sabato 23 giugno 2012

L’Asl diffida per la terza volta il gruppo che dice di curare i gay

Daniele Duso FONTE
MILANO – L’Asl diffida per la terza volta l’associazione che millanta di curare i gay. Le diffide inviate sono già due, ma lunedì ne partirà una terza, inviata da Asl Milano all’indirizzo dell’associazione Agapo, che sta per Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali, nata in contrapposizione all’Agedo, genitori di omosessuali che invece collaborano con le associazioni gay. La “colpa” di Agapo? Utilizzare il marchio di Asl Milano e Regione Lombardia per promuovere le proprie attività che, come si apprendere dal sito web di Agapo, mirano, tra il resto, a “offrire, in una dimensione di auto-mutuo-aiuto, ai genitori e familiari con persone care interessate dal problema dell’attrazione verso lo stesso sesso”.
IL FATTO –  A portare agli onori della cronaca la vicenda è la denuncia del signor Francesco Zanardi, attivista per i diritti degli omosessuali, che spiega di aver presentato un esposto al Tribunale di Milano poiché l’Asl ha finanziato “progetti di
associazioni cattoliche che si propongono di ‘curare’ gli omosessuali”. Una denuncia accolta e pubblicata su il Fatto Quotidiano, che riporta anche nomi (l’associazione Agapo, appunto, con il suo servizio telefonico ‘Amico segreto’) e cifre del finanziamento (2.600 euro).
LA VERSIONE DELL’ASL – Per conto dell’Asl Milano è lo stesso direttore, Walter Locatelli, a fornire una spiegazione che sgonfia l’intera questione. «Agapo ha partecipato, come molte altre associazioni,  con un progetto preciso a un bando regionale (il riferimento è alla Legge 23/99: bandi della Regione Lombardia per progetti a favore della famiglia, dell’associazionismo e del volontariato, ndr) – spiega Locatelli –. Era il 2010, il progetto presentato rientrava perfettamente nei parametri del bando, così abbiamo erogato all’Agapo 2.500 euro, nulla di più.» Un progetto per curare le persone omosessuali? «Assolutamente no, il progetto non parlava chiaramente di questo, ma piuttosto di un supporto psicologico da svolgersi al telefono, rivolto in particolare ai più giovani.» Insomma, nulla di scandaloso. «Anche perché altrimenti saremmo caduti nel ridicolo», aggiunge Locatelli.
DELLA LOTTA DELL’ASL CONTRO AGAPO – Ma allora da dove viene questo disagio dell’Asl nei confronti dell’associazione? «Tutto nasce qualche settimana fa, verso metà maggio – spiegano sempre dai vertici dell’azienda sanitaria milanese –, quando abbiamo ricevuto la denuncia di un attivista per i diritti degli omosessuali (lo stesso Zanardi, ndr) che ci avvisava dell’attività dell’Agapo e del fatto che su sito web e volantini era riportato il marchio di Asl Milano. Pur non entrando nel merito delle attività dell’associazione abbiamo diffidato l’Agapo dall’utilizzare il simbolo dell’Asl, dando loro otto giorni di tempo per togliere ogni riferimento dai loro documenti». E la seconda diffida? «Nasce sempre da una denuncia dell’attivista, giunta qualche giorno dopo. L’associazione aveva tolto i riferimenti dal sito, ma pare distribuisse volantini dove il marchio Asl Milano era ancora presente. Così il 29 maggio abbiamo inviato una seconda diffida». Anche perché nel frattempo pare che la questione fosse giunta fino a Strasburgo.
LA TERZA DIFFIDA – La storia finisce qui? «Noi pensavamo di sì – spiegano dall’Asl –, ma il fatto che oggi la questione sia uscita sulla stampa ci spinge a muoverci. Il nostro marchio, come quello della Regione, non può essere usato al di fuori dai termini temporali indicati dal bando, e in questo caso siamo andati ben oltre. Ogni altro uso, in ogni altro periodo, è del tutto improprio». Nulla da dire in merito al fatto che l’associazione si proponga di curare gli omosessuali? «Noi abbiamo valutato solo il progetto presentato due anni fa – spiega l’Asl – e quello era stato presentato in termini che non potevano lasciare dubbi, senza alcun difetto né di forma né di sostanza. Qualunque cosa facciano, comunque, non può essere pubblicizzata con il nostro marchio».
QUALCHE DETTAGLIO SU AGAPO – Ma chi è in realtà Agapo? L’Associazione, come si legge nel sito web, nasce nel 2006 dopo aver constatato che “dal momento che i nostri figli sono entrati nei ‘circuiti’ del mondo gay, si è aperta, o si è allargata, una profonda spaccatura all’interno della propria personalità”. Agapo è convinta che “sentenze come ‘tu sei così’ o ‘una volta gay sempre gay’ sono volte a togliere la libertà alla persona”. Tra le azioni concrete (il sito riporta testimonianze, consigli, documenti, link…) Agapo propone anche una preghiera a Dio: “Oh Signore, Dio nostro, a te ci rivolgiamo in sofferenza, per nostro/a figlio/a così ferito/a nel profondo del suo essere uomo/donna… Invia il tuo Spirito Santo per guidarci nei nostri affetti, pensieri e azioni. Aiutaci a comprendere il limite di quello che è nelle nostre mani. Aiutaci a vivere con serenità la nostra relazione con lui perché solo dall’amore può venire la guarigione”.