. Poco altro.
Lì accanto poi ci sono dei piccoli cartelli d’appalto. Molto piccoli. Formato A4 scritti in corpo 12 e imbustati nel cellophane che a leggerli ci va un sole come quello di oggi.



Oltre a varie diciture vi vengono indicate le “Imprese ulteriormente selezionate”. Nonostante FIDIA / Demont si occupino anche di carpenteria, questa è affidata a due comode società del Bresciano.


Ci sono anche gli archeologi di Torino, e subito dopo gli autotrasporti. A quale ditta la FIDIA dei Dellepiane affida gli autotrasporti?
Ad un’ignotissima PDF Srl che dal nome invoglia a chiedere un documento nello stesso formato per capire di chi sia, anche perchè la sede è indicata in Via Bertola 1 a Vado Ligure, proprio dove c’era la Scavo - Ter.
E PDF Srl, che ha un capitale sociale quadruplo del proponente ALPAR, non sarà l’acronimo di... Pietro, Donato, Francesco... Fotia?
Non lo sappiamo.
Sappiamo però che è iscritta nel Registro Imprese di Savona dal 17/02/2010 con la partita IVA 01562080091.
E di chi è la PDF Srl che si occupa dei trasporti nel cantiere albissolese della FIDIA di Dellepiane? Dall’ 11 aprile 2012 è di una tale SE.LE.NI. Srl di Savona, che in quella data l’ha acquistata da: SCAVO-TER.
Presidente della PDF Srl è un ventiduenne, Giuseppe Criaco di Africo (RC), consigliere tale Tamara Monteleone.
La ex controllante Scavo-Ter ha ceduto lo scettro insieme a tal DARDO ELVIO Srl nel marzo 2011, e oggi la PDF srl avrebbe un unico proprietario: la SE.LE.NI. Srl di via Mistrangelo a Savona.
E di chi è la SE.LE.NI, proprietaria della PDF che ha in appalto gli autotrasporti dei “boxes” FIDIA (Dellepiane) di via dei ceramisti ad Albissola Marina?
SE.LE.NI Srl, partita IVA 01622160099l via Mistrangelo 7/4 Savona. Proprietà: Fotia Donato 50%, Fotia Francesco 50%. Capitale sociale di 20.000 Euro. Amministratore Unico Fotia Francesco di Africo (RC)
Sul micro cartello di appalto formato A4 imbustato alle porte del cantiere ALPAR (Dellepiane) / FIDIA (Dellepiane) altre due imprese per l’autotrasporto: la Giuseppe Bellissimo con sede in via Bertola a Vado in un capannone Scavo Ter e la Pensiero Srl di Cairo, le due società che trasportavano la preziosa terra di copertura presso la discarica chiusa di ATA Spa, a Cima Montà, per chiuderla in rima.

lunedì 10 settembre 2012

Cos'è successo sabato in corso Italia? Una cosa che la Città farebbe assai bene a non ignorare


Pubblichiamo il resoconto della Casa della Legalità sul movimentato pomeriggio dell'8 settembre in corso Italia, in attesa di ricevere altrettanto dalla controparte.


Così la Casa della Legalità, che offre una ricostruzione puntuale e sensata dei fatti. Noi c'eravamo.

"I FOTIA-DEFENDER, fallito il teatrino, diffamano, insultano e minacciano online...

