lunedì 17 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Istigazione all’omofobia, sta per partire un esposto contro il monarca dello Stato extracomunitario Joseph Ratzinger

L’esposto riguarda l’istigazione all’omofobia da parte di Joseph Ratzinger. Non riguarda il papa in quanto tale, ma il capo di stato di Città del Vaticano, dunque due figure giuridicamente diverse. Città del Vaticano non è una democrazia, ma una monarchia di diritto divino. La denuncia nei confronti di Joseph Ratzinger cadrà facilmente, potrà però nello stesso tempo rafforzare le azioni legali già scattate contro gli effetti che tali teorie considerate omofobe dallo Zanardi (Savona) hanno avuto in Italia. Sono già stati depositati infatti esposti contro i “centri di cure riparative” finanziati dall’Asl di Milano, di cui abbiamo dato notizia in questo blog. Ed è sempre Francesco Zanardi l’autore di questa severa battaglia contro l’illegalità, non contro la libertà religiosa che non è mai stata messa in discussione dalla Rete l’Abuso rappresentata dallo stesso Francesco Zanardi.
Centri in cui si cura la “malattia omosessualità”, che nemmeno esiste. Non è una malattia, non esiste nell’elenco delle patologie dell’Organizzazione mondiale della sanità. Eppure un’Asl di Milano finanzia con denaro pubblico quei centri dove mediante pratiche religiose si cura una malattia che non c’è. Cure che costano care ai “malati”. I quali ovviamente non “guariscono”. Anche di questo abbiamo scritto (per leggere cliccare qui)
Dire che tutti i cattolici sono responsabili di quel che dice Ratzinger sarebbe come sostenere che tutti gli islamici sono terroristi. Che i gay debbano essere puniti con la pena di morte non ha alcun senso, così come sarebbe folle dire che i preti vanno eliminati perché ci sono forme di fanatismo e di illegalità che si annidano nelle attività della Chiesa. La storia parla da sola.
A Cremona la situazione è contraddittoria: il vescovo Lafranconi, già nel mirino della Rete l’Abuso per le scelte compiute nella diocesi di Savona-Noli, è stato spesso vicino a una comunità di gay cattolici, pregando con loro.
Nel mondo cattolico non manca chi esprime disagio per la presa di posizione così estrema di Joseph Ratzinger.