venerdì 20 aprile 2012

Applicazione anche in Liguria del reddito minimo garantito.


Al Presidente della Regione Liguria
Claudio Burlando
Ai Sig.ri Consiglieri Regionali

Oggetto; applicazione anche in Liguria del reddito minimo garantito.

Chiediamo alla Regione Liguria, che ne ha competenza e spettanza, di applicare la proposta di legge Regionale N. 95 del 2010, arenata dal 21 giugno 2011 alla quinta Commissione Regionale.

La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea è diventata, col Trattato di Lisbona, vincolante per ogni Stato dell’Unione.
L’articolo 34 della Carta impone di “garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti”.
I governi europei, contro il volere del Parlamento Europeo, garantiscono le banche ma si rifiutano di dotare l’Unione Europea delle risorse necessarie per politiche sociali.
Lo Stato italiano oggi limita il suo impegno a finanziare i cosiddetti ammortizzatori sociali.
L’Italia è l’unico paese, insieme alla Grecia, che resta in’adempiente di fronte alla raccomandazione CEE del 1992 e non prevede forme di reddito di cittadinanza garantito.
Democrazia Atea Agorà di Genova, tenendo conto che esiste già in Regione Liguria la Proposta di legge N. 95 del 2010, arenata dal 21 giugno scorso presso la quinta Commissione Regionale, tenendo conto della situazione drammatica che la Liguria sta vivendo, considerato che la Regione Liguria ha competenza e completa autonomia decisionale, richiede di legiferare ed istituire come già avviene in altre regioni italiane un reddito minimo garantito per tutti i residenti che vivono con un reddito inferiore alla soglia di povertà.

Francesco Zanardi
Democrazia Atea Agorà di Genova







giovedì 19 aprile 2012

2012 - FUGA DA GOLDMAN SACHS by Byoblu


Lo strano caso dell' "incidente" delle commissioni bancarie in Parlamento, e l'outing di Greg Smith, alto dirigente di Goldman Sachs, che si dimette e accusa pesantemente la banca d'affari sul New York Times.

Chi l’ha visto: Elisa Claps e le velate accuse di pedofilia in diretta


chi-l'ha-visto-elisa-claps-giustiziaIeri sera è andata in onda la puntata settimanale della trasmissione Chi l’ha visto, incentrata sulle donne scomparse, un collegamento con Somma Vesuviana per la fiaccolata per ricordare Melania Rea ed un altro con la mamma di Elisa Claps.
Il collegamento con Filomena e Gildo Claps ha dato modo alla mamma di Elisa, di esprimere il proprio sdegno nei confronti del  Monsignor Superbo.
La novità, che è stata comunicata da parte diFederica Sciarelli insieme alla signora Filomena, riguarda la Chiesa della Santissima Trinità,a Potenza in cui è stato ritrovato il corpo di Elisa nel sottotetto dell’adiacente canonica, il 17 marzo di due anni fa.
La chiesa è stata riaperta dopo la raccolta di circa 2000 firme di potentini.Il mons. Superbo aveva già dichiarato, che la Chiesa non era sconsacrata, nonostante il ritrovamento nelle sue mura del corpo di Elisa, perché il delitto non è avvenuto all’interno della Chiesa, ma nei piani alti. Per l’omicidio è stato condannato a 30 anni con il rito abbreviato, Danilo Restivo che ha ucciso Elisa con 30 coltellate.
Ma dove è stata rapita Elisa, forse proprio nella chiesa o nella canonica? La signora Filomena dice di non essere contraria alla riapertura della chiesa, che per lei è morta quando è morta Elisa. Ma certamente il Monsignor non può spiegare come è possibile, che siano stati fatti dei lavori di ristrutturazione, proprio dove si trovare il corpo di Elisa, a pochi centimetri di distanza dalla sua testa, e nessuno abbia visto nulla.
Non sarebbe stato meglio dedicare la struttura ad un’associazione in difesa delle donne, come era già stato detto?
Poi lo sfogo di Filomena continua, e Federica Sciarelli la lascia proseguire, in diretta, la donna parla dipedofilia, e che non vuole aggiungere altro. Federica spinta anche dagli autori del programma, chiede conferma della parola utilizzata da Filomena, e sulla quale certamente la donna dovrà dare spiegazioni maggiori.
La signora Claps non si riferisce al materasso con le tracce di sperma ritrovato nel sottotetto che è agli atti, ma ad altro. Poi conclude il Mons. Agostino Superbo non mi faccia parlare.

