lunedì 27 maggio 2013

BOLOGNA BOCCIA IL FINANZIAMENTO ALLE SCUOLE PRIVATE.

I primi risultati sul referendum di Bologna, che confermano il no al finanziamento alle scuole private, devono essere letti sotto molte angolazioni.
Con il referendum Bologna ha dato un segnale di bocciatura del finanziamento alla scuola privata che, è bene rimarcarlo, non è nè buddista nè coranica, ma rigorosamente cattolica.
E ha bocciato anche i partiti che lo sostenevano, a cominciare dal PD.
L'asse amicale tra il vescovo di Bologna Caffarra è il sottosegretario all'istruzione del governo Monti, la ciellina Elena Ugolini, non è stato sufficiente a convincere i bolognesi a mandare in soffitta l'articolo 33 della Costituzione che si riafferma con rinnovato vigore davanti al tentativo di aggirarlo.
Le scuole materne a Bologna potrebbero essere tranquillamente finanziate con gli oneri di urbanizzazione secondaria che, in forza dei Patti lateranensi, i comuni devono invece dirigere verso le istituzioni clericali cattoliche.
Basterà reperire i fondi dalle elargizioni ingiustificate verso le organizzazioni religiose e le scuole pubbliche
potranno riappropriarsi della funzione che gli assegna la Costituzione.
Qualcuno l'ha definita, in modo sprezzante, una inutile battaglia ideologica e che le scuole paritarie significano la modernità. 
A costoro replichiamo ricordando il discorso pronunciato da Piero Calamandrei nel 1955 (http://www.legroma.osservatoriodeilaici.com/wpress_it_IT_292XXL/?p=621) e se hanno voluto disattenderlo ritenendolo obsoleto, ci limiteremo a replicare che forse dovrebbero spiegarci meglio come si coniuga la loro modernità con il burqa delle suorine di Bologna delle scuole paritarie.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea