sabato 14 luglio 2012

Il Vaticano ritira i suoi soldi dalle banche italiane

Purtroppo nove istituti di credito italiani si sono visti sottrarre ingenti somme di capitali dallo Ior, la banca del vaticano, che ha spostato tutti i depositi in Germania, patria di Ratzinger, Sommo Pontefice nonchè unico azionista e conoscitore del reali stato dei suoi bilanci. A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo. 

Lo Ior, la banca del Vaticano, ha tolto dalle banche italiane tutti i suoi depositi. La decisione presa in seguito a quella della Banca d’Italia che ha considerato l’istituto per le opere di Religione, alla stessa stregua di una banca extra comunitaria.

All’Italia, è stata preferita la Germania, patria del Sommo Pontefice (attualmente suo unico azionista) e
giudicata, in seguito alla superiore potenzialità di crescita, come zona di migliori investimenti e maggiore stabilità finanziaria.In realtà l’operazione ha avuto inizio l’anno scorso, ma solo adesso ne è stata data notizia, in seguito al controllo dei rapporti finanziari da parte della procura di Roma in seno alle attività, presunte di riciclaggio avviate dalla banca vaticana. Il tutto partito dal sequestro di 23 milioni di euro “sospetti”.

A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Immediata la replica della Santa Sede che ha voluto precisare che lo Ior non è una banca ma una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto
La prova? Il fatto che non emette prestiti. Forse un po’ poco per giustificare una mossa un po’ “strana”, soprattutto in un momento di grave carenza di liquidità da parte delle banche, sempre più costrette a rifiutare mutui per carenza di garanzia, come una recente indagine della stessa Banca d’Italia ha reso noto in una sua indagine conoscitiva.

La particolarità di questo istituto di credito ordinario (infatti è giuridicamente riconosciuto come tale e non come Fondazione di diritto), creato nel 1941, è quella di non avere sportelli e bilanci molto discreti: sono infatti noti solo al Papa e a tre cardinali. Il che in tempi di necessarie trasparenze antiusura e antievasione suonano ancora molto “antiquate”. Per questo motivo più di una volta lo Ior è stato coinvolto, a vari livelli, in scandali di natura economica.

Nonostante questo ancora i dirigenti dell’Istituto si rifiutano di cambiare le disposizioni interne e di aprire i propri bilanci anche agli ispettori in fase di indagine. Delle due l’una: o è una banca extra comunitaria (quindi controllabile) o non lo è (quindi non deve amministrare capitali, né avere un’organizzazione mondiale di banche controllate). Tertium non datur.
Fonte Free Italy

Il Vaticano ritira i suoi soldi dalle banche italiane

Purtroppo nove istituti di credito italiani si sono visti sottrarre ingenti somme di capitali dallo Ior, la banca del vaticano, che ha spostato tutti i depositi in Germania, patria di Ratzinger, Sommo Pontefice nonchè unico azionista e conoscitore del reali stato dei suoi bilanci. A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo. 

Lo Ior, la banca del Vaticano, ha tolto dalle banche italiane tutti i suoi depositi. La decisione presa in seguito a quella della Banca d’Italia che ha considerato l’istituto per le opere di Religione, alla stessa stregua di una banca extra comunitaria.

All’Italia, è stata preferita la Germania, patria del Sommo Pontefice (attualmente suo unico azionista) e

venerdì 13 luglio 2012

MES, LA DITTATURA DELLE BANCHE

Lettera aperta del 14 gennaio 2012:

"Onorevole Presidente Del Consiglio,
apprendiamo dai mezzi di informazione libera i dettagli preoccupanti del Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), sottoscritto dai Ministri delle Finanze di 17 Paesi europei, compresa l’Italia.
Una attenta lettura del Trattato ci pone in sconcertante allarme atteso che il Trattato contiene norme che si pongono in insuperabile contrasto con la nostra Costituzione.
Il MES sopprime definitivamente la nostra Sovranità nazionale.
Dalla disamina del documento si evince che gli Stati si sono impegnati a costituire un fondo di 700 miliardi di euro e che la quota posta a carico dell’Italia ammonta a € 125.395.900.000,00 (centoventicinquemiliardit