Chi l’ha visto: Elisa Claps e le velate accuse di pedofilia in diretta


chi-l'ha-visto-elisa-claps-giustiziaIeri sera è andata in onda la puntata settimanale della trasmissione Chi l’ha visto, incentrata sulle donne scomparse, un collegamento con Somma Vesuviana per la fiaccolata per ricordare Melania Rea ed un altro con la mamma di Elisa Claps.
Il collegamento con Filomena e Gildo Claps ha dato modo alla mamma di Elisa, di esprimere il proprio sdegno nei confronti del  Monsignor Superbo.
La novità, che è stata comunicata da parte diFederica Sciarelli insieme alla signora Filomena, riguarda la Chiesa della Santissima Trinità,a Potenza in cui è stato ritrovato il corpo di Elisa nel sottotetto dell’adiacente canonica, il 17 marzo di due anni fa.
La chiesa è stata riaperta dopo la raccolta di circa 2000 firme di potentini.Il mons. Superbo aveva già dichiarato, che la Chiesa non era sconsacrata, nonostante il ritrovamento nelle sue mura del corpo di Elisa, perché il delitto non è avvenuto all’interno della Chiesa, ma nei piani alti. Per l’omicidio è stato condannato a 30 anni con il rito abbreviato, Danilo Restivo che ha ucciso Elisa con 30 coltellate.
Ma dove è stata rapita Elisa, forse proprio nella chiesa o nella canonica? La signora Filomena dice di non essere contraria alla riapertura della chiesa, che per lei è morta quando è morta Elisa. Ma certamente il Monsignor non può spiegare come è possibile, che siano stati fatti dei lavori di ristrutturazione, proprio dove si trovare il corpo di Elisa, a pochi centimetri di distanza dalla sua testa, e nessuno abbia visto nulla.
Non sarebbe stato meglio dedicare la struttura ad un’associazione in difesa delle donne, come era già stato detto?
Poi lo sfogo di Filomena continua, e Federica Sciarelli la lascia proseguire, in diretta, la donna parla dipedofilia, e che non vuole aggiungere altro. Federica spinta anche dagli autori del programma, chiede conferma della parola utilizzata da Filomena, e sulla quale certamente la donna dovrà dare spiegazioni maggiori.
La signora Claps non si riferisce al materasso con le tracce di sperma ritrovato nel sottotetto che è agli atti, ma ad altro. Poi conclude il Mons. Agostino Superbo non mi faccia parlare.

Monti incredibile “Suicidi? Neanche tanti, in Grecia ce ne sono stati di più


- R.C. 19 aprile 2012- Incredulità mista a sgomento, per le dichiarazioni del premier Mario Monti nella conferenza stampa a seguito del Consiglio dei ministri.
Per Monti, 22 suicidi in meno di quattro mesi non sono gran cosa, se paragonati ai 1276 avvenuti in Grecia.
Quando anche uno solo di questi gesti frutto di una disperazione dovuta agli errori della politica assente, e di un sistema bancario carnefice, avrebbe dovuto quantomeno far riflettere il capo dell’esecutivo.
Non è stato sufficiente non aver ascoltato queste persone schiacciate dal terremoto finanziario provocato dall'universo  che Monti e i suoi tecnici hanno rappresentato e continuano a rappresentare, adesso si arriva a minimizzarne il ruolo e addirittura diventano materia di statistica.
La gente si sta stufando di un Monti che continua ad agitare lo spauracchio della Grecia, i cittadini non sono solo carne da macello o idioti da terrorizzare, senza che gli si prospetti un futuro, una crescita. Chiedono una visione del futuro.
Perché il premier continua a ritoccare le tasse del ceto medio e medio basso verso l’alto, mentre non si avverte un contrasto efficace sull’economia sommersa, il taglio della spesa pubblica o la guerra al sottobosco della burocrazia corrotta?
Prendiamo atto che questo governo si limita a spaventare e basta, cosa che gli riesce benissimo grazie al grande assente: la politica, quella vera, non la farsa cui stiamo assistendo.

