venerdì 15 giugno 2012

ERF - E ORA CI PIGNORANO LO STIPENDIO!



Si chiama pignoramento dello stipendio, e molti di voi la conoscono come quella pratica odiosa cui un creditore può ricorrere per farsi pagare. Per dirla in parole povere: quel che guadagni ti viene decurtato di un quinto o di un terzo a vita, o fino a quando il debito non sia stato ripianato. E' odiosa perché, in qualche modo, seppure matematicamente sia a somma zero, non aggredisce il tuo patrimonio, ma ti toglie direttamente il futuro, per cui ti regala la sgradevole sensazione di essere un condannato nel braccio della morte, che vive solo per attendere l'ora della sua uccisione.

Dopo avere ideato fondi di stabilizzazione nei quali iniettiamo decine di miliardi; dopo avere ideato un meccanismo di stabilità per il quale pagheremo 8 miliardi entro l'anno e centinaia in prospettiva; dopo avere deciso che noi italiani dobbiamo pagare 20 miliardi per le banche spagnole, indebitandoci al posto loro, oggi le politiche strozza-popoli di quel nodo scorsoio economico nel quale si è trasformata l'Europa ne stanno inventando un'altra.

Si chiama European Redemption Fund (ERF per gli amici), cioè Fondo di Redenzione Europeo. L'idea è che, siccome siamo stati cattivi, ora dobbiamo essere redenti, come se ci fosse poi un unto del Signore in grado di confessare gli stati e comminare il giusto numero di Ave Marie economiche. Il peccato capitale è il debito pubblico. Fa niente che sia divenuto il male assoluto solo perché ci hanno tolto gli strumenti per rifinanziarcelo da soli, ovvero la sovranità monetaria: deve calare sotto al 60% del Pil e basta. Ma come fare? Difficile, in un momento in cui vige la religione dell'austerity, alla quale come monaci autoflagellanti ci imponiamo di obbedire - chissà, forse nella speranza di guadagnarci un posto nel paradiso dei neoliberisti -: le tasche sono vuote e sotto al materasso non c'è più niente.

LEGGI E COMMENTA IL RESTO QUI:
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mercoledì 13 giugno 2012

MARIO MONTI MASSONE A SUA INSAPUTA


MARIO MONTI MASSONE A SUA INSAPUTA/Sulle tracce del Massone anglofilo Mario Monti. Parte I. Paradosso dei paradossi: Mario Monti, appena reduce da incontri con Fratelli inglesi della City per chiedere fraterno soccorso, si reca da Lilli Gruber a “OTTO e MEZZO” e dichiara: “Io Massone? Ma se non so nemmeno bene cosa sia la massoneria…”

C’è da scompisciarsi.
Ma lo faremo solo nelle parti successive di questa serie che inauguriamo oggi: “Sulle tracce del Massone anglofilo Mario Monti”.
Le frasi esatte uscite dalla bocca immacolata del Premier italiano, in risposta a Lilli Gruber durante la puntata “OTTO e MEZZO” del 20 gennaio 2012, sono le seguenti:
Presidente, ma lei e' massone? "Ho visto anch'io quel risultato su Google ma non e' il primo.Prima c'e' Bocconi, quest'altro e' arrivato solo da quando sono temporaneamente assurto a notorietà nazionale", scherza ancora il presidente del Consiglio rispondendo alla domanda sul risultato quando si interroga il motore di ricerca con il suo nome. A ogni modo, e' la risposta, "non so bene cosa sia la massoneria. Io so di certo di non essere massone e non saprei neanche come valutare o accorgermi se uno lo e'". In fin dei conti, ironizza, "per una persona banale e concreta come me e' un
concetto un po' evanescente".
Per ora ci limitiamo a registrare queste parole, riservandoci a breve un adeguato commento.
In questa sede possiamo solo osservare che, dopo i Ministri che ricevevano in regalo appartamenti o viaggi a loro insaputa, adesso l’Italia ha un Premier che è MASSONE A SUA INSAPUTA
Forse l’avranno consigliato di parlare così i Fratelli inglesi della City di Londra (“negare, sempre negare, anche di fronte all’evidenza”, come del resto suggeriva Licio Gelli ai fratelli piduisti, se colti con il sorcio in bocca e il nome in qualche lista) dai quali il Massone anglofilo Monti è appena andato a chiedere fraterno soccorso per il suo traballante percorso di statista.
Purtroppo, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, opera del semi-massone Carlo Collodi, rappresentano in Italia un libro molto letto e molto imitato, specie per quel che concerne le parte più drammatica e satirica del romanzo, quella in cui al famoso burattino cresce smisuratamente il naso ogni volta che afferma quello che pensa gli faccia comodo in luogo di ciò che è.
Chissà perché, nessuno si sofferma adeguatamente sulle conseguenze di tali condotte, che condurranno il povero Pinocchio nelle grinfie del Gatto e della Volpe e persino di Mangiafuoco.
Alla prossima puntata.
I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO

martedì 12 giugno 2012

Non si uccidono così anche gli omosessuali?


Le parodie, è ben noto, dopo un po’ stancano.
Finché si tratta dei goliardici ridoppiaggi di Star Whores o Harry Fotter o delle decine di pellicole pornografiche dai titoli più o meno pertinenti quali L’albero delle zoccole, in ossequio all’arte di Ermanno Olmi, o l’esotico Alì Babà e i 40 guardoni, passi. Passi anche L’Esorciccio, mitico personaggio partorito con quattro soldi e molta creatività dal comico Ingrassia, e con lui passino i vari Svarioni degli Anelli, il Silenzio dei prosciutti, l’Ultimo tango a Zagarolo e l’immortale Frankenstein Junior che fa il verso addirittura alla romantica, seriosa e psicanalitica Mary Shelley.
Ma quello che proprio non va giù è l’Agapo: sorta di Agedo che si rimira nella Camera degli Specchi dei luna park di una volta, l’Agapo, come suggerisce l’acronimo, è una Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali con lo sguardo rivolto ai valori della morale cattolica.
Il nome stesso, che fa il verso al biblico agape ossia l’amore assoluto e incondizionato dei primi cristiani e anche, a onor del vero, dei neoplatonici, sembra una caricatura; peccato solo che l’ultima parola
dell’acronimo non possa dirsi con la E: il sanguinolento emosessuali, che richiama subito alla mente il fosco problema dell’HIV non a caso ignorato nel sito web dell’associazione, non suonerebbe infatti molto bene. Anche Agapo non è un granché, è vero, ma almeno fa tendenza nell’ambiente catto-omosessuale.
L’Agapo balza periodicamente agli onori della cronaca per una curiosa insistenza che affiora qua e là dalle pagine del suo sito.
Occorre infatti sapere che, a dispetto del nome, i genitori dell’associazione in questione non difendono l’orientamento sessuale dei propri figli ma, al contrario, sembrano volerlo contrastare.
L’omosessualità non è una malattia, bisbigliano suadenti i genitori Agapo: dunque non è una condizione immutabile, dunque la si può correggere per il bene degli adorati figli.
Perché, poi, tanto astio nei confronti della terapia riparativa? I numerosi organismi e associazioni di psicologi che, nel mondo, hanno dimostrato come non scientifica una tale teoria, sono stati evidentemente manipolati: così come è stato manipolato l’eroe nazionale, il dottor Robert Spitzer che dal nome evoca aspri suoni di piccole canne d’organo, il quale affermò che «per alcuni individui estremamente motivati è possibile cambiare il proprio orientamento sessuale da gay a eterosessuale» salvo poi, evidentemente pressato da «posizioni e causa politica del movimento gay e dell’establishment accademico», ritrattare il tutto.
A questo punto viene da chiedersi se esistano, nel nostro bello e vasto mondo zeppo di opinioni diverse, teorie che spiegano come sia meraviglioso oltreché possibile cambiare il proprio orientamento sessuale da eterosessuale a gay. Chissà.
Fra i suggerimenti ammanniti dal sito dell’Agapo spicca quello di convincere il figlio omosessuale a non mettere in pratica la sua perniciosa tendenza: non si sa mai che in futuro, con l’aiuto dellaPreghiera dei Genitori che intende intercedere in favore dell’erede «così ferito/a nel profondo del suo essere uomo/donna», possa cambiare rotta.
Ma la vera perla del sito in questione è l’insistenza sulla formidabile categoria sociolinguistica dell’omosessuale-non-gay, termine coniato da uno dei paladini della terapia riparativa, Joseph Nicolosi, che ne offre spiegazione come di «un uomo», perché se la donna è il negro del mondo allora le lesbiche sono negre tra le donne, «che vive un conflitto fra i suo sistema di valori e le sue tendenze sessuali». Come se le due cose stessero sullo stesso piano, ad onta della vecchia maestrina delle elementari (sicuramente una lesbica ferita nel profondo del suo essere donna) che insegnava a non sommare le mele con le pere. Ma tant’è.
Colpisce davvero nel profondo del nostro essere uomini e donne, infine, la metamorfosi non propriamente parodistica che spinge il genitore di un omosessuale a diventarne l’acerrimo nemico, come se le gattare romane che nutrono i randagi in realtà ne attendessero un propizio ingrasso per papparseli al forno in luogo del più costoso coniglio.
Forse i genitori in questione sono solo obnubilati dai fondi che la Asl di Milano fa pervenire dal 2010 nelle casse dell’Agapo a sostegno del loro servizio di assistenza telefonica che rispone al minaccioso nome di Amico Segreto, nato per distogliere il giovane omosessuale da «ambienti non idonei al suo sviluppo» indirizzandolo altresì «verso percorsi spirituali e/o terapeutici».
Ma si sa: i soldi, a differenza delle parodie, non stancano mai.
Belinda Malaspina

