sabato 30 giugno 2012

Grazie a Formigoni la Lombardia ha le ricette più care d’Italia: 142 milioni di euro di ticket pagati nel 2007 e 237 nel 2011


Ci sono precise scelte che dimostrano quanto Roberto Formigoni abbia governato male.
Ma che cattolici rappresenta Roberto Formigoni, che scenda dalla barca o no?
Non si spiega una spesa sanitaria così alta, imposta da una serie di accreditamenti che, nel corso del ventennio, non trova spiegazione logica se non nella promozione della sussidiarietà assistita coi soldi delle tasse. Il privato lavora, incassa, la Regione e lo Stato paga. Anzi, pagano i cittadini. Il servizio sanitario, anziché restare gratuito, riesce a diventare un problema economico, sommandosi al ridotto potere d’acquisto, alle pensioni basse, al carattere privato, chissà perché, delle farmacie. Ci sono contraddizioni che non si giustificano e che fanno crescere un desiderio nel cuore di molti lombardi: Formigoni se ne vada a casa, go home. Questa riforma sanitaria, nel corso di vent’anni, mette in crisi i pensionati e tutti coloro che
devono fare i conti con il prezzo dei farmaci.
Nessuna Regione italiana è ridotta in questo modo, con i ticket più alti. E questa sarebbe efficienza? L’efficienza è un sistema che funziona secondo le regole, che non rivoluziona la sanità per punire i redditi bassi. Se questo sistema tanto vantato in molti ambienti conservatori fosse stato proposto un tempo alla Dc credo che sarebbe stato respinto. Riporto un intervento di Settegiorni Pd Lombardia, che ripropone dati storici. I dati dell’azienda Federfarma, citati dal Pd, sono qui
p.z.
La Lombardia continua a far pagare ai cittadini i ticket sui farmaci più alti d’Italia. La spesa farmaceutica nella nostra regione è scesa solo del 5,8% nel 2011, a fronte di un calo medio italiano dell’8,6%: lo dimostrano i dati ufficiali di Federfarma. La principale ragione di questa contrazione ha a che fare con l’incidenza delle quote di partecipazione a carico dei cittadini. “Formigoni, commentando i dati lombardi, dice che questi dimostrano l’efficacia delle rigorose politiche di contenimento in atto da tempo nella regione, in realtà – spiega Alessandro Alfieri - omette di dire che la spesa farmaceutica è diminuita, ma che sono i cittadini, con l’aumento dei ticket, a pagare di più”. La compartecipazione sanitaria in Lombardia è cresciuta, dal 2007 al 2011, del 65%. Se nel 2007 i lombardi avevano pagato 142 milioni di euro di ticket, nel 2011 ne hanno pagati 237 milioni. In Lombardia si paga il ticket più alto d’Italia, 3,06 euro medi per ogni ricetta contro l’1,77 del Piemonte, o l’1,38 dell’Emilia Romagna ad esempio. “La Lombardia, pur essendo tra le regioni cosiddette virtuose, ossia senza piani di rientro sanitari, applica dal 2003 uno dei ticket sui farmaci più pesanti d’Italia – continua Alfieri – . Inoltre, manca, come noi abbiamo da tempo chiesto, ogni forma di progressività sul reddito per l’applicazione del ticket, così che il sistema risulta, oltre che gravoso, anche iniquo”.