sabato 23 giugno 2012

Rovereto di Novi (Modena), si teme che il viaggio del Papa lo paghi la Protezione civile!

Da Rovereto Paolo Zignani 
Cremona Democratica

Sarà la Protezione civile a pagare parte del viaggio del Papa? E’ un dubbio che sta tormentando parte dei cittadini di Rovereto, la frazione di Novi (Modena), che martedì sarà visitata dal Papa.

Il Comune di Novi (Modena) ha reso noto oggi, tramite il Centro operativo comunale,  il percorso viabilistico da compiere per assistere alla visita pontificale nella frazione dov’è morto don Ivan, di origini aretine. Arezzo è la città visitata recentemente dal Papa, prima della calorosa visita di Bresso (Milano). Ad Arezzo la papamobile circolò per le strade fra l’indifferenza della gente. Come andrà martedì a Rovereto, dove la Protezione civile non si è presentata e in gran ritardo ha mandato un gruppo di volontari? Il campo è stato allestito dalla gente di
Rovereto, dalle associazioni di ogni genere, da singoli, un miracolo di rapidità e disponibilità.
Joseph Ratzinger – amico da sempre della rivista austriaca “Die Aula”, che ha ospitato testi di storici revisionisti, che indeboliscono le consolidate notizie sull’Olocausto degli ebrei – potrà passare accanto all’ex campo Roma di Novi, dove i termometri esplodevano nelle tende. Un incredibile flop del sindaco di Roma Gianni Alemanno, che aveva mandato la struttura. L’organizzazione come sempre, e necessariamente trattandosi di un capo di Stato, è assai articolata. E costosa. Trattandosi di un grande evento, il timore è che paghi proprio chi dovrebbe aiutare i terremotati, oggi, più che dar sostegno ai grandi eventi.
Inoltre, come dice più d’un residente, chi non fa parte dei campi della Protezione civile stenta a ottenere un bagno chimico o una tenda, anche la casa non ce l’ha più. Fortunatamente, a quanto si dice i volontari della stessa Protezione civile forniscono quel che serve senza farsi notare. Quindi c’è più di qualche lamentela sull’organizzazione dei soccorsi.
Ma chi paga il viaggio del Papa e quanto costa? Poco si sa. Comunque, che paghi il Comune, o per una parte la diocesi o solo il Papa o per intero lo Stato della Città del Vaticano, si tratta sempre di molti soldi che non vanno ai cittadini la cui casa è stata distrutta dal terremoto. Se poi paga in parte la Protezione civile un problema si pone. Il vicesindaco di Novi Italo Malagola ieri ha affermato che: “Si organizza l’accoglienza dovuta a un capo di Stato, né più né meno. Le forze dell’ordine sono comunque al lavoro, anche senza visita del Papa, a carico dello Stato o degli enti locali”. La speranza è la visibilità per Rovereto. Ma andrà così? Qualche dubbio, dopo quel che è successo in Abruzzo, è lecito, anche se dubitare non significa certo aver ragione.
Copertina del blog http://insiemexrovereto.com, organizzato da associazioni locali per convogliare le donazioni direttamente ai terremotati. E’ sempre bene dare a chi va sul posto o ci si trova
E’ opportuno questo viaggio, proprio quando si predica tanta sobrietà da parte delle istituzioni? Per i credenti l’esperienza di vedere e ascoltare il Papa è fondamentale, è vero, tuttavia ci si può chiedere se non sarebbe stato meglio, anziché organizzare l’accoglienza di un capo di Stato e dedicare tante energie, pagare (coi soldi del Vaticano) il viaggio di un elicottero da Roma a Carpi (Modena), versare in dono ai terremotati un importo equivalente, per poi organizzare il viaggio in tempi migliori e più felici.
“Ma che le spese siano coperte dalla Protezione civile, no, questo non può essere giusto – confida una signora – Non siamo molto informati, abbiamo bisogno di certezze”.
Nei gruppi di discussione, su Facebook, una persona su dieci impreca contro la visita del pontefice. Tanti sono gli atei e gli agnostici nelle tende. Come reagiranno? Il timore che paghi la Protezione civile che dovrebbe aiutare proprio loro surriscalda gli animi.


