sabato 30 giugno 2012

Il mondo giace sotto il potere del maligno-NWO-ILLUMINATI-MASSONI-DEMONI

Il mondo giace sotto il potere del maligno-NWO-ILLUMINATI-MASSONI-DEMONI

Il mondo giace sotto il potere del maligno-NWO-ILLUMINATI-MASSONI-DEMONI

Il mondo giace sotto il potere del maligno-NWO-ILLUMINATI-MASSONI-DEMONI

Movimento GAY ITALIANI: Italia colonia vaticana. Paola Concia (Pd) parland...

Movimento GAY ITALIANI: Italia colonia vaticana. Paola Concia (Pd) parland...: Quaderni Corsari Lo spread etico fra Italia e resto d’Europa è immenso. Un’etica laica non pare neanche ammissibile. Il video ripreso da Y...

Movimento GAY ITALIANI: Italia colonia vaticana. Paola Concia (Pd) parland...

Movimento GAY ITALIANI: Italia colonia vaticana. Paola Concia (Pd) parland...: Quaderni Corsari Lo spread etico fra Italia e resto d’Europa è immenso. Un’etica laica non pare neanche ammissibile. Il video ripreso da Y...

Italia colonia vaticana, non Stato europeo: così il nunzio apostolico nel 2010 impone la linea al Ppe: si votavano a Strasburgo due risoluzioni sull’omofobia e l’aborto