Nicolick sui corsi anti-pedofilia



"INTERVENTO DELLA GIUSTIZIA E MAGGIORE ATTENZIONE ALLE VITTIME"


"Leggo sui media che la diocesi di Savona e Noli, sta per organizzare dei corsi per prevenire la pedofilia, riservati a educatori, catechisti  e preti.
Tali corsi, leggo, potranno anche essere decentrati nelle parrocchie che ne faranno richiesta. A prima vista non riesco a capire chi dovrebbe frequentare queste lezioni, non comprendo se per educatori si intende anche gli insegnanti della scuola di stato oppure no.
 Purtroppo questa iniziativa mi pare fuori tempo massimo, infatti la Diocesi di Savona è una delle più colpite dal dramma della pedofilia che tante vittime ha mietuto senza che nessuno, ai vertici della Diocesi facesse qualcosa di concreto, tipo avvisare la Giustizia affinchè mettesse il prete pedofilo nelle condizioni di non nuocere ulteriormente invece quando un sacerdote pedofilo veniva identificato, l’unica misura era il suo trasferimento in altre situazioni dove non conosciuto poteva continuare a colpire indisturbato.
Forse avere maggiore fiducia negli organi inquirenti sarebbe l’unica alternativa valida al di là di tutti i corsi del mondo, che giungono tardi e potrebbero avere anche il fine indesiderato di mettere in guardia i pedofili che ancora oggi sono operativi all’interno della Chiesa.
Inoltre anche questa iniziativa non mette in primo piano le vittime di pedofilia e le loro immani sofferenze che purtroppo si trascineranno per tutta la vita. Quindi, si facciano pure i corsi antipedofilia ma soprattutto quando si verificano queste orrende situazioni bisognerebbe semplicemente fare denuncia come è sacro diritto dovere di ogni singolo cittadino."

Nicolick sui corsi anti-pedofilia



"INTERVENTO DELLA GIUSTIZIA E MAGGIORE ATTENZIONE ALLE VITTIME"


"Leggo sui media che la diocesi di Savona e Noli, sta per organizzare dei corsi per prevenire la pedofilia, riservati a educatori, catechisti  e preti.
Tali corsi, leggo, potranno anche essere decentrati nelle parrocchie che ne faranno richiesta. A prima vista non riesco a capire chi dovrebbe frequentare queste lezioni, non comprendo se per educatori si intende anche gli insegnanti della scuola di stato oppure no.
 Purtroppo questa iniziativa mi pare fuori tempo massimo, infatti la Diocesi di Savona è una delle più colpite dal dramma della pedofilia che tante vittime ha mietuto senza che nessuno, ai vertici della Diocesi facesse qualcosa di concreto, tipo avvisare la Giustizia affinchè mettesse il prete pedofilo nelle condizioni di non nuocere ulteriormente invece quando un sacerdote pedofilo veniva identificato, l’unica misura era il suo trasferimento in altre situazioni dove non conosciuto poteva continuare a colpire indisturbato.
Forse avere maggiore fiducia negli organi inquirenti sarebbe l’unica alternativa valida al di là di tutti i corsi del mondo, che giungono tardi e potrebbero avere anche il fine indesiderato di mettere in guardia i pedofili che ancora oggi sono operativi all’interno della Chiesa.
Inoltre anche questa iniziativa non mette in primo piano le vittime di pedofilia e le loro immani sofferenze che purtroppo si trascineranno per tutta la vita. Quindi, si facciano pure i corsi antipedofilia ma soprattutto quando si verificano queste orrende situazioni bisognerebbe semplicemente fare denuncia come è sacro diritto dovere di ogni singolo cittadino."