VISITA DEL PAPA A ROVERETO del 26 GIUGNO VIABILITÀ
Programma Ufficiale:
Alle ore 10.15 il Santo Padre atterrerà in elicottero presso il Campo Sportivo di San Marino di Carpi per poi trasferirsi verso Rovereto. Dopo aver attraversato la zona rossa, il Pontefice sosterrà alcuni minuti di preghiera per ricordare la memoria di Don Ivan Martini in prossimità della Chiesa di S. Caterina. Terminato il momento di raccoglimento uscirà dalla zona rossa per raggiungere in via Chiesa Nord i cittadini e le autorità dopo di che farà ritorno al campo di S. Marino di Carpi.
Info per cittadini
Chi volesse partecipare all’incontro con il Papa potrà parcheggiare la propria auto entro le 9.30 nelle aree di sosta appositamente allestite presso l’ex Campo Roma, Via Montale e la Zona Industriale di Rovereto dove, a mezzo navetta della protezione civile, saranno trasferite in loco.
Inoltre sarà disponibile, a partire dalle ore 7.00, una navetta che partirà dal parcheggio di Via Grandi presso la chiesa di Novi con fermata anche a S.Antonio in Mercadello presso il piazzale della chiesa. Sarà attiva fino al momento di chiusura del traffico.
Informazioni sulla viabilità
Saranno chiuse al traffico veicolare dalle 9.30 alle 12.30 del 26/06/2012
- via E. Lugli dalla sp 468 Motta a via Benzi
- via Benzi da E. Lugli alla via Chiesa sud
- via Chiesa Sud dalla sp 468 Motta a zona Rossa
- via Secten da via Chiesa sud
- via Battisti da via Chiesa sud zona rossa alle intersezioni con le vie: Della Libertà, Curiel, A.Modena, 4 Novembre, G.Bisi. P.zza U Bisi, P.zza Giovanni 23°, Monti, Petrarca
- via S. Forti da Battisti a Barberi
- via Barberi da intersezione via Frattini / 25 aprile
- via Boccaccio da via Chiesa Nord a via Mazzini
- via Mazzini da via Boccaccio a via Barberi
- via Chiesa Nord da 25 Aprile a via Monti (zona rossa)
- via Garibaldi da via Chiesa Nord a via Mazzini
Sarà istituito divieto di sosta con rimozione dalle ore 6.00 del 25/06/2012 alle ore 13.00 del 26/06/2012 su via Chiesa nord da via Barberi a via Monti per montaggio strutture.
Sarà istituito divieto di sosta con rimozione dalle 7.00 alle 13.00 del 26/06/2012
- via Chiesa sud entrambe i lati
- via Battisti su entrambe i lati ( sosta consentita in banchina e nella zona chiusa dopo l’intersezione con via Forti)
- via Forti su entrambe i lati
- via Barberi su entrambe i lati da forti a Chiesa Nord
- via Boccaccio su entrambe i lati
- via Garibaldi su entrambe i lati
- via Chiesa nord da via Barberi a via 25 aprile (sosta consentita agli autobus)
- via Manzoni da chiesa Nord a via Alfieri lato sud per sosta ambulanze

L’Asl diffida per la terza volta il gruppo che dice di curare i gay

Daniele Duso FONTE
MILANO – L’Asl diffida per la terza volta l’associazione che millanta di curare i gay. Le diffide inviate sono già due, ma lunedì ne partirà una terza, inviata da Asl Milano all’indirizzo dell’associazione Agapo, che sta per Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali, nata in contrapposizione all’Agedo, genitori di omosessuali che invece collaborano con le associazioni gay. La “colpa” di Agapo? Utilizzare il marchio di Asl Milano e Regione Lombardia per promuovere le proprie attività che, come si apprendere dal sito web di Agapo, mirano, tra il resto, a “offrire, in una dimensione di auto-mutuo-aiuto, ai genitori e familiari con persone care interessate dal problema dell’attrazione verso lo stesso sesso”.
IL FATTO –  A portare agli onori della cronaca la vicenda è la denuncia del signor Francesco Zanardi, attivista per i diritti degli omosessuali, che spiega di aver presentato un esposto al Tribunale di Milano poiché l’Asl ha finanziato “progetti di
associazioni cattoliche che si propongono di ‘curare’ gli omosessuali”. Una denuncia accolta e pubblicata su il Fatto Quotidiano, che riporta anche nomi (l’associazione Agapo, appunto, con il suo servizio telefonico ‘Amico segreto’) e cifre del finanziamento (2.600 euro).
LA VERSIONE DELL’ASL – Per conto dell’Asl Milano è lo stesso direttore, Walter Locatelli, a fornire una spiegazione che sgonfia l’intera questione. «Agapo ha partecipato, come molte altre associazioni,  con un progetto preciso a un bando regionale (il riferimento è alla Legge 23/99: bandi della Regione Lombardia per progetti a favore della famiglia, dell’associazionismo e del volontariato, ndr) – spiega Locatelli –. Era il 2010, il progetto presentato rientrava perfettamente nei parametri del bando, così abbiamo erogato all’Agapo 2.500 euro, nulla di più.» Un progetto per curare le persone omosessuali? «Assolutamente no, il progetto non parlava chiaramente di questo, ma piuttosto di un supporto psicologico da svolgersi al telefono, rivolto in particolare ai più giovani.» Insomma, nulla di scandaloso. «Anche perché altrimenti saremmo caduti nel ridicolo», aggiunge Locatelli.
DELLA LOTTA DELL’ASL CONTRO AGAPO – Ma allora da dove viene questo disagio dell’Asl nei confronti dell’associazione? «Tutto nasce qualche settimana fa, verso metà maggio – spiegano sempre dai vertici dell’azienda sanitaria milanese –, quando abbiamo ricevuto la denuncia di un attivista per i diritti degli omosessuali (lo stesso Zanardi, ndr) che ci avvisava dell’attività dell’Agapo e del fatto che su sito web e volantini era riportato il marchio di Asl Milano. Pur non entrando nel merito delle attività dell’associazione abbiamo diffidato l’Agapo dall’utilizzare il simbolo dell’Asl, dando loro otto giorni di tempo per togliere ogni riferimento dai loro documenti». E la seconda diffida? «Nasce sempre da una denuncia dell’attivista, giunta qualche giorno dopo. L’associazione aveva tolto i riferimenti dal sito, ma pare distribuisse volantini dove il marchio Asl Milano era ancora presente. Così il 29 maggio abbiamo inviato una seconda diffida». Anche perché nel frattempo pare che la questione fosse giunta fino a Strasburgo.
LA TERZA DIFFIDA – La storia finisce qui? «Noi pensavamo di sì – spiegano dall’Asl –, ma il fatto che oggi la questione sia uscita sulla stampa ci spinge a muoverci. Il nostro marchio, come quello della Regione, non può essere usato al di fuori dai termini temporali indicati dal bando, e in questo caso siamo andati ben oltre. Ogni altro uso, in ogni altro periodo, è del tutto improprio». Nulla da dire in merito al fatto che l’associazione si proponga di curare gli omosessuali? «Noi abbiamo valutato solo il progetto presentato due anni fa – spiega l’Asl – e quello era stato presentato in termini che non potevano lasciare dubbi, senza alcun difetto né di forma né di sostanza. Qualunque cosa facciano, comunque, non può essere pubblicizzata con il nostro marchio».
QUALCHE DETTAGLIO SU AGAPO – Ma chi è in realtà Agapo? L’Associazione, come si legge nel sito web, nasce nel 2006 dopo aver constatato che “dal momento che i nostri figli sono entrati nei ‘circuiti’ del mondo gay, si è aperta, o si è allargata, una profonda spaccatura all’interno della propria personalità”. Agapo è convinta che “sentenze come ‘tu sei così’ o ‘una volta gay sempre gay’ sono volte a togliere la libertà alla persona”. Tra le azioni concrete (il sito riporta testimonianze, consigli, documenti, link…) Agapo propone anche una preghiera a Dio: “Oh Signore, Dio nostro, a te ci rivolgiamo in sofferenza, per nostro/a figlio/a così ferito/a nel profondo del suo essere uomo/donna… Invia il tuo Spirito Santo per guidarci nei nostri affetti, pensieri e azioni. Aiutaci a comprendere il limite di quello che è nelle nostre mani. Aiutaci a vivere con serenità la nostra relazione con lui perché solo dall’amore può venire la guarigione”.