Encuentro con Luca VolontèEd ecco che cosa ci tocca venire a sapere, grazie alle ricerche di Democrazia Atea: una lettera del nunzio apostolico di Parigi Luigi Ventura, datata 8 gennaio 2010, per condizionare le scelte politiche del parlamento europeo. La lettera è rivolta a diversi deputati del Ppe e ne dirige l’orientamento politico. I testi scannerizzati sono inseriti qui sotto: cliccando ripetutamente su di essi li si può ingrandire anche più volte.
Non che ci sia da stupirsi: le idee di Luca Volonté (Udc), ad esempio, sono note, non c’è segreto. Viene allo scoperto però un documento che mostra quanto alcuni
parlamentari, per Costituzione senza vincolo di mandato ma in Italia, abbiano lavorato al servizio del Vaticano, non dello Stato italiano. E’ vero che non è in sé una novità, ma di questi tempi si tratta di un’invasione di campo urtante, assurda, marziana. Non si può nel 2010, e ancora nel 2012, pensare di impedire una legge sull’omofobia o di condannare l’omosessualità come una malattia, una devianza o chissà quale frutto dell’influsso del Demonio.
In altri tempi i rapporti fra Dc e Chiesa erano un’altra cosa, per quanto si trattasse di un legame di potere ostile allo sviluppo della democrazia. Paolo VI ebbe un colloquio riservatissimo con Mariano Rumor, allora segretario della Dc, per mettere a punto alcune strategie per evitare il successo delle idee che poi avrebbero condotto alla trasformazione della società che prende il nome di Sessantotto. Ma erano idee che sorgevano dalla ribellione alla società della disciplina, alla “militarizzazione della società” (nelle scuole, nelle fabbriche, ovunque disciplina e produttività) tipica del New Deal americano. Un mondo repressivo: potevano i giovani non ribellarsi prima o poi?
Ma in questi anni certi discorsi sono diventati medievali e stantii, senza senso, offendono il senso morale, l’innata simpatia, o desiderio di comunicazione e di condivisione, che gli esseri umani provano antropologicamente l’uno per l’altro e li spingono a vivere insieme in società, per quanto complicato spesso sia. Si tratta soprattutto di bassi giochi di potere, per controllare il Consiglio europeo con una serie di cavilli giuridici da giocare al momento opportuno, alla faccia dei cittadini di una società che, anche se alla Santa Sede non piace per niente, sta cambiando, e rispetto ai tempi di Mariano Rumor non è proprio più la stessa. Opporvisi  in modo cieco “senza negoziare” è illogico.
Insomma Luca Volonté e ciascun deputato del Ppe la pensi come vuole, ma lo Stato italiano è uno Stato europeo o una colonia del Vaticano? Già Pier Paolo Pasolini diceva chiaramente che dal punto di vista della morale c’è continuità significativa fra il Ventennio fascista e il successivo periodo democristiano. Non è nuova la tesi di Democrazia Atea ma conviene leggerli questi documenti che il nunzio apostolico invia a Luca Volonté. Il Vaticano si rivolge al deputato per evitare che al Parlamento europeo passino norme che metterebbe l’Italia in condizione di legiferare cose orribili per la Santa Sede. L’omosessualità va contrastata in ogni modo possibile. Il familismo deve restare il faro della morale nazionale e va imposto con la forza delle leggi. Allora l’Italia non è più europea. Si riduce per bene il peso dell’art. 18 per diventare europei, poi però si rifiuta l’etica laica largamente predominante in Europa.
Il testo del nunzio apostolico è in francese. Ne propongo la traduzione.
Il testo riportato nella prima pagina, sotto riportata, è il seguente:
Il deputato del Ppe Luca Volontè (Udc)
“Signor deputato, come sapete dal 25 al 29 gennaio 2010 avrà luogo a Strasburgo l’assemblea parlamentare del Consiglio europeo (Apce), alla quale parteciperanno delegazioni di parlamentari nazionali degli Stati membri del Consiglio europeo.
La Segreteria di Stato m’incarica di farvi parte della preoccupazione della Santa Sede a proposito di due progetti di risoluzione, il cui testo è in opposizione aperta alla legge naturale e ai valori promossi dalla Chiesa cattolica, e della necessità di partecipare attivamente al voto.
Alcuni membri del Partito Popolare Europeo, fra i quali i signori deputati Volontè, Farina e Gatti, sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno deposto degli emendamenti in vista d’un miglioramente di questi progetti di risoluzione.
Inviandole qui allegato un pro-memoria su questo argomento, mi permetto di invitarla a dare il vostro appoggio agli auspici della Santa Sede.
Ben inteso, resto a vostra disposizione per ogni eventuale chiarimento che possiate desiderate.
Ringraziandovi per la vostra attenzione, colgo questa occasione per augurarvi un buon anno 2010 e vi prego di accettare la rassicurazione della mia alta considerazione”.
La traduzione dell’allegato, cioè del documento in foto che appare più in basso, è la seguente:
PRO MEMORIA
per l’assemblea parlamentare del Consiglio europeo, Strasburgo, 25-29 gennaio 2010
1. Progetto di risoluzione sulla ”Discriminazione su base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”. Relatore: deputato Andreas Gross. Voto: 27 gennaio 2010.
Il testo pone gravi problemi. Si potrebbe tentare di far introdurre le idee seguenti:
- riaffermare il rispetto degli articoli 9 e 10 della Costituzione europea.
- Proporre una definizione legale di ”Hate speech”, [paura del proprio simile, da cui poi "Omofobia"] e riaffermare che questo concetto non può mai limitare la libertà d’espressione.
- Proporre una definizione legale di ”omofobia”, o abbandonare questo concetto.
- Introdurre una proposizione generale che riafferma il diritto fondamentale di libertà d’opinione religiosa, in pubblico come in privato, ivi compresa la libertà in materia di morale.
- Riaffermare il diritto fondamentale di ogni personale e delle organizzazioni religiose e confessionali d’agire
conformemente alle loro convinzioni morali e religiose.
- Riaffermare que il comportamento (ethos), morale o religioso degli utenti o dei fornitori di servizi non
sarebbe violato da giudizi sul valore della legalità della discriminazione.
- In riferimento all’articolo 12 della Costituzione europea, ricordare che questo articolo protegge solamente
il diritto delle persone di sesso differente di contrarre matrimonio.
- Riaffermare che, secondo la legge internazionale o europea, non c’è diritto au matrimonio o all’unione
delle persone dello stesso sesso.
Si questi emendamenti non sono accettati e se il testo della Risoluzione rimane inaccettabile, i parlamentari dovrebbero opporsi alla sua approvazione. Per eventuali chiarimenti, possono rivolgersi al deputato Luca Volonté, che coordina gli emendamenti d’accordo con la posizione della Santa Sede.
2. Progetto di risoluzione “15 anni dopo il programma d’Azione della Conferenza su Popolazione e Sviluppo”. Relatore: deputato Christine McCafferty. Voto: venerdì 29 gennaio 201.
Questo documento, fra l’altro, presenta l’aborto come un diritto della donna e ome un metodo di pianificazione familiare. Converrebbe appoggiare gli emendamenti presentati in prima istanza dai deputati Gatti e Volonté.
Se questi emendamenti non vengono accettati e se il testo della Risoluzione resta inaccettabile, i parlamentari dovrebbero opporsi alla sua approvazione.
3. In considerazione dei temi che sono dibattuti all’interno delle Istituzioni europee, la Santa Sede auspica che, in occasione di nuove elezioni, una preferenza sia accorda alle persone che rispettano il concetto cristiano della vita e del matrimonio. A questo proposito il professor Riccardo Ventre, deputato europeo anziano e giudice della Corte di Cassazione in Italia, sembra offrire le migliori garanzie per il posto di giudice della Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (voto: 26 gennaio 2010).
Per l’incarico di capogruppo del Partito popolare europeo nell’assemblea parlamentare del consiglio europeo è auspicabile che i membri di questo Partito s’esprimano sin dall’inizio a favore del deputato Luca Volonté, grande difensore della legge naturale e in possesso di una notevole esperienza politica.


