martedì 26 giugno 2012

“Papa, pensa tu alle case e alle aziende, che alle chiese ci pensiamo noialtri”

Fonte Quaderni Corsari

Una cittadina blindata, Rovereto di Novi stamattina. Transenne sin da Carpi, nessuno ha potuto oltrepassarle in auto dalle 9.30, poi dieci km di strada semideserta. Pochi si sono mossi in bicicletta o prima della chiusura in auto per raggiungere Rovereto sul Secchia, dopo la visita del Papa a Carpi. Elicotteri della Polizia che volavano alto sulla strada provinciale per garantire sicurezza, serie di automobili dei carabinieri, della Polizia, dei vigili urbani, posti di blocco lunga una strada deserta. Molti nemmeno hanno provato a raggiungere Rovereto, e sono rimasti a casa. Per altri la viva voce del Papa ha offerto un’esperienza unica di riflessione e di preghiera.
Il cartello di protesta esposto in piazza, su una transenna, parla chiaro, sia in dialetto emiliano che in tedesco: “Papa, pensa tu alle case e alle aziende che alle chiese ci pensiamo noialtri”. La protesta è appunto questa. Tutti parlano, nessuno agisce. Col timore, poi, che la Chiesa pensi alla ricostruzione delle Chiese. Si
parla dell’otto per mille che la Cei ancora non riesce a sbloccare a favore dei terremotati, a 2,5 milioni raccolti da una tv di cui si sono perse le tracce, dei soldi mandati con gli sms che non arrivano, mentre Benedetto XVI promette l’assistenza della Caritas, che si occuperà anche di “ricostruire il tessuto sociale delle parrocchie”. E non può bastare quando ci sono paesi che rischiano lo spopolamento.
Militari e poliziotti ovunque in una giornata tranquilla: la protezione del Papa è però una questione d’orgoglio.
p.z.