sabato 30 giugno 2012

Italia colonia vaticana, non Stato europeo: così il nunzio apostolico nel 2010 impone la linea al Ppe: si votavano a Strasburgo due risoluzioni sull’omofobia e l’aborto


Encuentro con Luca VolontèEd ecco che cosa ci tocca venire a sapere, grazie alle ricerche di Democrazia Atea: una lettera del nunzio apostolico di Parigi Luigi Ventura, datata 8 gennaio 2010, per condizionare le scelte politiche del parlamento europeo. La lettera è rivolta a diversi deputati del Ppe e ne dirige l’orientamento politico. I testi scannerizzati sono inseriti qui sotto: cliccando ripetutamente su di essi li si può ingrandire anche più volte.
Non che ci sia da stupirsi: le idee di Luca Volonté (Udc), ad esempio, sono note, non c’è segreto. Viene allo scoperto però un documento che mostra quanto alcuni
parlamentari, per Costituzione senza vincolo di mandato ma in Italia, abbiano lavorato al servizio del Vaticano, non dello Stato italiano. E’ vero che non è in sé una novità, ma di questi tempi si tratta di un’invasione di campo urtante, assurda, marziana. Non si può nel 2010, e ancora nel 2012, pensare di impedire una legge sull’omofobia o di condannare l’omosessualità come una malattia, una devianza o chissà quale frutto dell’influsso del Demonio.
In altri tempi i rapporti fra Dc e Chiesa erano un’altra cosa, per quanto si trattasse di un legame di potere ostile allo sviluppo della democrazia. Paolo VI ebbe un colloquio riservatissimo con Mariano Rumor, allora segretario della Dc, per mettere a punto alcune strategie per evitare il successo delle idee che poi avrebbero condotto alla trasformazione della società che prende il nome di Sessantotto. Ma erano idee che sorgevano dalla ribellione alla società della disciplina, alla “militarizzazione della società” (nelle scuole, nelle fabbriche, ovunque disciplina e produttività) tipica del New Deal americano. Un mondo repressivo: potevano i giovani non ribellarsi prima o poi?
Ma in questi anni certi discorsi sono diventati medievali e stantii, senza senso, offendono il senso morale, l’innata simpatia, o desiderio di comunicazione e di condivisione, che gli esseri umani provano antropologicamente l’uno per l’altro e li spingono a vivere insieme in società, per quanto complicato spesso sia. Si tratta soprattutto di bassi giochi di potere, per controllare il Consiglio europeo con una serie di cavilli giuridici da giocare al momento opportuno, alla faccia dei cittadini di una società che, anche se alla Santa Sede non piace per niente, sta cambiando, e rispetto ai tempi di Mariano Rumor non è proprio più la stessa. Opporvisi  in modo cieco “senza negoziare” è illogico.
Insomma Luca Volonté e ciascun deputato del Ppe la pensi come vuole, ma lo Stato italiano è uno Stato europeo o una colonia del Vaticano? Già Pier Paolo Pasolini diceva chiaramente che dal punto di vista della morale c’è continuità significativa fra il Ventennio fascista e il successivo periodo democristiano. Non è nuova la tesi di Democrazia Atea ma conviene leggerli questi documenti che il nunzio apostolico invia a Luca Volonté. Il Vaticano si rivolge al deputato per evitare che al Parlamento europeo passino norme che metterebbe l’Italia in condizione di legiferare cose orribili per la Santa Sede. L’omosessualità va contrastata in ogni modo possibile. Il familismo deve restare il faro della morale nazionale e va imposto con la forza delle leggi. Allora l’Italia non è più europea. Si riduce per bene il peso dell’art. 18 per diventare europei, poi però si rifiuta l’etica laica largamente predominante in Europa.
Il testo del nunzio apostolico è in francese. Ne propongo la traduzione.
Il testo riportato nella prima pagina, sotto riportata, è il seguente:
Il deputato del Ppe Luca Volontè (Udc)
“Signor deputato, come sapete dal 25 al 29 gennaio 2010 avrà luogo a Strasburgo l’assemblea parlamentare del Consiglio europeo (Apce), alla quale parteciperanno delegazioni di parlamentari nazionali degli Stati membri del Consiglio europeo.
