giovedì 21 febbraio 2013

Pedofilia, le responsabilità di Ratzinger prima e durante il suo pontificato.

Città del Vaticano, 14 febbraio 2013, intervista a Francesco Zanardi dopo le dimissioni di Ratzinger. 




Il 14 febbraio 2011, due avvocati tedeschi Dr. Gert-Joachim Hetzel e il suo collega Dr. Christian Sailer hanno depositato all'Aia una denuncia penale all'attenzione del procuratore capo Dr. Luis Moreno Ocampo, presso la Corte Penale Internazionale (CIP), contro Joseph Ratzinger per crimini contro l'umanità, in base all'art. 7 dello Statuto della CIP. Il loro rapporto è di una logica consequenziale che dovrebbe svegliare tutte le autorità mondiali per un'azione congiunta contro gli abusi di potere, i plagi mentali e le plurisecolari immunità di cui godono gli uomini in gonnella. Riflettiamo e diamo delle risposte, liberi da qualsiasi fideismo ideologico: se una setta fanatica e coercitiva coprisse a livello mondiale gli stupri sui minori, si avvierebbero processi penali contro di essa? E se tale setta coercitiva proibisse l'uso del preservativo, facilitando il contagio da HIV-Aids e provocando milioni di morti? E se il loro "capo mafia" ordinasse di proteggere i responsabili e di sottrarre gli imputati ai procedimenti penali, "si perseguirebbero legalmente sia una tale
organizzazione criminale, sia la sua guida?". E che differenza c'è se un tale ordine non proviene da un capo cosca ma da un infallibile criminale? Oppure, l'abitudine ad un clero pedofilo da almeno 1500 anni, cancella i delitti più abietti che sono stati commessi?
Crediamo proprio di no, anche perché oggi sussiste una legislazione al riguardo, volutamente tenuta nascosta dalle autorità italo-vaticane, il che farebbe pensare altresì a una denuncia immediata contro i poteri nazionali collusi con lo Stato della Chiesa, riconosciuto come tale dal fascista Benito Mussolini nel 1929 e dai suoi seguaci Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Ebbene, dal 1° luglio
2002, l'Italia ha firmato il cosiddetto Trattato di Roma, ossia lo Statuto della Corte Penale Internazionale, in base al quale si impegna a perseguire i crimini commessi contro l'umanità.
Tre sono i capi di accusa a carico di Ratzinger come ex cardinale e attuale Papa, stilati dagli avvocati Sailer e Hetzel:
1) il mantenimento e la guida di un regime totalitario di coercizione che sottomette i propri membri con minacce terrificanti e che costituiscono un rischio per la salute;
2) il mantenimento del divieto letale di fare uso di profilattici anche nel caso in cui sussista il rischio di contagio con il virus HIV/Aids;
3) l'istituzione e il mantenimento di un sistema mondiale mirante a mettere a tacere e trattare con misure di favore i crimini di natura sessuale commessi da sacerdoti cattolici, cosa che agevola il continuo ripetersi di questi reati.
Essi scrivono: «Se un nuovo gruppo religioso costringesse i propri membri, con una forte
pressione psichica, a inserire i figli appena nati nel gruppo stesso, e in seguito a finanziarlo per tutta la vita e a orientarsi per ogni decisione sulle direttive del gruppo, esso verrebbe definito una "setta"». E lo stato interverrebbe?

Tratto da Ratzinger e i Legionari di Cristo.
Di Alessio Di Benedetto.