recentonovantacinquemilioninovecentomilaeuro).
Ma questo è solo l’inizio perché il MES, a proprio insindacabile giudizio, in futuro potrà richiedere agli Stati altre somme e gli Stati saranno vincolati a versare quanto richiesto non oltre sette giorni.
L’adesione è irrevocabile e nessuno Stato potrà più uscire dal MES.
Mi chiedo: e se l’Italia non potrà adempiere? Dovrà svendere il proprio patrimonio archeologico o quello naturalistico? O entrambi?
Gli Stati avranno un vincolo permanente anche per il futuro e se il MES verrà ratificato dal nostro Parlamento, cosa che peraltro Lei ha già sollecitato in un recente intervento, la decisione non potrà più essere modificata nemmeno se dovesse cambiare radicalmente la composizione di tutti i Parlamenti degli Stati membri o se dovesse cambiare radicalmente la composizione del Parlamento europeo.
All’articolo 27 del Trattato istitutivo del MES si stabilisce che questo organismo sovranazionale avrà una capacità giudiziaria nei confronti degli Stati membri ma nel contempo non rispon-derà del proprio operato a nessuno.
Il MES godrà di una incondizionata immunità.
Potrà incriminare ma non potrà essere incriminato.
I provvedimenti giudiziari, legislativi ed esecutivi degli Stati membri o della UE non avranno per il MES alcun valore.
Il nostro Presidente della Repubblica, il nostro Parlamento e il nostro Presidente del Consiglio rispetto al MES avranno poteri che varranno come quelli degli amministratori di condominio.
Non solo il MES inteso come organismo sovranazionale, ma anche tutti i suoi membri e lo staff al seguito, godranno di una immunità assoluta e nessun organismo giudiziario potrà mai verificare il loro operato.
Saranno tutelati da segretezza e inviolabilità non solo i documenti del MES ma anche i locali ove saranno custoditi o dove i componenti del MES svolgeranno il loro mandato.
L’operato del MES costituisce la negazione di ogni forma di trasparenza, premessa imprescindibile di democraticità.
Analizzo, forse ingenuamente, il destino della Grecia.
Le condizioni economiche di quel Paese non erano eccessivamente distanti dai parametri di Maastricht, già fissati a suo tempo con una prospettiva di irrealizzabilità.
Si aggiunga che erano molti i Paesi europei lontani da quei parametri, compresa l’Italia, aggravata, peraltro, da un irreversibile debito pubblico.
La Grecia è stata posta sotto “attacco” speculativo ed è stato facile innalzare i suoi tassi di interesse fino al punto in cui era certo che non avrebbe più potuto pagarli.
Faccio un salto indietro e vedo come attraverso il Fondo Monetario Internazionale i Paesi che ne hanno accettato i prestiti si sono trovati strangolati in una economia che non ha più consentito alcuna risalita, costretti a “svendere” tutto ciò che era possibile per pagare interessi inestinguibili, senza nemmeno avvicinarsi alle quote capitali.
Ho il dubbio che l’Europa stia facendo la stessa cosa e abbia voluto, con il MES, creare un identico organismo, capace di “strangolare” gli stessi Stati membri.
Il collasso economico della Grecia doveva costituire “l’esempio” che avrebbe indotto la popolazione europea ad accettare di “essere aiutata” dal MES.
Ogni cittadino europeo sarebbe stato indotto a temere di “finire” come i cittadini greci, e questo è realmente accaduto.
L’Italia si è impegnata a trasferire al MES, per ora, oltre 125 miliardi di euro.
Le chiedo di fugare un sospetto che, nel suo silenzio diventerà certezza, e che serpeggia in molti ambienti, senza essere smentito, ovvero che le manovre finanziarie, iniziate già con il precedente Governo non servano a sistemare i nostri conti interni quanto piuttosto a creare il fondo del MES.
Lei è stato presentato al Popolo come il “salvatore della Patria” dopo le inqualificabili vicende del suo predecessore.
Ora sarà Lei a traghettare il nostro Paese verso questo nuovo “Ordine Europeo” riconducibile al MES e che è la negazione dei nostri diritti costituzionali.
Ipotizzo che un economista abbia una percezione del Trattato fatta di “meccanismi contabili” e di risvolti finanziari e che anche Lei sicuramente si sarà prefigurato uno scenario globale nel quale la priorità è quella di “mettere a posto i conti”.
Personalmente invece concentro la mia attenzione sui risvolti concreti che alcune decisioni avranno sulla nostra vita e francamente arrivo alla cruda conclusione che non v’è alcuna valida motivazione che possa giustificare una simile adesione.
Seppur traballante, non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare alla nostra democrazia che con il MES diventerà una pallida condizione illusoria."

Il 12 luglio 2012 il Senato ha approvato il Trattato istitutivo del MES che ora passa alla Camera dei deputati per essere approvato entro il 20 luglio 2012.
Al Senato è stato votato da 191 senatori, tutti in perfetta sintonia con Monti.
Hanno votato la condanna alla povertà per il popolo italiano che con la ratifica della Camera diventerà irreversibile.

ACI: Chiesto il commissariamento di sette sezioni: c'è anche Savona


''Irregolarita' nella gestione economica e nelle procedure elettorali''. Sarebbero queste, secondo quanto appreso i motivi che hanno indotto il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, a chiedere al ministero del Turismo e dello Sport, quale ente vigilante, il commissariamento di sette Automobile Club provinciali, tra cui quello storico di Brescia, organizzatore della Mille Miglia.

Le altre sei sezioni provinciali Aci di cui sarebbe stato chiesto il commissariamento sono Enna, Foggia, Imperia, Palermo, Pavia e Savona.
 Ansa

giovedì 12 luglio 2012

IL CORROSIVO di marco cedolin: In Spagna arrivano i miliardi

IL CORROSIVO di marco cedolin: In Spagna arrivano i miliardi: Marco Cedolin In Spagna arrivano 30 miliardi di euro di "aiuti" europei, ma contrariamente a quanto viene lasciato intendere nell'imma...

Formigoni: “47 crocifissi per la Regione” Nel nome di Renzo ‘Trota’ Bossi


Quarantasette crocifissi d’autore. Tante sono le opere presentate ieri a Palazzo Lombardia dal governatore Roberto Formigoni e destinate ad altrettanti spazi istituzionali della Regione. Perché in Lombardia ogni sala o ingresso deve avere il suo crocifisso. Lo prevede una legge, approvata lo scorso novembre e voluta nientemeno che dall’ex consigliere Renzo Bossi. “Non possiamo salvarci da soli, io per me sarei pessimista”, ha detto ieri Formigoni, “a salvarci ci pensa Cristo”.
Che in regione siano in molti ad avere qualcosa da farsi perdonare è ormai risaputo. Con i suoi 12 indagati, quello lombardo è infatti il Consiglio regionale più indagato d’Italia. E lo stesso presidente, il ‘Celeste’ Roberto Formigoni, è sotto indagine per gli scandali che hanno travolto la sanità all’ombra del Pirellone. Ecco perché i crocifissi esposti ieri in Regione e destinati ad altrettanti spazi istituzionali sembrano arrivare proprio al momento giusto. “È Cristo che ci salva. Noi uomini non possiamo farlo da soli”, ha spiegato ieri Formigoni inaugurando la mostra “Crocifissi d’autore – 47 variazioni sul tema”. Il ‘Celeste’, considerata la situazione in Regione, si è detto commosso di fronte ai quarantasette crocifissi recapitati a Palazzo Lombardia: “Con l’iniziativa lanciata a marzo”, confessa il governatore, “non pensavamo
di raccoglierne più d’una ventina”. Ora tocca decidere dove metterli. Una dozzina, chissà, potrebbe prenotarla il Consiglio regionale. Purtroppo non potrà godere delle quarantasette opere il promotore della legge che ha imposto la presenza del Crocifisso negli ambienti istituzionali della Regione. Un vero peccato per l’ex consigliere regionale Renzo Bossi, che aveva presentato il provvedimento nel febbraio dello scorso anno. Nelle intenzioni del ‘Trota’, l’immagine sacra avrebbe dovuto rappresentate l’identità cristiana dei popoli d’Europa, contro gli integralismi e la globalizzazione che minacciano il mondo. Un baluardo da esporre obbligatoriamente, “pena una multa da 120 a 1200 euro”, si leggeva nella proposta del giovane Bossi. Una proposta che però non è bastata a salvarlo, né a farsi perdonare. “Non sono io che devo perdonarlo”, ha detto ieri Formigoni, “ma questa iniziativa, che nasce da quella legge, è una cosa di cui tantissimi potranno godere e commuoversi”. Insomma, quarantasette volte grazie, caro Trota di Franz Baraggino
11 luglio 2012 

