venerdì 1 marzo 2013

CHIESA & OMOSESSUALITA', i deliri sessuofobici del clero..


Dalla metà del XX secolo, l'omosessualità è stata gradualmente disconosciuta come malattia e decriminalizzata in quasi tutte le nazioni sviluppate. Già nel lontano 1992 la CEE raccomandò anche ai paesi che oggi sono i membri della UE di colmare questo vuoto legislativo in visione della nascita dell'Unione Europea di cui oggi facciamo parte.
Purtroppo è triste constatare che tutti gli Stati Membri dell'UE hanno da tempo legiferato in materia, l'unica a non essere riuscita neppure a fare una legge contro l'omofobia è l'Italia. Questo purtroppo è il prezzo che dobbiamo pagare per aver dato la nostra coscienza in appalto al clero, un clero che ogni giorno, attraverso i suoi rappresentanti istiga, all'odio e all'omofobia.
Un clero che sopratutto durante il pontificato di Benedetto XVI non si è fatto mancare nulla in materia di istigazione e odio nei confronti degli omosessuali. L'ultimo caso risale al dicembre scorso quando, in occasione della giornata mondiale per i diritti umani il Pontefice ha incontrato la presidente del parlamento ugandese Rebecca Kadaga, promotrice di una proposta di legge che prevede la pena di morte per le persone omosessuali. In quella occasione ha anche apprezzato la Presidente ugandese e la sua proposta di legge antigay, anticipando a riguardo il suo messaggio in occasione della giornata mondiale per la pace.
Certo che ai nostri giorni sembra incredibile che esista ancora in Italia una cultura quasi medievale di cui il clero ne è l'indiscusso protagonista e padrone. Una cultura che condiziona pesantemente lo sviluppo e la crescita di una società civile, creando spaccature sociali gravi. Una cultura sessuofobica, non attribuibile alle scritture sacre, ma solo alle fobie di persone sessualmente represse, come vedremo incoerenti e a dir poco deliranti.

I ragazzi che vedete nelle foto hanno scelto il Vaticano come set per lanciare il loro prossimo film. Un set particolare il Vaticano, al quale non si può accedere senza il permesso, un permesso che loro hanno chiesto e ottenuto ma non solo, Benedetto XVI li ha anche ricevuti per dare la sua benedizione agli attori, consapevole che erano dei pornoattori omosessuali della casa cinematografica BELAMI, e che quelle riprese sarebbero state inserite nel film  che è già in distribuzione.

Forse noi comuni mortali non comprendiamo le vie divine e contorte di questa strana forma di vita chiamata clero, ma subiamo quotidianamente le conseguenze della loro incoerenza irrazionale senza però prenderne coscienza. Forse a molti di noi non interessa neppure come vivono, l'unica cosa che preoccupa è l'influenza negativa che hanno sullo sviluppo di una società libera civile e democratica.