L’Asl diffida per la terza volta il gruppo che dice di curare i gay

Daniele Duso FONTE
MILANO – L’Asl diffida per la terza volta l’associazione che millanta di curare i gay. Le diffide inviate sono già due, ma lunedì ne partirà una terza, inviata da Asl Milano all’indirizzo dell’associazione Agapo, che sta per Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali, nata in contrapposizione all’Agedo, genitori di omosessuali che invece collaborano con le associazioni gay. La “colpa” di Agapo? Utilizzare il marchio di Asl Milano e Regione Lombardia per promuovere le proprie attività che, come si apprendere dal sito web di Agapo, mirano, tra il resto, a “offrire, in una dimensione di auto-mutuo-aiuto, ai genitori e familiari con persone care interessate dal problema dell’attrazione verso lo stesso sesso”.
IL FATTO –  A portare agli onori della cronaca la vicenda è la denuncia del signor Francesco Zanardi, attivista per i diritti degli omosessuali, che spiega di aver presentato un esposto al Tribunale di Milano poiché l’Asl ha finanziato “progetti di

Terremoto in Emilia, leggende, speranze, tensioni. Affitti aumentati del 30%, fa paura la speculazione, bottigliette d’acqua a 3 euro

Di Paolo Zignani, inviato nelle zone del sisma.

Corre voce di un farmacista con la passione della sismologia, che con un apparecchio avrebbe registrato il sisma. Si dice che gli abbiano sequestrato tutto quanto, ma che forse ha conservato i dati.

campo organizzato dai volontari di Rovereto di Novi
Forse una leggenda, forse no: si cerca una spiegazione che forse non ci sarà mai. Si parla di trivellazioni e di esplosioni sottorranee, sulle quali la Procura di Modena ha aperto un’inchiesta. L’unica certezza è il lavoro della gente che non si è mai fermata. Neanche per le liti, che si riferiscono, fra il sindaco di destra di Sassuolo e quello di sinistra di Novi: il secondo avrebbe rifiutato aiuti dal primo, un tendone che pare sia servito alla campagna elettorale di Alemanno. “Voci di popolo”, si commenta a Rovereto. Davvero la vita, per quanto sia feroce con degli innocenti, non toglie mai la voglia di sorridere. Ma i nervi sono scoperti, le necessità tante, troppe. Il caldo ieri arrivava ai 40 gradi percepiti, il sole scottava sulla pelle.
“Io con quegli stranieri che non si lavano non dormo, non ci riesco” e una donna
lascia le tende della Protezione civile a Carpi.