Non si uccidono così anche gli omosessuali?


Le parodie, è ben noto, dopo un po’ stancano.
Finché si tratta dei goliardici ridoppiaggi di Star Whores o Harry Fotter o delle decine di pellicole pornografiche dai titoli più o meno pertinenti quali L’albero delle zoccole, in ossequio all’arte di Ermanno Olmi, o l’esotico Alì Babà e i 40 guardoni, passi. Passi anche L’Esorciccio, mitico personaggio partorito con quattro soldi e molta creatività dal comico Ingrassia, e con lui passino i vari Svarioni degli Anelli, il Silenzio dei prosciutti, l’Ultimo tango a Zagarolo e l’immortale Frankenstein Junior che fa il verso addirittura alla romantica, seriosa e psicanalitica Mary Shelley.
Ma quello che proprio non va giù è l’Agapo: sorta di Agedo che si rimira nella Camera degli Specchi dei luna park di una volta, l’Agapo, come suggerisce l’acronimo, è una Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali con lo sguardo rivolto ai valori della morale cattolica.
Il nome stesso, che fa il verso al biblico agape ossia l’amore assoluto e incondizionato dei primi cristiani e anche, a onor del vero, dei neoplatonici, sembra una caricatura; peccato solo che l’ultima parola

lunedì 11 giugno 2012

Movimento GAY ITALIANI: Amico Segreto: terapie riparative con i soldi dell...

Movimento GAY ITALIANI: Amico Segreto: terapie riparative con i soldi dell...: Amico Segreto: terapie riparative con i soldi della Asl- Gay .it - Si chiama "Amico Segreto" e si presenta come un telefono amico, come...

Movimento GAY ITALIANI: Amico Segreto: terapie riparative con i soldi dell...

Movimento GAY ITALIANI: Amico Segreto: terapie riparative con i soldi dell...: Amico Segreto: terapie riparative con i soldi della Asl- Gay .it - Si chiama "Amico Segreto" e si presenta come un telefono amico, come...

Verità & Giustizia


Dio qui non c’entra nulla.
I suoi Ministri si sono comportati in modo indegno, omettendo quelle che sono le responsabilità del loro ministero e della società civile in cui viviamo. 
Nascondendosi poi dietro al Suo nome.

"A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio"
LA LEGGE; articolo 40 c.p. comma secondo “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

MORALMENTE; nel momento in cui un prete pedofilo viene coperto dalla chiesa, ogni membro di essa si rende colpevole dello stesso crimine.

