mercoledì 9 maggio 2012

FIRMA PER FERMARE I FEMMINICIDI IN ITALIA


PREMESSO CHE
Il 7 aprile 2011 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato una nuova convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.La Convenzione STCE n.210 si propone come strumento giuridico vincolante per prevenire la violenza e tutelare le vittime. Il testo integrale della Convenzione è pubblicato sul seguente indirizzo internet:http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/convention-violence/texts/Convention%20210%20Italian%20version.pdf  L’Italia non ha firmato la Convenzione né l’ha ratificata.Il 2 febbraio 2012 la Camera ha votato un ordine del giorno che impegnava il Governo alla ratifica della Convenzione ma questo impegno è rimasto sulla carta.Premesso quanto sopra i sottoscritti cittadini CHIEDONO
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Presidente del Senato, Al Presidente della Camera dei Deputatidi avviare le procedure di ratifica e adozione della Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.

FIRMA PER FERMARE I FEMMINICIDI IN ITALIA


PREMESSO CHE
Il 7 aprile 2011 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato una nuova convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.La Convenzione STCE n.210 si propone come strumento giuridico vincolante per prevenire la violenza e tutelare le vittime. Il testo integrale della Convenzione è pubblicato sul seguente indirizzo internet:http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/convention-violence/texts/Convention%20210%20Italian%20version.pdf  L’Italia non ha firmato la Convenzione né l’ha ratificata.Il 2 febbraio 2012 la Camera ha votato un ordine del giorno che impegnava il Governo alla ratifica della Convenzione ma questo impegno è rimasto sulla carta.Premesso quanto sopra i sottoscritti cittadini CHIEDONO
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Presidente del Senato, Al Presidente della Camera dei Deputatidi avviare le procedure di ratifica e adozione della Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.

martedì 8 maggio 2012

Vescovo Dante Lafranconi. Piena responsabilità nel favoreggiamento di crimini sessuali su minori.


Comunicato stampa.
Addì 08/05/12 ore 13,40
Una sentenza storica quella nei confronti Dante Lafranconi, per la prima volta in Italia la magistratura savonese argomenta con ben 6 pagine di ordinanza (allego Copia) i crimini dei preti pedofili savonesi e dei vescovi che li hanno coperti come Dante Lafranconi che non solo ha permesso, ma anche alimentato le perversioni sessuali di almeno due sacerdoti pedofili, non curandosi minimamente dei minori che frequentano il clero, ma curandosi solamente che i criminali potessero continuare a fare i preti e che nessuno ne parlasse, l’unico scopo, quello di non infangare quella che è la chiesa, una multinazionale in nome di Dio.  Anche in Italia arriva grazie a questa ordinanza storica, la prima nel nostro paese , forse la soluzione per evitare che la chiesa cattolica continui a proteggere, nascondere e difendere dei deviati mentali. È triste dirlo, ma con la chiesa occorre “il bastone e la carota” per mettere fine ai crimini sessuali commessi dal clero, la chiesa a partire dal Papa, dal presidente della CEI e così via,  ha dimostrato il più totale disinteresse anche nel limitare i casi di pedofilia, malgrado questa sentenza, il vescovo di Savona continua a lasciare altri preti pedofili a contatto con i minori, il motivo? Sono reati prescritti e quindi la magistratura non può procedere. Ma la pedofilia è una devianza della personalità, non si prescrive e non si cura, anzi peggiora con l’avanzare dell’età, quindi con più attenzione ma questi pervertiti in abilto talare continueranno nella loro opera. Mettere mano al portafogli della chiesa pare l’unico strumento che possa farsi che la chiesa intervenga.  I corsi antipedofilia della Diocesi di Savona confermano in pieno questo disegno, in realtà la chiesa con quei corsi tutela solo se stessa, non attua alcun provvedimento preventivo o di soccorso nei confronti delle decine di vittime che ha seminato in questi ultimi 32 anni, nessuna assunzione di responsabilità, malgrado ciò che è emerso.  Vi lascio alla lettura del decreto di archiviazione del giudice, è palesemente chiara la grave responsabilità del Lafranconi, ma non procedibile causa prescrizione, a mio avviso doverose le dimissioni del presule. Da notare anche, che la prescrizione non avrebbe avuto effetto se Lafranconi avesse voluto uscire con chiarezza da questo vergognoso scandalo ai danni di minori, avrebbe potuto chiedere al GIP di proseguire fino alla sentenza, ma i troppi scheletri nell’armadio non glielo hanno permesso.
L’attuale Vescovo di Savona Vittorio Lupi ha sempre sostenuto l’estraneità ai fatti della Diocesi di cui è a capo, malgrado la documentazione ritrovata dagli investigatori nella sua cassaforte. La magistratura, invece conferma tutte le responsabilità. Come portavoce delle vittime savonesi chiedo che la Diocesi di Savona intervenga al più presto e a proprie spese nel soccorrere le vittime, molte già ben note al presule. Credo che questa assunzione di responsabilità sia il minimo che la chiesa si debba assumere anche in virtù delle responsabilità educative che ha nei confronti dei milioni di minori che frequentano il clero e le sue attività, anziché infangare le vittime, i testimoni e spesso anche la magistratura.
Doveroso ringraziare per l’integrità morale e per il senso di giustizia la Dott. Fiorenza Giorgi, la Dott. Alessandra Coccoli e il Dott. Giovanni Battista Ferro insieme agli investigatori che hanno lavorato a 360 gradi su questo caso. Un ringraziamento particolare anche al Dott. Carla Corsetti la quale si è presa in carico, con molta responsabilità e a titolo gratuito l’intera vicenda.
Francesco Zanardi
Portavoce Rete L’ABUSO 