casa pericolante fra Carpi e Rovereto di Novi
Gli immigrati sono tanti, pakistani, rumeni, africani… Fra gli italiani, in diversi hanno preferito il campo organizzato da un oratorio, dove la doccia è obbligatoria. Questione di educazione, di gusto, di stili di vita che si confondono all’improvviso. I carpigiani d’origine sono diventati pochi, la cittadina è cambiata con l’immigrazione, sarà così dappertutto: sono i nuovi tempi. Ma si va avanti. La gente lavora e non si vuole arrendere.
Si racconta anche, e non è una voce, di un consigliere comunale costretto a vivere in tenda. Era così stravolto dalla paura che non voleva più andarsene. Una psicologa è andata da lui per cercare di convincerlo, ma non lui non voleva lasciare la tenda, come fosse la sua ultima salvezza, tutto quel che gli rimaneva di sicuro. E ha cercato di dare un pugno dalla rabbia alla psicologa, che se n’è andata.
E’ tutto un trauma, degli animi, della terra, delle istituzioni costrette a un lavoro febbrile.
“Ma dopo un mese non ci sono idee chiare. La Protezione civile è arrivata qui senza un piano e ora nessuno sa bene che cosa ci aspetta. Gli affitti sono già saliti del 30%. Io ho perso la casa, dove andrò a vivere? In affitto! Lascio la casa alla banca, il mutuo non ho finito di pagarlo e non ne faccio un altro. Mi cerco un appartamento in affitto, anche se sono aumentati così”. Restando a Rovereto, si è parlato di un tende sfollate: erano dietro la chiesa. “Non erano belle da mostrare al papa, così le hanno spostate”. La notizia è stata smentita più volte. I ragazzi delle associazioni locali di Rovereto invece sperano “che con l’arrivo del Papa si veda come stiamo, com’è ridotto il nostro paese, che vengano a inquadrare bene con le telecamere”.
Intanto la speculazione fa paura. Quella grande, dei grandi affari, ma anche la microspeculazione. Quei tre euro per una bottiglietta da mezzo litro d’acqua, a Carpi, gridano vendetta a Dio.
E i ragazzi delle Brigate di Solidarietà Attiva di Fossoli (frazione di Carpi), che hanno organizzato un campo autogestito, sono un esempio di resistenza e passione civile. Un modello alternativo all’elemosina, alla carità, ma anche all’improvvisazione: “Quello che non vogliamo è il modello abruzzese”.  Anche a Fossoli, altra frazione, la Protezione civile non è arrivata, come in tutte le frazioni.
E allora ci si ritrova tutti emiliani, appunto come a Rovereto, dove Arci, Azione cattolica, volontari della parrocchia assieme alle persone delle idee più diverse si sono ritrovate insieme per darsi una mano.
(segue)

venerdì 22 giugno 2012

Imperia, la villa dell'ex ministro per l'erario è un 4 vani con rendita di 130,15 euro


Decisamente, con il settore immobiliare l'ex ministro Claudio Scajola ha un rapporto conflittuale. Oltre all'ormai celebre appartamento romano con pagamento a sua insaputa, adesso eccolo alle prese con una villa a tre piani sorprendentemente accatastata come un "4 vani" e ancor più clamorosamente classificata come "A5 Abitazione ultrapopolare"

Decisamente, con il settore immobiliare l'ex ministro Claudio Scajola ha un rapporto conflittuale. Oltre infatti all'ormai celebre appartamento romano con pagamento a sua insaputa, adesso eccolo alle prese con una villa a tre piani sorprendentemente accatastata come un "4 vani" e ancor più clamorosamente classificata come "A5 Abitazione ultrapopolare".
Con tutto quel che ne consegue in termini di Imu relativa alla rendita catastale, che in questo caso è di 130,15 euro.
Il caso è emerso in questi giorni in cui, negli uffici comunali di Imperia - l'amministrazione è nelle mani di un commissario prefettizio dopo lo scioglimento del consiglio provocato dall'inchiesta sul porto - e specie in quelli dell'urbanistica,
si stanno analizzando le pratiche degli ultimi anni. Così sembra che qualcuno si sia stupito osservando i mappali del catasto relativi a via Diano Calderina, ossia la collina dove abita l'onorevole del Pdl.

Naturalmente non si può escludere a priori che al suo interno la palazzina sia suddivisa, nonostante i tre piani, in soli quattro locali, così come è vero che l'aggiornamento del catasto dovrebbe essere
effettuato dall'Agenzia del Territorio, e, infine, è già accaduto che, nonostante la segnalazione del proprietario, la regolarizzazione proceda con forti ritardi.

Ciò detto, come mostriamo nelle foto in queste pagine, i dati tecnici elencati nella visura contrastano  con le immagini della realtà. Il villino che Scajola acquistò dieci anni fa è compreso nel terreno delimitato a monte dalla grande villa (quasi 30 vani) di proprietà della moglie, Maria Teresa Verda, del parlamentare dove vive stabilmente la famiglia Scajola, e a valle dal campetto di calcio realizzato violando alcune procedure urbanistiche sanate con una multa da 5mila euro.

In mezzo, oltre alle fasce coltivate a vigna e asparagi, e poco sotto la piscina di villa Verda - stranamente non accatastata visto che nelle mappe la piscina non compare - ecco, particella numero 295 del mappale, il villino a tre piani di strada Spesci, come viene denominata la località quasi al confine con il comune di Diano Marina.

Non si sa se l'immobile sia stato ristrutturato dall'allora ministro al momento dell'acquisto avvenuto dieci anni fa, o se invece i lavori fossero stati eseguiti dai proprietari che lo avevano venduto all'illustre concittadino, ma questo non ha molta importanza. Il dato certo è che, da dieci anni, i vani e la classificazione non sono mutati.

I tecnici di Comune e Agenzia del Territorio, osservando le immagini hanno ipotizzato che la casetta ufficialmente di 4 vani possa essere in realtà formata da molti più locali, tanto da renderla classificabile come un A7, cioè un "villino". Anche un occhio poco esperto può avere qualche dubbio che una palazzina del genere, circondata da giardino, alberi e con due autorimesse interrate possa essere censita come "ultrapopolare".

Secondo i parametri di una tipologia A7, il costo dell'Imu dovrebbe essere moltiplicato per quattro volte e mezza il valore attuale. Proprio per approfondire il caso, nei prossimi giorni potrebbero essere effettuati alcuni sopralluoghi da parte dei tecnici. Sotto e attorno al villino, le mappe e le visure catastali riportano anche altre proprietà dell'ex ministro, e in particolare fabbricati rurali e alcuni ettari di uliveto. Non compaiono sui documenti ufficiali né l'installazione di alcuni pannelli solari e neppure il campo da calcio.