Italia colonia vaticana, non Stato europeo: così il nunzio apostolico nel 2010 impone la linea al Ppe: si votavano a Strasburgo due risoluzioni sull’omofobia e l’aborto


Encuentro con Luca VolontèEd ecco che cosa ci tocca venire a sapere, grazie alle ricerche di Democrazia Atea: una lettera del nunzio apostolico di Parigi Luigi Ventura, datata 8 gennaio 2010, per condizionare le scelte politiche del parlamento europeo. La lettera è rivolta a diversi deputati del Ppe e ne dirige l’orientamento politico. I testi scannerizzati sono inseriti qui sotto: cliccando ripetutamente su di essi li si può ingrandire anche più volte.
Non che ci sia da stupirsi: le idee di Luca Volonté (Udc), ad esempio, sono note, non c’è segreto. Viene allo scoperto però un documento che mostra quanto alcuni

Grazie a Formigoni la Lombardia ha le ricette più care d’Italia: 142 milioni di euro di ticket pagati nel 2007 e 237 nel 2011


Ci sono precise scelte che dimostrano quanto Roberto Formigoni abbia governato male.
Ma che cattolici rappresenta Roberto Formigoni, che scenda dalla barca o no?
Non si spiega una spesa sanitaria così alta, imposta da una serie di accreditamenti che, nel corso del ventennio, non trova spiegazione logica se non nella promozione della sussidiarietà assistita coi soldi delle tasse. Il privato lavora, incassa, la Regione e lo Stato paga. Anzi, pagano i cittadini. Il servizio sanitario, anziché restare gratuito, riesce a diventare un problema economico, sommandosi al ridotto potere d’acquisto, alle pensioni basse, al carattere privato, chissà perché, delle farmacie. Ci sono contraddizioni che non si giustificano e che fanno crescere un desiderio nel cuore di molti lombardi: Formigoni se ne vada a casa, go home. Questa riforma sanitaria, nel corso di vent’anni, mette in crisi i pensionati e tutti coloro che
devono fare i conti con il prezzo dei farmaci.
Nessuna Regione italiana è ridotta in questo modo, con i ticket più alti. E questa sarebbe efficienza? L’efficienza è un sistema che funziona secondo le regole, che non rivoluziona la sanità per punire i redditi bassi. Se questo sistema tanto vantato in molti ambienti conservatori fosse stato proposto un tempo alla Dc credo che sarebbe stato respinto. Riporto un intervento di Settegiorni Pd Lombardia, che ripropone dati storici. I dati dell’azienda Federfarma, citati dal Pd, sono qui
p.z.
La Lombardia continua a far pagare ai cittadini i ticket sui farmaci più alti d’Italia. La spesa farmaceutica nella nostra regione è scesa solo del 5,8% nel 2011, a fronte di un calo medio italiano dell’8,6%: lo dimostrano i dati ufficiali di Federfarma. La principale ragione di questa contrazione ha a che fare con l’incidenza delle quote di partecipazione a carico dei cittadini. “Formigoni, commentando i dati lombardi, dice che questi dimostrano l’efficacia delle rigorose politiche di contenimento in atto da tempo nella regione, in realtà – spiega Alessandro Alfieri - omette di dire che la spesa farmaceutica è diminuita, ma che sono i cittadini, con l’aumento dei ticket, a pagare di più”. La compartecipazione sanitaria in Lombardia è cresciuta, dal 2007 al 2011, del 65%. Se nel 2007 i lombardi avevano pagato 142 milioni di euro di ticket, nel 2011 ne hanno pagati 237 milioni. In Lombardia si paga il ticket più alto d’Italia, 3,06 euro medi per ogni ricetta contro l’1,77 del Piemonte, o l’1,38 dell’Emilia Romagna ad esempio. “La Lombardia, pur essendo tra le regioni cosiddette virtuose, ossia senza piani di rientro sanitari, applica dal 2003 uno dei ticket sui farmaci più pesanti d’Italia – continua Alfieri – . Inoltre, manca, come noi abbiamo da tempo chiesto, ogni forma di progressività sul reddito per l’applicazione del ticket, così che il sistema risulta, oltre che gravoso, anche iniquo”.