Domenica 09 Settembre 2012 21:57 Ufficio di Presidenza
Ebbene sì, devono essere proprio nervosetti nella grande famiglia dei FOTIA & FRIENDS. I nervi pare proprio gli stiano saltando. Dopo che il teatrino inscenato, usando lavoratori e sindacati, è stato smascherato e le bufale raccontate smontate una ad una, sono ricorsi ad un'azione di intimidazione e diffamazione... Ma, poverelli, non avendo nulla da produrre per smentire i fatti e gli Atti, richiamati dalla Casa della Legalità, cosa potevano fare se
non cercare di colpire chi non gli si piega? E così hanno pensato di raccontare che il Presidente della Casa della Legalità sarebbe un vero criminale e loro vittime di costui e di una “guerra personale”, da questi guidata, contro la loro impresa pulita (sic). Per smontargli anche questa (a parte le querele che saranno presentate all'Autorità Giudiziaria) basta ricordare un dato, un dettaglio, una bazzecola: chi ha trascorso mesi e mesi agli arresti in carcere e domiciliari è tal Pietro FOTIA, chi ha trascorso anni di carcere è Sebastiano FOTIA, mentre il Presidente della Casa della Legalità neppure una frazione di secondo. Così, crollato anche questo tentativo dei FOTIA-DEFENDER di delegittimare chi indica i FOTIA per quel che sono, il nervosismo è aumentato... ed oggi sono arrivate le minacce esplicite.
Ma andiamo con ordine...
a) “La Stampa” nella sua edizione savonese scriveva che un comunicato della SCAVO-TER, ovvero della famiglia FOTIA, definiva l'iniziativa della Casa della Legalità “provocatoria e diffamatoria”, facendo ventilare che questa iniziativa poteva produrre “pericolo per l'ordine pubblico”.
b) L'iniziativa della Casa della Legalità si realizza regolarmente, con un’attenta ed attiva presenza delle Forze dell'Ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) per garantirne la sicurezza.
c) Appena inizia il volantinaggio della Casa della Legalità, va in scena un tentativo di provocazione vero e proprio: un controvolantinaggio da parte di alcuni soggetti che si qualificano come lavoratori della SCAVO-TER, dei FOTIA.
i FOTIA-BOYS impegnati nelle provocazioni a Savona l'8 settembreNel testo del volantino insulti, illazioni, diffamazioni e fantasie contro il Presidente della Casa della Legalità. Tali soggetti vengono identificati dalle Forze dell'Ordine presenti, uno ad uno, compreso il giovane “camera-man” che dall'inizio e per lungo tempo (sino all'intervento di identificazione da parte degli agenti in borghese) tiene puntata la videocamera su Abbondanza e su chi si ferma a parlare con lui.
Non si da peso a lor signori (che saranno querelati) e si prosegue il volantinaggio su chi sono i FOTIA.
Il tentativo di creare “problemi di ordine pubblico” è sventato!
d) Sul finire del presidio della Casa della Legalità, quando ci si stava salutando e parte dei partecipanti era già andata via, arriva una nuova provocazione più pesante che viene fermata dalle Forze dell'Ordine. Se i c.d. lavoratori dei FOTIA si avvicinano ad Abbondanza ed agli altri partecipanti al presidio rimasti, gli agenti in borghese della Polizia di Stato li fermano ponendosi in mezzo ed impedendo che avanzassero, raggiungendo Abbondanza. Gli agenti in borghese dei Carabinieri invece si sono posti alle immediate spalle di Abbondanza.
Il secondo tentativo di creare “problemi di ordine pubblico” è sventato!
e) Allontanatisi i c.d. FOTIA-BOYS, Abbondanza viene scortato sino alla Stazione, dagli agenti della Questura, per far rientro a Genova.
f) Nel frattempo, era stato emesso un comunicato della “famiglia FOTIA” in cui di nuovo dimostravano la loro ossessione verso Abbondanza, raccontando qualche bufala e riciclandone altre...
g) Viene pubblicato il resoconto sull'iniziativa della Casa della Legalità sul sito ufficiale (vedi qui), il sito savonese UominiLiberi sottolinea le assurdità surreali di quanto sintetizzato dall'Ivg (vedi qui) ed esce l'articolo di SavonaNews(unica testata presente sul posto) che mette in evidenza quanto avvenuto nel pomeriggio durante l'iniziativa della Casa della Legalità (vedi qui). In sintesi: quanto esce non è ciò che auspicavano i FOTIA!
h) Le anticipazioni degli attacchi volti a delegittimare Abbondanza erano comparsi già su facebook tra il 7 e l’8 settembre...
La fhimminella “Sara Costa” (così si presentava) si era iscritta a facebook giusto giusto per spammare (sulla bacheca dell'evento relativo all'iniziativa a Savona della Casa della Legalità e mandando anche messaggi privati) scritti contenenti illazioni, fantasie e diffamazioni contro il Presidente della Casa della Legalità. Il 9 settembre, però, la fhimminella autocancella tutti i suoi messaggi e persino il suo profilo “Sara Costa” da facebook. (noi avevamo già salvato tutto per poter procedere a querela)
profilo fb di "Sara Costa"
i) Il 9 settembre arrivano, sempre via facebook, le MINACCE ESPLICITE... (ma non erano così civili e pacifici? Mah)...
Sulla bacheca facebook del Presidente della Casa della Legalità vi è questo post:
“Per l'ennesima volta per garantirmi l'incolumità sono dovuti intervenire gli agenti della Polizia di Stato e dei Carabinieri. A SAVONA, non in Calabria. Tu difendi l'operato della DIA, della Procura, della Prefettura, i provvedimenti di un GIP e diventi il bersaglio di lavoratori issati contro dalla famiglia FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI) e delle bufale dei FOTIA stessi. Non rispondono sugli Atti, ma cercando di delegittimare e intimidire. Ma non si è chinato il capo, gli si è risposto con estrema tranquillità e fermezza... Si è proceduto con l'iniziativa... ed alla fine scortati si è fatto rientro. Grazie agli amici che c'erano e non si sono fatti intimidire... Grazie alle Forze dell'Ordine che hanno dimostrato da che parte sta lo Stato... Andiamo avanti, in un angolo ci sono loro, i FOTIA, come i GULLACE & C... Sentono che la fine dell'impunità e del loro impero si avvicina!”
Nel pomeriggio del 9 settembre tale “MAICOL PISCOPO”, di Savona, classe '85, scrive un commento in cui, qualificandosi come “il cugino dei FOTIA e dei BRUZZANITI”annuncia che se non si procede a cancellare quanto scritto sui suoi cugini andrà a “prenderlo” per “spaccargli il culo”. Ovviamente il tutto condito da insulti e deliri vari.
Le minacce sulla bacheca di Abbondanza del "cugino dei FOTIA e BRUZZANITI"
Altre minacce arrivano a Francesco Zanardi (a cui va la nostra solidarietà),sempre dal “MAICOL PISCOPO”. Anche qui insulti e minacce esplicite postate a commento della foto di Zanardi con Abbondanza scattata ieri pomeriggio all'iniziativa della Casa della Legalità a Savona.
minacce sulla bacheca di Zanardi dal "cugino dei FOTIA e BRUZZANITI"
Poco dopo, anche queste minacce vengono autocancellate dall'autore, ovvero dal quel "cugino dei FOTIA e BRUZZANITI", alias “MAICOL PISCOPO” (titolare, con una ditta individuale, di una Sala Giochi a Savona, in via Scarpa 9-11R - vedi qui), che procede anche a cancellare il proprio profilo facebook. (anche in questo caso avevamo già salvato tutto per poter procedere a querela)

