venerdì 20 luglio 2012

De Gustibus


Non passa giorno che non mi capiti di dubitare della vantata imparzialità de Il Fatto. Pronti a fare le pulci a tutti ma poi se decidono di appoggiare un politico ne descrivono le note strimpellate al pianoforte omettendo sentenze di condanna e di patteggiamento.
Dal titolo apprendiamo che il Vaticano è stato promosso in 9 punti su 16 raccomandazioni UE in materia di riciclaggio. La lettura di siffatto titolo ha la chiara finalità di predisporre immediatamente il lettore verso una percezione benevola dello staterello criminale.
Magari non tutti leggeranno l'articolo fino in fondo, e anzi il titolo tranquillizzante ti induce a passare oltre.
Se si approfondisce si scopre invece che il Vaticano è stato bocciato in 23 raccomandazioni su 45, che le norme sono state adottate solo in senso formale,
che tra le raccomandazioni disattese c'é quella del congelamento e la confisca degli asset terroristici.
Sembra consumarsi una apparente contraddizione tra il titolo e il contenuto dell'articolo. A ben vedere in prima pagina, per anni hanno scritto "Il Fatto quotidiano non riceve alcun finanziamento pubblico" e ora la notizia che circola da giorni, di cui mi sfugge una smentita, è che hanno chiesto un finanziamento a Monti sotto forma di credito d'imposta. Stessa coerenza del partito politico di cui fa da cassa di risonanza, che a Bolzano si erge a difesa di Casa Pound e contemporaneamente un gran numero di sostenitori si definisce di sinistra. De gustibus non disputandum, dei gusti non si può discutere.

Com. Carla Corsetti, Segretario nazionale di Democrazia Atea

giovedì 19 luglio 2012

Perchè Ratzinger non dice niente?

Marcinkus: l'alto prelato della Chiesa che fece eliminare Papa Luciani, trafficava coi soldi e abusava delle ragazzine, fra cui Emanuela Orlandi
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Perchè Ratzinger non dice niente? Perchè non scomunica la buonanima di Marcinkus? Perchè la Chiesa Cattolica nasconde i REATI dei suoi componenti, soprattutto quelli a sfondo sessuale?


Marcinkus, americano di nascita, iscritto alla Massoneria a partire dal 1967, presidente della banca del Vaticano, l'IOR, nel 1973 Marcinkus fu interrogato da William Lynch, capo della Organised Crime and Racheteering section del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e William Aronwald, vice capo della Strike Force del distretto Sud di New York, riguardo un caso di

riciclaggio di denaro e obbligazioni false che partiva dalla mafia newyorkese e approdava in Vaticano, per un totale di 950 milioni di dollari e fu coinvolto nello scandalo del crack del Banco Ambrosiano, riuscendo ad evitare, grazie al passaporto diplomatico vaticano, il mandato di cattura emesso il 20 febbraio 1987 dal giudice istruttore del tribunale di Milano. Il nome di Marcinkus è citato anche in altri scandali, quali la morte di papa Giovanni Paolo I e la scomparsa di Emanuela Orlandi.

In rete è facile trovare articoli e citazioni... in rete, non nei giornali o nelle tv, chiuse dalla censura bigotta delle direzioni, ripassiamo un po'.

Il caso Luciani: divenuto Papa, riconosciuto come innovatore e rinnovatore, Luciani intendeva riportare la Chiesa cattolica agli ideali originari di umiltà e semplicità, operando riforme nello IOR e nella stessa Curia. Secondo Yallop ed il vaticanista Gianni Gennari, infatti, il Papa aveva con sé un taccuino, sparito poco dopo il ritrovamento del corpo, che conteneva un piano di ristrutturazione delle gerarchie ecclesiastiche (fra cui la sostituzione di Villot e Marcinkus).
Secondo questa tesi, la morte del papa, avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1978, sarebbe avvenuta per avvelenamento.
A dar ulteriore adito all'ipotesi dell'avvelenamento, concorrono le rivelazioni del pentito Vincenzo Calcara rilasciate a Paolo Borsellino e pubblicate nel suo memoriale. Calcara scrive di un colloquio con l'imprenditore e politico mafioso Michele Lucchese (membro di una loggia massonica segreta, secondo Calcara) subito dopo l'attentato a Giovanni Paolo II (al quale i mafiosi partecipano indirettamente). Lucchese rivela a Calcara che Giovanni Paolo II stava perseguendo un disegno simile a quello di papa Luciani, il quale intendeva «rompere gli equilibri all'interno del Vaticano», attuando una redistribuzione dei beni della Banca Vaticana sostituendo i vertici dello IOR e della Segreteria di Stato (Marcinkus e Villot). Calcara parla così di una "congiura" di quattro cardinali (Jean-Marie Villot, Pasquale Macchi, Giovanni Benelli e un certo Gianvio) che, usando Marcinkus, avrebbero fatto uccidere il papa per mezzo di ingenti dosi di calmante, con l'aiuto del suo medico personale.
Calcara è già stato considerato attendibile, in merito ad altre dichiarazioni, dal tribunale di Roma, nona sezione penale, con sentenza del 6 giugno 2003.
Queste ipotesi non hanno avuto seguito per il momento, ma sussistono dubbi in merito, anche a causa del diniego delle autorità ecclesiastiche ad effettuare l'autopsia sul corpo.


