lunedì 2 luglio 2012

Denuncia PONTIFEX; Due articoli indirizzati a Zanardi, ledono pesantemente la dignità e il decoro degli omosessuali.



Nei giorni scorsi, a seguito di una denuncia (link 1) per presunti finanziamenti illeciti da parte di una ASL verso un servizio telefonico riconducibile alle così dette “terapie riparative” venivo attaccato mediaticamente dall’autorevole sito cattolico Pontifex Roma, il quale è più volte stato oggetto di denuncia per istigazione all’odio basato sull’orientamento sessuale (link 2) (link 3). Oltre a essere ritratto come un malato in quanto omosessuale, la mia posizione politica sarebbe anche un rischio per la democrazia in Italia, al punto tale di essere paragonato ad un dittatore. Umiliante soprattutto il fatto che venga anche ridicolizzato il diritto per le coppie omosessuali di poter accedere ad una programmazione di vita di coppia e formare una famiglia. Doveroso ricordare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, esclude da anni l’omosessualità dall’elenco delle patologie. L’omosessualità è un orientamento sessuale non una malattia tanto meno una devianza della personalità. Le lotte di civiltà che da anni, non solo io conduco in questo paese, sono lotte per diritti come quelle che fece per esempio Rosa Parks per le persone di colore. Senza persone come lei, probabilmente oggi Obama non sarebbe il Presidente degli Stati Uniti. Il diritto di formare una famiglia è sancito anche nella
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, applicato da anni in tutti gli stati membri, tranne che in Italia, al momento ancora in’adempiente e priva anche di una legge contro l’omofobia. Vanno ricordate le affermazioni da parte della frangia estremista e anche autorevole della chiesa cattolica riguardo gli omosessuali, la quale si esprime con affermazioni del tipo che gli omosessuali andrebbero tutti rinchiusi. Non sono meno preoccupanti le posizioni ufficiali della chiesa nei confronti dei gay. Nella risoluzione ONU del 2008 infatti il Vaticano votò parere contrario alla depenalizzazione della pena di morte per le persone omosessuali. Certe affermazioni infatti spesso si adoperano da parte di fanatici a diventare un vero e proprio innesco omofobo, che si traduce in violenza e razzismo nei confronti dei gay. Ritengo in’oltre che le pubblicazioni dell’editoriale non possano ritenersi all’interno della libertà di opinione,  dubito che le stesse dichiarazioni fatte nei confronti del clero sarebbero tollerate. Dello stesso avviso oltre a buona parte dell’opinione pubblica, anche alcuni sistemi di blocco automatico della rete i quali prima di aprire i link contenenti gli articoli che mi riguardano segnalano che si sta tentando di accedere a una pagina web che è in violazione dei criteri per l’utilizzo di internet” vedi allegati.
Nella denuncia presentata oggi alla Procura di Savona chiedo oltre che vengano presi provvedimenti nei confronti dell’editoriale, oltre a un risarcimento per la diffamazione, per il danno subito e per le notizie false e tendenziose divulgate nel secondo articolo, col chiaro obbiettivo di screditarmi vengo associato ad immagini che non mi appartengono e pubblicate da altri, in gruppi di Facebook di cui non sono né il fondatore, né il proprietario. Chiedo anche che venga valutata la possibilità di personale tutela, in quanto va ricordato che sono stato oggetto in un recente passato, di aggressioni da parte di ignoti. In’oltre vi sono state altre intimidazioni e danneggiamenti a proprietà personali, mai rese note alla stampa ma comunque denunciate e oggetto di indagine.

Francesco Zanardi
Segretario ligure di DA