Grazie a Formigoni la Lombardia ha le ricette più care d’Italia: 142 milioni di euro di ticket pagati nel 2007 e 237 nel 2011


Ci sono precise scelte che dimostrano quanto Roberto Formigoni abbia governato male.
Ma che cattolici rappresenta Roberto Formigoni, che scenda dalla barca o no?
Non si spiega una spesa sanitaria così alta, imposta da una serie di accreditamenti che, nel corso del ventennio, non trova spiegazione logica se non nella promozione della sussidiarietà assistita coi soldi delle tasse. Il privato lavora, incassa, la Regione e lo Stato paga. Anzi, pagano i cittadini. Il servizio sanitario, anziché restare gratuito, riesce a diventare un problema economico, sommandosi al ridotto potere d’acquisto, alle pensioni basse, al carattere privato, chissà perché, delle farmacie. Ci sono contraddizioni che non si giustificano e che fanno crescere un desiderio nel cuore di molti lombardi: Formigoni se ne vada a casa, go home. Questa riforma sanitaria, nel corso di vent’anni, mette in crisi i pensionati e tutti coloro che

venerdì 29 giugno 2012

Rapporto Liguria della Banca d'Italia: 4000 disoccupati in più nel savonese - Quotidiano online della provincia di Savona

Rapporto Liguria della Banca d'Italia: 4000 disoccupati in più nel savonese - Quotidiano online della provincia di Savona

Il porto "risponde" - Quotidiano online della provincia di Savona

Il porto "risponde" - Quotidiano online della provincia di Savona

Il porto "risponde" - Quotidiano online della provincia di Savona

Il porto "risponde" - Quotidiano online della provincia di Savona

Rapporto Liguria della Banca d'Italia: 4000 disoccupati in più nel savonese - Quotidiano online della provincia di Savona

Rapporto Liguria della Banca d'Italia: 4000 disoccupati in più nel savonese - Quotidiano online della provincia di Savona

Finlandia: Colosseo a garanzia di bond

Helsinki propone emissione 'covered bond' per Italia e Spagna
(ANSA) - BRUXELLES, 28 GIU - Dopo avere proposto il Partenone come garanzia per gli aiuti alla Grecia, la Finlandia propone a Italia e Spagna di emettere 'covered bond', titoli ad alta garanzia e a basso rischio, in funzione anti-spread. Lo riferiscono fonti finlandesi a Bruxelles. La proposta non prefigurerebbe per ora un ruolo di garanzia da parte del fondo salva stati Efsf e Esm, ma la messa in campo di attivi, asset e patrimoni (anche il Colosseo e la Sagrada Familia?) da parte dei singoli stati nazionali.

Finlandia: Colosseo a garanzia di bond

Helsinki propone emissione 'covered bond' per Italia e Spagna
(ANSA) - BRUXELLES, 28 GIU - Dopo avere proposto il Partenone come garanzia per gli aiuti alla Grecia, la Finlandia propone a Italia e Spagna di emettere 'covered bond', titoli ad alta garanzia e a basso rischio, in funzione anti-spread. Lo riferiscono fonti finlandesi a Bruxelles. La proposta non prefigurerebbe per ora un ruolo di garanzia da parte del fondo salva stati Efsf e Esm, ma la messa in campo di attivi, asset e patrimoni (anche il Colosseo e la Sagrada Familia?) da parte dei singoli stati nazionali.

giovedì 28 giugno 2012

Monti: O Eurobond o Mi Dimetto (Fosse Vero: Forza Merkel)


Come è possibile che il premier di una nazione minacci il premier di un'altra nazione di dimettersi? Solitamente le dimissioni si paventano al proprio datore di lavoro... E ALLA LUCE DELL'OPERATO DEL MASSONE DEL BILDERBERG, ABBIAMO CAPITO PER CHI LAVORA...  Un po come se dicesse: "Merkel dammi questo contentino oppure me ne vado! E ricordati che nessuno, eletto dal popolo, potrà fare ciò che posso permettermi di fare io"...

Staff nocensura.com

l premier in pratica pare abbia minacciato le dimissioni non al parlamento o al capo di stato, bensi’ al leader di un paese straniero: Angela Merkel. Intanto in patria la maggioranza che lo sostiene e’ piu’ sottile.
Roma – Mario Monti starebbe studiando un piano per scarica Angela Merkel: “subito gli eurobond o mi dimetto”*, sarebbe l’ultimatum che il premier lancera’ al summit Ue del 28-29 giugno.
Il premier in pratica pare intenda minacciare di rassegnare dimissioni non al parlamento o al capo di stato italiano, bensi’ al leader di un paese straniero, ovvero la Cancelliera di Germania.
Sono solo indiscrezioni per ora, ma quello che e’ certo e’ che il professore della Bocconi non ha intenzione di accettare un altro nein e con un atteggiamento del genere mandarebbe un segnale netto. Monti non accetta che l’azione del suo esecutivo tecnico sia trattata come se fosse quella di un governo “alla greca” che trucca i conti.
A riferire dell’aut aut sono fonti vicine a Palazzo Chigi, le quali assicurano che Monti voglia mettere alle strette la Cancelliera dicendo: “O gli eurobond o le mie dimissioni”.