Il caso Orlandi: altra vicenda poco chiara in qualche modo collegata alla figura di Marcinkus fu la scomparsa di Emanuela Orlandi. Per le telefonate di un uomo, che fu soprannominato l'Amerikano per la sua inflessione, nelle quali si proponeva lo scambio della stessa in cambio della libertà del terrorista Mehmet Ali Ağca, alcuni giornali dell'epoca additarono Paul Marcinkus. Questa ipotesi non ha avuto riscontri oggettivi.
Nel giugno 2008 uno dei supertestimoni del processo contro la banda della Magliana, Sabrina Minardi, ex compagna del boss Enrico De Pedis detto Renatino, ha rilasciato agli inquirenti dichiarazioni secondo cui Emanuela Orlandi sarebbe stata rapita dall'organizzazione criminale di De Pedis, tenuta in un'abitazione in via Antonio Pignatelli 13 a Roma, che ha «un sotterraneo immenso che arrivava quasi fino all'ospedale San Camillo» (la cui esistenza è stata confermata dagli inquirenti), poi uccisa e gettata in una betoniera a Torvaianica. La palazzina in questione sulla gianicolense sarebbe stata restaurata da Danilo Abbruciati, membro della banda della Magliana e vicino a Calvi (con il quale Marcinkus aveva contatti). Il rapimento sarebbe stato richiesto, secondo una confidenza fatta da De Pedis alla stessa Minardi, proprio da Mons. Marcinkus, «come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro». È la stessa Minardi ad ammettere di aver accompagnato in auto la ragazza dal bar del Gianicolo fino al benzinaio del Vaticano, dove ad attenderla stava un sacerdote a bordo di una Mercedes targata Città del Vaticano.
La Minardi ha altresì aggiunto di aver personalmente accompagnato ragazze compiacenti ad incontri privati col monsignore in via Porta Angelica.
Affiora anche il personaggio di Giulio Andreotti, presso il quale la testimone racconta di essere andata a cena due volte, assieme al compagno, a quel tempo già ricercato dalla polizia. La donna specifica però che Andreotti «non c'entra direttamente con Emanuela Orlandi, ma con monsignor Marcinkus sì».
Sebbene le dichiarazioni della Minardi siano state messe in dubbio a causa di alcune incongruenze temporali del verbale e, come da sua stessa ammissione, per aver fatto notevole abuso di sostanze stupefacenti, il ritrovamento, nell'agosto 2008, della BMW che la stessa Minardi ha raccontato di aver utilizzato per il trasporto di Emanuela Orlandi, rende le sue dichiarazioni sempre più credibili. L'auto, infatti, risulta appartenuta prima a Flavio Carboni (imprenditore indagato e poi assolto nel processo sulla morte di Roberto Calvi) e successivamente ad uno dei componenti della Banda della Magliana.

Queste sono le notizie riportate da Wikipedia, che raccoglie citazioni di ogni tipo da tanti giornali nel corso di questi anni, le ho riportate giusto per dimenticare.

Notizia di oggi sono le nuove dichiarazioni della teste Sabrina Minardi. Riporto due articoli, leggete un pò.

La teste: Marcinkus la incontrava a Torvajanica
di Giuseppe Vittori

«Marcikus venne a trovare la Orlandi nella casa di Torvajanica. Io sentii le urla di Emanuela ma De Pedis mi disse di farmi gli affari miei...». Sabrina Minardi torna ad accusare l’alto prelato, ex presidente dello Ior, e rivela anche un’altra delle prigioni dove la ragazza rapita il 23 giugno del 1983 nel centro di Roma venne tenuta segregata: una casa al mare, la stessa dove venne poi uccisa, chiusa in un sacco e gettata in una betoniera. Un racconto drammatico che conferma ancora una volta la tesi della donna secondo la quale Emanuela sarebbe stata sequestrata per ragioni sessuali.

La Minardi ha raccontato tutto in una intervista a Rai News 24. «Io stessa insieme a De Pedis e Sergio portai la ragazza nella casa al mare. Doveva restare solo un giorno ma è rimasta 15 notti assistita da una zia di De Pedis, Adelaide». L’ex donna di De Pedis che nei giorni scorsi è stata nuovamente ascoltata dalla Procura dice anche di aver sentito la voce di tale Mario, l’uomo che chiamò a casa Orlandi. «L'ho riconosciuto - ha spiegato - : ha la mia età, era ricco di famiglia. Un grande amico di Renatino, sono certa della sua identità». Non è la prima volta che la supertestimone chiama in causa monsignor Marcinkus. Già nella prima deposizione la donna aveva raccontato di aver portato più volte alcune ragazze in un appartamento di via di Porta Angelica dove erano messe a disposizione del prelato. Ha poi raccontato di aver accompagnato lei stessa Emanuela ad un appuntamento in Vaticano e che proprio in quell’occasione, vedendo questa ragazza un po’ su di giri, le aveva domandato il nome e lei, candidamente, aveva risposto Emanuela.

Sabrina Minardi ha mantenuto per anni questo segreto. Perché così le aveva detto di fare il suo uomo Renatino De Pedis («Se dimentichi quello che hai visto non ti succederà nulla»), sia per le minacce di incolumità alla figlia. Per trent’anni ha tenuto nascosto di sapere dove era segregata la ragazza. E anche quella frase pronunciata da Renatino che due anni fa ha troncato ogni speranza della famiglia: «Vedi quei due sacchi neri? Dentro c’è Emanuela».

La Procura le crede? Sembra proprio di sì. Soprattutto adesso che alcune incongruenze, date confuse, fatti che non riusciva a collocare bene nel tempo, sono scomparsi. Sabrina Minardi ha riconosciuto il fantomatico Mario e il riconoscimento ha avuto un riscontro. I magistrati sono riusciti ad ricostruire l’identità di tre sequestratori di Emanuela Orlandi. Uno di loro è il biondino che fece salire Emanuela nella Bmw grigia parcheggiata davanti al Senato. Un gregario della banda della Magliana, non un personaggio di primissimo piano, ma uno che conosceva bene Enrico De Pedis «Renatino», e i suoi segreti. Il suo curriculum racconta di rapine, estorsioni, ma mai di condanne per omicidi tant'è che ora è libero. Sarebbe questo l'identikit del telefonista che spiegò di chiamarsi Mario e che chiamò a casa di Emanuela Orlandi il 28 giugno del 1983, sei giorni dopo la scomparsa della figlia quindicenne del postino personale di papa Wojtyla, commesso della segreteria vaticana.