Formigoni: “47 crocifissi per la Regione” Nel nome di Renzo ‘Trota’ Bossi


Quarantasette crocifissi d’autore. Tante sono le opere presentate ieri a Palazzo Lombardia dal governatore Roberto Formigoni e destinate ad altrettanti spazi istituzionali della Regione. Perché in Lombardia ogni sala o ingresso deve avere il suo crocifisso. Lo prevede una legge, approvata lo scorso novembre e voluta nientemeno che dall’ex consigliere Renzo Bossi. “Non possiamo salvarci da soli, io per me sarei pessimista”, ha detto ieri Formigoni, “a salvarci ci pensa Cristo”.
Che in regione siano in molti ad avere qualcosa da farsi perdonare è ormai risaputo. Con i suoi 12 indagati, quello lombardo è infatti il Consiglio regionale più indagato d’Italia. E lo stesso presidente, il ‘Celeste’ Roberto Formigoni, è sotto indagine per gli scandali che hanno travolto la sanità all’ombra del Pirellone. Ecco perché i crocifissi esposti ieri in Regione e destinati ad altrettanti spazi istituzionali sembrano arrivare proprio al momento giusto. “È Cristo che ci salva. Noi uomini non possiamo farlo da soli”, ha spiegato ieri Formigoni inaugurando la mostra “Crocifissi d’autore – 47 variazioni sul tema”. Il ‘Celeste’, considerata la situazione in Regione, si è detto commosso di fronte ai quarantasette crocifissi recapitati a Palazzo Lombardia: “Con l’iniziativa lanciata a marzo”, confessa il governatore, “non pensavamo

mercoledì 11 luglio 2012

Arrestato per stalking Bruno Volpe, direttore di Pontifex?

Al­cu­ni gior­ni fa un qua­ran­ta­no­ven­ne è sta­to ar­re­sta­to a Bari per stal­king nei con­fron­ti di una gio­va­ne di 26 anni, di cui si era in­va­ghi­to. Una pat­tu­glia di ca­ra­bi­nie­ri l’ha col­to in fla­gran­te men­tre si tro­va­va sot­to casa del­la don­na, in­ten­to a scri­ve­re fra­si in­giu­rio­se sul muro e cro­ci sul ci­to­fo­no con lo spray. Da tem­po l’uomo per­se­gui­ta­va la gio­va­ne, tem­pe­stan­do­la di te­le­fo­na­te, mes­sag­gi sms ed email, ma non ave­va esi­ta­to di­ver­se vol­te ad ag­gre­dir­la e a mo­le­star­la con espli­ci­te ri­chie­ste osce­ne. Lo stal­ker era con­su­len­te le­ga­le dell’azien­da nel­la qua­le la vit­ti­ma la­vo­ra­va. I due si sa­reb­be­ro così co­no­sciu­ti cir­ca un anno fa e lui avreb­be ini­zia­to a per­se­gui­tar­la per­ché lei ne ave­va ri­fiu­ta­to le avan­ces. L’uomo era ar­ri­va­to a la­scia­re il fe­ga­to di un ani­ma­le vi­ci­no al ci­to­fo­no del­la casa di lei. La gio­va­ne ha ab­ban­do­na­to il la­vo­ro e svi­lup­pa­to un for­te stress, a cau­sa del­le ri­pe­tu­te mo­le­stie.
Dell’uomo i gior­na­li ri­por­ta­no le ini­zia­li (B.V.), l’età (49 anni), la pro­fes­sio­ne (si evin­ce che sia un av­vo­ca­to) ed an­che che è re­si­den­te nel quar­tie­re Mu­rat di Bari. Ne dan­no no­ti­zia Gaz­zet­ta del Mez­zo­gior­no, l’edi­zio­ne ba­re­se di Re­pub­bli­ca e ilCor­rie­re del Mez­zo­gior­no. Sul web cor­re voce che si trat­te­reb­be pro­prio di Bru­no Vol­pe, il noto di­ret­to­re del sito ul­tra-cat­to­li­co Pon­ti­fex. Come fa no­ta­re ad esem­pioil blog Maz­zet­ta, è spa­ri­ta l’in­di­ca­zio­ne di Bru­no Vol­pe qua­le di­ret­to­re. Dal sito non ar­ri­va­no con­fer­me, ma si nota che l’ul­ti­mo ar­ti­co­lo fir­ma­to da Vol­pe ri­sa­le al 30 lu­glio, gior­no pre­ce­den­te all’ar­re­sto del mi­ste­rio­so stal­ker. I più re­cen­ti sono di al­tri col­la­bo­ra­to­ri.
Fonte UAAR

Arrestato per stalking Bruno Volpe, direttore di Pontifex?

