mercoledì 11 luglio 2012

Da un nostro lettore, "con angoscia"


Da un nostro lettore, "con angoscia"

Al Presidente della Repubblica,
al Ministro Fornero,
alla Direzione Nazionale del Partito Democratico
e p.c. alla Corte Costituzionale
ai Partiti Politici Locali e Nazionali: PD, IDV, Lega Nord, M5S, SEL, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, PCL
ai Sindacati
ai mass media locali e nazionali a Beppe Grillo
OGGETTO: Riforma Fornero - art. 18
Egregio Presidente, Onorevole Ministro, Onorevoli Compagni (o ex?), nonché difensori dei diritti dei lavoratori (a parole?) vi scrivo questa lettera per segnalarvi
la mia situazione ed esprimervi il mio sgomento e il mio sdegno in merito alle vicende in oggetto.
Sono un Lavoratore dipendente da oltre 20 anni, ex delegato sindacale e attivista fino a quando la Società Reefer Terminal del Porto di Savona – Vado ha deciso di espellermi dal ciclo produttivo intentando contro la mia persona procedimenti di licenziamento (per ben tre volte) con motivazioni strumentali tantoché gli stessi fino ad ora sono stati ritenuti illegittimi dai Giudici del Lavoro.
Mi pare superfluo sottolineare come ciò sia stato reso possibile in virtù del precedente Stato di Diritto dell’art. 18 e che ora viene meno "grazie" al Vostro operato.
Fin dai primi dibattiti sul tema in oggetto, ho seguito con attenzione l'evolversi delle discussioni e mi sentivo un poco rassicurato dalle dichiarazioni apprese dai mass media (Porta a Porta, Agorà, Ballarò, ecc. ecc.) dagli Onorevoli: Bersani, Damiano, Fassina.
Successivamente, in conseguenza del susseguirsi di dichiarazioni e smentite tra gli esponenti del PD, mi sono allarmato ed ho tentato senza successo di colloquiare con i predetti e, nonostante le gentili rassicurazioni delle Segretarie con cui ho parlato in merito al fatto che gli onorevoli non si negassero al cittadino e non assumessero comportamenti simil VIP, non ho avuto il piacere di ricevere nessuna risposta come promesso ne direttamente da loro ne eventualmente da un loro Collaboratore (e va già bene che dicono di essere sul territorio e vicino ai cittadini!).
Il caso vuole che mentre si capiva che il Governo Monti poneva la fiducia sul decreto in oggetto, mentre il PD votava a favore, la CGIL rinviava ad ottobre 2012 lo sciopero proclamato a suo tempo.
Quanto all'illustrissimo Presidente della Repubblica, mi domando come sia possibile che in qualità di Garante della Costituzione, possa aver sollecitato fortemente questa riforma elaborata da un Ministro che dichiara con disinvoltura che "il lavoro non è un diritto" dimenticandosi su che basi si fonda la nostra Repubblica. Inoltre, in merito agli aspetti di costituzionalità, non essendo un giurista, da semplice cittadino, osservo come il nuovo testo art. 18 non sia uguale per tutti i lavoratori discriminando l'impiego privato rispetto a quello pubblico e non mi capacito di come non se ne siano accorti tutti quei professori e/o esperti tecnici.
È inconcepibile come le Istituzioni colpiscano sempre i più deboli anziché combattere il malaffare e la corruzione, i condannati e gli inquisiti che siedono in Parlamento sono forse la testimonianza di come lo Stato sia forte con i deboli e debole con i forti? per cambiare le cose in questo Paese bisogna darsi fuoco ed auspicare una rivolta in stile Primavera Araba?
Adesso che la riforma del lavoro è legge mi aspetto di ricevere un ulteriore lettera di licenziamento dalla quale non potrò più difendermi e con ciò come provvederò al mio sostentamento? Chi mi assumerà a 43 anni? La CGIL? Il PD? Il Ministero del Lavoro oppure il Quirinale alle strette dipendenze del Presidente della Repubblica?
Con angoscia,
Salvatore Folmi