La supertestimone
di RORY CAPPELLI

TORNA a parlare di Emanuela Orlandi, Sabrina Minardi, la superteste scovata dalla Procura lo scorso anno. Davanti a un telecamera di Rai News 24, che ne riprende solo il braccio, il busto, una parte del mento, ricorda di nuovo, in un'intervista di Raffaella Notariale andata in onda ieri, il telefonista Mario, riconoscendone la voce, come se «l'avessi sentita ieri. Ci ho quasi la certezza che sia la persona che io penso: oggi potrebbe avere 55 anni». HA LA voce un po' impastata Sabrina Minardi, retaggio di anni di abuso di droga, è ingrassata a giudicare da quel poco che l'inquadratura riprende: parla di Marcinkus e di una sua visita nel covo di De Pedis di via Pignatelli (a Monteverde) dove era tenuta prigioniera la Orlandi. Racconta che quando era arrivato il monsignore la ragazza aveva iniziatoa urlare, ma «a me Renato disse di farmi gli affari miei e io non entrai». Spiega di aver voluto tentare di «far avere alla mamma di Emanuela una tomba. E non so se ci sono riuscita». E poi annuncia: «Non ho detto tutto ai magistrati: sto scrivendo un libro, dove racconto cose che si sanno e cose che non si sanno e di cui non si è mai parlato». Inizia ricordando di quando «Sergio portò Emanuela Orlandi all'Eur (dove c'era una casa della banda in cui si trovava spesso la Minardi): io ero lì con Renato. Credo che Sergio sia ancora vivo, ha la mia età. La portò da noi con l'Audi 80 bianca: ma poi Renatino mi chiese di ospitarla a Torvajanica, a casa di mia madre. Mi disse che si sarebbe trattato di una sola notte: alla fine si arrivò a 15 notti. Di Emanuela si occupava una parente di Renato, una certa Adelaide» continua la superteste. «Poi fu portata a via Pignatelli, a Monteverde, nei sotterranei. Quando l'ho rivista eravamo al Gianicolo: Sergio guidava. La portammo da un benzinaio del Vaticano, dove la prese un sacerdote». Quando finisce di parlare promette nuove rivelazioni, nuove sorprese, un nuovo capitolo, forse, di questa storia straziante e infinita.
_ _ _ _ _

E adesso se vuole, il Papa può scomunicarmi, il Cardinale Ruini può dirmi che mi sbaglio e che mi devo fidare del suo Dio, i giornali della Multinazionale Chiesa possono sbattere la mia faccia in prima pagina, ma non potranno mai impedirmi di urlare ai quattro venti che Marcinkus era un assassino, un affarista e un maniaco sessuale, che la Chiesa è piena di alti prelati pedofili (Boston insegna), e che gli affari che questa Multinazionale fa con i politici della peggior feccia sono uno scandalo!



fonte; I segreti della casta del Vaticano

Perchè Ratzinger non dice niente?

Marcinkus: l'alto prelato della Chiesa che fece eliminare Papa Luciani, trafficava coi soldi e abusava delle ragazzine, fra cui Emanuela Orlandi
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Perchè Ratzinger non dice niente? Perchè non scomunica la buonanima di Marcinkus? Perchè la Chiesa Cattolica nasconde i REATI dei suoi componenti, soprattutto quelli a sfondo sessuale?


Marcinkus, americano di nascita, iscritto alla Massoneria a partire dal 1967, presidente della banca del Vaticano, l'IOR, nel 1973 Marcinkus fu interrogato da William Lynch, capo della Organised Crime and Racheteering section del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e William Aronwald, vice capo della Strike Force del distretto Sud di New York, riguardo un caso di

martedì 17 luglio 2012

Comune di Savona e Corte dei Conti: nelle carte fa il suo ingresso ATA Spa (dopocena)



A proposito di Magistratura contabile e Comune di Savona, dicevamo che le cose - stando al 2010 - si sarebbero complicate


Dissolvenza incrociata
Siamo al 4 luglio scorso quando il Comune di Savona protocolla un robusto documento su carta
intestata della Corte dei Conti che ha per

Oggetto: Controllo di regolarità contabile e finanziaria sul rendiconto dell’esercizio 2010.
E’ indirizzato al Signor Presidente del Consiglio comunale, al Signor Sindaco, all’Organo di revisione economico - finanziaria e al Signor Segretario Comunale del comune di Savona ai quali la Corte dei Conti rende nota la sua 


                                       PRONUNCIA conseguenza della relazione sulla verifica amministrativo - contabile eseguita presso la Società ATA Spa giusto un anno or sono “dai Servizi Ispettivi del Ministero dell’Economia, su richiesta del Ragioniere Generale dello Stato. In essa l’Ispettore ha rilevato le seguenti irregolarità imputabili al Comune di Savona."Seguono trenta pagine fitte fitte di fatti e numeri che riguardano soprattutto il “parcheggio” del Sacro Cuore e la formidabile manutenzione del verde pubblico. Trenta pagine di cose che non tornano in un giro di cifre decisamente notevoli tra Comune ed ATA Spa, che in certi passaggi sembrerebbe pesare sul Comune più del Comune stesso. Oltre alla partecipazione di controllo i due soggetti hanno in comune una persona:
l’ing. Luca Pesce.