Insomma, diciamo che i signori FOTIA, i loro FOTIA-BOYS e FOTIA-DEFENDER si stanno innervosendo molto... Gli consigliamo di fare un bel respiro, rifletterci su e porsi la domanda: ma ne vale la pena, quando, prima o dopo, lo Stato il conto lo presenta? Meglio fermarsi e raccontare tutto... Se lo fanno subito risparmiano tanto inutile nervosismo!
P.S. 1A quelli che minacciano perché vorrebbero che si cancellasse quanto scritto sui FOTIA, il Presidente della Casa della Legalità ha già risposto: saranno cancellati gli 'ndranghetisti, così come gli altri vermi parassiti mafiosi, così come tutti i loro servi striscianti senza dignità! Ecco, per cancellare questi, sono impegnato e non retrocedo... poi se vuole "spaccarmi il culo" si faccia avanti, c'è coda ma non vi sarà facile... ci tengo alla pelle ed ho ancora tante tante cose da fare, soprattutto vedere spazzata via quella montagna di merda chiamata MAFIA!P.S. 2I signori FOTIA continuano a dichiare che loro non hanno nulla da nascondere. Hanno però voluto che il dibattimento sull'istanza DIA fosse "a porte chiuse". Una pesante contraddizione questa... Ma hanno la possibilità di rimediare: se ci mandano tutti gli atti alla base del procedimento (istanza integrale della DIA e memoria difensiva) noi pubblichiamo tutto. Forza, non è difficile, questo è l'indirizzo e-mail: presidenza@casadellalegalita.org"
Casa della Legalita

giovedì 6 settembre 2012

Luceto: per carità, piano coi soldi ai poveri!


Fedeli(ssimi) contro il parroco e lo "spreco" delle offerte: troppi soldi ai poveri. Il vero volto della carità.