Monti: O Eurobond o Mi Dimetto (Fosse Vero: Forza Merkel)


Come è possibile che il premier di una nazione minacci il premier di un'altra nazione di dimettersi? Solitamente le dimissioni si paventano al proprio datore di lavoro... E ALLA LUCE DELL'OPERATO DEL MASSONE DEL BILDERBERG, ABBIAMO CAPITO PER CHI LAVORA...  Un po come se dicesse: "Merkel dammi questo contentino oppure me ne vado! E ricordati che nessuno, eletto dal popolo, potrà fare ciò che posso permettermi di fare io"...

Staff nocensura.com

l premier in pratica pare abbia minacciato le dimissioni non al parlamento o al capo di stato, bensi’ al leader di un paese straniero: Angela Merkel. Intanto in patria la maggioranza che lo sostiene e’ piu’ sottile.
Roma – Mario Monti starebbe studiando un piano per scarica Angela Merkel: “subito gli eurobond o mi dimetto”*, sarebbe l’ultimatum che il premier lancera’ al summit Ue del 28-29 giugno.
Il premier in pratica pare intenda minacciare di rassegnare dimissioni non al parlamento o al capo di stato italiano, bensi’ al leader di un paese straniero, ovvero la Cancelliera di Germania.
Sono solo indiscrezioni per ora, ma quello che e’ certo e’ che il professore della Bocconi non ha intenzione di accettare un altro nein e con un atteggiamento del genere mandarebbe un segnale netto. Monti non accetta che l’azione del suo esecutivo tecnico sia trattata come se fosse quella di un governo “alla greca” che trucca i conti.
A riferire dell’aut aut sono fonti vicine a Palazzo Chigi, le quali assicurano che Monti voglia mettere alle strette la Cancelliera dicendo: “O gli eurobond o le mie dimissioni”.

Democrazia Atea esprime solidarietà al Giudice Lugi Tosti, in Corte D'appello


Il giudice si rifiutò di lavorare sotto l'imposizione del corocifisso appeso alla parete.


Il 5 luglio 2012 prossimo verrà discusso dinanzi alla Corte di Appello dell’Aquila il ricorso che il Giudice Luigi Tosti ha proposto contro la condanna ad un anno di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici che gli è stata inflitta, nel 2008, dopo essersi rifiutato di tenere le udienze sotto l’imposizione del crocifisso cattolico. Il rifiuto è scaturito dalla circostanza che l’esposizione obbligatoria nei tribunali statali italiani di un simbolo confessionale viola non solo l’obbligo dello Stato Italiano – e quindi dei giudici – di amministrare la giustizia in modo visibilmente imparziale e neutrale, ma anche il diritto di libertà religiosa delle persone che, per ragioni di lavoro o di giustizia, sono obbligate a lavorare e/o frequentare gli uffici giudiziari.
Il Giudice Luigi Tosti è un cittadino italiano che, dopo aver superato un concorso pubblico, ha accettato di lavorare non in un tribunale ecclesiastico o della Santa Inquisizione, alle dipendenze del Vaticano, ma alle dipendenze del Ministero di Giustizia di una Repubblica “laica” e, quindi, in tribunali che non possono imporre né ai dipendenti né ai cittadini l’obbligo di condividere atti di manifestazioni di libertà religiosa né connotazioni religiose partigiane dell’attività giurisdizionale espletata. La Costituzione recita infatti che “la giustizia è amministrata in nome del popolo -e non in nome del dio dei cattolici- e che “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”, davanti alla quale tutti i cittadini “sono eguali, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
"Trovo scandaloso e anticostituzionale che il Giudice Tosti debba subire un altro processo - ha dichiarato Margherita Hack - la sua vicenda ha dell'incredibile. Non è ammissibile che il dr.Tosti debba subire tutto questo per aver espresso la sua opinione. Siamo una Nazione laica e non abbiamo una religione di Stato!"
Democrazia Atea esprime pieno sostegno al Giudice Luigi Tosti nella sua e nostra battaglia per una società più civile, più democratica e più laica
 com. Democrazia Atea

Democrazia Atea esprime solidarietà al Giudice Lugi Tosti, in Corte D'appello


Il giudice si rifiutò di lavorare sotto l'imposizione del corocifisso appeso alla parete.