Al­cu­ni gior­ni fa un qua­ran­ta­no­ven­ne è sta­to ar­re­sta­to a Bari per stal­king nei con­fron­ti di una gio­va­ne di 26 anni, di cui si era in­va­ghi­to. Una pat­tu­glia di ca­ra­bi­nie­ri l’ha col­to in fla­gran­te men­tre si tro­va­va sot­to casa del­la don­na, in­ten­to a scri­ve­re fra­si in­giu­rio­se sul muro e cro­ci sul ci­to­fo­no con lo spray. Da tem­po l’uomo per­se­gui­ta­va la gio­va­ne, tem­pe­stan­do­la di te­le­fo­na­te, mes­sag­gi sms ed email, ma non ave­va esi­ta­to di­ver­se vol­te ad ag­gre­dir­la e a mo­le­star­la con espli­ci­te ri­chie­ste osce­ne. Lo stal­ker era con­su­len­te le­ga­le dell’azien­da nel­la qua­le la vit­ti­ma la­vo­ra­va. I due si sa­reb­be­ro così co­no­sciu­ti cir­ca un anno fa e lui avreb­be ini­zia­to a per­se­gui­tar­la per­ché lei ne ave­va ri­fiu­ta­to le avan­ces. L’uomo era ar­ri­va­to a la­scia­re il fe­ga­to di un ani­ma­le vi­ci­no al ci­to­fo­no del­la casa di lei. La gio­va­ne ha ab­ban­do­na­to il la­vo­ro e svi­lup­pa­to un for­te stress, a cau­sa del­le ri­pe­tu­te mo­le­stie.
Dell’uomo i gior­na­li ri­por­ta­no le ini­zia­li (B.V.), l’età (49 anni), la pro­fes­sio­ne (si evin­ce che sia un av­vo­ca­to) ed an­che che è re­si­den­te nel quar­tie­re Mu­rat di Bari. Ne dan­no no­ti­zia Gaz­zet­ta del Mez­zo­gior­no, l’edi­zio­ne ba­re­se di Re­pub­bli­ca e ilCor­rie­re del Mez­zo­gior­no. Sul web cor­re voce che si trat­te­reb­be pro­prio di Bru­no Vol­pe, il noto di­ret­to­re del sito ul­tra-cat­to­li­co Pon­ti­fex. Come fa no­ta­re ad esem­pioil blog Maz­zet­ta, è spa­ri­ta l’in­di­ca­zio­ne di Bru­no Vol­pe qua­le di­ret­to­re. Dal sito non ar­ri­va­no con­fer­me, ma si nota che l’ul­ti­mo ar­ti­co­lo fir­ma­to da Vol­pe ri­sa­le al 30 lu­glio, gior­no pre­ce­den­te all’ar­re­sto del mi­ste­rio­so stal­ker. I più re­cen­ti sono di al­tri col­la­bo­ra­to­ri.
Fonte UAAR

LA BUONA EDUCAZIONE

Alleluia , di fronte all'educazione ed il buon senso la Chiesa Cattolica butta la maschera e mostra il suo vero volto arrogante , prevaricatore, e torna ai vecchi metodi inquisitori : l'eliminazione dell'interlocutore.

Ieri sera per ben due ore si è protratta una discussione sulla pagina "Chiesa Cattolica" sul tema "Il bosone di Higgs" relativo ad un intervista rilasciata dalla demoatea Margherita Hack. Ho interloquito in modo sereno , logicamente su sponde avverse, persino con un sacerdote discutendo con lui sull'aspetto spirituale e materiale, filosofico e scientifico della scoperta della particella elementare che da massa alla materia. Nel frattempo si alternavano nel forum sciabolate ingiuriose ed offensive da parte di credenti e non credenti , incurante di tutto questo continuavo la mia discussione con interlocutori , anche credenti , ma dotati di buon senso. I miei commenti erano caratterizzati da argomentazioni rispettose del pensiero altrui, ma naturalmente antagoniste alle idee
sviscerate dagli interlocutori.
Ma questo mio atteggiamento non è stato per niente gradito dall'amministratore della pagina , che ha preferito mantenere pubblicati i commenti ingiuriosi ed offensivi delle due parti in campo , ha cancellato i miei e mi ha bannato.
Quando la discussione alza la sua asticella a livelli più alti e impegnativi , quando la discussione ha bisogno di argomentazioni serie e credibili , quando il dibattito lascia perdere la sua forma e sostanza filosofica e si incammina sul tortuoso terreno politico , la "Chiesa Cattolica" scappa , preferisce le volgari scazzottate pseudo culturali , per poter dire che in fin dei conti questi atei sono prevaricatori ed intolleranti . E' una tecnica di comunicazione che non paga più, avete bruciato i miei commenti ma avete bruciato anche la possibilità di rendervi credibili , avete preferito navigare fra l'assurdo e la volgarità intellettuale , avete dei grossi problemi che vi stanno causando enormi emorragie di consensi , siete sull'ultima spiaggia e rischiate di affogare sull'arenile della storia .
Ed io con molto piacere vi darò una mano a farlo .

Salvatore Veneruso
Vice Segretario di Democrazia Atea

LA BUONA EDUCAZIONE

Alleluia , di fronte all'educazione ed il buon senso la Chiesa Cattolica butta la maschera e mostra il suo vero volto arrogante , prevaricatore, e torna ai vecchi metodi inquisitori : l'eliminazione dell'interlocutore.

