mercoledì 20 giugno 2012

Flash: il Senato autorizza l'arresto di Lusi


19:37 20 GIU 2012 
(AGI) - Roma, 20 giu. - L'aula del Senato ha autorizzato, con voto palese, la richiesta d'arresto avanzata dalla Procura di Roma perLuigi Lusi. I si' sono stati 155, i no 3, un astenuto. Il Pdl non ha partecipato al voto.
"Non mi sento un capro espiatorio ma sto vivendo un incubo e chiedo rispetto come persona" ha detto Lusi al termine delle votazioni. "Questo voto deve essere un insegnamento per tutti", ha sottolineato l'ex tesoriere della Margherita. "Ora devo pagare un prezzo", ha aggiunto. "Spero che ci sia un giudice a Roma e non solo a Berlino. Continuo ad avere fiducia nella magistratura. Questo voto e' il segno dei tempi", ha detto ancora, "sono un cittadino normale, anzi ora piu' normale di altri. Puo' succedere, ma quanti sono nelle mie stesse condizioni che vengono rinchiusi in carcere e poi rilasciati?", si e' chiesto Lusi. "Ci rivedremo a Natale", ha promesso infine l'ex tesoriere.
Lei ha gia' detto tutto? "No, no, ci sono ancora una marea di approfondimenti". Cosi' parlando con i giornalisti al Senato dopo il via libera al suo arresto. "Non mi dimettero' da senatore, voglio combattere da senatore" ha sottolineato Lusi. "Mi mandano in carcere - ha aggiunto - si sono assunti una responsabilita' politica". "Io avrei scommesso - ha poi proseguito - viaggi
alle Bahamas che mai sarei andato in carcere, non l'avrei mai immaginato. Mi sembrava un'ipotesi fuori dalla grazia di Dio".
Lusi aveva parlato per circa mezz'ora in aula prima del voto tornando a ribadire la sua linea difensiva: i vertici della Margherita sapevano, c'era un "patto fiduciario", la richiesta di arresto nei suoi confronti ha un carattere "vessatorio" e dire di si' alla richiesta della Procura di Roma serve soltanto a farlo diventare un "capro espiatorio" davanti ai "forconi della piazza, il colpevole per tutte le stagioni". Aveva chiesto quindi la possibilita' di difendersi in un giusto processo "senza inutili forzature che possono momentaneamente pagare l'ondata di antipolitica". L'ex tesoriere della Margherita, poi, si era assunto le sue responsabilita' "morali e politiche" ma aveva precisato di non essere reo confesso: "L'ammissione non e' confessione, l'assunzione di responsabilita' non vuol dire essere reo confesso". E ancora: "C'e' un'anomalia procedimentale che ha portato all'infamante accusa di associazione a delinquere e alla richiesta di arresto. Solo per questo reato e' chiesta la mia custodia cauitelare in carcere, che non e' prevista per l'appropriazione indebita".