Il 5 luglio 2012 prossimo verrà discusso dinanzi alla Corte di Appello dell’Aquila il ricorso che il Giudice Luigi Tosti ha proposto contro la condanna ad un anno di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici che gli è stata inflitta, nel 2008, dopo essersi rifiutato di tenere le udienze sotto l’imposizione del crocifisso cattolico. Il rifiuto è scaturito dalla circostanza che l’esposizione obbligatoria nei tribunali statali italiani di un simbolo confessionale viola non solo l’obbligo dello Stato Italiano – e quindi dei giudici – di amministrare la giustizia in modo visibilmente imparziale e neutrale, ma anche il diritto di libertà religiosa delle persone che, per ragioni di lavoro o di giustizia, sono obbligate a lavorare e/o frequentare gli uffici giudiziari.
Il Giudice Luigi Tosti è un cittadino italiano che, dopo aver superato un concorso pubblico, ha accettato di lavorare non in un tribunale ecclesiastico o della Santa Inquisizione, alle dipendenze del Vaticano, ma alle dipendenze del Ministero di Giustizia di una Repubblica “laica” e, quindi, in tribunali che non possono imporre né ai dipendenti né ai cittadini l’obbligo di condividere atti di manifestazioni di libertà religiosa né connotazioni religiose partigiane dell’attività giurisdizionale espletata. La Costituzione recita infatti che “la giustizia è amministrata in nome del popolo -e non in nome del dio dei cattolici- e che “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”, davanti alla quale tutti i cittadini “sono eguali, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
"Trovo scandaloso e anticostituzionale che il Giudice Tosti debba subire un altro processo - ha dichiarato Margherita Hack - la sua vicenda ha dell'incredibile. Non è ammissibile che il dr.Tosti debba subire tutto questo per aver espresso la sua opinione. Siamo una Nazione laica e non abbiamo una religione di Stato!"
Democrazia Atea esprime pieno sostegno al Giudice Luigi Tosti nella sua e nostra battaglia per una società più civile, più democratica e più laica
 com. Democrazia Atea

Francesco Zanardi BLOG: “Cliniche per curare l’omosessualità” Esplode il ...

Francesco Zanardi BLOG: “Cliniche per curare l’omosessualità” Esplode il ...: Democrazia Atea deposita altre denunce. Democrazia Atea ha denunciato l'anomalo finanziamento erogato da una ASL in favore di una associ...

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mercoledì 27 giugno 2012

Corriere della Sera, quant’è facile nascondere la realtà sul terremoto

Quaderni corsari


Il titolo dell’articolo è: “La promessa del Papa ai terremotati «Non resterete soli»” di Gian Guido Vecchi ed è uscito sul Corriere della Sera il 27 giugno 2012. Ho sottolineato alcuni passaggi curiosi.