La carità va bene, ma a patto che venga spesa per "noi" e non per i poveri.
Questo, in soldoni e senza troppi giri di parole, ciò che si trova nei cestini delle offerte delle chiese, e la chiesa di Luceto non fa eccezione.
Se non fosse che, con pochissimo tatto e sicuramente senza pudore, il segreto è
stato reso pubblico tramite una raccolta firme, fatta passare sottobanco durante le messe e inviata tramite lettera al parroco, nella quale i fedeli si lamentavano di un "utilizzo eccessivo" delle donazioni alla chiesa in favore dei mendicanti e dei poveri.
Carità a rate e con moderazione, soprattutto se il portafoglio stringe e si corre il rischio di avvicinarsi troppo alle condizioni di chi, con quei 4 spiccioli, si vorrebbe "aiutare". Meglio non esagerare quindi, che tirino la cinghia anche loro, supponendo che, tanto, ci sono abituati.
Di fronte a quest'episodio, singolare ma sintomatico, è inevitabile cominciare a riflettere non solo sulla pericolosa  china economico-culturale che sta prendendo il nostro paese, ma soprattutto su cosa si nasconde dietro alla cultura della carità, che nei tempi del boom economico è andata a sostituire quella della solidarietà, tipica dei movimenti operai che hanno permesso di uscire dalla crisi.
Ma prima di tutto, che cosa contraddistingue i concetti di carità e di solidarietà?
Nell'accezione comune le persone solidali  tra di loro, nutrono un sentimento di uguaglianza: il presupposto  cioè di essere sullo stesso piano, appartenere ad un stessa categoria o di riconoscere in entrambi almeno una caratteristica in comune che giustifichi il rapporto di reciproco aiuto (solidarietà tra i lavoratori, tra le mamme, tra bambini, tra amici, tra poveri...).
La carità invece è tutta un'altra cosa: alla base c'è un rapporto di diseguaglianza e si fonda sul sentimento di pietà: presuppone cioè che chi fa la carità "sia" o "possegga" (spesso due concetti sovrapposti) qualcosa in più dell'altro, si senta migliore e vincente rispetto a chi, invece, la riceve; in quest'ottica la donazione di una piccola parte di quella dote si trasforma in un gesto che soddisfa più il proprio ego, che rimarca a la superiorità di status, o addirittura che consente particolari "agevolazioni", piuttosto che mirato alle reali necessità dell'altro.
Il ricco che sovvenziona un ospedale per pagare meno tasse, il cittadino medio che dona 100 euro alle vittime dello Tsunami, unendosi al  "cordoglio" del mondo globalizzato e civilizzato, l'anziano che, più vicino alla morte, lascia gli spiccioli nel cestino delle offerte in chiesa, nella speranza di andare in paradiso: questi sono i classici esempi.
Diverse forme di carità, termine oggi edulcorato  con concetti come beneficenza, filantropia ed altre amenità, al fine poter giustificare l'esistenza delle differenze, delle classi sociali, senza per questo far perdere alla Grande Madre Chiesa il monopolio della carità nell'accezione più tradizionale: il piatto di minestra al disperato.
Non è un caso infatti che la Chiesa non solo detenga il monopolio della gestione dell'anima e che abbia un proprio uomo alla biglietteria per il paradiso, ma che detenga anche il controllo dell'aiuto dei poveri in termini di mense e dormitori e prima accoglienza: onere che in realtà spetterebbe al nostro grande Stato laico, e che invece si accolla volentieri la chiesa, magari  in cambio di agevolazioni fiscali e potere politico pressochè illimitato.
Il quadro, a conti fatti, non è rassicurante: una società fondata, economicamente e culturalmente, su individualismo, concorrenza,arrivismo (homo lupus omini) dove una sola istituzione ha il monopolio della "gestione dei vinti" in cambio di potere per poter continuare a legittimare culturalmente questa condizione, e dove  l'aberrante concetto di carità sembra essere rimasto l'ultimo vero collante sociale al posto della solidarietà.
Almeno finchè c'è abbondanza... condizione in cui i vincitori possono godere di risorse superiori ai perdenti.
Ma cosa succede quando in tempi di crisi quest'abbondanza, tale da permettere la carità e la distinzione di status, viene meno? Quando invece di avere medie classi di vincitori e perdenti, si vanno a delineare sempre più nettamente due classi, quella più piccola de ricchi, mentre quella dei poveri accoglie oceani sempre più vasti di persone? Che quel "collante sociale", la carità, si frantuma di fronte alla paura e all'egoismo, quello stesso egoismo su cui essa stessa  si basava.
Homo lupus omini sembrerebbe ciò che rimane, almeno fino a quando ci saranno capri espiatori su cui scaricare le proprie colpe e bacchette magiche che promettono di uscire velocemente dalla crisi ad un unico prezzo: la schiavitù.
Fortuna nostra, esiste ancora quell'altro valore menzionato all'inizio, la solidarietà, ed esperienze passate che dimostrano inequivocabilmente, che altre strade sono possibili.
Matteo Loschi

Luceto: per carità, piano coi soldi ai poveri!


Fedeli(ssimi) contro il parroco e lo "spreco" delle offerte: troppi soldi ai poveri. Il vero volto della carità.


La carità va bene, ma a patto che venga spesa per "noi" e non per i poveri.
Questo, in soldoni e senza troppi giri di parole, ciò che si trova nei cestini delle offerte delle chiese, e la chiesa di Luceto non fa eccezione.
Se non fosse che, con pochissimo tatto e sicuramente senza pudore, il segreto è

mercoledì 5 settembre 2012

I comuni più indebitati d'Italia: Savona al 16° posto


La classifica del Sole 24 ore. "Un qualunque sindaco sotto il peso di questi debiti, come un buon padre di famiglia, non dovrebbe dormire di notte. Se un'azienda va in bancarotta, il titolare finisce in galera. Se un Comune va in bancarotta, il sindaco finisce in Parlamento e, magari, diventa pure ministro." Ogni riferimento è puramente casuale......


1.543 euro pro capite di debito... Aggiungiamo a questi il debito di salute persa pro capite... Quanti euro vale un anno di vita?


Dal blog Beppe Grillo scrive:

"Un qualunque sindaco sotto il peso di questi debiti, come un buon padre di famiglia, non dovrebbe dormire di notte. Quando il debito di un'amministrazione cresce, aumentano le tasse comunali e le tariffe delle municipalizzate, come i trasporti pubblici a Milano, e diminuiscono i servizi ai cittadini. Un Comune può avvitarsi, finire in bancarotta e commissariato come Parma e recentemente Alessandria. Potrebbe succedere nel 2013 alle città più indebitate.

