martedì 3 luglio 2012

«Nostra figlia seviziata a scuola»


La sede della Procura di Savona
La sede della Procura di Savona
Savona - Il caso di una studentessa di 16 anni, disabile, al centro di presunte molestie ed episodi di discriminazione da parte dei compagni di classe rende ancora più torrida l’estate all’istituto Alberti di Savona.
L’esposto denuncia presentato nei giorni scorsi in procura dall’avvocato della famiglia della ragazzina sembra non lasciare dubbi sulla gravità della vicenda. E piomba come un fulmine a ciel sereno sull’istituto savonese già alle prese con rapporti tormentati e difficili tra una parte del corpo insegnanti e il preside Domenico Amato. Alcuni insegnanti, tra cui Adriana Caviglia, avrebbero pronta una denuncia per mobbing nei confronti del responsabile della scuola.
Tornando alla ragazzina, invece, si parla di gesti di scherno, minacce, toccamenti fisici «manomissioni nella persona tramite ombrelli ed oggetti acuminati», ma anche di presunti danneggiamenti a materiale scolastico e furti di merende e bibite. Un passo, quello dell’avvocato
Cristiano Angelini, che sarebbe solo l’ultimo episodio di un rapporto difficile tra la ragazzina e il resto della classe.
Già a maggio infatti i genitori avevano presentato un esposto alla questura su un episodio del quale sarebbe rimasta vittima la giovane studentessa, ma che sarebbe stato risolto a conclusione di una serie di confronti con l’insegnante di sostegno, i genitori della ragazzina e i responsabili della scuola.
«L’istituto ha fatto quello che poteva - chiarisce la vice preside Tiziana Saino - Abbiamo discusso il caso in consiglio di classe e adottato provvedimenti disciplinari nei confronti dei ragazzi che si sono resi colpevoli della non integrazione del diverso e anche la famiglia si era dichiarata soddisfatta di quanto fatto dalla scuola».
Insomma una vicenda dai contorni ancora poco chiari soprattutto alla luce delle differenti versioni dei fatti. Di certo c’è la richiesta di intervento della magistratura affinché vengano individuate «tutte le persone ignote quali responsabili dei reati previsti». Tra questi l’avvocato Angelini prevede le lesioni, le minacce, l’abbandono di persone minori o incapaci e il danneggiamento.
Insomma uno scenario evidentemente opposto a quello in cui si sarebbero lasciati i responsabili della scuola e la famiglia alla vigilia degli scrutini. «Come scuola non ci resta che aspettare. Abbiamo fatto quello che si poteva» aggiunge la vice preside Saino. Che sicuramente in quella classe il comportamento di qualche studente non sia stato ottimale lo si desume dalle stesse prese di posizione della scuola. «Non è vero che si siano verificati episodi di bullismo in quella classe - sbotta un’insegnante che chiede di mantenere l’anonimato - Si tratta di ragazzi vivaci, esuberanti, ma niente più».
A questo punto non resta che attendere l’esito dell’eventuale inchiesta della procura che potrebbe anche decidere di archiviare la vicenda.


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