martedì 3 luglio 2012

Brasile. Fedeli in fuga dalla chiesa cattolica

FONTE ArticoloTre

Mentre il numero dei cattolici diminuisce drasticamente nel Paese verdeoro, le chiese evangeliche vivono un vero e proprio boom: +44% di fedeli dal 2000 ad oggi. Con questo ritmo, fra 30 anni, i cattolici saranno minoranza nel Paese, mentre nel 1950 rappresentavano il 93% della popolazione.
-Andrea Torrente – corrispondente da San Paolo – 2 luglio 2012 – Una vera e propria diaspora di fedeli è quella che sta vivendo la chiesa cattolica da dieci anni a questa parte. Un esodo di massa verso la miriade di chiese evangeliche che ogni giorno attraggono centinaia di nuovi adepti, a volte con metodi ai limiti della legalità, o quantomeno dell´etica.
Le statistiche divulgate in questi giorni mostrano che i cattolici costituiscono attualmente il 64% della popolazione, mentre gli evangelici rappresentano il 22%. Nel 2000 erano il 71% contro il 15%. Un vero e proprio travaso di fedeli al ritmo di 465 al giorno per dieci anni. Tra il 2000 e il 2010 sono cresciuti anche i “senza religione” che oggi rappresentano l´8% del totale.
Di questo passo, nel 2030, i cattolici scenderanno sotto il 50%, mentre per il 2040 è previsto il sorpasso
degli evangelici. Dati allarmanti dunque per santa romana chiesa che non riesce a mettere un freno alla migrazione di fedeli. L´anno prossimo ci proverà direttamente il Papa nel suo viaggio già programmato a Rio de Janeiro in occasione della giornata mondiale della gioventù.
Il successo delle chiese evangeliche e neopentecostali si spiega grazie alla frammentazione e alla capacità di adattamento alle variegate situazioni sociali del Paese. In particolare guadagnano spazio e fedeli all´interno delle favelas nelle periferie delle grandi città: “La chiesa cattolica è centralizzata, ad esempio per quanto riguarda la formazione dei suoi preti – spiega il professore della Scuola nazionale di Scienze statistiche José Eustaquio Diniz Alves al quotidiano O Globo – mentre la formazione dei pastori evangelici avviene più rapidamente. Un´altra caratteristica delle chiese evangeliche è quella di “personalizzare” la fede: hanno un messaggio per ogni gruppo sociale, con chiese che si adeguano al pubblico omosessuale o a quello, per esempio, dei surfisti”.
Lo Stato di Rio de Janeiro è quello con il minor numero di cattolici (46%), mentre gli evangelici si fanno largo in tutta la regione del sudest. I cattolici resistono soprattutto nel nord e nel nordest del Paese.
In crescita, anche se su basse percentuali, è la popolazione che si dichiara appartenente alla comunità espirita, che ad oggi somma il 2% del totale. Stabili intorno allo 0,3% i fedeli delle religioni di origine africana umbanda ecandomblé.
Non è dunque solo l´economia verdeoro a crescere rapidamente, ma è anche la società, in uno degli aspetti più radicati della tradizione brasiliana, a cambiare a ritmi frenetici. E questo cambiamento mette in luce la profonda crisi di rinnovamento della chiesa cattolica incapace di parlare e farsi capire dalle masse di poveri, ma anche dai milioni di brasiliani entrati negli ultimi dieci anni a far parte della nuova classe media.