Disperazione e rabbia tra i terremotati, privati di risorse, ora tutte impegnate ad organizzare la visita del Papa.


Ma quanto ci costa il Papa in Emilia? Disperazione e rabbia tra i terremotati, privati di risorse, ora tutte impegnate ad organizzare la visita del Papa.

Parliamoci chiaro, il terremoto è una cosa seria, muore gente, le case crollano e crolla anche gente dentro di se.
Un'esperienza difficilissima da metabolizzare e, gli aiuti psicologici, morali, debbono essere gestiti da personale competente.
Al di la delle personali convinzioni religiose di ogni individuo, la presenza di un guru nei luoghi colpiti dal terremoto è insignificante, non può fermare od alterare l'evoluzione del sisma, una postuma benedizione o magia resterebbe sempre "postuma" e quindi incapace di assorbire il danno in quanto già accaduto.
Quando poi, il santone è il papa in persona allora, addirittura, si può parlare di un capitale indubbiamente notevole, soldi che potrebbero essere utilizzati nella ricerca preventiva sui terremoti.
Ma quanti sono questi soldi? Da diversi giorni provo a documentarmi, provo e sembra
impossibile da dire ma non esiste nessun dato, sui motori di ricerca nessun risultato. E’ incredibile ma a soli 4 giorni dalla visita del Papa, gli italiani non sanno ancora quale sarà la cifra che dovranno pagare. Senza dubbi sarà notevole, almeno a quello che mi riferiscono alcuni collaboratori al momento volontari nelle zone terremotate, per la precisione da Rovereto di Novi che mi descrivono una situazione a dire poco drammatica. Già da due giorni c’è uno spiegamento di forze dell’ordine notevole, il motivo della loro presenza non è prestare aiuti ai terremotati, ma organizzare il servizio di sicurezza per il Papa. Disperazione e rabbia tra i terremotati che denunciano la mancanza di informazione su quello che realmente stà accadendo in quelle zone, quale è il loro stato di abbandono, manca addirittura l’acqua da bere, la protezione civile sembrerebbe non stia portando aiuti sufficienti. Mi riferiscono che ieri hanno ricevuto da parte di volontari e non della protezione civile 1500 bottiglie d’acqua da mezzo litro, sono 750 LT una quantità ridicola, calcolando da quanto riferisce chi è in zona la temperatura del terreno è di 40°, così elevata che i topi escono dalle tane. Tanta rabbia tra i terremotati per alcune notizie come quella che il comune avrebbe già sborsato 600.000 € per la visita del Papa, mentre loro non hanno garantiti neppure i servizi fondamentali. Non c’è molto entusiasmo tra la popolazione tutt’altro, questa visita sta portando oltre a costi che sottraggono risorse, anche molti disagi a queste persone che si trovano abbandonate a se stesse in quanto tutte le energie, al momento pare siano concentrate su questa visita. Ieri si diceva, che un campo per sfollati sarebbe stato spostato per far posto al palco su cui salirà Benedetto XVI. Poi è giunta una smentita: nulla si sposterà sino a fine luglio.
E' fuori dubbio che la situazione sismica in Italia è cambiata, gli eventi sismici di forte intensità sono aumentati. A distanza di soli tre anni abbiamo avuto tre eventi superiori a magnitudo 6. Due di questi sono avvenuti a nove giorni di distanza in Emilia, il 20 ed il 29 di maggio. Prima, un evento di simile entità in Emilia si era visto solo nel 1570, difficile dire se era simile a quello odierno, era ancora vivo il Conte Dracula, figuriamoci che tipo di tecnologia potevano avere gli studiosi di allora per annotare l'entità di un sisma.

Dicevo che il terremoto è una cosa seria, quindi bisogna saperlo gestire con intelligenza.
L'ignoranza e la fretta, il fatto di prendere il terremoto come un giorno di stop generale per poi ripartire il giorno successivo è totalmente sbagliato, però questo la gente non lo sa, non è stata data alcuna utile informazione. 
Il 29 di maggio, esattamente dopo il primo sisma di magnitudo locale (ML) 6.1 ne è arrivato un secondo di ML 6.0 causando la morte di molti lavoratori che erano imprudentemente rientrati troppo presto nei luoghi di lavoro.
Nuovi crolli, altri morti, lo Stato che dichiara, non certo senza una certa eleganza, che non sborserà un centesimo per la ricostruzione, esperti che scendono in campo e scuotono la testa affermando di non conoscere nulla di ciò che accadrà, il terremoto potrebbe durare mesi, anni, forse ci saranno nuove scosse molto forti, forse non ce ne saranno...
Aggiungiamo a questa confusione un papa che arriva a benedire come in un'estrema unzione ed abbiamo ristabilito un clima da profondo medioevo in cui la ricerca non riesce a trovare spazio ed il terrore crea nuovi "Vaticano-dipendenti".
Nell'era tecnologica il papa non farà fatica a fare pervenire le sue parole attraverso stampa e televisione, risparmiando un costosissimo viaggio. I soldi risparmiati, ad esempio, potrebbero essere utilizzati per monitorare il gas radon in Emilia e nel resto del Paese. Bisogna essere realistici, due eventi di forte intensità (ML 6.1/6.0) non mancheranno purtroppo di dare molte repliche e non si potranno dissipare in poco tempo.

