martedì 21 maggio 2013

Marijuana: arrivano i distributori automatici


Protette come una cassaforte, precise come un computer, le rivendite automatiche potrebbero finalmente aggirare gli ostacoli all'acquisto di cannabis per usi medicali.

di Stefania Medetti

Il business della marijuana legalizzata per uso medico potrebbe valere cinque miliardi di dollari entro il 2015. Per capitalizzare l'opportunità negli ormai 18 stati che hanno sdoganato il consumo medicale, sempre più imprenditori si lanciano nell’area dei servizi collegati alla vendita di cannabis. Fra loro, riferisce Business Week , c’è anche Bruce Bedrick, chiropratico 44enne, occasionale consumatore di marijuana e amministratore delegato di Medbox , uno fra i primi distributori automatici di prodotti a base di marijuana. 
Dall’esterno, Medbox assomiglia a un normale distributore, in realtà è un concentrato di tecnologia. Ideato per le strutture autorizzate alla vendita di marijuana, il distributore è protetto contro i furti e le manomissioni ed è dotato di tecnologia biometrica per identificare le impronte digitali dei pazienti che
possono acquistare i prodotti contenuti, solo se autorizzati dallo Stato, che attraverso i medici, riconosce le loro esigenze mediche. I pazienti, dunque, riconosciuti dalle impronte digitali e da un’apposita tessera possono comprare bevande, biscotti, snack e prodotti a base di marijuana. Un computer collegato al distributore registra ogni acquisto, in modo tale che nessun paziente possa acquistare di più di quanto previsto dal suo piano sanitario e, analogamente, i rivenditori non possano utilizzare il prodotto per clienti non autorizzati. Controllando ogni passo della vendita, secondo MedBox, lo stato è messo nella condizione di incassare le relative tasse. «Se si vuole permettere alle persone di consumare marijuana per ragioni sanitarie, allora bisogna fare in modo che il sistema sia organizzato, regolato e tassabile», è la filosofia di Bedrick. Il mercato è potenzialmente immenso, destinato com’è - secondo IbisWorld - , a triplicare in pochi anni le vendite legali che quest’anno dovrebbero toccare 1,7 miliardi di dollari. Il tutto, al netto del giro d’affari dei  prodotti necessari a consumare marijuana, come vaporizzatori o vasi per la cultura idroponica. 
Le cose, in realtà, sono semplici solo in apparenza. Le città, preoccupate di un potenziale incremento del crimine, innalzano barriere legali, ma l’attenzione su questo promettente settore resta alta. Lo scorso novembre, dopo il via libera di Colorado e Washington, la capitalizzazione di Medbox ha toccato due miliardi di dollari, con le azioni schizzate a 205 dollari, salvo tornare a quota 20 dollari il giorno successivo, dopo la dichiarazione di Medbox che l’aumento del valore delle azioni non rifletteva lo scenario del business contingente. L’azienda, che è quotata a Wall Street ma, come se fosse in beta, gode di un regime semplificato, ha chiuso il 2012 con un giro d’affari di 3,5 milioni di dollari e un profitto netto vicino a 328mila dollari. Complessivamente, Medbox ha venduto oltre cento distributori, al prezzo di 200mila dollari l’uno. L’alternativa all’acquisto è il noleggio: la californianaDispense Lab , per esempio, offre in comodato d’uso il proprio distributore che co-fondatore Joe DeRobbio definisce assolutamente a prova di qualsiasi tentativo di furto o scasso. Il distributore può essere noleggiato dalle rivendite sanitarie per circa 200 dollari al mese. 
Rispetto a un rivenditore “umano”, il vantaggio di un distributore si gioca su quattro livelli. In primo luogo, infatti, garantisce maggiore sicurezza, visto che è praticamente una cassaforte con la funzionalità di un distributore. Secondariamente, evita l’esistenza di una transazione commerciale fra due persone, rendendo di fatto non perseguibile il commesso. Terzo: siccome funziona solo per chi è autorizzato al consumo, evita che altre persone possano utilizzarlo per gli acquisti e tiene inoltre traccia delle transazioni commerciali. Infine, la sua semplicità d’uso e la sicurezza dal punto di vista legale potrebbero veramente farne il mezzo in grado disuperare i limiti imposti dai regolamenti. Perchè è vero che sono sempre di più gli stati per cui il consumo per ragioni sanitarie delle marijuana è legale, ma gli ostacoli alla sua piena commercializzazione sono ben lontani dall’essere superati.
FONTE