La Segreteria di Stato m’incarica di farvi parte della preoccupazione della Santa Sede a proposito di due progetti di risoluzione, il cui testo è in opposizione aperta alla legge naturale e ai valori promossi dalla Chiesa cattolica, e della necessità di partecipare attivamente al voto.
Alcuni membri del Partito Popolare Europeo, fra i quali i signori deputati Volontè, Farina e Gatti, sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno deposto degli emendamenti in vista d’un miglioramente di questi progetti di risoluzione.
Inviandole qui allegato un pro-memoria su questo argomento, mi permetto di invitarla a dare il vostro appoggio agli auspici della Santa Sede.
Ben inteso, resto a vostra disposizione per ogni eventuale chiarimento che possiate desiderate.
Ringraziandovi per la vostra attenzione, colgo questa occasione per augurarvi un buon anno 2010 e vi prego di accettare la rassicurazione della mia alta considerazione”.
La traduzione dell’allegato, cioè del documento in foto che appare più in basso, è la seguente:
PRO MEMORIA
per l’assemblea parlamentare del Consiglio europeo, Strasburgo, 25-29 gennaio 2010
1. Progetto di risoluzione sulla ”Discriminazione su base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”. Relatore: deputato Andreas Gross. Voto: 27 gennaio 2010.
Il testo pone gravi problemi. Si potrebbe tentare di far introdurre le idee seguenti:
- riaffermare il rispetto degli articoli 9 e 10 della Costituzione europea.
- Proporre una definizione legale di ”Hate speech”, [paura del proprio simile, da cui poi "Omofobia"] e riaffermare che questo concetto non può mai limitare la libertà d’espressione.
- Proporre una definizione legale di ”omofobia”, o abbandonare questo concetto.
- Introdurre una proposizione generale che riafferma il diritto fondamentale di libertà d’opinione religiosa, in pubblico come in privato, ivi compresa la libertà in materia di morale.
- Riaffermare il diritto fondamentale di ogni personale e delle organizzazioni religiose e confessionali d’agire
conformemente alle loro convinzioni morali e religiose.
- Riaffermare que il comportamento (ethos), morale o religioso degli utenti o dei fornitori di servizi non
sarebbe violato da giudizi sul valore della legalità della discriminazione.
- In riferimento all’articolo 12 della Costituzione europea, ricordare che questo articolo protegge solamente
il diritto delle persone di sesso differente di contrarre matrimonio.
- Riaffermare che, secondo la legge internazionale o europea, non c’è diritto au matrimonio o all’unione
delle persone dello stesso sesso.
Si questi emendamenti non sono accettati e se il testo della Risoluzione rimane inaccettabile, i parlamentari dovrebbero opporsi alla sua approvazione. Per eventuali chiarimenti, possono rivolgersi al deputato Luca Volonté, che coordina gli emendamenti d’accordo con la posizione della Santa Sede.
2. Progetto di risoluzione “15 anni dopo il programma d’Azione della Conferenza su Popolazione e Sviluppo”. Relatore: deputato Christine McCafferty. Voto: venerdì 29 gennaio 201.
Questo documento, fra l’altro, presenta l’aborto come un diritto della donna e ome un metodo di pianificazione familiare. Converrebbe appoggiare gli emendamenti presentati in prima istanza dai deputati Gatti e Volonté.
Se questi emendamenti non vengono accettati e se il testo della Risoluzione resta inaccettabile, i parlamentari dovrebbero opporsi alla sua approvazione.
3. In considerazione dei temi che sono dibattuti all’interno delle Istituzioni europee, la Santa Sede auspica che, in occasione di nuove elezioni, una preferenza sia accorda alle persone che rispettano il concetto cristiano della vita e del matrimonio. A questo proposito il professor Riccardo Ventre, deputato europeo anziano e giudice della Corte di Cassazione in Italia, sembra offrire le migliori garanzie per il posto di giudice della Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (voto: 26 gennaio 2010).
Per l’incarico di capogruppo del Partito popolare europeo nell’assemblea parlamentare del consiglio europeo è auspicabile che i membri di questo Partito s’esprimano sin dall’inizio a favore del deputato Luca Volonté, grande difensore della legge naturale e in possesso di una notevole esperienza politica.