Trattandosi di un terremoto, andiamo per gradi:

i terremoti non uccidono, sono gli edifici che ci crollano addosso ad ucciderci. Il comportamento di un sisma, ovviamente, non è ancora prevedibile ma è rarissimo che un grosso terremoto, dell'entità di quelli che hanno colpito l'Abruzzo e l'Emilia, arrivi all'improvviso senza un pre-annuncio, in genere i terremoti di magnitudo 6 sono preceduti da terremoti di magnitudo rilevante ma inferiore (ML 4 / 4.5) . Purtroppo mancando strutture di prima accoglienza, la gente rimane nelle case sperando che, eventuali nuove scosse, siano di assestamento e poco potenti. Quello che accade dopo, purtroppo, è storia, arriva la scossa grossa, le case collassano, spesso è notte fonda e si è immersi nel sonno.

La nostra unica arma contro i terremoti, appunto, è sapere riconoscere i sintomi precursori.
Il sintomo precursore più rilevante è l'alterazione di gas radon prima di un sisma.
Il gas radon viene rilasciato proprio dalla deformazione e dalla fratturazione dello strato roccioso nel sottosuolo. Questa alterazione anticipa di 6/12 ore un evento sismico.
Anche la scienza ufficiale lo dichiara:
"Prima di un terremoto il gas radon puo' aumentare o diminuire". Queste le conclusioni di uno studio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dell'Universita' Roma Tre che ha permesso di isolare i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l'aumento del rilascio del gas radon prima di un terremoto. Il lavoro in fase di pubblicazione su Geophysical Reaserch Letters (GRL) e' stato finanziato dal progetto 'TRIGS' (www.trigs.eu), sotto il sesto programma quadro della Commissione Europea e del 'New and Emerging Science and Technology Pathfinder.
Un rivelatore di gas radon è presente in Abruzzo ed è stato costruito dal tecnico Giampaolo Giuliani. La NASA, in via sperimentale, ha fatto installare qualche mese fa un rivelatore radon proprio creato da Giuliani.
Sembra assurdo ma, quello che in Italia viene evitato, la ricerca estera lo adotta con successo.
I motivi sono molteplici e, purtroppo, alla base della disinformazione vi è il profitto, spessissimo i soldi donati a supporto dei cittadini colpiti dai terremoti vengono "imboscati" dalle banche. Più aumenta il dramma, più aumenta la paura, più crescono gli interessi religiosi ed economici.
Un appello per il bene collettivo, usiamo i soldi per la ricerca e la prevenzione, per l'educazione al terremoto invece di spenderli per fare viaggiare un papa. Se la ricerca va avanti anche il Paese va avanti, in caso contrario rimane solo l'emarginazione nel dramma e nel non sapere.

Francesco Zanardi
Marco Dimitri



giovedì 21 giugno 2012

Facebook e pagine fan: la visibilità ora la devi pagare cara


La quotazione in borsa, la consegna del social in blu nelle mani della speculazione finanziaria e quindi dei continui mal di pancia dei cosiddetti “mercati”:Probabilmente il tutto non c'entra nulla ma, Mark Zuckerberg, da qualche tempo, sembra voler ancor più di prima monetizzare l’enorme traffico di utenti generato dalla sua creatura.
E’ risaputo, infatti, che Facebook non riesce a guadagnare abbastanza dalle campagne pubblicitarie. I suoi iscritti, semplicemente, non cliccano sugli adv che compaiono all’interno della piattaforma. E la parte app? Anche quella, come noto, rappresenta il tasto dolente di Mark: fb è ancora poco utilizzato dagli utenti mobile e non riesce a sviluppare un’applicazione all’altezza che sia anch’essa monetizzabile.
          
Così, alla fine, il management ha deciso di operare quella che potrebbe essere la manovra di harakiri che in tanti preventivavano negli scorsi mesi: Facebook, da qualche settimana, ha
deciso di “oscurare” le pagine fan che non sponsorizzano i propri post. Se siete anche voi admin di qualche pagina che condivide contenuti  d’informazione, scordatevi la visibilità che avevate prima. Al massimo, i post che pubblicherete, saranno visualizzati dal 16% dei vostri iscritti. Tutti gli altri fan, non potranno vedere i contenuti sulle proprie bacheche.

IL COSTO? 1 EURO OGNI 1000 FAN POTENZIALMENTE RAGGIUNTI
Volete maggior visibilità? Bene: occorre pagare ed anche tanto. Per la precisione circa 1 euro ogni 1000 fan potenziali raggiunti. 14 euro per portare a 14.000 la portata virale dei vostri post, 80 euro per salire a 80.000 e così via fino ad un massimo di 300 euro. Del resto, se ancora non siete tra i numerosi gestori che hanno già notato il pauroso decremento di visite ed interazione alle proprie pagine fan , vi informiamo che purtroppo è solo questione di tempo: presto il signor Facebook penalizzerà anche voi in modo da regalare maggior diffusione a chi decide di sborsare non pochi quattrini.

19.000 EURO AL MESE PER RAGGIUNGERE 625.000 FAN AL GIORNO
Ma facciamo due calcoli con un esempio concreto: avete una pagina con 50.000 iscritti e diffondete, in media, 25 link esterni al giorno che riportano al vostro sito d’informazione. Poniamo che siete così ricchi da poterli sponsorizzare tutti e che volete garantirvi un 50% di fan raggiunti con ogni condivisione. In più, i vostri post sponsorizzati, saranno visibili sulla bacheca dei vostri iscritti per 3 giorni (a discapito di quelli non sponsorizzati)
Ebbene: 25 euro per ogni post moltiplicato per 25 fa esattamente 625 euro al giorno. In un mese, dunque, dovrete dare a facebook quasi 19.000 euro. In altre parole, o avete una società discretamente potente alle spalle e potete monetizzare le visite portate dal social al vostro portale con un CPM di almeno 3 euro, oppure sarete costretti a rassegnarvi: è finita la pacchia.