Leggiamo: “Dalla Relazione dei Servizi ispettivi emerge la peculiare posizione dell’Ing. Luca Pesce il quale, essendo dirigente a tempo indeterminato di A.T.A., si è posto in posizione di aspettativa non retribuita dal 1.09.2007 per svolgere l’incarico di dirigente del Comune di Savona a tempo determinato, ai sensi dell’art. 110 T.U.E.L., e riveste contestualmente la posizione di dirigente presso la società A.T.A. mediante un contratto di collaborazione coordinata e continuativa. In questo modo - continua la Corte dei Conti - l’ing. Pesce ha cumulato alla retribuzione complessivamente ricevuta dal Comune di Savona per il periodo 2007 - 2011 ( € 423.076,29  non comprensiva dell’indennità di risultato 2011, ancora da erogare ) quella ricevuta presso A.T.A. Spa per il periodo 1.09.2007 - 31.05.2011 (€ 209.374,89) (Pag. 23) 

Seguono altre acrobazie con il Comune che cerca di difendersi nella pagina seguente liberamente consultabile una volta che il documento verrà reso pubblico nella sua italica interezza e tristezza.

Ma dagli atti “emerge che il medesimo (Pesce) nelle vesti di dirigente abbia sottoscritto nello stesso periodo varie determinazioni di impegno e di liquidazione di spesa del Comune di Savona in favore di A.T.A. - per un importo complessivo di € 2.608.000,00 per lo svolgimento dei vari “Servizi straordinari di manutenzione del verde pubblico”, potenziamento dell’igiene urbana (? ndr) e “miglioramento della qualità urbana” (?? ndr)

Ma è a pagina 25 che viene toccata una delle assolute vette dell’oltre l’impossibile:


“La situazione sopra descritta ed evincentesi dalla documentazione acquisita è quella del direttore tecnico di una società partecipata il quale si pone in posizione di aspettativa per andare a svolgere le funzioni di Dirigente presso il Comune partecipante instaurando contemporaneamente un rapporto di collaborazione esterna con la partecipata medesima, di cui continua a rimanere dirigente a tempo indeterminato, per poi rientrare nel ruolo di quest'ultima per riassumere la qualifica di Direttore Generale ."


La Corte prosegue: "La situazione appare «singolare» -come definita dallo stesso Comune in adunanza — in quanto si è in presenza di un Dirigente a tempo determinato di un Comune affidante che, dopo avere verificatola congruità dei preventivi e la conformità delle opere effettuate rispetto a quanto richiesto, impegna e liquida somme assai rilevanti in favore della società partecipata di cui è Dirigente in aspettativa, in attesa di rientrarvi definitivamente, come pòi si è puntualmente verificato, per assumere la posizione di dirigente apicale della medesima.” 

Solo che

“ I dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell’ente locale NON possono svolgere incarichi inerenti la gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti”.Ovviamente
Segue un tornado di cifre e in gran finale un utilissimo specchietto riassuntivo: questo
Cui segue un punto nr. 20 tutt'altro che rassicurante:

"La sussistenza delle illegittimità riscontrate, astrattamente foriere di danno erariale, impone la trasmissione della presente pronuncia alla Procura Regionale della Corte dei Conti.


                               Per Questo Motivo                                     ACCERTA


la sussistenza di una situazione di squilibrio strutturale della parte corrente del bilancio consuntivo 2010, coperto solo dall'applicazione alla medesima di entrate straordinarie;
- l'utilizzazione dell'entrata in conto capitale di € 610.606,98=, derivante dalla concessione del diritto di superficie sul compendio immobiliare ed. "Sacro Cuore Parking", per finanziare spese correnti;
-    l'utilizzazione delle entrate in conto capitale derivanti dà alienazioni
immobiliari, nella misura di € .1.623.155,00=/ per finanziare  spese correnti;
-    l'utilizzazione di entrate da indebitamento, nella misura di *€ 600.000,00=,
per finanziare  spese correnti;
-    la relativa attendibilità dell'avanzo di amministrazione 2010, tale da
implicare un sostanziale disavanzo di amministrazione, nei termini di cui in
motivazione;
- la necessità di vincolare nel fondo di cassa la somma di € 1.776.967,84=, per le ragioni di cui in motivazione
-    la non conformità del bilancio consuntivo 2010 al principio di legalità
dell'azione amministrativa per violazione dell'art. 53 D. Lgs.vo 165/2001, con riferimento all'autorizzazione concessa al proprio dirigente, Ing. Luca Pesce a svolgere continuativamente attività saltuaria ed occasionale presso la Società ATA Spa, nei termini di cui in motiovazione"


Per concludere:
"PRENDE ATTO
delle dichiarazioni del Comune di Savona, relative alla mancata sottoscrizione del contratto accessivo alla deliberazione approvata dal Consiglio Comunale in data 29.03.2011;
delle dichiarazioni del Comune di Savona relative alla riduzione del disavanzo di parte corrente nel corso dell'esercizio 2012;

                  DISPONE
trasmissione di copia della presente pronuncia, a cura della Segreteria della Sezione, al Presidente del Consigliò Comunale -e al Sindaco del Comune di SAVONA per la predisposizione delle misure idonee da adottare e da comunicare a questa Sezione ai sensi dell'art, 3eL. 20/1994.
                                    

                                     DISPONE
trasmissione di copia della presente pronuncia alla Procura Regionale in sede, per quanto di eventuale competenza"


Ed assai probabilmente questa €uro novela non termina affatto qui. Il Magistrato estensore si chiama Benigni, ma la sensazione è che ci sarà ben poco da ridere.



Comune di Savona: tegoloni in arrivo dalla Corte dei Conti (aperitivo)


Già diversi mesi fa la Corte dei Conti aveva scritto al Comune di Savona dando una bella tirata d’orecchie a diversi destinatari. Qualcosa anzi molto, pare non tornasse in certe voci di spesa


In particolare, la Sezione Ligure della Corte dei Conti, in data 23/12/2011 faceva gli auguri a palazzo Sisto così:
Comune di Savona - Preventivo 2010 - Pronuncia ai sensi dell'art. 1, comma 166 e ss. della legge 23 dicembre 2005 (legge finanziaria 2006)
- Utilizzo di entrate per permessi di costruire ed entrate straordinarie per plusvalenze da alienazioni di beni immobili, per finanziare spese correnti, in particolare per coprire un disavanzo di parte corrente:
  • Redazione del bilancio di previsione non rispondente a criteri di prudenza e trasparenza;
  • Previsione di nuovi prestiti con conseguente incremento del livello di indebitamento dell’Ente; 
  • Possibilità di ricadute negative sugli equilibri di parte corrente dei bilanci futuri;
  • Redazione del bilancio preventivo non rispondente criteri di prudenza.
Il 16 novembre 2010 infatti la Corte dei Conti trasmetteva una relazione pesantina ai seguenti destinatari:
  • Il Sindaco di Savona (Berruti);
  • Il Segretario Comunale (Filippini);
  • L’Organo di Revisione.
E convocava a strettissimo giro per il 23 novembre 2010 (una settimana dopo) innanzi al Magistrato Istruttore il Segretario generale Vincenzo Filippini, il dirigente dei servizi finanziari del Comune Daniele Besio e il funzionario Rag. Antonella Zanghi, per una “richiesta di chiarimenti su diversi punti del bilancio di previsione del Comune di Savona”.

Il Comune di Savona rispondeva con una nota.

Dalla pronuncia della Corte dei Conti leggiamo:
“Con nota 8 ottobre 2010, il Magistrato Istruttore formulava una richiesta di chiarimenti su diversi punti del bilancio di previsione del Comune di Savona. L’Ente forniva la propria risposta con nota prot. n. 50207 del 18 ottobre 2010, in ordine alla quale il Magistrato Istruttore, con nota del 25 ottobre 2010 formulava una richiesta di ulteriori informazioni, che venivano tempestivamente fornite con nota del Comune di Savona prot. n. 52368 del 29 ottobre 2010.
Il Magistrato Istruttore, sulla base dell’istruttoria esperita e della documentazione acquisita formulava osservazioni su alcuni punti del bilancio di previsione:
a)    disavanzo di parte corrente per l’anno 2010 pari ad Euro 5.590.000,00 coperto attraverso l’utilizzo delle entrate per permessi di costruire (Euro 1.400.000,00) e dall’utilizzo di una entrata straordinaria (plusvalenze da alienazione di beni patrimoniali) per un importo di Euro 4.190.000,00.
b)    indebitamento dell’Ente pari al 175% delle entrate correnti e previsione di ricorrere nel prossimo triennio alla contrazione di nuovi mutui con conseguente elevato grado di rigidità della spesa corrente (Euro 9.670.700,00 nel 2010, Euro 5.200.000,00 nel 2011, Euro 5.798.188,00 nel 2012).
Con nota prot. n. 56625 del 22 novembre 2010, il Comune di Savona presentava le proprie controdeduzioni, sostenendo in particolare che la previsione “di entrate di natura straordinaria destinata a finanziare le spese correnti è stata effettuata nell’integrale rispetto  della normativa in materia” .
(...)
La Corte dei Conti, purtroppo per i nostri rispondeva con un niet,pesantemente motivato che riportiamo per completezza:
“La Sezione, pur prendendo atto delle motivazioni e giustificazioni fornite dall’Ente, non può condividere le tesi prospettate dal Comune di Savona.
Infatti è pur vero che non costituisce comportamento illegittimo l’utilizzo di entrate straordinarie e di entrate per permessi di costruire per coprire disavanzi di parte corrente; tale comportamento peraltro non corrisponde a criteri di prudenza e trasparenza nella redazione del bilancio.
(...)
Continua la Corte "Ad esempio le entrate per permessi di costruire sono, chiaramente, legate alle valutazioni e decisioni dei privati, a loro volta influenzati, in molti casi, dalle condizioni di mercato.
Analoghe considerazioni valgono per le entrate aventi il carattere della straordinarietà o eccezionalità quale una plusvalenza maturata sulla vendita di un bene patrimoniale.
Si osserva infine che le spese non ripetitive sono le spese straordinarie o “una tantum” o che, per le loro caratteristiche non abbiano comunque carattere ricorrente, mentre uno svuotamento della regola della prudenza che richiede la destinazione delle entrate straordinarie a copertura delle spese non ricorrenti finirebbe per considerare straordinarie le spese comprimibili, posto che tale caratteristica può ritenersi comune a quasi tutte le spese tranne poche eccezioni (essenzialmente quelle per il personale, per gli oneri di ammortamento e per obbligazioni contrattuali precedentemente assunte).
In ordine al rilevo concernente il livello di indebitamento, la Sezione, pur tenendo conto delle motivazioni addotte e del fatto che non trattasi di comportamento illegittimo, non può non rilevare un consistente incremento anche nel bilancio 2010 del livello di indebitamento, che rischia di comportare ricadute negative sugli equilibri di parte corrente dei bilanci futuri dell’Ente, avuto altresì riguardo alla previsione di contrarre nuovi prestiti nel 2011 e nel 2012.

Per Questo Motivo

La Sezione regionale di controllo per la Liguria.
  • Dichiara non corrispondente a criteri di prudenza e trasparenza nella redazione del bilancio di previsione 2010 l’aver utilizzato entrate per permessi di costruire e entrate straordinarie per plusvalenze da alienazioni i beni immobili per finanziare spese correnti, in particolare per coprire un disavanzo di parte corrente;
  • dichiara non corrispondente a criteri di prudenza, nella redazione del bilancio preventivo 2010 la previsione di nuovi prestiti per un ammontare pari ad Euro 9.670.700,00 con conseguente incremento del livello di indebitamento dell’Ente.
Dispone che copia della presente pronuncia venga inviata al Sindaco ed al Consiglio Comunale ai fini dell’adozione delle necessarie misure correttive da comunicare a questa Sezione regionale di controllo, ai sensi dell’art.3, comma 6, della legge 14 gennaio 1944 n. 20 e successive modifiche ed integrazioni.
Così deciso nella Camera i Consiglio del 23 novembre 2010.