Ieri sera per ben due ore si è protratta una discussione sulla pagina "Chiesa Cattolica" sul tema "Il bosone di Higgs" relativo ad un intervista rilasciata dalla demoatea Margherita Hack. Ho interloquito in modo sereno , logicamente su sponde avverse, persino con un sacerdote discutendo con lui sull'aspetto spirituale e materiale, filosofico e scientifico della scoperta della particella elementare che da massa alla materia. Nel frattempo si alternavano nel forum sciabolate ingiuriose ed offensive da parte di credenti e non credenti , incurante di tutto questo continuavo la mia discussione con interlocutori , anche credenti , ma dotati di buon senso. I miei commenti erano caratterizzati da argomentazioni rispettose del pensiero altrui, ma naturalmente antagoniste alle idee

Rete L'ABUSO.: Emanuela Orlandi mori’ in un festino pedofilo in V...

Rete L'ABUSO.: Emanuela Orlandi mori’ in un festino pedofilo in V...: La notizia è sconvolgente, ma è ancora più incredibile la fonte da cui proviene. Per Padre Gabriele Amorth, il più grande esorcista della ...

Catena Umana Contro Il Governo: Attese 300mila Persone Fuori Al Parlamento


Prenderà il via oggi, giovedì 11 luglio, la “catena umana” organizzata da migliaia di persone intorno alle vie di Montecitorio, sede del Parlamento italiano, per protestare contro l’attuale governo Monti, che con le sue diverse riforme, sta riducendo il Paese, sempre più verso il baratro di una crisi sempre più profonda.
Una protesta che secondo gli organizzatori durerà più di un giorno e che vedrà coinvolti, giorno dopo giorno, un numero sempre crescente di partecipanti: le stime, parlano di oltre 300mila persone che in questi giorni prenderanno parte alla “catena umana”.
Una protesta che si preannuncia del tutto pacifica, in quanto vedrà coinvolti interi
nuclei familiari, e che avrà come scopo principale, quello di protestare contro un Governo “servitore delle banche e dell’Europa” e soprattutto contro i privilegi della Casta, che sono gli unici, che in un momento di crisi come quello che sta attraversando il nostro Paese, rimangono ancora “integri”.
Per evitare ondate di protesta che possono sfociare in violenza, gli organizzatori sono stati molto attenti alle norme da far seguire ai partecipanti del corteo: tutti dovranno essere forniti di un pass, in modo tale da evitare l’ingresso di facinorosi e gruppi anarchici.
Per chi volesse partecipare alla manifestazione, e ottenere così il pass per l’ingresso, uno degli organizzatori Luigi Tenderini, ha dichiarato che si può telefonare al numero della segreteria organizzativa 342-7330872.
“Combattiamo contro tutti i costi e i privilegi della casta. Ai cittadini si chiedono “lacrime e sangue”, ma questa regola non vale per tutti. Questa protesta è ancora più urgente perché il 30 luglio il Parlamento dovrebbe ratificare il Mes (Meccanismo europeo di stabilità, ndr) e noi non lo accettiamo assolutamente. Di conseguenza, siamo contrari all’ingresso e all’utilizzo della polizia europea. Ma combattiamo anche contro il sistema usuraio di Equitalia. Combattiamo a favore di un reddito minimo garantito per aiutare le famiglie e gli anziani, che sono quelli che patiscono più di tutti gli altri.” Con queste parole l’organizzatore Tenderini, ha spiegato in un’intervista a “Il Vostro”, il senso e gli scopi principali della loro manifestazione. Oggi, per la prima “ondata di protesta” sono attesi in piazza circa 3mila persone.
Nel corso della manifestazione, gli organizzatori avranno modo anche per attuare la raccolta firme del poco conosciuto referendum anti-casta, organizzato per ridurre di circa il 30% gli eccessivi privilegi della nostra Casta politica.
Fonte MigliorBlog

Da un nostro lettore, "con angoscia"


Da un nostro lettore, "con angoscia"

Al Presidente della Repubblica,
al Ministro Fornero,
alla Direzione Nazionale del Partito Democratico
e p.c. alla Corte Costituzionale
ai Partiti Politici Locali e Nazionali: PD, IDV, Lega Nord, M5S, SEL, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, PCL
ai Sindacati
ai mass media locali e nazionali a Beppe Grillo
OGGETTO: Riforma Fornero - art. 18
Egregio Presidente, Onorevole Ministro, Onorevoli Compagni (o ex?), nonché difensori dei diritti dei lavoratori (a parole?) vi scrivo questa lettera per segnalarvi
la mia situazione ed esprimervi il mio sgomento e il mio sdegno in merito alle vicende in oggetto.
Sono un Lavoratore dipendente da oltre 20 anni, ex delegato sindacale e attivista fino a quando la Società Reefer Terminal del Porto di Savona – Vado ha deciso di espellermi dal ciclo produttivo intentando contro la mia persona procedimenti di licenziamento (per ben tre volte) con motivazioni strumentali tantoché gli stessi fino ad ora sono stati ritenuti illegittimi dai Giudici del Lavoro.
Mi pare superfluo sottolineare come ciò sia stato reso possibile in virtù del precedente Stato di Diritto dell’art. 18 e che ora viene meno "grazie" al Vostro operato.
Fin dai primi dibattiti sul tema in oggetto, ho seguito con attenzione l'evolversi delle discussioni e mi sentivo un poco rassicurato dalle dichiarazioni apprese dai mass media (Porta a Porta, Agorà, Ballarò, ecc. ecc.) dagli Onorevoli: Bersani, Damiano, Fassina.
Successivamente, in conseguenza del susseguirsi di dichiarazioni e smentite tra gli esponenti del PD, mi sono allarmato ed ho tentato senza successo di colloquiare con i predetti e, nonostante le gentili rassicurazioni delle Segretarie con cui ho parlato in merito al fatto che gli onorevoli non si negassero al cittadino e non assumessero comportamenti simil VIP, non ho avuto il piacere di ricevere nessuna risposta come promesso ne direttamente da loro ne eventualmente da un loro Collaboratore (e va già bene che dicono di essere sul territorio e vicino ai cittadini!).
Il caso vuole che mentre si capiva che il Governo Monti poneva la fiducia sul decreto in oggetto, mentre il PD votava a favore, la CGIL rinviava ad ottobre 2012 lo sciopero proclamato a suo tempo.
Quanto all'illustrissimo Presidente della Repubblica, mi domando come sia possibile che in qualità di Garante della Costituzione, possa aver sollecitato fortemente questa riforma elaborata da un Ministro che dichiara con disinvoltura che "il lavoro non è un diritto" dimenticandosi su che basi si fonda la nostra Repubblica. Inoltre, in merito agli aspetti di costituzionalità, non essendo un giurista, da semplice cittadino, osservo come il nuovo testo art. 18 non sia uguale per tutti i lavoratori discriminando l'impiego privato rispetto a quello pubblico e non mi capacito di come non se ne siano accorti tutti quei professori e/o esperti tecnici.
È inconcepibile come le Istituzioni colpiscano sempre i più deboli anziché combattere il malaffare e la corruzione, i condannati e gli inquisiti che siedono in Parlamento sono forse la testimonianza di come lo Stato sia forte con i deboli e debole con i forti? per cambiare le cose in questo Paese bisogna darsi fuoco ed auspicare una rivolta in stile Primavera Araba?
Adesso che la riforma del lavoro è legge mi aspetto di ricevere un ulteriore lettera di licenziamento dalla quale non potrò più difendermi e con ciò come provvederò al mio sostentamento? Chi mi assumerà a 43 anni? La CGIL? Il PD? Il Ministero del Lavoro oppure il Quirinale alle strette dipendenze del Presidente della Repubblica?
Con angoscia,
Salvatore Folmi