In Islanda trionfa la “democrazia”


Il democratico popolo d’Islanda festeggia una grande vittoria: con la maggioranza delle famiglie sommerse dal debito – a causa dalla bolla finanziaria esplosa tre anni fa – il governo islandese ha preso una decisione salomonica, ed ha azzerato per molti dei suoi cittadini il debito sul mutuo delle case.
Per la precisione, i debiti sul mutuo non saranno completamente cancellati, ma ristrutturati in base all’effettivo valore di mercato delle abitazioni. In altre parole, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, da oggi si torna in contatto con la realtà e i “numeri” gonfiati ad arte non hanno più nessun valore.
Tutti applaudono a questa vittoria popolare, e sottolineano che quando le esigenze della gente vengono messe al di sopra delle esigenze dei plutocrati, la giustizia trionfa sempre.
In realtà, basta leggere le dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale (il “salvatore” accorso in aiuto della nazione in default), …
… per capire che si tratta soltanto di una scelta obbligata. Il FMI sottolinea infatti “la nota relazione fra alti livelli di debito familiare acquisiti durante un boom immobiliare e gli effetti del debito prolungato sulla ripresa economica”
“La causa principale della recessione prolungata – dice il FMI – è che le famiglie cercano di ridurre il livello del proprio debito spendendo il meno possibile, causando in questo modo una recessione ancora maggiore.”
“Poichè il debito agisce da freno – conclude il FMI – è importante prima di tutto rimuovere quel freno.”
Insomma, è un pò come il punta-tacco nell’automobilismo. Se non freni entrando in curva l’auto esce di pista, ma se nel frattempo non tieni su i giri da quella curva non esci più.
Curioso come la “giusta misura” sia quella che tiene la popolazione “abbastanza felice” da continuare a lavorare (e spendere) spensieratamente, ma non troppo felice da ritrovarsi magari con qualche migliaio di euro in eccesso alla fine dell’anno.
Se invece esageri col freno, e ti dimentichi di accelerare, ti ritrovi a fare i conti con il noto Paradigma di Rockershield : “Se i denari non li hanno, restituirli non potranno.”
Tanto vale quindi fare buon viso a cattivo gioco, fingersi democratici e disinteressati, e ricominciare a mungere quel poco che la vacca riesce ancora a dare. Col tempo riusciremo sicuramente a convincerli a farsi prestare altri soldi, ma per ora la cosa più importante è che il giocattolo non si rompa.
Massimo Mazzucco

Fonte: Luogocomune


Tratto da: In Islanda trionfa la “democrazia” | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/04/19/in-islanda-trionfa-la-democrazia/#ixzz1sTiJlxT1
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

In Islanda trionfa la “democrazia”


Il democratico popolo d’Islanda festeggia una grande vittoria: con la maggioranza delle famiglie sommerse dal debito – a causa dalla bolla finanziaria esplosa tre anni fa – il governo islandese ha preso una decisione salomonica, ed ha azzerato per molti dei suoi cittadini il debito sul mutuo delle case.
Per la precisione, i debiti sul mutuo non saranno completamente cancellati, ma ristrutturati in base all’effettivo valore di mercato delle abitazioni. In altre parole, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, da oggi si torna in contatto con la realtà e i “numeri” gonfiati ad arte non hanno più nessun valore.
Tutti applaudono a questa vittoria popolare, e sottolineano che quando le esigenze della gente vengono messe al di sopra delle esigenze dei plutocrati, la giustizia trionfa sempre.
In realtà, basta leggere le dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale (il “salvatore” accorso in aiuto della nazione in default), …
… per capire che si tratta soltanto di una scelta obbligata. Il FMI sottolinea infatti “la nota relazione fra alti livelli di debito familiare acquisiti durante un boom immobiliare e gli effetti del debito prolungato sulla ripresa economica”
“La causa principale della recessione prolungata – dice il FMI – è che le famiglie cercano di ridurre il livello del proprio debito spendendo il meno possibile, causando in questo modo una recessione ancora maggiore.”
“Poichè il debito agisce da freno – conclude il FMI – è importante prima di tutto rimuovere quel freno.”
Insomma, è un pò come il punta-tacco nell’automobilismo. Se non freni entrando in curva l’auto esce di pista, ma se nel frattempo non tieni su i giri da quella curva non esci più.
Curioso come la “giusta misura” sia quella che tiene la popolazione “abbastanza felice” da continuare a lavorare (e spendere) spensieratamente, ma non troppo felice da ritrovarsi magari con qualche migliaio di euro in eccesso alla fine dell’anno.
Se invece esageri col freno, e ti dimentichi di accelerare, ti ritrovi a fare i conti con il noto Paradigma di Rockershield : “Se i denari non li hanno, restituirli non potranno.”
Tanto vale quindi fare buon viso a cattivo gioco, fingersi democratici e disinteressati, e ricominciare a mungere quel poco che la vacca riesce ancora a dare. Col tempo riusciremo sicuramente a convincerli a farsi prestare altri soldi, ma per ora la cosa più importante è che il giocattolo non si rompa.
Massimo Mazzucco