              Il Magistrato Istruttore                                                Il Presidente f.f.
             Cons. Giuliano Gallanti                                              Cons. Luisa D’Evoli

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Ma la storia non finisce affatto qui. Anzi, comincia. E il combinato disposto di elementi di questo tipo non può che portare la situazione a complicarsi e ad includere società comunali, come ad esempio ATA Spa. Ma ci stiamo lavorando. 
La €uronovela prosegue con altri documenti e nel tardo pomeriggio...
 mpm

Perchè? Perchè? Perchè?



Perchè il Presidente della fondazione Carisa deve essere il difensore dei Fotia? Abbondanza: “... alle 9:15 nel verbale d'udienza, steso dall'avv. Roberto Romani - presidente della Fondazione Carisa che l'11 luglio ha inaugurato, con il sindaco Berruti ed il segretario provinciale del PD Di Tullio, la Festa del PD savonese, e qui quale legale della Scavo Ter (società interdetta dai Pubblici Appalti) dei Fotia....”



Capita che rileggendo un pezzo lungo e complesso salti all’occhio tra le righe una notizia che ha dello stravolgente, di quelle che devi rileggere un paio di volte prima di renderti conto che si, i nomi sono quelli, le cariche anche e così pure i personaggi della vicenda.

Ci capita rileggendo il servizio di Casa della Legalità titolato “Cronaca di una censura...” del 12 luglio 2012.

Christian Abbondanza inizia narrando le sue peripezie col traffico per raggiungere il Tribunale di

Savona ove ha un'udienza. Crediamo di aver capito male ma ci imbattiamo in questo paragrafo:

“... alle 9:15 nel verbale d'udienza, steso dall'avv. Roberto ROMANI - presidente della Fondazione CARISA che l'11 luglio ha inaugurato, con il sindaco BERRUTI ed il segretario provinciale del Pd DI TULLIO, la Festa del PD savonese, e qui quale legale della SCAVO TER (società interdetta dai Pubblici Appalti) dei Fotia....”

Ma come? un neoeletto presidente di uno dei centri del potere economico di Savona difende Scavoter contro le dichiarazioni (che ci paiono fondate) di una Onlus?
Ma come? (di nuovo) banalissime ragioni di opportunità dovrebbero suggerire al Professionista, peraltro molto in vista a Savona dopo il suo incarico alla Fondazione De Mari nello stare discosto da certe vicende che comunque hanno a che fare con movimento di denaro e affini.

Poi certo, si può capire l’avvocato, che ritiene una causa tecnicamente interessante; ma ciò oggettivamente, nella massima buona fede, non basta a dare compimento ad un mandato così da quella carica. Perchè questa circostanza, per noialtri mortali comuni, getta una serie di ombre trasversali che ci ricordano i sindaci e revisori di Scavoter ai tempi di Dumper che avevano incarichi di tutto rilievo nel tessuto sociale savonese.
E allora Perchè. Perchè. Perchè il presidente della prima cassa di risparmio della provincia deve infilarsi in una storia come questa. Perchè?

Ci auguriamo che sia lui stesso a darci una risposta, se vorrà. La nostra domanda ci pare giornalisticamente corretta e più che legittima.

Ora, aspettiamo notizie.



Fonte Savonanews

SALVATORE BORSELLINO:"NAPOLITANO SI DIMETTA, IL SUO GESTO E' UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE!"

<<SALVATORE BORSELLINO:"NAPOLITANO SI DIMETTA, IL SUO GESTO E' UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE!" - 
CHISSA' PERCHE' QUESTE INTERVISTE NON VENGONO MAI TRASMESSE IN TV>>Durissimo Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) con Giorgio Napolitano dopo che quest’ultimo ha sollevato il conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo contro l’uso delle intercettazioni telefoniche nella vicenda della trattativa Stato-mafia. “Un gesto che come conseguenza deve avere la messa in stato d’accusa” del Capo dello Stato ha commentato Borsellino. Chissà perché queste interviste non vanno in televisione.

Revolution Madrid: la polizia che ha appoggiato il popolo verrà punita


- di Maria Melania Barone  -
L’agenzia di stampa internazionale Reuters rende noto che Il Governo ed il Ministero degli interni spagnolo stanno valutando di applicare i reati di ammutinamento e di insubordinazione a tutti gli agenti che, durante le manifestazioni svoltesi ieri nella capitale spagnola, hanno deciso di togliersi il casco in segno di rispetto verso il popolo che stava combattendo. Nel caso specifico l’evento è accaduto in uno dei tanti cortei e, precisamente in quello di ACAMPADA, dove sfilavano alcuni funzionari del governo per protestare contro l’austerity e contro i tagli. In quest’occasione la polizia, che era stata mandata già con indumenti antisommossa, caschi, manganelli e scudi, ha deciso di togliere i caschi e passare dalla parte dei manifestanti.
In altri cortei questo singolare evento non è accaduto. In alcuni gruppi di manifestanti di sinistra ad esempio, si sono avuti veri e propri massacri ad opera della polizia iberica.
Ma il corteo partito da Nettuno che stava sfilando a Puerta del Sol questa notte ha dato inizio ad un vero e proprio cambiamento alla volovento di rivoluzione. I reati ascrivibili dal Governo sono quelli di ammutinamento ed insubordinazione. La colpa è quella di aver mostrato un gesto di simbolico rispetto per il popolo e di essersi spontaneamente uniti ai manifestanti.

lunedì 16 luglio 2012

Stato-mafia: Napolitano contro i pm "Il Quirinale non si intercetta"