campo gestito dai volontari nel centro di Rovereto di Novi
Premetto che il giornalista trasforma la vita di Benedetto XVI ovviamente in un capitolo di Guareschi. Un luogo comune che purtroppo capita anche a un grande giornale. La tragedia del terremoto viene addolcita, quasi non appare. Giganteggia il Papa. La terra emiliana ha già “ripreso a vivere e a lavorare”, scrive Vecchi. Sembra uno scherzo. Appello del Papa alle istituzioni ma anche al Buon Samaritano: insomma aiutatevi fra voi. Chi ha di più dia a chi ha di meno. Ma anche il ceto imprenditoriale è nei guai. Non sono i terremotati ad avere il superfluo. Quanto ai cuori senza crepe, alcuni durante il terremoto hanno avuto un infarto. Rovereto viene definito come al solito “un piccolo paese”, ma è una frazione con migliaia di
abitanti. Spesso i grandi giornali parlano di “paesini”, anche  quando hanno aree industriali e artigianali consistenti. Il territorio scompare. Di qui la necessità di ribaltare questa visione stravolta. “Il terremoto è anche un’opportunità per i cittadini, che devono farsi sentire” dice spesso un’amica, Angela Caleffi.
p.z.
Il Papa in Emilia: non sarete soli. La visita nei luoghi del terremoto: «I vostri cuori sono senza crepe»
Una visita intima, affettuosa, quasi discreta. Benedetto XVI arriva nelle terre emiliane colpite dal terremoto scegliendo un piccolo paese in provincia di Modena, Rovereto di Novi. Lì c’è la chiesetta dalla facciata rosa e il campanile sghembo pericolante dove ha trovato la morte don Ivan Martini per portare in salvo la Madonnina. Ora la statua è lì, a fianco del Pontefice che dice ai terremotati: «Non siete e non sarete soli!».Nel viale d’accesso a una cascina c’è un cartello con scritto «si entra a passo d’uomo stanco», nonostante tutto da queste parti non hanno perduto lo spirito, i ragazzi indossano magliette con scritto «teniamo botta!», il cardinale Carlo Caffarra a mo’ di benvenuto cita Giovannino Guareschi: «Anche se alla fine avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perduto la fede». Il Mondo Piccolo di Benedetto XVI è una chiesetta dal campanile sghembo e la facciata rosa che sta in piedi per miracolo, lungo il selciato una linea tratteggiata rossa segna la distanza di sicurezza dalle case pericolanti: appena arrivato il Papa si ferma a pregare da solo, per un paio di minuti, davanti alla Madonnina posata sui gradini del sagrato, la piccola statua che don Ivan Martini aveva cercato di portare in salvo prima che il tetto gli crollasse addosso. «I vostri cuori non hanno crepe, ma sono profondamente uniti nella fede e nella speranza» dice il Papa alla gente che è arrivata in piazza, ed è uno spettacolo unico vedere queste poche migliaia di fedeli del paese e la campagna tutt’intorno.
Non si è voluto fare arrivare bus e gruppi dalle diocesi, questa visita papale è unica perché intima, affettuosa e quasi discreta, con Benedetto XVI che resta un paio d’ore e parla da un gazebo al centro della piazzetta, la Madonnina spostata al suo fianco, si rivolge alla gente di Rovereto per parlare a ogni terremotato in Emilia, «non siete e non sarete soli!», e spiega: «Fin dai primi giorni vi sono stato vicino, ho sentito il bisogno di venire in mezzo a voi. Avrei voluto visitare tutte le comunità per rendermi presente in modo personale e concreto, ma voi sapete bene quanto sarebbe stato difficile».
Case puntellate, tende nei giardini delle villette, tendopoli in una terra che tuttavia ha ripreso a vivere e a lavorare. Il pontefice «rende omaggio» a don Ivan, prega per i morti e incoraggia i vivi, rimanendo a salutare decine di persone. Certo, «anche Gesù ha provato paura e angoscia», dice, ma la sicurezza della fede «non è quella di superuomini che non sono toccati da sentimenti normali», piuttosto è la certezza che «l’amore di Dio è solido come una roccia» e «su questa roccia, con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire». I più anziani annuiscono quando Benedetto XVI aggiunge: «Sulle macerie del dopoguerra, non solo materiali, l’Italia è stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarietà, dalla volontà di dare un futuro alle famiglie, un futuro di libertà e di pace». Così scandisce: «Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni, a ogni cittadino a essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno, ma con amore si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessità dell’altro». La Chiesa, per parte sua, «vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie».
Il presidente della Regione Vasco Errani parla della «vicinanza spirituale vera della Chiesa verso chi ha meno e chi soffre» e Benedetto XVI lo applaude pure quando assicura che i lavori saranno fatti con «trasparenza» e «sconfiggendo subito possibili infiltrazioni illegali o criminali». Del resto il Papa ha parole di elogio per gli emiliani: «Tutti vi stimano per la vostra umanità e socievolezza, per la laboriosità unita alla giovialità. Tutto ciò è ora messo a dura prova da questa situazione, ma essa non deve e non può intaccare quello che voi siete come popolo, la vostra storia e la vostra cultura. Rimanete fedeli alla vostra vocazione di gente fraterna e solidale». Come don Ivan, che il vescovo di Carpi Francesco Cavina, ai funerali, aveva ricordato così: «Ha cercato di camminare a fianco della sua gente, testimone di Gesù, asciugando lacrime e dolore».

Corriere della Sera, quant’è facile nascondere la realtà sul terremoto

Quaderni corsari


Il titolo dell’articolo è: “La promessa del Papa ai terremotati «Non resterete soli»” di Gian Guido Vecchi ed è uscito sul Corriere della Sera il 27 giugno 2012. Ho sottolineato alcuni passaggi curiosi.

campo gestito dai volontari nel centro di Rovereto di Novi
Premetto che il giornalista trasforma la vita di Benedetto XVI ovviamente in un capitolo di Guareschi. Un luogo comune che purtroppo capita anche a un grande giornale. La tragedia del terremoto viene addolcita, quasi non appare. Giganteggia il Papa. La terra emiliana ha già “ripreso a vivere e a lavorare”, scrive Vecchi. Sembra uno scherzo. Appello del Papa alle istituzioni ma anche al Buon Samaritano: insomma aiutatevi fra voi. Chi ha di più dia a chi ha di meno. Ma anche il ceto imprenditoriale è nei guai. Non sono i terremotati ad avere il superfluo. Quanto ai cuori senza crepe, alcuni durante il terremoto hanno avuto un infarto. Rovereto viene definito come al solito “un piccolo paese”, ma è una frazione con migliaia di

martedì 26 giugno 2012

“Papa, pensa tu alle case e alle aziende, che alle chiese ci pensiamo noialtri”