La verità: lo scorso 8 maggio il GIP di Savona Fiorenza Giorgi deposita un provvedimento di 6 pagine a conclusione delle indagini sugli abusi sessuali che coinvolgono la Diocesi di Savona-Noli.  Il giudice conclude così;

-La disposta archiviazione nulla toglie alla pesantezza della situazione palesata dalle espletate indagini dalle quali è emerso come l’ estrema gravità delle condotta criminose del Giraudo non fosse stata per nulla considerata.
-Da tali documenti, perfettamente in linea con l’atteggiamento assolutamente omissivo del LAFRANCONI risulta -è triste dirlo- come la sola preoccupazione dei vertici della curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima, e come principalmente (per non dire unicamente) per tale ragione l’allora Vescovo di Savona non avesse esercitato il suo potere-dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli;
-Altrettanto triste è osservare come, a fronte della preoccupazione per la “fragilità” e la “solitudine” del GIRAUDO e il sollievo per il fatto che “nulla è trapelato sui giornali”, nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue “attenzioni”.

Il Giudice
Fiorenza Giorgi
Savona 8 maggio 2012

Viene restituito alle vittime l'intero fascicolo.
 Centinaia di pagine tra interrogatori, denunce, deposizioni delle vittime, documenti della stessa Diocesi acquisiti dagli inquirenti durante le indagini dai quali si evince
che la Diocesi di Savona-Noli sapeva dal 1980 e ha taciuto per 32 anni. La chiesa savonese si è macchiata del crimine più “orrendum” che possa esistere: la violenza sui bambini, piccoli uomini indifesi che dall'adulto dovrebbero essere invece tutelati.
Da quei fascicoli emerge anche il quadro inquietante di quante persone sapevano ma hanno scelto l'omertà, tutte persone che ancora oggi si offrono come volontari nelle stesse attività in ambienti cattolici dove per 32 anni omisero la tutela ai minori a loro affidati.
Non parlo solo dei vescovi, dei vicari, degli stessi sacerdoti che erano le guide spirituali dei pedofili, molti sacerdoti delle parrocchie savonesi ma anche degli educatori, responsabili di gruppi scout, assistenti sociali, funzionari pubblici attualmente in carica, degli stessi genitori che nelle notti dei campeggi estivi, organizzavano ronde per proteggere dall'orco i propri figli. 
Spesso si suole dire in questi casi che anche il prete è un uomo e può sbagliare ma qui non è coinvolto un solo uomo: qui l’uomo ha a suo seguito un'intera comunità che ha preferito tacere ed essere compiacente.

È stata solo una gravissima mancanza collettiva di responsabilità, di coscienza morale, di civiltà o è stata la paura di essere emarginati, o etichettati con la parola INFAME ?

Sono forse state le ritorsioni fatte su vittime e testimoni a non far prendere anche questa volta una posizione civile ?

La giustizia non è solo quella dei tribunali ma è in primo luogo  la coscienza, la morale che ognuno dovrebbe possedere, il comune buon senso, quel senso di responsabilità che dovrebbe portare a riflettere sui propri sbagli e per lo meno tentare di porvi rimedio, in questo caso denunciando quanto si conosce, quella coscienza che un domani ci porterà ad agire in un modo degno di una società civile.

Per il momento, malgrado le gravi ed accertate responsabilità non si è vista nessuna risposta civile da parte della chiesa savonese o della sua comunità, neppure di fronte alle molteplici richieste di soccorso da parte delle vittime:  è noto che alcune di loro soffrono di gravi patologie psichiche e croniche riconducibili agli abusi.

Al momento da parte dei vescovi, malgrado la documentazione in loro possesso dagli anni 80, si è avuta solo una serie di omissioni che sono servite a far raggiungere i termini di prescrizione, negando così alle vittime anche la possibilità di poter accedere a qualunque terapia. A quelle che lavoravano direttamente o indirettamente per la Diocesi è stato tolto anche il lavoro, altre vittime sono state sfrattate dalla Diocesi, emarginate. Un’ulteriore violenza dopo la violenza, come se fossero loro i colpevoli di questo abominio.

"Mary Gail Frawley-O'Dea, unica ricercatrice ammessa al vertice dei vescovi cattolici statunitensi nell'incontro di Dallas del 2002 dedicato al problema degli abusi sessuali, mostra gli effetti estremamente deleteri sul corpo e sulla psiche delle vittime degli abusi sessuali: un bambino che subisce violenze sessuali dovrà affrontare conseguenze che possono essere devastanti e di lunga durata.