L'unica risorsa prima del crack è vendere i beni del Comune (o meglio dei cittadini) all'asta, come avviene a Torino. Eletto lo sindaco, gabbato lo santo. Se un'azienda va in bancarotta, il titolare finisce in galera. Se un Comune va in bancarotta, il sindaco finisce in Parlamento e, magari, diventa pure ministro.
"

martedì 4 settembre 2012

lunedì 3 settembre 2012

martedì 14 agosto 2012

SALDI DI AGOSTO.


Nel gennaio del 2012 Democrazia Atea con una lettera aperta al Presidente Monti denunciava che le manovre di risanamento non sarebbero servite a sistemare i nostri conti interni quanto piuttosto a creare il fondo istitutivo del MES.
La tassazione straordinaria imposta dal Governo si sarebbe tradotta in una inutile perdita di diritti, dalla sanità alla tutela del lavoro, faticosamente conquistati negli anni precedenti.
La Banca d'Italia ha diffuso un bollettino che, per quanto inquietante, non turberà le vacanze ferragostane dei più.
I dati diffusi confermano l'inutilità delle manovre di contenimento della spesa pubblica e i fondi dirottati verso il MES hanno reso inutile ogni speranza di intaccare il debito pubblico.
Il deficit pubblico (in sintesi il saldo tra le spese e le entrate dell'anno corrente) si profila per il 2012 come ingestibile e tale da incrementare a dismisura il debito pubblico (in sintesi il debito dello Stato consolidato negli anni e coperto dall'emissione di titoli pubblici). 
Il prossimo passo sarà quello di propinarci come ineludibile la vendita dei beni pubblici, il nostro Patrimonio.
Sappiamo già che le banche in questo frangente stanno compilando la "lista della spesa" e i partiti, dal PD al PDL passando per l'UDC, si stanno appostando vicino alle casse, con la mano tesa, sicuri che dalla vendita qualche spiccioli per la "mancia" resterà nelle loro tasche.
Democrazia Atea propone piuttosto la vendita di tutti i beni di proprietà dello Stato inclusi nel FEC - Fondo Edifici di Culto- e oggi affidati gratuitamente agli enti ecclesiastici.
La segreteria nazionale di Democrazia Atea

lunedì 13 agosto 2012

Lista partecipanti riunione del gruppo Bilderberg 2012.


PERCHE’ I MEDIA IGNORANO IL GRUPPO BILDERBERG ?
Nei prossimi giorni oltre un centinaio degli uomini più potenti del pianeta sarà presente a una conferenza segreta all’hotel Chantilly, Virginia, USA. Alcuni dei più grandi nomi della politica e dell’economia saranno lì. L’hotel sarà completamente blindato e pattugliato da un esercito di uomini di sicurezza armati. La conferenza è così importante che si ritiene che anche i servizi segreti statunitensi siano coinvolti nel provvedere alla sicurezza. Questi incontri si tengono dal 1954, ma nessuna relazione di quello che succede è mai stata rilasciata al pubblico e tutti i partecipanti sono votati alla segretezza. Le decisioni prese in questa conferenza influenzeranno le vite di tutti gli uomini del pianeta. Ma la maggioranza delle persone non ha neanche idea che Il Bilderberg Group si riunirà a 20 miglia da Washington D.C. quest’anno e questo perché i media ignorano completamente il groppo Bilderberg
anno dopo anno. A giudicare dalla copertura che questo evento ha dai media potresti pensare che si tratti di un’evento di secondaria importanza. Ma se alcune delle personalità più importanti del mondo si incontrano per discutere il nostro futuro non pensate che i media dovrebbero parlarne?
Il gruppo Bilderberg è più di un social club. Esso ha giocato un ruolo di primo piano nel dar forma alla politica mondiale dall’anno della sua creazione nel 1954. Nel gruppo Bilderberg si è decisa la creazione dell’unione europea e dell’Euro. Il salvataggio dell’Euro si ritiene sia in agenda anche quest’anno. A giudicare dai grandi nomi presenti a questa conferenza si dovrebbe pensare che questa sia di grande interesse per i media. Di seguito alcuni dei nomi che hanno fatto parte al Bilderberg in anni recenti:
Bill Clinton, George H.W. Bush, Prince Charles, David Cameron, Tony Blair, Henry Kissinger, Bill Gates, Angela Merkel, Ben Bernanke, Timothy Geithner, Rick Perry, David Rockefeller, Herman van Rompuy, Jean-Claude Trichet, Jeff Bezos, Chris R. Hughes, Eric Schmidt, Craig J. Mundie, Anders Fogh Rasmussen, Richard Perle, Paul Volcker, Lawrence Summers, Hillary Clinton e Joe Biden
Sono abbastanza? Una lista completa a QUESTO LINK
Negli anni passati un gran numero di politici internazionali hanno fatto parte del gruppo Bilderberg prima di essere eletti a posizoni molto importanti; un recente articolo del WorldNetDaily ha fatto alcuni esempi:
George H.W. Bush ha partecipato nell’ 1985 e è stato eletto a presidente degli Stati Uniti nell’1988. Bill Clinton ha partecipato nel 1991 ed è divenuto primo ministro del Regno Unito nel 1997. Romano Prodi ha partecipato nel 1997 e lo stesso anno è diventato presidente della Commissione Europea. Nel 2004 John Edwards ha parlato al gruppo e successivamente è stato nominato vice presidente dal candidato John Kerry.
Si dice anche che Barack Obama e Hillary Clinton hanno avuto un meeting segreto al Bilderberg nel 2008.
Ci sono indicazioni che Obama potrebbe aver tenuto un’incontro pre-Bilderberg quest’anno, data la sua scomparsa a detta di varie fonti giornalistiche nel passato fine settimana.
Purtroppo i media tradizionali hanno deciso di ignorare completamente il Gruppo Bilderberg e così la gente non saprà niente di cosa succede neanche quest’anno. Questo è davvero triste visto che questa gente decide il destino dell’umanità.
David Rockfeller, un frequente partecipante alle riunioni del gruppo ha scritto la seguente frase nel suo libro del 2003 intitolato “Memorie”…
Alcuni credono che noi facciamo parte di una cabala segreta che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti D’America. Hanno definito la mia famiglia e me come degli internazionalisti che cospirano con gente intorno al mondo per costruire una struttura politica ed economica più integrata a livello globale- un mondo unico se vogliamo. Se queste sono le accuse io mi definisco colpevole e sono fiero di esserlo.
Io non ti conosco, ma non mi piace l’idea che un pugno di persone tengano conferenze segrete dove discutono sul come costruire una “struttura politica ed economica più integrata a livello globale”.
Il Futuro dell’America (e del mondo n.d.r.) dovrebbe essere nelle mani delle persone non di alcune elite globali che desiderano fare il mondo a loro immagine.
Per favore diffondete questo articolo e altri riguardo al Gruppo Bilderberg con il maggior numero di persone che potete. I media non fanno il loro lavoro così sta a noi tirare fuori la verità.
Da: http://endofamericandream.com
Traduzione Nicola Zegrini www.lo-specchio-del-pensiero.it