Da un nostro lettore, "con angoscia"


Da un nostro lettore, "con angoscia"

Al Presidente della Repubblica,
al Ministro Fornero,
alla Direzione Nazionale del Partito Democratico
e p.c. alla Corte Costituzionale
ai Partiti Politici Locali e Nazionali: PD, IDV, Lega Nord, M5S, SEL, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, PCL
ai Sindacati
ai mass media locali e nazionali a Beppe Grillo
OGGETTO: Riforma Fornero - art. 18
Egregio Presidente, Onorevole Ministro, Onorevoli Compagni (o ex?), nonché difensori dei diritti dei lavoratori (a parole?) vi scrivo questa lettera per segnalarvi

Poste, chiudono mille uffici?


 Il report pubblicato su Repubblica. E la smentita di Sarmi.


Addio a mille uffici postali? Sono le conseguenze di una lista elaborata solo sulla base dei costi/ricavi valutati caso per caso in un report delle Poste. Ne parla Repubblica, che dà conto anche della replica di Sarmi:
Ma il piano, in base al quale si ipotizza il taglio di 174 sportelli in Toscana, 134 in Emilia, 100 in Calabria, 96 in Campania, è al momento solo un piano. Ipotesi sulla carta. E rimarranno tali, assicura l’azienda. «Non li vogliamo chiudere — chiarisce Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane — Quel report è una lista che siamo obbligati a
inviare ogni anno all’autorità di riferimento, cioè all’Agcom. Però sono sportelli effettivamente sotto i parametri di economicità, quindi per non tagliarli stiamo raggiungendo accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi».
Intanto i sindacati sono sul piede di guerra:
I sindacati del settore, Slp-Cisl e Slc-Cgil, promettono battaglia, anche perché sul tavolo della trattativa ci si sono anche 1763 esuberi nel settore “Recapito” («ma nessuno sarà licenziato», rassicura Sarmi). Accetteranno eventuali chiusure solo per situazioni di improduttività estrema, come nel caso dell’ufficio postale di Capo Spartivento in Calabria. Aperto solo tre giorni al mese.
Fonte Giornalettismo 

martedì 10 luglio 2012

La battuta demenziale di Beppe Grillo non fa ridere, offende e indigna soltanto le vittime.


Lettera aperta a Beppe Grillo.

"Sorride come un chierichetto stuprato dal parroco"

Capisco Grillo che lei sia un comico, ma sfugge a molti cosa ci sia di comico e cosa dovrebbe far sorridere in questa frase. Comprendo ancora di meno il ragionamento che la collega a Formigoni. Ci sono centinaia di argomenti riferiti ai politici sui quali fare ironia, senza dover offendere e denigrare migliaia di vittime. Anche io sono vittima di un prete pedofilo, subii il primo abuso a 11 anni e onestamente non ricordo di aver sorriso una sola volta, ne quando intuivo che il prete volesse violentarmi, ne durante lo stupro e nemmeno dopo. Come portavoce di un’associazione di vittime di preti pedofili, non ricordo una sola occasione nella quale ho visto una vittima sorridere mentre raccontava la sua storia, ricordo molto di più lo sguardo verso il basso, il dolore e la difficoltà ad esternare un trauma che gli ha condizionato irrimediabilmente la vita, il quale non può essere oggetto di una battuta demenziale come quella che ha fatto. Purtroppo non è nuova la sua ironia nei confronti delle disgrazie degli italiani, oggi noi vittime di pedofilia, ieri quelle della mafia e domani chi sarà vittima, oltre che del crimine, anche della sua ironia ?
Grillo lei ha sbagliato, sarebbe serio almeno chiedere scusa.


Francesco Zanardi
Portavoce Rete L'ABUSO

Discussione Facebook

La vittima di mafia scrive a Grillo "Beppe hai sbagliato. Chiedici scusa"

La battuta demenziale di Beppe Grillo non fa ridere, offende e indigna soltanto le vittime.


Lettera aperta a Beppe Grillo.

