sabato 7 luglio 2012

Comuni liguri tra i più esosi d'Italia (anche senza Imu)


Secondo Confartigianato Liguria su dati Istat, ogni ligure spende 572 euro all'anno in tributi comunali e 1.218 euro per le entrate correnti da trasferimenti statali. A incidere soprattutto le spese del personale che costa 348 euro a cittadino. Nell'ultimo anno l'aumento è stato del 6,1% contro il 2,9% della media nazionale. A livello procapite, negli ultimi cinque anni, i liguri hanno pagato 270 euro in più rispetto al resto d'Italia con 1.218 euro. La nostra regione si piazza al quarto posto in Italia, dopo Valle d'Aosta, Trentino e Sicilia per le spese del personale con 348 euro ad abitante, contro la media nazionale di 270 euro. Per il sociale poco meno dell'11% e all'istruzione il 7,8%.

  In attesa che si definiscano le aliquote Imu, i Municipi liguri sono al primo posto in Italia nella classifica dell'autonomia finanziaria. Tradotto: più forte rispetto alle
altre regioni in Liguria si fa sentire la quota parte delle entrate tributarie sulle quali i Comuni hanno margine decisionale rispetto al totale delle entrate correnti.
Nel 2010, secondo i dati Istat, l'autonomia finanziaria dei Comuni liguri ha raggiunto il 47%, circa 9 punti percentuali in più rispetto alla media delle amministrazioni municipali italiane (38,9%). Ogni ligure, in media, spende 572 per i tributi comunali, circa 200 euro in più rispetto alla media nazionale. A incidere sul totale sborsato è stato il prelievo dell'Ici per 248 euro (media italiana 160), seguita dalla Tarsu (la tariffa per i rifiuti solidi urbani) per 100 euro (media italiana 92 euro) e infine dall'addizionale Irpef per 68 euro (media italiana 48 euro).
L'ammontare medio dei trasferimenti correnti è lievemente superiore rispetto alla media nazionale: 399 euro (di cui 294 dallo Stato) ad abitante contro i 388 del resto d'Italia. Elevato anche il totale delle entrate extratributarie provenienti da tariffe, servizi comunali, parcheggi pari a 247 euro a cittadino contro i 198 della media dei Comuni italiani.
«Nel 2010 – spiega Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – le entrate correnti dei Comuni liguri ammontano a circa 1,9 milioni di euro e comprendono tributi, trasferimenti dallo Stato e da altri enti, entrate extratributarie cioè le tariffe. Nell'ultimo anno l'aumento è stato del 6,1% contro il 2,9% della media nazionale.
Tra il 2006 e il 2010 le entrate correnti, inoltre, sono aumentate dell'11,5% meno del complesso dei Comuni italiani che hanno registrato in media un aumento del 13,8%. A livello procapite, negli ultimi cinque anni, i liguri hanno pagato 270 euro in più rispetto al resto d'Italia con 1.218 euro».
Ma dove vanno a finire i soldi versati dai cittadini liguri?

«Per lo più nelle spese di amministrazione generale, al cui interno ci sono le spese per il personale comunale – commenta Costi – la nostra regione si piazza al quarto posto in Italia, dopo Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Sicilia per le spese del personale con 348 euro ad abitante, contro la media nazionale di 270 euro».
Personale ma non solo.
Dei 2.450 milioni di euro di spesa complessiva per il funzionamento delle macchine comunali, il 30% (739 milioni) è assorbito dalle uscite per l'amministrazione generale, per il 21,7% per territorio e ambiente, per il 15,1% per viabilità e trasporti.Per il sociale poco meno dell'11% e all'istruzione il 7,8%.
«Il trend delle spese correnti è in ascesa – puntualizza Costi – essendo aumentata tra il 2009 e il 2010 del 4,6%, il doppio rispetto alla media nazionale del 2,1%. Guardando però al quinquennio 2006-2010 la velocità di crescita della spesa è stata inferiore rispetto alla media italiana: +13,2% della Liguria contro il +14,8% nazionale. A livello procapite però i liguri spendono decisamente di più dei cittadini del resto d'Italia: 1.131 euro contro 887 della media italiana».

Confcommercio