Vescovo Dante Lafranconi. Piena responsabilità nel favoreggiamento di crimini sessuali su minori.


Comunicato stampa.
Addì 08/05/12 ore 13,40
Una sentenza storica quella nei confronti Dante Lafranconi, per la prima volta in Italia la magistratura savonese argomenta con ben 6 pagine di ordinanza (allego Copia) i crimini dei preti pedofili savonesi e dei vescovi che li hanno coperti come Dante Lafranconi che non solo ha permesso, ma anche alimentato le perversioni sessuali di almeno due sacerdoti pedofili, non curandosi minimamente dei minori che frequentano il clero, ma curandosi solamente che i criminali potessero continuare a fare i preti e che nessuno ne parlasse, l’unico scopo, quello di non infangare quella che è la chiesa, una multinazionale in nome di Dio.  Anche in Italia arriva grazie a questa ordinanza storica, la prima nel nostro paese , forse la soluzione per evitare che la chiesa cattolica continui a proteggere, nascondere e difendere dei deviati mentali. È triste dirlo, ma con la chiesa occorre “il bastone e la carota” per mettere fine ai crimini sessuali commessi dal clero, la chiesa a partire dal Papa, dal presidente della CEI e così via,  ha dimostrato il più totale disinteresse anche nel limitare i casi di pedofilia, malgrado questa sentenza, il vescovo di Savona continua a lasciare altri preti pedofili a contatto con i minori, il motivo? Sono reati prescritti e quindi la magistratura non può procedere. Ma la pedofilia è una devianza della personalità, non si prescrive e non si cura, anzi peggiora con l’avanzare dell’età, quindi con più attenzione ma questi pervertiti in abilto talare continueranno nella loro opera. Mettere mano al portafogli della chiesa pare l’unico strumento che possa farsi che la chiesa intervenga.  I corsi antipedofilia della Diocesi di Savona confermano in pieno questo disegno, in realtà la chiesa con quei corsi tutela solo se stessa, non attua alcun provvedimento preventivo o di soccorso nei confronti delle decine di vittime che ha seminato in questi ultimi 32 anni, nessuna assunzione di responsabilità, malgrado ciò che è emerso.  Vi lascio alla lettura del decreto di archiviazione del giudice, è palesemente chiara la grave responsabilità del Lafranconi, ma non procedibile causa prescrizione, a mio avviso doverose le dimissioni del presule. Da notare anche, che la prescrizione non avrebbe avuto effetto se Lafranconi avesse voluto uscire con chiarezza da questo vergognoso scandalo ai danni di minori, avrebbe potuto chiedere al GIP di proseguire fino alla sentenza, ma i troppi scheletri nell’armadio non glielo hanno permesso.
L’attuale Vescovo di Savona Vittorio Lupi ha sempre sostenuto l’estraneità ai fatti della Diocesi di cui è a capo, malgrado la documentazione ritrovata dagli investigatori nella sua cassaforte. La magistratura, invece conferma tutte le responsabilità. Come portavoce delle vittime savonesi chiedo che la Diocesi di Savona intervenga al più presto e a proprie spese nel soccorrere le vittime, molte già ben note al presule. Credo che questa assunzione di responsabilità sia il minimo che la chiesa si debba assumere anche in virtù delle responsabilità educative che ha nei confronti dei milioni di minori che frequentano il clero e le sue attività, anziché infangare le vittime, i testimoni e spesso anche la magistratura.
Doveroso ringraziare per l’integrità morale e per il senso di giustizia la Dott. Fiorenza Giorgi, la Dott. Alessandra Coccoli e il Dott. Giovanni Battista Ferro insieme agli investigatori che hanno lavorato a 360 gradi su questo caso. Un ringraziamento particolare anche al Dott. Carla Corsetti la quale si è presa in carico, con molta responsabilità e a titolo gratuito l’intera vicenda.
Francesco Zanardi
Portavoce Rete L’ABUSO 