"Sorride come un chierichetto stuprato dal parroco"

Capisco Grillo che lei sia un comico, ma sfugge a molti cosa ci sia di comico e cosa dovrebbe far sorridere in questa frase. Comprendo ancora di meno il ragionamento che la collega a Formigoni. Ci sono centinaia di argomenti riferiti ai politici sui quali fare ironia, senza dover offendere e denigrare migliaia di vittime. Anche io sono vittima di un prete pedofilo, subii il primo abuso a 11 anni e onestamente non ricordo di aver sorriso una sola volta, ne quando intuivo che il prete volesse violentarmi, ne durante lo stupro e nemmeno dopo. Come portavoce di un’associazione di vittime di preti pedofili, non ricordo una sola occasione nella quale ho visto una vittima sorridere mentre raccontava la sua storia, ricordo molto di più lo sguardo verso il basso, il dolore e la difficoltà ad esternare un trauma che gli ha condizionato irrimediabilmente la vita, il quale non può essere oggetto di una battuta demenziale come quella che ha fatto. Purtroppo non è nuova la sua ironia nei confronti delle disgrazie degli italiani, oggi noi vittime di pedofilia, ieri quelle della mafia e domani chi sarà vittima, oltre che del crimine, anche della sua ironia ?
Grillo lei ha sbagliato, sarebbe serio almeno chiedere scusa.


Francesco Zanardi
Portavoce Rete L'ABUSO

Discussione Facebook

La vittima di mafia scrive a Grillo "Beppe hai sbagliato. Chiedici scusa"

Crescono oratori estivi e lo Stato paga.


Un’in­chie­sta su Re­pub­bli­ca oggi ri­le­va quan­to cre­sca­no gli ora­to­ri che sono aper­ti d’esta­te. Era­no 3.000 nel 1970, sono rad­dop­pia­ti nel 2000 e que­st’anno sono 6.500. Cir­ca 1 mi­lio­ne e 500­mi­la ra­gaz­zi fre­quen­ta­no que­st’esta­te Gre­st (grup­pi esti­vi), Cre (cen­tri ri­crea­ti­vi esti­vi) ed Er (Esta­te ra­gaz­zi), in 6.500 ora­to­ri di cui ben 3.000 solo in Lom­bar­dia.
Il pe­rio­do di cri­si, le dif­fi­coltà del­le fa­mi­glie e i ta­gli del­le isti­tu­zio­ni lo­ca­li, che però non man­ca­no di fi­nan­zia­re isti­tu­zio­ni ri­crea­ti­ve cat­to­li­che con lau­ti fi­nan­zia­men­ti che già si fan­no pa­ga­re quo­te a se­con­da dei par­te­ci­pan­ti, fa­vo­ri­sco­no di fat­to gli ora­to­ri. Men­tre le al­ter­na­ti­ve lai­che, che uti­liz­za­no scuo­le e im­pian­ti spor­ti­vi e sono ge­sti­te dai Co­mu­ni, sem­bra­no vi­vac­chia­re. Seb­be­ne gli ora­to­ri uti­liz­zi­no per­so­na­le e
strut­tu­re che spes­so non sod­di­sfa­no pie­na­men­te i re­qui­si­ti ri­chie­sti ad al­tre realtà, che sia­no pri­va­te o meno.
Come evi­den­zia­to nell’in­da­gi­ne Uaar I Co­sti del­la Chie­sa, lo Sta­to con­ce­de in me­dia all’anno be­ne­fi­ci agli ora­to­ri per cir­ca 2,5 mi­lio­ni, men­tre 50 mi­lio­ni sono i con­tri­bu­ti re­gio­na­li sti­ma­ti. Con la leg­ge man­cia di­ver­si par­la­men­ta­ri in­di­riz­za­no fon­di alle par­roc­chie e agli ora­to­ri. E in que­sti ul­ti­mi anni i con­tri­bu­ti di Re­gio­ni e al­tri enti lo­ca­li sono mol­ti. Tra i tan­ti casi, 600­mi­la euro tra­mi­te una con­ven­zio­ne tra Mar­che e con­fe­ren­za epi­sco­pa­le lo­ca­le; al­tre cen­ti­na­ia di mi­glia­ia dal­la Pro­vin­cia di Lec­ce. In­som­ma, un si­ste­ma che in nome di una sus­si­dia­rietà ‘ma­la­ta’ si espan­de in que­sti anni, men­tre ven­go­no ri­dot­te le al­ter­na­ti­ve pub­bli­che e aper­te (dav­ve­ro) a tut­ti.

Crescono oratori estivi e lo Stato paga.


Un’in­chie­sta su Re­pub­bli­ca oggi ri­le­va quan­to cre­sca­no gli ora­to­ri che sono aper­ti d’esta­te. Era­no 3.000 nel 1970, sono rad­dop­pia­ti nel 2000 e que­st’anno sono 6.500. Cir­ca 1 mi­lio­ne e 500­mi­la ra­gaz­zi fre­quen­ta­no que­st’esta­te Gre­st (grup­pi esti­vi), Cre (cen­tri ri­crea­ti­vi esti­vi) ed Er (Esta­te ra­gaz­zi), in 6.500 ora­to­ri di cui ben 3.000 solo in Lom­bar­dia.
Il pe­rio­do di cri­si, le dif­fi­coltà del­le fa­mi­glie e i ta­gli del­le isti­tu­zio­ni lo­ca­li, che però non man­ca­no di fi­nan­zia­re isti­tu­zio­ni ri­crea­ti­ve cat­to­li­che con lau­ti fi­nan­zia­men­ti che già si fan­no pa­ga­re quo­te a se­con­da dei par­te­ci­pan­ti, fa­vo­ri­sco­no di fat­to gli ora­to­ri. Men­tre le al­ter­na­ti­ve lai­che, che uti­liz­za­no scuo­le e im­pian­ti spor­ti­vi e sono ge­sti­te dai Co­mu­ni, sem­bra­no vi­vac­chia­re. Seb­be­ne gli ora­to­ri uti­liz­zi­no per­so­na­le e

''Te lo do io il bosone!'', Chiesa vs modernità

Gli scienzati hanno scoperto la "particella di Dio". Ma qual è il rapporto della religione - in particolare la più diffusa in Italia, quella cattolica - con la scienza e il moderno sentire in generale? Un'antologia di cattolici eccellenti - dal grande radiocomunicatore Padre Livio all'ex vicepresidente del Cnr De Mattei a vescovi ed esorcisti celebri.