(AGI) - Roma, 16 lug. - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato all'avvocato generale dello Stato l'incarico di rappresentare la presidenza della Repubblica nel giudizio per conflitto di attribuzione da sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della procura di Palermo per le decisioni assunte da quest'ultima su intercettazioni di conversazioni telefoniche del capo dello Stato nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia. Decisioni che il presidente ha considerato, anche se riferite a intercettazioni indirette, "lesive di prerogative" attribuitegli dalla Costituzione.
La replica dei pm palermitani non si e' fatta attendere. Il procuratore della Repubblica Francesco Messineo, dopo aver convocato nel suo ufficio i magistrati titolari di quel fascicolo (l'aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Lia Sava, Nino Di Matteo e Palermo Guido) ha rilasciato una breve dichiarazione ai giornalisti: l'operato della procura nell'inchiesta sulla presunta trattativa
tra Stato e mafia "risponde ai principi del diritto penale e della Costituzione", e nelle intercettazioni "non sono state violate le prerogative costituzionali del capo dello Stato".
Alla determinazione di sollevare il conflitto di attribuzione, Napolitano e' arrivato ritenendo "dovere" del presidente della Repubblica "evitare si pongano, nel suo silenzio o nella inammissibile sua ignoranza dell'occorso, precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facolta' che la Costituzione gli attribuisce". Per il senatore del Pd, Stefano Ceccanti, "gli articoli 90 e 96 della Costituzione valgono anche per la procura di Palermo. L'odierna decisione della presidenza della Repubblica a tutela della funzione presidenziale e non di un privilegio personale era a questo punto inevitabile".
"Ha ragione il presidente della Repubblica - afferma il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro - quando sostiene che non devono esserci interferenze tra i vari organi costituzionali dello Stato. Cio' premesso l'Italia dei Valori si schiera, senza se e senza ma, al fianco di quei magistrati palermitani che stanno facendo ogni sforzo possibile per accertare la verita' in ordine alla pagina buia rappresentata dalla trattativa tra Stato e mafia, che ha umiliato le istituzioni e visto magistrati del calibro di Falcone e Borsellino perdere la vita, mentre altri trattavano per farla franca". (AGI) .

Madrid il corteo grida: "Su Su, tutti a combattere!". La polizia è col popolo


A Madrid in questi secondi è quasi rivoluzione. Gli spagnoli scendono in piazza contro una schiera di 50 camionette della polizia pronta a fermarli. Sono 500 persone che tentano di dirgersi verso l'edificio dove si riunisce il Governo che sta per varare un'importante legge: quella sull'austerity.

Una legge che sancirebbe la riduzione del personale. Il momento più esaltante della serata è stata la carica della polizia.  Il corteo parte da Nettuno e non potendo dirigersi nel luogo del Congresso dei Deputati, sin dal primo pomeriggio si dirige a Puerta del Sol. Una volta raggiunti i manifestanti la polizia ha tolto i caschi. Un segno di empatia per tutti i cittadini che hanno applaudito ed hanno gridato in coro: "Yes we Can, Yes we Can".

Una manifestazione storica per la spagna che rischia di ridisegnare l'intera struttura sociale. L'austerity non la vuole proprio nessuno, ma la Spagna è pronta a combattere.



domenica 15 luglio 2012

I soldi per la Chiesa ci sono sempre: quattro milioni di euro dalla Regione (con l’ok del Pd) agli oratori, le fabbriche del senso di colpa, della sottomissione, le fucine del precariato

Molti ragazzi all’oratorio non ci vogliono andare, ma non per frequentare postacci inverecondi, semplicemente perché non sopportano il bullismo: entrano in quello che i genitori pensando alla loro adolescenza chiamano ancora oratorio e si trovano in luoghi inospitali, dove entri e nessuno ti dice niente, dove se non sei in gruppo non puoi giocare. Succede perché alcuni oratori sono l’unico punto di ritrovo, l’unica proposta imposta con violenza psicologica dalle amministrazioni locali. Punite le diversità, come sempre. Non servono educatori professionali pagati per far funzionare quegli ambienti. Alcuni educatori sono assai bravi, sono portati, lo fanno perché ne hanno le qualità specifiche. E’ il clima che è cambiato e pare strano che come nell’Ottocento e nel Ventennio fascista, rispetto al quale la continuità della morale non si è spezzata, l’unico posto DEBBA essere l’oratorio. Proprio mentre i giornali raccontano che dalle ricerche risulta che i bambini
stanno in casa ben più che in passato. Così anche gli oratori diventeranno sempre più simili a piccole o medie imprese, con le cooperative adatte all’uopo, il divieto di bestemmia e saranno insomma del tutto snaturati e pervertiti rispetto alla loro vocazione storica. Naturale che le istituzioni cambino e muoiano, la Chiesa invece viene imposta per legge, con violenza sui diritti individuali.
Si autofinanziano senza problemi in tutti i modi: si parla della Chiesa bimillenaria, non di sprovveduti. Ma i poteri si accentrano e diventano simili per garantire l’ordine, la disciplina, l’obbedienza, ieri alla guerre oggi ai “sacrifici” per aiutare i ricchi. Questa è una vendita via internet di una maglietta da animatore dell’oratorio per ben 15 euro!!!)