SALVI I CONTENUTI VIRAL
Restano comunque abbastanza immuni dalla penalizzazione di Facebook coloro che, sulle proprie pagine, condividono contenuti viral (frasi fatte, fotine, pensieri da bimbiminkia ecc). Quel tipo di contenuto, infatti, essendo appunto virale, non ha bisogno di una sponsorizzazione e riesce ad arrivare a molti utenti anche senza essere “pompato” da mister facebook.

FACEBOOK PREMIA I GRANDI GRUPPI EDITORIALI
Tutti coloro che invece diffondevano contenuti interessanti ma comunque bisognosi di essere visualizzati da molte persone, non avranno altra scelta: o pagano o vengono visualizzati sempre meno. A cosa porterà questo tipo di (ri)organizzazione è semplice intuirlo: La Repubblica, Il Corriere, Il Fatto ed in generale tutti i gruppi editoriali forti potranno letteralmente soverchiare chi si occupa d’informazione senza avere grandi fondi (ne grandi guadagni) sui quali poter contare. Facebook diventerà quasi sicuramente la patria dei giganti e rischierà, quindi, di perdere il proprio appeal.
              
Evidentemente, però, Zuckerberg ha reputato indispensabile il rapido cambiamento di policy, con una sorta di rivisitazione “freemium” rivolta non a tutti gli utenti ma in particolare a chi utilizza il suo social per diffondere contenuti e reindirizzare traffico sul proprio sito. La scelta non è del tutto biasimevole ma, di sicuro, i costi potevano (e dovevano) essere meno elevati almeno nella fase di lancio.

Ps questo post è stato "sponsorizzato" con 25 euro di budget dalla pagina Informazione IncazzataVi farò sapere se gli effetti su visibilità e visite saranno apprezzabili. 
                            

mercoledì 20 giugno 2012

Quanti sono gli inquisiti attualmente al governo?


Chi governa il nostro paese? Una applicazione per smart phone chiamata Camera Leaks illustra diversi aspetti del nostro governo tra i quali Camera, Senato,  indennità, enti, Quirinale, costi della politica, confronti, maps, immagini e INQUISITI di Camera e Senato.  L'elenco è notevole, guardate. 




 

Abrignani Ignazio
PDL
Dissipazione post-fallimentare.
Angelucci Atonio
PDL
Associazione a delinquere, truffa e falso.
Aracu Sabatino

PDL
Rinviato a giudizio nella sanitopoli abruzzese.
Barani Lucio
PDL
Richiesta di invio a giudizio per abuso di ufficio.
Barbareschi Luca
GRUPPO MISTO
Indagato per abusivismo.
Berlusconi Silvio

PDL
Sotto processo per frode fiscale (Mediaset), corruzione in atti giudiziari (Mills),frode fiscale e appropriazione indebita.
Berdardini Rita


PD
Condannata nel 2008 a 4 mesi per cessione gratuita marjuana pena esista per indulto.
Berruti Massimo Maria

PDL
Condannato in appello per 2 anni e 10 mesi  per riciclaggio.
Bosi Francesco
UDC
Indagato per abuso di ufficio.
Bossi Umberto
LEGA NORD
Condannato per finanziamento illecito.
Bragantini Matteo

LEGA NORD
Condannato in appello per propaganda di idee razziste.
Brancher Aldo

PDL
Condannato in appello a 2 anni per appropriazione indebita e ricettazione.
Caparini Davide

LEGA NORD
A processo per resistenza a pubblico ufficiale (reato prescritto).
Carra Enzo

UDC
Condannato per false dichiarazioni al PM.
Castagnetti Pierluigi

PD
Rinviato a giudizio e poi prescritto per le presunti tangenti nel ’91 e ’92 
Cesaro Luigi
PDL
Indagato per associazione camorristica.
Cosentino Nicola

PDL
Rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione camorristica.
De Angelis Marcello
PDL
Condannato a 2 anni e mezzo per banda armata.
Esposito Stefano

PD
Indagato, ha versato un oblazione di 2000€ per evitare l’accusa di aver violato la legge elettorale.
Farina Renato

PDL
Condannato a 6 mesi per favoreggiamento, condannato per diffamazione.
Fitto Raffaele

PDL
Rinviato a giudizio per corruzione, abuso di ufficio, peculato, finanziamento illecito ai partiti.
Galati Giuseppe
PDL
Rinviato a giudizio per associazione a delinquere e truffa.
Genovese Francantonio

PD
Indagato per abuso di ufficio per affidamenti fatti durante la sua sindaca tura a Messina  ha un’azienda di servizi.
Grassano Maurizio
I RESPONSABILI
Sottoprocesso per truffa.
Iapicca Maurizio

PDL
Rinviato a giudizio per false fatture, per falso bilancio, abuso di ufficio, prescritto.
La Malfa Giorgio
GRUPPO MISTO
Condannato per finanziamento illecito.
Lagana Maria Grazia
PD
Rinviata nel 2010 per falso  e abuso di ufficio ai danni dell’azienda sanitaria di Locri.
Landolfi Mario
PDL
Indagato per concorso in corruzione.
Lehner Giancarlo