''Te lo do io il bosone!'', Chiesa vs modernità

Gli scienzati hanno scoperto la "particella di Dio". Ma qual è il rapporto della religione - in particolare la più diffusa in Italia, quella cattolica - con la scienza e il moderno sentire in generale? Un'antologia di cattolici eccellenti - dal grande radiocomunicatore Padre Livio all'ex vicepresidente del Cnr De Mattei a vescovi ed esorcisti celebri.



Chiesa e omosessuali: il documento firmato Ratzinger


Nel 2003 la Congregazione per la dottrina della fede è intervenuta in materia di unioni omosessuali con il documento Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali firmato dall'allora cardinale Ratzinger quando era Prefetto della Congregazione.
Questo documento - in cui l'omosessualità è definita come un «fenomeno morale e sociale inquietante» - intende «fornire alcune argomentazioni di carattere razionale» ed «illuminare l'attività degli uomini politici cattolici, per i quali si indicano le linee di condotta coerenti con la coscienza cristiana quando essi sono
posti di fronte a progetti di legge concernenti questo problema».
Sebbene il documento non si rivolga solo ai credenti, la prima parte («Natura e caratteristiche irrinunciabili del matrimonio») presenta argomentazioni di natura religiosa che - oltre ad essere valide solo per i credenti - sicuramente non sono attinenti in una laica discussione sui progetti di legge in materia. 

Nella seconda parte del documento («Atteggiamenti nei confronti del problema delle unioni omosessuali») si afferma che le autorità civili «a volte si limitano alla tolleranza di questo fenomeno». La definizione del Dizionario Treccani per "tollerare" è: «Sopportare cose, fatti, situazioni spiacevoli o per naturale pazienza o perché si accettino come necessari e inevitabili». Gli omosessuali - come tutti - non chiedono di essere tollerati ma di essere rispettati. Secondo la Congregazione «sono perciò utili interventi discreti e prudenti, il contenuto dei quali potrebbe essere, per esempio, il seguente: smascherare l'uso strumentale o ideologico che si può fare di questa tolleranza; affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso». Non è chiaro chi dovrebbe essere l'autore di tali "interventi discreti e prudenti" ed in che modo ci possa essere un uso "strumentale o ideologico" della tolleranza verso le coppie omosessuali. Allo stesso modo quale Stato democratico potrebbe essere "chiamato a contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica"? Le uniche azioni esercitate in tal senso provengono da Stati con un basso livello democratico come ampiamente denunciato da Amnesty International. 

La Congregazione ricorda «a coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male».
Perciò la Congregazione, sebbene affermi che gli omosessuali «devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza» ed «a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione», considera le unioni omosessuali come un "fenomeno inquietante" ed un "problema" che è "tollerato", la cui tolleranza ha un "uso strumentale e ideologico" da smascherarsi e lo Stato deve "contenere il fenomeno entro certi limiti" e - soprattutto - non legalizzare o approvare il "male". Una parte del documento è dedicata alle «Argomentazioni razionali contro il riconoscimento legale delle unioni omosessuali». In questa parte la Congregazione individua quattro ordini (retta ragione, biologico ed antropologico, sociale e - per ultimo - giuridico) che impedirebbero il riconoscimento legale delle unioni omosessuali. 

In base alla "retta ragione", la Congregazione è del parere che «la legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l'oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell'istituzione matrimoniale». Uno stato democratico non adotta delle leggi per imporre dei valori o una propria visione morale (questo è compito degli stati "etici") ma per rispondere a bisogni o determinati cambiamenti della società.
In base ad "argomentazioni di ordine giuridico" - «le coppie matrimoniali svolgono il ruolo di garantire l'ordine delle generazioni e sono quindi di eminente interesse pubblico, il diritto civile conferisce loro un riconoscimento istituzionale. Le unioni omosessuali invece non esigono una specifica attenzione da parte dell'ordinamento giuridico, perché non rivestono il suddetto ruolo per il bene comune». A tal proposito, la Corte Costituzionale nella sentenza 138/2010 ha esplicitamente affermato che «la procreazione sarebbe soltanto un elemento eventuale nel rapporto coniugale e ciò dimostrerebbe quanto lontano sia il concetto di famiglia da accogliere nell'ambito dell'art. 29 Cost. rispetto a quello della tradizione giudaico-cristiana». Inoltre per uno Stato laico e democratico costituisce "interesse pubblico" ogni fenomeno sociale rilevante e degno d'attenzione. Invece per la Chiesa "interesse pubblico" significa ciò che può garantire allo Stato un vantaggio: questa è la visione propria degli Stati assolutistici. 

In base ad "argomentazione di ordine sociale", la Congregazione afferma che «la conseguenza inevitabile del riconoscimento legale delle unioni omosessuali è la ridefinizione del matrimonio». Purtroppo il concetto di matrimonio (o meglio di famiglia) non cambia per l'adozione di particolari leggi ma per spinte autonome che vengono "dal basso" (ossia nella società) come emerso nel rapporto "La famiglia in Italia", stilato dall'Osservatorio nazionale sulla famiglia per conto del Dipartimento per le politiche della famiglia.
L'ultima parte del documento è dedicata ai «Comportamenti dei politici cattolici nei confronti di legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali». Secondo la Congregazione «il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge». Su questo punto la Congregazione (ed i parlamentari cattolici) dovrebbe ricordarsi dell'esistenza - almeno in Italia - degli articoli 7, 67 e 68 della Costituzione della Repubblica italiana. 



Fonte Cronache Laiche