venerdì 21 settembre 2012

Germania, fuori dalla chiesa se fuori da anagrafe


In un servizio di Radio Vaticana i dettagli del decreto della chiesa tedesca su quanti dichiarano di non essere più cattolici: parla il gesuita Hans Langendoerfer

RedazioneRoma


La Conferenza episcopale tedesca ha pubblicato un Decreto, approvato
dalla Santa Sede, in cui si chiarisce che quanti tra i fedeli dichiarano all’anagrafe civile di non appartenere più alla Chiesa cattolica non potranno più partecipare in modo attivo alla vita della comunità ecclesiale e quindi alla vita sacramentale. Lo
riferisce allaRadiovaticana in un servizio con intervista al padre gesuita Hans Langendoerfer.
 
Il nuovo Decreto, valido per la Germania, ribadisce che non si potrà più fare la distinzione tra appartenenza «civile» e appartenenza «spirituale» alla Chiesa cattolica. In Germania vige un particolare sistema giuridico, che ha tra i suoi aspetti anche quello del finanziamento delle varie Chiese, secondo il quale il fedele di ogni comunità risulta iscritto all’anagrafe come appartenente ad una data confessione religiosa.

Questa iscrizione comporta un contributo per il sostegno economico di quella Chiesa. Il Decreto entrerà in vigore dal prossimo 24 settembre.
  

Il segretario generale della Conferenza episcopale, il padre gesuita Hans Langendoerfer, spiega all’emittente pontificia che «Chi chiede all’anagrafe di cancellare la sua appartenenza alla Chiesa cattolica non farà più parte in nessun modo della comunità ecclesiale. Non si può fuoriuscire dalla dimensione civile della Chiesa e definirsi al medesimo tempo cattolico.

Questo è il punto fondamentale del Decreto. Questa, tra l’altro, - osserva il gesuita - è stata da sempre la posizione della Conferenza episcopale e siamo contenti che ora sia anche scritto e approvato in modo ufficiale.

Qui sta la differenza con il passato: ora il parroco dovrà occuparsi direttamente di chi intende abbandonare la Chiesa.

Con questo documento vogliamo dimostrare di occuparci anche di coloro che non vogliono più far parte della Chiesa». «Coloro che chiederanno di essere cancellati come cattolici dall’anagrafe, - spiega il segretario della Conferenza episcopale - riceveranno una lettera dal parroco della loro zona.

Si chiederà loro un incontro e un colloquio. Si cercherà di capire in questo dialogo le motivazioni che hanno indotto a una tale decisione. Si spiegherà anche quali saranno le conseguenze collegate alla fuoriuscita.

Ovviamente, i sacerdoti cercheranno di far cambiare idea a queste persone, così da poter loro dare la possibilità di partecipare alla vita della Chiesa, con annessi i doveri».