domenica 6 maggio 2012

TEOCRAZIA SCOLASTICA




Nella terminologia del governo Monti la scuola non è più una "istituzione" ma è diventata un "servizio".
Il declassamento semantico è la naturale conseguenza di scelte scellerate, adottate dal precedente governo e confermate da quello attuale. 
I nostri ministri sono consapevoli che la distruzione della scuola pubblica comporterà un abbassamento del livello critico della intera società, sono consapevoli del fatto che per governare pacificamente un gregge è necessario renderlo incolto. 
E allora si distruggono i luoghi dove è possibile attuare il precetto costituzionale che assegna alla scuola la formazione di cittadini consapevoli.
Le riforme sulla scuola attuate da Berlusconi e confermate dal suo successore Monti, in perfetta continuità politica dall'uno all'altro, sono anticostituzionali.
La claque del governo Monti, detta anche PD, nulla obietta. 
Se il problema reale fosse stato effettivamente quello di "tagliare sprechi" e di reperire fondi, bastava applicare l'articolo 33 della Costituzione e negare alle scuole cattoliche ogni forma di finanziamento. 
Il Ministro dell'Istruzione Profumo però, è un cattolico fondamentalista e la sua visione teocratica gli impedisce di capire il valore della scuola pubblica. 
Profumo non farà nulla per fermare il fiume di denaro che scorre verso le scuole cattoliche e sarà anche orgoglioso di aver sottratto quel tanto di finanziamento che garantisce la dignitosa sopravvivenza alla scuola pubblica.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

TEOCRAZIA SCOLASTICA




Nella terminologia del governo Monti la scuola non è più una "istituzione" ma è diventata un "servizio".
Il declassamento semantico è la naturale conseguenza di scelte scellerate, adottate dal precedente governo e confermate da quello attuale. 
I nostri ministri sono consapevoli che la distruzione della scuola pubblica comporterà un abbassamento del livello critico della intera società, sono consapevoli del fatto che per governare pacificamente un gregge è necessario renderlo incolto. 
E allora si distruggono i luoghi dove è possibile attuare il precetto costituzionale che assegna alla scuola la formazione di cittadini consapevoli.
Le riforme sulla scuola attuate da Berlusconi e confermate dal suo successore Monti, in perfetta continuità politica dall'uno all'altro, sono anticostituzionali.
La claque del governo Monti, detta anche PD, nulla obietta. 
Se il problema reale fosse stato effettivamente quello di "tagliare sprechi" e di reperire fondi, bastava applicare l'articolo 33 della Costituzione e negare alle scuole cattoliche ogni forma di finanziamento. 
Il Ministro dell'Istruzione Profumo però, è un cattolico fondamentalista e la sua visione teocratica gli impedisce di capire il valore della scuola pubblica. 
Profumo non farà nulla per fermare il fiume di denaro che scorre verso le scuole cattoliche e sarà anche orgoglioso di aver sottratto quel tanto di finanziamento che garantisce la dignitosa sopravvivenza alla scuola pubblica.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea