mercoledì 25 luglio 2012

La provincia ferma i Fotia


Firmata la sospensione di tutte le attività commissionate al gruppo dall'amministrazione pubblica.

Dall'impossibilità di partecipare a gare di appalto pubblico alla richiesta  del sequestro preventivo di tutti i beni (non ancora decisa), fino al provvedimento, firmato dalla Provincia di Savona, col quale è prevista la sospensione di qualsiasi attività in essere con le pubbliche amministrazioni.
Una bella mazzata per Il gruppo Fotia, l'azienda di Pietro e Donato Fotia vista la mole di commissioni dalle varie amministrazioni, che arrivano perfino al servizio di sgombero neve per la Val Bormida. Una mazzata conseguente all'interdizione della ScavoTer da tutti gli appalti pubblici.
E il crack finanziario potrebbe essere dietro l'angolo.
L’inizio dei guai per la ScavoTer e i fratelli Fotia risale ai tempi dell'inchiesta Dumper, riguardanti un
giro di tangenti pagati da alcuni imprenditori (tra cui Pietro Fotia) al responsabile dei lavori pubblici del comune di Vado Ligure Roberto Drocchi.
Alla base della decisione della provincia quindi la supposizione, confermata dalla Dia, secondo la quale i Fotia continuerebbero a vivere abitualmente con i denari proventi di reato.
Vero è che i dipendenti dei Fotia rischiano molto, soprattutto se abbandonati com'è successo per le altre fabbriche vadesi (e non in chiusura), m resta pur vero che una verifica definitiva sugli illeciti va compiute, affinché il ricatto occupazionale non sia venga utilizzato ancora una volta per speculazioni private.

lunedì 23 luglio 2012

L'Evasione vera: Ventunomila miliardi di Dollari nei paradisi fiscali


LONDRA, 22 LUG - Alla fine del 2010 una elite internazionale di super-ricchi aveva almeno 21 mila miliardi di dollari 'nascosti' in paradisi fiscali offshore, una cifra pari al volume delle economie americana e giapponese messe assieme: lo ha calcolato in un nuovo studio James Henry, ex economista capo della societa' di consulenza McKinsey.

Nello studio, intitolato The Price of Offshore Revisited e commissionato dall'organizzazione Tax Justice Network, Henry usa dati del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, della Bank of International Settlements e di governi nazionali per affermare che la cifra di 21 mila miliardi dovrebbe esser presa per difetto, e che le dimensioni reali del fenomeno potrebbero arrivare a 32 mila miliardi di dollari.
Lo studio, di cui da' notizia la Bbc, si basa solo su ricchezze finanziarie depositate in banche e conti di investimento e non prende in considerazione altri assett come proprieta' immobiliari o panfili.
Henry scrive che i super-ricchi muovono denaro per il mondo attraverso una ''industriosa rete di facilitatori professionisti nelle industrie di private banking, commercialisti, consulenti finanziari e legali''. A suo avviso le perdite in proventi fiscali provocate da questa rete ''sono enormi, e di dimensioni sufficienti per fare una differenza per alcuni Paesi colpiti dall'evasione''.
 ansa

domenica 22 luglio 2012

M5S, perché NO


Fondare un non-partito regolato da un non-statuto è già questa una impostazione illusoria. L'art.49 della nostra Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". Quindi la Costituzione prevede che le associazioni di persone che vogliono concorrere a determinare la politica del Paese si debbano intendere come partiti. Che poi si autodefiniscano movimenti, come il Movimento Sociale Italiano, o leghe, come la Lega Nord, è una pura questione propagandistica. Ciò che noi non condividiamo del M5S è il populismo del suo leader. Non
condividiamo che il simbolo di quel partito abbia un proprietario. Non condividiamo che una formazione politica abbia alle spalle una lobby come la Casaleggio Associati. Non condividiamo che non abbia alcuna linea politica ufficiale circa il rispetto dei diritti umani e degli omosessuali. Non condividiamo che non abbia una linea politica sulla laicità. Non condividiamo che nel corso della cerimonia di fondazione si siano affrettati a nominare San Francesco protettore del M5S. Non condividiamo che non abbiano assunto una linea antivaticanista e che anzi abbiano abbracciato simbolicamente tale don Farinella. Non condividiamo che abbiano appoggiato la vendita del libro Vaticano spa di Gianluigi Nuzzi non certo perchè sono antivaticanisti ma perchè la casa editrice Chiarelettere è in partnership con la Casaleggio Associati. Non condividiamo che stiano vendendo l'illusione del rinnovamento democratico attraverso il web, perchè una simile scelta esclude la maggior parte della popolazione che non ha dimestichezza con la rete e che ha pur sempre diritto di partecipare. Nel M5S si sostiene che ognuno conta, ognuno esprime liberamente la propria opinione e solo perchè lo fa, sta attuando una rivoluzione democratica. Finora registriamo grillini che si esprimono contro "i vecchi" i quali, non avendo accesso al computer, dovrebbero essere privati anche del diritto di voto. Registriamo grillini che si esprimono contro i gay perchè per loro la famiglia è quella tradizionale. Registriamo un continuo calpestare la Costituzione in nome della libertà di espressione. Registriamo una esaltazione del web nella delirante convinzione che la rete possa tranquillamente sostituirsi alla istituzione parlamentare. Noi pensiamo che la politica debba essere espressione della indignazione e non della frustrazione. Quando il malcontento e la frustrazione diventano potere, la storia ci regala sempre parentesi dittatoriali. Non crediamo che Grillo abbia la forza di instaurare un sistema dittatoriale, ma quando parla di processi in pubblica piazza le folle frustrate si scaldano e noi non condividiamo questa modalità. Del resto la vera base elettorale del M5S non risiede tra le formazioni progressiste, ma tra il PDL e la Lega Nord, sono loro ad aver registrato una perdita di elettorato in fuga verso le sponde più nuove offerte da Grillo. Noi non abbiamo una "base elettorale" da perdere e chi si sente affine a Grillo è democraticamente giusto che faccia la propria scelta. Pensiamo purtroppo che sia un'altra occasione perduta per crescere.
La Segreteria Nazionale