Ecco la lista aggiornata della riunione del gruppo Bilderberg (quella postata precedentemente era probabilmente una vecchia lista di un incontro precedente) in corso in questi giorni a Chantilly (USA), a fine lista segue anche un interessante articolo segnalato dal lettore Nicola.

  • FRA Castries, Henri de Presidente e CEO, Gruppo AXA
  • DEU Ackermann, Josef Presidente del consiglio di amministrazione e del Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
  • GBR Agius, Presidente Marcus, Barclays plc
  • USA Ajami, Fellow Fouad Senior, della Hoover Institution, Stanford University
  • USA Alexander, Keith B. Comandante, US Cyber Command, Director, National Security Agency
  • INT Almunia, Joaquín Vice-Presidente – Commissario per la Concorrenza, Commissione europea
  • USA Altman, Roger C. Presidente, Evercore Partners
  • PRT Amado Luís, presidente Banco Internacional do Funchal (BANIF)
  • NOR Andresen, Johan H. proprietario e amministratore delegato, FERD
  • FIN Apunen, Matti Direttore Finnish Business And Policy Forum EVA
  • TUR Babacan, Ali Vice Primo Ministro per gli Affari economici e finanziari
  • PRT Balsemão, Francisco Pinto Presidente e CEO di Impresa, ex primo ministro
  • FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
  • FRA Béchu, Christophe senatore, e presidente, del Consiglio Generale del Maine-et-Loire
  • BEL H.R.H. Principe Filippo del Belgio
  • TUR Berberoğlu, Enis Editor-in-Chief del quotidiano Hurriyet
ITA Bernabè, Franco Presidente e Amministratore Delegato, Telecom Italia