Fonte Quaderni Corsari

Una cittadina blindata, Rovereto di Novi stamattina. Transenne sin da Carpi, nessuno ha potuto oltrepassarle in auto dalle 9.30, poi dieci km di strada semideserta. Pochi si sono mossi in bicicletta o prima della chiusura in auto per raggiungere Rovereto sul Secchia, dopo la visita del Papa a Carpi. Elicotteri della Polizia che volavano alto sulla strada provinciale per garantire sicurezza, serie di automobili dei carabinieri, della Polizia, dei vigili urbani, posti di blocco lunga una strada deserta. Molti nemmeno hanno provato a raggiungere Rovereto, e sono rimasti a casa. Per altri la viva voce del Papa ha offerto un’esperienza unica di riflessione e di preghiera.
Il cartello di protesta esposto in piazza, su una transenna, parla chiaro, sia in dialetto emiliano che in tedesco: “Papa, pensa tu alle case e alle aziende che alle chiese ci pensiamo noialtri”. La protesta è appunto questa. Tutti parlano, nessuno agisce. Col timore, poi, che la Chiesa pensi alla ricostruzione delle Chiese. Si
parla dell’otto per mille che la Cei ancora non riesce a sbloccare a favore dei terremotati, a 2,5 milioni raccolti da una tv di cui si sono perse le tracce, dei soldi mandati con gli sms che non arrivano, mentre Benedetto XVI promette l’assistenza della Caritas, che si occuperà anche di “ricostruire il tessuto sociale delle parrocchie”. E non può bastare quando ci sono paesi che rischiano lo spopolamento.
Militari e poliziotti ovunque in una giornata tranquilla: la protezione del Papa è però una questione d’orgoglio.
p.z.

“Papa, pensa tu alle case e alle aziende, che alle chiese ci pensiamo noialtri”

Fonte Quaderni Corsari

Una cittadina blindata, Rovereto di Novi stamattina. Transenne sin da Carpi, nessuno ha potuto oltrepassarle in auto dalle 9.30, poi dieci km di strada semideserta. Pochi si sono mossi in bicicletta o prima della chiusura in auto per raggiungere Rovereto sul Secchia, dopo la visita del Papa a Carpi. Elicotteri della Polizia che volavano alto sulla strada provinciale per garantire sicurezza, serie di automobili dei carabinieri, della Polizia, dei vigili urbani, posti di blocco lunga una strada deserta. Molti nemmeno hanno provato a raggiungere Rovereto, e sono rimasti a casa. Per altri la viva voce del Papa ha offerto un’esperienza unica di riflessione e di preghiera.
Il cartello di protesta esposto in piazza, su una transenna, parla chiaro, sia in dialetto emiliano che in tedesco: “Papa, pensa tu alle case e alle aziende che alle chiese ci pensiamo noialtri”. La protesta è appunto questa. Tutti parlano, nessuno agisce. Col timore, poi, che la Chiesa pensi alla ricostruzione delle Chiese. Si

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Anonymous attacca i siti neonazisti, anche il Fiamma Tricolore


opbkOperation Blitzkrieg , come la guerra lampo di Hitler, è il nome dell campagna Anonymous che ha mosso i primi passi alla fine del 2011 e che ha avuto come obiettivo siti web internazionali di ispirazione neo nazista.

I primi a cadere nella rete, perdonate il calembour, sono stati gruppi estremisti di destra
dell’Illinois.
Defaces, bug e sottrazioni di dati sensibili anche negli States, in Germania, nord Europa e anche in Italia al sito ufficiale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, MS-FTP.

TvWLk

Per l’occasione hanno creato anche un sito web e un profilo Twitter con 4,393 followers, attivo e aggiornato , l’ultimo tweet invita a visionare i dati, nomi, email diffusi sul sito .

Per Laura
I dati sottratti al sito del MS, raccolti in un file compresso e diffusi nella rete non sono “critici” ma determinano comunque un necessario ripensamento di tutte le misure di sicurezza digitali dei siti coinvolti.

In passato #OpBlitzkrieg aveva già reso pubblici nomi, e-mail, e recapiti di finanziatori, sostenitori, simpatizzanti a vario titolo dei movimenti neonazisti sparsi negli Stati Uniti e in Europa, tra cui l'American Nazi Party e Npd, il Nationaldemokratische Partei Deutschlands, legalmente riconosciuto in Germania, ma considerato una diretta filiazione del Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler da gran parte dell’opinione pubblica tedesca.

Non sono stati risparmiati nemmeno i fan dei gadgets ultranazionalisti di siti come quello spagnolo falangista Arenal de Sevilla, quello di abbigliamento Thor Steinar, divenuta famosa per la linea di prodotti marchiata "18", come gli ordinali delle lettere A e H, che sono poi le iniziali del Führer.

Non gli è sfuggito nulla ma nel dubbio hanno messo a disposizione un indirizzo e-mail per eventuali segnalazioni.