sabato 14 aprile 2012

L’Italia spremuta come un limone si suicida ma nessuno ne parla, mentre il governo continua a spremere gli italiani.


Oramai è all’ordinedel giorno leggere sui giornali di suicidi dovuti alla crisi economica comequesti;


05/02/2012:San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore siimpicca.
02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsifuoco.
02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere sisuicida
09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale suun traliccio della corrente 09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovatoimpiccato.
10/03/2012: Torino, 59 anni, muratore si da fuoco.
14/03/2012: Trieste, 40 anni, appena disoccupato sida fuoco.
15/03/2012: Lucca, 37 anni, infermiera ingerisceacido.
21/03/2012: Lecce, 29 anni, artigiano si impicca.
21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.
23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore siimpicca.
27/03/2012: Trani, 49 anni, imbianchino disoccupatosi getta dalla finestra.
28/03/2012: Bologna, 58 anni, si dà fuoco davantiall'Agenzia delle entrate.
29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.
01/04/2012: Sondrio, 57 anni, perde lavoro, camminasui binari, salvato in tempo.
02/04/2012: Roma, 57 anni, corniciaio, si impicca.
03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore sispara.
03/04/2012: Gela, 78 anni pensionata si getta dallafinestra, riduzione della pensione
03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si sparacon un fucile.
04/04/2012: Milano, 51 anni, disoccupato siimpicca.
04/04/2012: Roma, Imprenditore si spara al pettocol fucile. La sua azienda stava fallendo.          14/04/2012: Savona artigiano si uccide“senza lavoro con due figli”
Da aggiungere all’elenco le mortinaturali, quelle dovute a fame, freddo, abbandono, malasanità conseguenze dellasituazione economica che vive il nostro paese, ridotto così da anni dimalgoverno e ingerenze. Ma la situazione nel resto dell’Europa è come inItalia? Possibile che l’UE non abbia saputo prevenire questo disastro? O forselo ha fatto ma come sempre l’Italia è inadempiente?


Nel 1992 (si avete letto bene 1992) la CEE ( Comunità EconomicaEuropea) divulgò a tutti gli stati membri questa “raccomandazione”, che diventeràsuccessivamente direttiva. Al momento ne godono tutti gli stati membri, trannel’Italia e la Grecia, perché il nostro governo non si è mai preoccupato diapplicarla. Si chiama REDDITO MINIMO GARANTITO.

Guardate questo breve filmato per capire di cosa stiamoparlando.



Certo questa soluzione modesta non è sufficiente a salvareun’azienda in crisi, ma a salvare l’economia del paese si. Come? Ad esempio conun reddito minimo garantito (circa 350 € mensili a persona) una famiglia con unmutuo, nel caso uno dei due coniugi perdesse il lavoro, non sarebbe costretto aperdere come troppo spesso avviene, anche la casa, in quanto avrebbe garantitala sua quota di mutuo. Qualunque disoccupato potrebbe accedere ad un piccoloprestito, finanziamento perche potrebbe fornire garanzie, anche se minime,sufficienti ad onorare la rata. Con questo sistema, anche se l’economia diminuissenon si paralizzerebbe com’è di fatto. Si continuerebbe ad acquistare e a fargirare un minimo di danaro che alimenterebbe l’economia.
In Italia si potrebbe applicare subito e integralmente ILREDDITO MINIMO GARANTITO, facendo tagli, ma non come da usanza agli italiani,ma agli sprechi come ad esempio i 10 miliardi di € annui che lo stato italianoutilizza per finanziare il lusso dello stato extracomunitario del Vaticano, dicui solo 1,3 miliardi sono derivanti dall’otto per mille, il resto (8,7miliardi) vengono sottratti alla collettività, a quelli che all’estero vengono chiamati ammortizzatori sociali, che nel nostro paese praticamente non abbiamomai visto. Purtroppo nel nostro paese, la classe dirigente non reputa uno spreco il finanziamento pubblico ai partiti, o quello di uno stato extracomunitario come il Vaticano, ma reputa spreco i servizi che invece dovrebbe garantire ai cittadini, sottoponendoli a continui tagli. È curioso fare questa riflessione, spesso chiamiamo “ladri”coloro che ci governano, il nostro sistema politico è uno dei più cari al mondo ma paradossalmente ci costa meno che finanziare il Vaticano. Solo 8 miliardi di euro contro i 10 che diamo allo Stato estero del Vaticano. Naturalmente l'Italia è l'unica nazione che finanzia il Vaticano. Anche la classe politica che continuiamo ad eleggere, si perche siamo noi a votarla, si fa bella solo in campagna elettorale, ormai hanno imparato che agli italiani basta fare promesse per essere eletti, nessuno tanto, si domanda se sono promesse realizzabili o no, quindi fanno a gara a chi la “spara più grossa”. Nella politica italiana sono all’ordine del giorno anche i vari scandali economici, un esercito di pirati che fanno di tutto tranne che governare il paese. All’estero quando un politico viene indagato è usanza che si dimetta,nel nostro paese invece è garantito l’ingresso in politica solo se hai sostanziosi precedenti, se sei una persona con attitudine all'intrallazzo, se per sbaglio hai idee oneste sei tagliato fuori, non vai bene per questo sistema. Concludendo, siamo nelle mani di una classe politica eletta da noi che però non ci rappresenta, difficilmente potrebbe farlo perche non ascolta, non dialoga con le esigenze del paese, anche perchè loro la crisi non la sentono, loro guadagnano almeno 20.000 € al mese, più gli extra. Hanno scelto una linea contraria aquella scelta resto dell’U.E. che anziché produrre benessere, produce povertà e paralizza un intero sistema economico. Paradossalmente la classe sociale più stabile è diventata quella che una volta era la più povera e indifesa, i pensionati che almeno, per ora possono contare su poco, ma ogni mese. Stanno continuando a spremere gli italiani come limoni, ma si sa che anche i limoni non hanno succo all’infinito e quello degli italiani pare proprio che sia finito. Gli unici che possono essere spremuti finche avranno lavoro sono i dipendenti dai quali arriva allo stato sotto forma di danaro contante, quasi la metà della loro busta paga ogni mese. Per il resto della popolazione, quella che non lavora, resta l’agonia di cercare di sopravvivere in un sistema nemico dello stato, sperando che sul percorso non arrivino cancri come Equitalia. In questo caso è la fine per il contribuente che viene depredato dallo stato di tutto ciò che possiede, fosse anche solo un televisore.