  • GBR Boles, Nick membro del Parlamento
  • SWE Bonnier, Jonas Presidente e CEO, Bonnier AB
  • NOR Brandtzæg, Svein Richard Presidente e CEO di Norsk Hydro ASA
  • AUT Bronner, Oscar Publisher, Der Standard Medienwelt
  • SWE Carlsson, Gunilla Ministro della cooperazione internazionale allo sviluppo
  • CAN Carney, Mark J. Governatore, Bank of Canada
  • ESP Cebrián, Juan Luis CEO, PRISA, presidente, El País
  • AUT Cernko, Willibald CEO di UniCredit Bank Austria AG
  • FRA Chalendar, Pierre André de Presidente e Amministratore Delegato, Saint-Gobain
  • DNK Christiansen, Jeppe CEO, Maj Invest
  • RUS Chubais, Anatoly B. CEO, OJSC RUSNANO
  • CAN Clark, W. Edmund Presidente e CEO del Gruppo, TD Bank Group
  • GBR Clarke, Kenneth membro del Parlamento, Lord Cancelliere e Segretario di Giustizia
  • USA Collins, Timothy C. CEO e Senior Managing Director, Ripplewood Holdings, LLC
  • ITA Conti, Fulvio Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel SpA
  • USA Daniels, Jr., E. Mitchell Governatore dell’Indiana
  • USA Demuth, Christopher Distinguished Fellow, Hudson Institute
  • USA Donilon, Thomas E. National Security Advisor, alla casa bianca
  • GBR Dudley, Robert Group Chief Executive, BP plc
  • ITA Elkann, John Chairman, Fiat S.p.A.
  • DEU, Thomas Enders CEO, Airbus
  • USA Evans, J. Michael Vice Presidente, Global Head of Growth Markets, Goldman Sachs & Co.
  • AUT Faymann, Werner Cancelliere federale
  • DNK Federspiel, Ulrik Executive Vice President, Haldor Topsoe A / S
  • USA Ferguson, Niall Laurence A. Tisch Docente di Storia, Università di Harvard
  • GBR Flint, J. Douglas Presidente del Gruppo HSBC Holdings
  • CHN Fu, Ying Vice Ministro degli Affari Esteri
  • IRL Gallagher, Paul ex procuratore generale; senior Counsel
  • USA Gephardt, Richard A. Presidente e CEO, Gephardt Group
  • GRC Giannitsis, Anastasios ex ministro degli Interni, Professore di Economia Internazionale e Sviluppo, Università di Atene
  • USA Goolsbee, Austan D. Professore di Economia, Università di Chicago
  • USA Graham, Donald E. Presidente e CEO, The Washington Post Company
  • ITA Gruber, Lilli – Giornalista, La 7 TV
  • INT Gucht, Karel de Commissario per il commercio, Commissione europea
  • NLD Halberstadt, Victor Professore di Economia, Università di Leiden, ex Segretario Generale Onorario delle riunioni del Bilderberg
  • USA Harris, Britt CIO, Teacher Retirement System in Texas
  • USA Hoffman, Reid Presidente Co-fondatore, LinkedIn
  • CHN Huang, Yiping professore di Economia, China Center for Economic Research, Università di Pechino
  • USA Huntsman Jr., Jon M. Presidente, Huntsman Cancer Foundation
  • DEU Ischinger, Wolfgang Presidente, Munich Security Conference; Global Head Government Relations, Allianz SE
  • RUS Ivanov, Igor S. membro associato, Accademia Russa delle Scienze, Presidente, del consiglio per gli affari internazionali russo.
  • FRA Izraelewicz, Erik, CEO Le Monde
  • USA Jacobs, Kenneth M. Presidente e CEO di Lazard
  • USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC
  • USA Jordan, Jr., Vernon E. senior Managing Director, Lazard
  • USA Karp, Alexander amministratore delegato, Palantir Technologies
  • USA Karsner, Alexander Presidente Esecutivo, Manifest Energy, Inc
  • FRA Karvar, Anousheh ispettore, Inter-ministeriale di verifica e di valutazione per l’Ufficio sociale, di salute, occupazione e politiche del lavoro
  • RUS Kasparov, Garry Presidente, United Civil Front (della Russia)
  • GBR Kerr, John membro indipendente, House of Lords
  • USA Kerry, John senatore del Massachusetts
  • TUR Keyman, E. Fuat Direttore, Istanbul Policy Center e professore di Relazioni Internazionali, Università Sabanci
  • USA Kissinger, Henry A. Chairman, Kissinger Associates, Inc.
  • USA Kleinfeld, Klaus Presidente e CEO di Alcoa
  • TUR Koç, presidente Mustafa, Koç Holding A.Ş.
  • DEU Koch, CEO di Roland, Bilfinger Berger SE
  • INT Kodmani, Bassma membro del Bureau esecutivo e responsabile degli Affari esteri, del Consiglio Nazionale siriano
  • USA Kravis, Henry R. Co-Presidente e Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
  • USA Kravis, Marie-Josée Senior Fellow, Hudson Institute
  • INT Kroes, Neelie Vice Presidente della Commissione europea, Commissario per l’agenda digitale
  • USA Krupp, Fred Presidente, Environmental Defense Fund
  • INT Lamy, Pascal Direttore Generale, Organizzazione Mondiale del Commercio
  • ITA Letta, Enrico delegato Leader, Partito Democratico (PD)