Quando un giovane subisce un abuso, lo shock psicologico è così grande che il  normale non è in grado di assorbire o comprendere ciò che gli sta accadendo. Anche a causa di possibili danni al funzionamento cerebrale, le vittime di abuso sessuale spesso esibiscono comportamenti autodistruttivi."

Distrazione e inciviltà sono state dimostrate anche dalle istituzioni savonesi, dal comune e dal primo cittadino, più volte interpellati in proposito dalle vittime di abuso e alle quali non è mai stata data nessuna risposta. Molti bambini sono stati mandati, anche dai servizi sociali del comune di Savona, in quelle comunità lager gestite dalla Diocesi.

Omissioni, ritorsioni, intimidazioni, omertà, inadempienza di fronte alle più elementari responsabilità sono le caratteristiche che distinguono e rafforzano le peggiori organizzazioni criminali.

Con il comportamento mostrato da chiesa, comunità e istituzioni qual’è la differenza con un’organizzazione di quello stampo?

La comunità cattolica savonese e i suoi adepti si assumeranno mai responsabilità nei confronti delle vittime dato che non dovrebbe essere nulla di straordinario, solo comune buon senso.

Si assumerà seriamente quelle responsabilità di fronte alle quali chi si propone come educatore non può ritenersi estraneo o “superpartes” ?

In mancanza di questo senso civico è verosimile pensare che questa comunità dovrà pregare ancora più forte per non sentire le grida delle vittime.

Se così fosse sarebbe forse il caso di cominciare a domandarsi quanto la chiesa cattolica è utile o pericolosa per una società civile, per il suo sviluppo, per l’incolumità fisica, psichica, educativa dei bambini e di tutti coloro che la frequentano.
Di fronte a questa irresponsabilità hai ancora il coraggio di mandare i tuoi figli 
in parrocchia, al campo solare o in campeggio 
sapendo che sono sotto la loro tutela ?

Francesco Zanardi
Portavoce di Rete L'ABUSO.

Verità & Giustizia


Dio qui non c’entra nulla.
I suoi Ministri si sono comportati in modo indegno, omettendo quelle che sono le responsabilità del loro ministero e della società civile in cui viviamo. 
Nascondendosi poi dietro al Suo nome.

"A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio"
LA LEGGE; articolo 40 c.p. comma secondo “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

MORALMENTE; nel momento in cui un prete pedofilo viene coperto dalla chiesa, ogni membro di essa si rende colpevole dello stesso crimine.

La verità: lo scorso 8 maggio il GIP di Savona Fiorenza Giorgi deposita un provvedimento di 6 pagine a conclusione delle indagini sugli abusi sessuali che coinvolgono la Diocesi di Savona-Noli.  Il giudice conclude così;

-La disposta archiviazione nulla toglie alla pesantezza della situazione palesata dalle espletate indagini dalle quali è emerso come l’ estrema gravità delle condotta criminose del Giraudo non fosse stata per nulla considerata.
-Da tali documenti, perfettamente in linea con l’atteggiamento assolutamente omissivo del LAFRANCONI risulta -è triste dirlo- come la sola preoccupazione dei vertici della curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima, e come principalmente (per non dire unicamente) per tale ragione l’allora Vescovo di Savona non avesse esercitato il suo potere-dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli;
-Altrettanto triste è osservare come, a fronte della preoccupazione per la “fragilità” e la “solitudine” del GIRAUDO e il sollievo per il fatto che “nulla è trapelato sui giornali”, nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue “attenzioni”.

Il Giudice
Fiorenza Giorgi
Savona 8 maggio 2012

Viene restituito alle vittime l'intero fascicolo.
 Centinaia di pagine tra interrogatori, denunce, deposizioni delle vittime, documenti della stessa Diocesi acquisiti dagli inquirenti durante le indagini dai quali si evince

domenica 10 giugno 2012

Rete L'ABUSO.: Verità & Giustizia

Rete L'ABUSO.: Verità & Giustizia: Dio qui non c’entra nulla. I suoi Ministri si sono comportati in modo indegno, omettendo quelle che sono le responsabilità del loro mini...