Fonte: Luogocomune


Tratto da: In Islanda trionfa la “democrazia” | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/04/19/in-islanda-trionfa-la-democrazia/#ixzz1sTiJlxT1
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

Le assurde spese della casta

nocensura.com: Le assurde spese della casta: Ecco il dettaglio delle spese della Camera dei deputati nell'anno 2011; Ci sono spese che sono elevatissime ma "comprensibili", (non "giust...

mercoledì 18 aprile 2012

La BUFALA venduta alla stampa italiana dalla Diocesi di Savona-Noli


Allego a questo link l’articolo pubblicato su vari blog contenente parte della documentazione restituita dalla Procura della Repubblica di Savona. http://francescozanardi.blogspot.it/2012/04/storie-di-ordinaria-pedofilia-clericale.html


Savona 18-04-12
Spett. Curia Vescovile di Savona.
In data 11-04-2012 dopo aver appreso dai mezzi di informazione l’inizio del “Piano per prevenire la pedofilia” varato dalla Diocesi di Savona – Noli, in qualità di portavoce delle vittime e portavoce della Rete L’abuso che ha fatto emergere il caso savonese, chiedevo in una lettera aperta al vescovo Lupi e alla Diocesi, quali fossero le modalità di adesione a questi corsi, se fosse stato previsto anche un piano (più volte richiesto dall’associazione negli ultimi due anni) di supporto alle decine di vittime prodotte dall’omertà del clero e dei Vescovi che hanno diretto la Diocesi negli ultimi 32 anni. Nel comunicato divulgato dalla Diocesi il 10 scorso, proponevate questi incontri anche a “gruppi, catechisti e associazioni” , anche in questo caso Rete L’abuso chiedeva quali fossero le modalità di adesione come associazione, il programma dei corsi e le date.
Purtroppo non riceviamo alcuna risposta alle domande poste dall’associazione delle vittime savonesi, ne dalla Diocesi di Savona, ne dal Cismai. In compenso notiamo che qualcuno si è dato un gran da fare per far partire da Roma anziché dalle agenzie liguri, più competenti sui fatti accaduti a Savona, il comunicato della Diocesi savonese. Poco importa, comunque sia, quasi tutte le agenzie e le testate nazionali certificano la “BALLA” del varo di questo novo “Miracolo Italiano-Vaticano” una bolla di sapone. Certo il fatto che l’agenzia, magari con un po’ di malizia parta da Roma ha notevolmente storpiato la correttezza della notizia, sfuggono una serie di cose ad esempio che c’è stato un patteggiamento e delle archiviazioni per prescrizione, non assoluzioni, infatti le agenzie erroneamente parlano di “presunti abusi”, si parla di campi scout e di responsabili di quei campi che hanno denunciato, ma la notizia è estremamente incorretta, quei responsabili hanno coperto e devono renderne conto alla giustizia. Non si accenna alle comunità per minori affidate consapevolmente a due preti pedofili condannati, non si parla di una nuova denuncia contro un sacerdote della Diocesi di Savona, come non si dice che il giorno 2 maggio alle ore 12 aula 25 presso il Tribunale di Savona il GIP deciderà, se archiviare per prescrizione il fascicolo contro l’ex vescovo di Savona, Dante Lafranconi, o se deciderà, in base alle nuove denunce e alle testimonianze, di accogliere l’istanza di opposizione presentata dalla Rete L’ABUSO.

Ora credo sia lecito che sorga qualche dubbio sull’obbiettivo di questa campagna pubblicitaria “pro santa romana chiesa”.


Riassumiamo, tanto per capire meglio cosa sono questi corsi e cosa offre nel concreto la Diocesi di Savona-Noli. Da quello che le agenzie e TG regionali hanno divulgato, la Diocesi propone corsi di prevenzione contro la pedofilia, prevenzione per il futuro ma nessun supporto alle vittime, nessuna assunzione di responsabilità (certificate dalla Procura) riguardo il passato. I corsi sono chiusi al pubblico e alle vittime, aperti solo a educatori, catechisti e sacerdoti. Messo così, i maliziosi come noi potrebbero pensare che i corsi servano insegnare come coprire eventuali e abbastanza certi, casi futuri. Si perché bisogna ricordare, sempre da quello che scrivono le agenzie, oltre che alle accuse e agli esposti di Rete L’ABUSO, in questo caso lo scrive oggi a pagina 23 La Repubblica , i sacerdoti indagati sono 7, su circa 60 nella Diocesi di Savona che fanno quasi il 12% e al momento la magistratura ne ha condannati solo 2, e gli altri 5 dove sono? Di alcuni il vescovo di Savona Vittorio Lupi, oltre alle denunce dell’associazione ha ascoltato anche le vittime (prescritte) e sacerdoti che confermano le denunce delle stesse vittime, ma non ha preso alcun provvedimento preventivo nei confronti dei minori che frequentano quelle parrocchie. Non sono certo io a poter dire che questa è una delle più fantastiche BUFALE fatte bere alla stampa italiana dal clero, ma guardando i fatti vedo decine di vittime abbandonate dall’ente  che si è reso complice degli abusi, (La chiesa savonese),abbiamo delle vittime, un patteggiamento dove il pedofilo ammette anche gli abusi prescritti e lamenta che la chiesa savonese non lo ha mai aiutato ad affrontare il problema, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati di uno dei vescovi che hanno coperto questi criminali pedofili. Dall’altra parte vedo la Diocesi savonese che fa dei corsi, di cui il programma non è noto, le date sconosciute,  ai quali le vittime non possono partecipare, ma che vengono proposti in modo truffaldino come “All’avanguardia”. Non vedo interventi di aiuto nei confronti delle vittime ma bensì una serie di ritorsioni nei loro confronti, attuate proprio dallo stesso vescovo Lupi. Licenziamenti di vittime che hanno testimoniato, sfratti o isolamento dalle attività legate al clero, rifiuto da parte della Diocesi a dare qualunque forma di sostegno a queste persone. Un’intera campagna propagandistica che si basa su nulla di fatto, una Diocesi quella di Savona, che si riempie la bocca sul nome di terzi come Cismai e don Fortunato Di Noto, ma che ignora le proprie responsabilità.

La BUFALA venduta alla stampa italiana dalla Diocesi di Savona-Noli


Allego a questo link l’articolo pubblicato su vari blog contenente parte della documentazione restituita dalla Procura della Repubblica di Savona. http://francescozanardi.blogspot.it/2012/04/storie-di-ordinaria-pedofilia-clericale.html


Savona 18-04-12
Spett. Curia Vescovile di Savona.
In data 11-04-2012 dopo aver appreso dai mezzi di informazione l’inizio del “Piano per prevenire la pedofilia” varato dalla Diocesi di Savona – Noli, in qualità di portavoce delle vittime e portavoce della Rete L’abuso che ha fatto emergere il caso savonese, chiedevo in una lettera aperta al vescovo Lupi e alla Diocesi, quali fossero le modalità di adesione a questi corsi, se fosse stato previsto anche un piano (più volte richiesto dall’associazione negli ultimi due anni) di supporto alle decine di vittime prodotte dall’omertà del clero e dei Vescovi che hanno diretto la Diocesi negli ultimi 32 anni. Nel comunicato divulgato dalla Diocesi il 10 scorso, proponevate questi incontri anche a “gruppi, catechisti e associazioni” , anche in questo caso Rete L’abuso chiedeva quali fossero le modalità di adesione come associazione, il programma dei corsi e le date.
Purtroppo non riceviamo alcuna risposta alle domande poste dall’associazione delle vittime savonesi, ne dalla Diocesi di Savona, ne dal Cismai. In compenso notiamo che qualcuno si è dato un gran da fare per far partire da Roma anziché dalle agenzie liguri, più competenti sui fatti accaduti a Savona, il comunicato della Diocesi savonese. Poco importa, comunque sia, quasi tutte le agenzie e le testate nazionali certificano la “BALLA” del varo di questo novo “Miracolo Italiano-Vaticano” una bolla di sapone. Certo il fatto che l’agenzia, magari con un po’ di malizia parta da Roma ha notevolmente storpiato la correttezza della notizia, sfuggono una serie di cose ad esempio che c’è stato un patteggiamento e delle archiviazioni per prescrizione, non assoluzioni, infatti le agenzie erroneamente parlano di “presunti abusi”, si parla di campi scout e di responsabili di quei campi che hanno denunciato, ma la notizia è estremamente incorretta, quei responsabili hanno coperto e devono renderne conto alla giustizia. Non si accenna alle comunità per minori affidate consapevolmente a due preti pedofili condannati, non si parla di una nuova denuncia contro un sacerdote della Diocesi di Savona, come non si dice che il giorno 2 maggio alle ore 12 aula 25 presso il Tribunale di Savona il GIP deciderà, se archiviare per prescrizione il fascicolo contro l’ex vescovo di Savona, Dante Lafranconi, o se deciderà, in base alle nuove denunce e alle testimonianze, di accogliere l’istanza di opposizione presentata dalla Rete L’ABUSO.

Ora credo sia lecito che sorga qualche dubbio sull’obbiettivo di questa campagna pubblicitaria “pro santa romana chiesa”.


Riassumiamo, tanto per capire meglio cosa sono questi corsi e cosa offre nel concreto la Diocesi di Savona-Noli. Da quello che le agenzie e TG regionali hanno divulgato, la Diocesi propone corsi di prevenzione contro la pedofilia, prevenzione per il futuro ma nessun supporto alle vittime, nessuna assunzione di responsabilità (certificate dalla Procura) riguardo il passato. I corsi sono chiusi al pubblico e alle vittime, aperti solo a educatori, catechisti e sacerdoti. Messo così, i maliziosi come noi potrebbero pensare che i corsi servano insegnare come coprire eventuali e abbastanza certi, casi futuri. Si perché bisogna ricordare, sempre da quello che scrivono le agenzie, oltre che alle accuse e agli esposti di Rete L’ABUSO, in questo caso lo scrive oggi a pagina 23 La Repubblica , i sacerdoti indagati sono 7, su circa 60 nella Diocesi di Savona che fanno quasi il 12% e al momento la magistratura ne ha condannati solo 2, e gli altri 5 dove sono? Di alcuni il vescovo di Savona Vittorio Lupi, oltre alle denunce dell’associazione ha ascoltato anche le vittime (prescritte) e sacerdoti che confermano le denunce delle stesse vittime, ma non ha preso alcun provvedimento preventivo nei confronti dei minori che frequentano quelle parrocchie. Non sono certo io a poter dire che questa è una delle più fantastiche BUFALE fatte bere alla stampa italiana dal clero, ma guardando i fatti vedo decine di vittime abbandonate dall’ente  che si è reso complice degli abusi, (La chiesa savonese),abbiamo delle vittime, un patteggiamento dove il pedofilo ammette anche gli abusi prescritti e lamenta che la chiesa savonese non lo ha mai aiutato ad affrontare il problema, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati di uno dei vescovi che hanno coperto questi criminali pedofili. Dall’altra parte vedo la Diocesi savonese che fa dei corsi, di cui il programma non è noto, le date sconosciute,  ai quali le vittime non possono partecipare, ma che vengono proposti in modo truffaldino come “All’avanguardia”. Non vedo interventi di aiuto nei confronti delle vittime ma bensì una serie di ritorsioni nei loro confronti, attuate proprio dallo stesso vescovo Lupi. Licenziamenti di vittime che hanno testimoniato, sfratti o isolamento dalle attività legate al clero, rifiuto da parte della Diocesi a dare qualunque forma di sostegno a queste persone. Un’intera campagna propagandistica che si basa su nulla di fatto, una Diocesi quella di Savona, che si riempie la bocca sul nome di terzi come Cismai e don Fortunato Di Noto, ma che ignora le proprie responsabilità.