L’autofinanziamento funziona, ecco un esempio su un milione, tutte le parrocchie lombarde si autofinanziano molto bene e anche i gruppi collaterali. Questo è un invito a una cena all’oratorio di Trezzo D’Adda per sostenere un gruppo di boy-scout. Non serve l’elemosina della Regione
Oratori dove si organizzano attività lucrose. Al bar si paga, il Grest si paga ecc. ecc. E ci si costruisce un elettorato. Prima o poi si pagherà l’ingresso. Potrebbe anche spuntare un servizio d’ordine interno che punisce il turpiloquio e la bestemmia, quando essa è un atto fortemente liberatorio, a seconda del carattere. Emiliani e veneti, ma anche toscani, non hanno un linguaggio così inibito ma sono socievoli e gioviali. Nel parmense si sente dire “ce n’è un porco dio”, intendendo che ce n’è una gran quantità. Per esempio, un collega parmense diceva ogni tanto: “Soldi per la Chiesa ce n’è sempre un porco dio!”. Il blog Pontifex è arrivato a sostenere che il terremoto fosse la punizione per una terra blasfema come l’Emilia (!!!!!!!).
Non c’è religione di Stato in Italia ma purtroppo spesso non c’è neanche lo Stato, a eccezione di alcuni frammenti, utili solo a proteggere alcuni interessi di parte.
Si vuole semplicemente impedire, con piccole e grandi scelte politiche, che maturi e prenda piena consapevolezza una coscienza laica in Italia, paese in cui ormai la laicità è maggioritaria. Ma non serve a indirizzare le masse, non garantisce un controllo sociale, una fabbrica della soggettività. Garantisce libertà e responsabilità, che sono molto più faticose. E pericolose.
Bastava lasciar vivere i Cag, lasciare che diventassero luoghi del tutto laici molto diversi dagli oratori, far sì che proliferassero luoghi di incontro, bar con sale a parte dove ritrovarsi, sale giochi ecc.
“In estate i genitori non sanno dove portare i figli”. Aiuto!
Se non c’è un prete (il 4% sono pedofili e negli oratori anche in provincia di Cremona nel corso degli anni se ne sono sentite di discrete: parlo di proteste di genitori, farsi un giro nei dintorni di Cremona e anche in città per informarsi, se si vuole), i genitori non sanno dove portare i figli?
Ma se i figli sono un peso perché metterli al mondo?
Come affermicchia il comunicato del Pd, da sempre favorevoli ai soldi agli oratori:
Saranno cofinanziati a tasso zero gli adeguamenti strutturali (degli oratori)
Con l’approvazione dell’assestamento di bilancio, è stato deciso l’appostamento di 4 milioni di euro per il cofinanziamento a tasso zero per l’adeguamento strutturale degli oratori lombardi. Lo aveva richiesto il Pd per dare seguito a un ordine del giorno approvato all’unanimità nel dicembre scorso. Il Consiglio regionale ha così impegnato la Giunta a prevedere, per il 2013, un FRISL, “Interventi strutturali negli oratori lombardi”, al fine di poter andare incontro alle molte esigenze delle parrocchie. Soddisfatto Carlo Borghetti che ha dichiarato: “E’ un riconoscimento importante della funzione sociale svolta dagli oratori in particolare in estate, quando le scuole sono chiuse e i genitori non sanno a chi affidare i figli”.
Questa dichiarazione definisce un problema specifico: dove portare i ragazzi d’estate. Si dia una soluzione buona per tutti, atei compresi, visto che si può essere obbligati dallo Stato a stare in chiesa o vicino a un prete. E poi perché sempre questo problema dei muri da ristrutturare? Per far lavorare le solite imprese edili! Quattro milioni di euro in più ai terremotati non erano più utili? Non è meglio aiutare le imprese a non fallire, piuttosto che dar soldi alla Chiesa, che dovrebbe auto-finanziarsi, e lo sa fare benissimo?
Insomma un regalo dopo l’altro, sempre alla Chiesa, che per ringraziamento non denuncia un pedofilo che è uno. Non solo. Fa di tutto, essa chiesa, con le operazioni più subdole, da agenzia segreta, per impedire che passino leggi che le danno fastidio. In questo blog c’è documentazione che lo prova, il gioco è comunque evidentissimo. Nello Ior poi chiunque ha potuto versare soldi senza firmare (!!!). Anche un tizio mandato da un boss criminale può fare un versamento in nero! E lo Ior accetta!! E l’Italia finanzia costoro??? Sì, alla grande. Perché? Controllo sociale. Questione di potere. La Chiesa aiuta lo Stato a indirizzare l’elettorato, a tenere alti certi “valori” che fanno comodo allo Stato – l’obbedienza, il rispetto dell’autorità, il silenzio, il senso di colpa degli individui – così porcherie come: “Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, adesso è ora di fare sacrifici” vengono passate per sante parole. Non è così.
Un ceto di predatori sociali vive da pascià, altri si ammazzano disperati. Le società quotate in borsa fanno utili netti enormi eppure licenziano grazie a Monti e alle leggi Berlusconi, Maroni ecc.
Le Poste italiane sono l’ultimo esempio. Non le vuole fermare nessuno. La gente va sottomessa, deve convincersi che è giusto che venga licenziata e sia precaria. La gente è pericolosa per le istituzioni che lasciano fare queste cose vergognose per ottenere il “giusto” controllo sociale. Cominci a ubbidire all’oratorio e ti ritrovi precario ma ti senti in colpa. E non ti domandi perché?

I soldi per la Chiesa ci sono sempre: quattro milioni di euro dalla Regione (con l’ok del Pd) agli oratori, le fabbriche del senso di colpa, della sottomissione, le fucine del precariato

Molti ragazzi all’oratorio non ci vogliono andare, ma non per frequentare postacci inverecondi, semplicemente perché non sopportano il bullismo: entrano in quello che i genitori pensando alla loro adolescenza chiamano ancora oratorio e si trovano in luoghi inospitali, dove entri e nessuno ti dice niente, dove se non sei in gruppo non puoi giocare. Succede perché alcuni oratori sono l’unico punto di ritrovo, l’unica proposta imposta con violenza psicologica dalle amministrazioni locali. Punite le diversità, come sempre. Non servono educatori professionali pagati per far funzionare quegli ambienti. Alcuni educatori sono assai bravi, sono portati, lo fanno perché ne hanno le qualità specifiche. E’ il clima che è cambiato e pare strano che come nell’Ottocento e nel Ventennio fascista, rispetto al quale la continuità della morale non si è spezzata, l’unico posto DEBBA essere l’oratorio. Proprio mentre i giornali raccontano che dalle ricerche risulta che i bambini