I RESPONSABILI
Condannato per diffamazione.
Lolli Giovanni
PD
Prescritto per il reato di favoreggiamento nell’inchiesta sulla missione arcobaleno.
Lombardo Angelo

GRUPPO MISTO
Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Lunardi Pietro
PDL
Indagato per corruzione.
Luongo Antonio

PD
Rinviato nel 2009 a giudizio per corruzione nell’inchiesta su affari e politica  a Potenza.
Malgieri Gennaro

PDL
Condannato dalla corte dei conti a risarcire (con altri 5) 11 milioni per la nomina di Alfredo Meocci al dg della Rai.
Maroni Roberto

LEGA NORD
Condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficile pena commutata in multa.
Milanese Marco

PDL
Indagato per corruzione, rivelazione segreta e associazione a delinquere.
Naro Giuseppe
UDC
Condannato a 6 mesi per abuso di ufficio.
Orlando Leoluca
IDV
Condannato per diffamazione.
Papa Alfonso
PDL
Indagato a Napoli per corruzione.
Piso Vincenzo

PDL
Condannato in 1 grado a 8 mesi per favoreggiamento.
Pitelli Giancarlo

PDL
Rinviato a giudizio per associazione a delinquere e truffa. Rinviato a giudizio per lesione e minacce.
Porfidia Americo

I RESPONSABILI
Richiesta di rinvio a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento alla camera.
Rizzoli De Nichilo Melania
PDL
Indagato per concorso in falso.
Romano Saverio

I RESPONSABILI
Richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
Rosso Roberto
PDL
Indagato per associazione a delinquere.
Savino Elvira
PDL
Indagata per concorso in riciclaggio.
Scapagnigni Umberto

PDL
Condannato in 1° grado a 4 mesi per abuso di ufficio(nomina di un consulente).
Scelli Maurizio

PDL
Condannato dalla corte dei conti a risarcire 900 mila € per irregolare acquisizione di servizi informatici.
Simeoni Giorgio
PDL
Rinviato a giudizio per truffa.
Speciale Roberto
PDL
Condannato a 18 mesi per peculato appelli.
Tortoli Roberto
PDL
Condannato a 3 anni e 4 mesi per estorsione.
Verdini Denis
PDL
Indagato per emissione di fatture false e mendacio bancaria.
Zinzi Domenico
UDC
Condannato in 1 grado per omicidio colposo.


Calderoli Roberto
LEGA NORD
Prescrizione per tafferugli.
Caliendo Giacomo

PDL
Indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (P2).
Camber Giulio

PDL
Condannato in via definitiva a 8 mesi per millantato credito.
Cantoni Giampiero Carlo
PDL
Ha patteggiato una pena di 2 anni per concorso in corruzione e banca rotta in fraudolenza.
Castelli Roberto
LEGA NORD
Condannato per danno erariale dalla corte dei conti.
Ciarrapico Giuseppe

PDL
4 condanne in via definitiva: violazione della legge che tutela il lavoro minorile, ricettazione fallimentare.
Cisafulli Vladimiro

PD
Condannato a 5 mesi pena sospesa, per l’occupazione di un’autostrada.
Pursi Cesare
PDL
Indagato per corruzione.
D’Alì Antonio
PDL
Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Del Pennino Antonio
GRUPPO MISTO
Condannato per finanziamento illecito.
DI Stefano Fabrizio
PDL
Richiesta di rinvio a giudizio per corruzione.
Enzo Galliotto

UDC
Condannato in 1 grado per falso bilancio.
Fazzone Claudio
PDL
Rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
Firrarello Giuseppe
PDL
Condannato in 1 grado a 6 mesi per turbativa d’asta.
Grillo Luigi

PDL
Condannato in 1 grado a 1 anno e 8 mesi per reati bancari, nel processo sulla scalata BPI/Antonveneta.
Lumia Giuseppe

PD
Indagato per diffamazione, è stato querelato dal suo ex addetto stampa.
Marcello Dellutri

PDL
Condannato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa.
Matteoli Altero
PDL
Indagato per favoreggiamento.
Messina Alfredo

PDL
Richiesta di condanna a 1 anno per favoreggiamento alla banca rotta.
Nania Domenico

PDL
Condannato per banda armata. Condannato in 1 grado per abusivismo edilizio: prescritto.
Nespoli Vincenzo
PDL
Indagato per banca rotta e fraudolenza  e riciclaggio.
Nessa Pasquale
PDL
Rinviato a giudizio per concussione.
Papania Nino

PD
Ha patteggiato una condanna a 2 mesi per aver scambiato regali e assunzioni quando era assessore in regione.
Paravia Antonio
PDL
Condannato in 1 grado per corruzione: prescritto.
Pistorino Giovanni
GRUPPO MISTO
Condannato dalla corte dei conti per danno erariale.
Rutelli Francesco
ALLEANZA PER L’ITALIA
Condannato per danno erariale dalla corte dei conti.
Sascia Salvatore
PDL
Condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per corruzione.
Serafini Giancarlo
PDL
Ha patteggiato una condanna per corruzione.
Tedesco Alberto
GRUPPO MISTO
Agli arresti domiciliari, indagato per turbativa d’asta.
Vizzini Carlo
PDL
Indagato per corruzione aggravata per aver favorito alla mafia. Condannato in 1 grado per corruzione:prescritto