  • ISR Levita, Ariel Senior Associate Carnegie Endowment for International Peace
  • USA Li, Cheng direttore di Ricerca e Senior Fellow, John L. Thornton Cina Center, Brookings Institution
  • USA Lipsky, John Distinguished Visiting Scholar, Johns Hopkins University
  • USA Liveris, Andrew N. Presidente e CEO, The Dow Chemical Company
  • DEU Löscher, Peter Presidente e CEO di Siemens AG
  • USA Lynn, William J. Chairman e CEO di DRS Technologies, Inc.
  • GBR Mandelson, Peter membro della House of Lords, presidente, Global Counsel
  • USA Mathews, Jessica T. Presidente, Carnegie Endowment for International Peace
  • DEN Mchangama,Jacob direttore degli affari giuridici, Centro di studi politici (CePOS)
  • CAN McKenna, Frank vicepresidente, TD Bank Group
  • USA Mehlman, Kenneth B. Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
  • GBR Micklethwait, John Editor-in-Chief, The Economist
  • FRA Montbrial, Thierry de Presidente, Istituto Francese di Relazioni Internazionali
  • PRT Moreira da Silva, Jorge Primo Vice-Presidente, Partido Social Democrata (PSD)
  • USA Mundie, Craig J. Capo Research e Strategy Officer di Microsoft Corporation
  • DEU Nass, Matthias capo corrispondente internazionale, Die Zeit
  • NLD, H.M. la Regina dei Paesi Bassi
  • ESP Nin Génova, Juan María Vice Presidente e Amministratore Delegato, CaixaBank
  • IRL Noonan, Michael Ministro delle finanze
  • USA Noonan, Peggy Autore, Editorialista, The Wall Street Journal
  • FIN Ollila, Jorma Presidente, Royal Dutch Shell,
  • USA Orszag, Peter R. Vice Presidente, Citigroup
  • GRC,Papalexopoulos Dimitri Amministratore Delegato, Titan Cement Co.
  • NLD Pechtold, Alexander Leader parlamentare, Democrats ’66 (D66)
  • USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute
  • NLD Polman, Paul, CEO Unilever
  • CAN Prichard, J. Robert S. presidente, Torys LLP
  • ISR Rabinovich, Itamar Global Distinguished Professor, New York University
  • GBR Rachman, Gideon Capo Commentatore Affari Esteri, Financial Times
  • USA Rattner, Steven Presidente, Willett Advisors LLC
  • CAN Redford, Alison M. Premier di Alberta
  • CAN Reisman, Heather M. CEO, Indigo Books & Music Inc.
  • DEU Reitzle, Wolfgang CEO e Presidente, Linde AG
  • USA Rogoff, Kenneth S. Professore di economia, Harvard University
  • USA Rose, Charlie Editore esecutivo,
  • USA Ross, Dennis B. consigliere, Washington Institute for Near East Policy
  • POL Rostowski, Jacek ministro delle Finanze
  • USA Rubin, Robert E. Co-Chair, Council on Foreign Relations, ex Segretario del Tesoro
  • NLD Rutte, Mark Primo Ministro
  • ESP Sáenz de Santamaría Antón, Soraya Vice Presidente e Ministro per la presidenza
  • NLD Scheffer, Paul Professore di Studi Europei, Tilburg University
  • USA Schmidt, Eric E. Presidente Esecutivo, Google Inc.
  • AUT Scholten, Rudolf Membro del Consiglio di amministrazione, Oesterreichische Kontrollbank AG
  • FRA Senard, Jean-Dominique CEO, Gruppo Michelin
  • USA Shambaugh, David Director, Policy Program della Cina, George Washington University
  • INT Sheeran, Josette Vice Presidente, World Economic Forum
  • FIN Siilasmaa, Risto Presidente del Consiglio di Amministrazione, Nokia Corporation
  • USA Speyer, Jerry I. Presidente e Co-CEO di Tishman Speyer
  • CHE Supino, Pietro Presidente e Publisher, Tamedia AG
  • IRL Sutherland, Peter D. Presidente, Goldman Sachs International
  • USA Thiel, Peter A. Presidente, Clarium Capital / Thiel Capital
  • TUR Timuray, Serpil CEO, Vodafone Turchia
  • DEU Trittin, Jürgen Leader parlamentare, Alliance 90/Verdi
  • GRC Tsoukalis, Loukas Presidente, Fondazione ellenica per la politica europea ed estera
  • FIN Urpilainen, Jutta Ministro delle Finanze
  • CHE Vasella, Daniel L. presidente, Novartis AG
  • INT Vimont, Pierre Segretario Esecutivo Generale, Servizio europeo di azione esterna
  • GBR Voser, Peter CEO, Royal Dutch Shell plc
  • SWE Wallenberg, Jacob Presidente, Investor AB
  • USA Warsh, Kevin Distinguished Visiting Fellow, Hoover Institution, Stanford University
  • GBR Wolf, Martin H. Capo Commentatore Economia, Financial Times
  • USA Wolfensohn, James D. Chairman e CEO, Wolfensohn & Company
  • CAN Wright, Nigel Capo di Stato Maggiore, del Primo Ministro
  • USA Yergin, Daniel Presidente, IHS Cambridge Energy Research Associates
  • INT Zoellick, Robert B. Presidente, World Bank Group
Relatori
GBR Bredow, Vendeline von, The Economist
GBR Wooldridge, Adrian D., The Economist
Fonte: neovitruvian