mercoledì 26 giugno 2013

Denunciato il sindaco che non vuole sposare i gay

La polemica arriva da una piccola città dell'ovest della Francia. Ma si è trasformata in un caso. L'avvocato della coppia avanza l'ipotesi di «discriminazione».
di Massimo Lauria

Il sindaco di Arcangues ha pochi giorni per decidere se ritornare sui suoi passi e sposare la coppia omosessuale. Altrimenti l'esposto alla procura della Repubblica di Bayonne, nell'ovest della Francia farà il suo corso e il primo cittadino potrebbe finire nei guai. A dirlo è la sottoprefettura della regione. Né lui, né gli assessori del piccolo comune francese, infatti, vogliono sposare Jean-Michel Martin et Guy Martineau-Espel, i due uomini che a fine maggio hanno iniziato le pratiche per il matrimonio. Isabelle Duguet - avvocato della coppia - nella denuncia depositata in procura, ha ravvisato l'ipotesi di «discriminazione da parte di autorità pubblica, che nell'esercizio delle sue funzioni, rifiuta un diritto accordato dalla legge». La legale chiede dunque al tribunale francese di obbligare «il sindaco e gli assessori a celebrare il matrimonio».

Se il sindaco Jean-Michel Colo dovesse insistere nel rifiuto di celebrare le nozze, per la legge francese potrebbe rischiare una condanna fino a 5 anni di carcere e 75 mila euro di multa, oltre a perdere la sua carica pubblica. Colo ha giustificato il suo "no" appellandosi all'obiezione di coscienza: «Io ho una coscienza e un cuore - ha dichiarato - non posso sposare due persone omosessuali». Linea dura, quella del primo cittadino, che in passato aveva già espresso il suo parere negativo sull'approvazione della legge sui matrimoni gay, polemizzando col presidente francese Francois Hollande, reo - secondo lui - di essersi rimangiato le promesse: «Hollande è un mentitore. Nel 2012 si è fatto applaudire da tutti i sindaci, compresi quelli di destra come me, garantendo l'obiezione di coscienza».

Il 23 aprile scorso l'assemblea nazionale francese aveva dato il via libera definitivo all'approvazione di una legge, che consente alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare bambini. 331 erano stati i voti a favore e 225 i contrari alla legge presentata dal ministro di Giustizia Christiane Taubira. «Crediamo che le prime nozze saranno una cosa bella e porteranno un vento di gioia. Coloro che oggi si oppongono saranno disorientati, sopraffatti dalla felicità dei neosposi e delle famiglie», aveva commentato il ministro. Ma le polemiche - alimentate dalla destra cattolica francese - continuano a infiammare il dibattito. Anche se per la maggioranza dei francesi, la nuova legge altro non è che la conferma di una condizione che già da molto tempo appartiene al privato delle persone e alla socialità dei cittadini.
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