giovedì 27 giugno 2013

Una persona mi scrive dal Canada. Un alto prelato che in queste ore è al centro delle cronache sembrerebbe avere qualcosa da nascondere.

Di seguito il testo che mi arriva dal Canada.

Ricevo questa mail in aprile, il Monsignore in questione lo ho incontrato personalmente a Roma e lo riconosco nella foto che mi viene allegata, è in compagnia della donna. Dietro le indicazioni dello scrivente faccio qualche indagine e trovo i riscontri. Di seguito la traduzione di una lettera scritta dalla donna e pubblicata su un giornale online.

LA MIA STORIA CON UN PRETE
Sono coinvolta in una storia con un prete che è un diplomatico del Vaticano. La nostra relazione intima è incominciata a Pasqua di quest'anno. E' tuttavia frutto di un'affettività reciproca pre-esistente. Il prete è stato mandato in Canada per quattro anni e ci siamo conosciuti qui cinque anni fa. Mi sono separata a settembre del 2011. Negli ultimi due anni del mio matrimonio è stato un buon prete per me, compassionevole, capace d'ascolto e di sostegno, davvero un grande aiuto. Gli ero molto grata per la sua presenza e il suo supporto. Ancora lo apprezzo molto. La ragione alla base del mio divorzio è molto triste, il mio ex marito è stato in Afghanistan per un anno e dopo questa esperienza ha avuto seri problemi mentali. Oltre a questo negl ultimi anni ho vissuto momenti terribili anche a causa di un tumore.
Al momento il nostro rapporto è a distanza poiché io vivo in Canada e lui a Roma.
A causa del mio traumatico divorzio ero estremamente vulnerabile all'inizio di quest'anno. E' orribile il distacco da qualcuno che hai amato e curato per 12 anni.
Quando è stato trasferito a Roma quest'anno in marzo, ho incontrato il prete e siamo andati a cena. Ed è così che tutto è incominciato. Mi ha invitato a tornare a Roma la settimana di Pasqua e siamo stati molto bene. Sono stata a Roma ben quattro volte da quel momento (organizzando i miei viaggi in Europa passando per Roma), e anche lui è venuto a trovarmi in Canada in estate.
Tuttavia sono molto confusa rispetto a questo rapporto con lui e non escludo la possibilità che abbia un'altra donna (o altre donne) anche se il suo trasporto per me è sembrato molto sincero all'inizio. Considerando la mia situazione la possibilità che lui sia un approfittatore che si prenda gioco della mia debolezza è reale. Sono emigrata in Canada e assolutamente sola, e questo fatto mi rende la più vulnerabile delle donne.
Recentemente gli ho detto che è un ipocrita poiché porta avanti una relazione proibita con me nonostante i voti che ha fatto alla chiesa. Mi ha risposto che io sono una tentazione del diavolo. Non sono cattolica, ma sono cresciuta nella chiesa ortodossa, anche se non praticante. Credo che nascondersi dietro un personaggio fittizio sia talvolta una scusa a giustificazione delle proprie azioni.
Puoi essere un uomo onesto che si prende la responsabilità delle sue azioni oppure il contrario. Nel mondo puritano del nord-America, chi ha una carica prestigiosa e viene
coinvolto in uno scandalo si dimette semplicemente perché questa cosa è disonorevole. Nel mio caso mi rendo conto che il mio prete potrebbe essere un uomo buono, ma sfortunatamente la cultura cattolica clericale ne ha fatto un essere umano con una morale e un'etica a dir poco traballanti.



  A proposito di mons. L. 
Pochi giorni dopo che il mio messaggio è stato postato qui ho messo fine alla mia relazione.
La parte più traumatica della mia storia è stata che alcune settimane dopo, proprio prima di Natale una donna canadese mi ha chiamato per dirmi che aveva avuto un figlio da lui. In breve, un monsignore dell'alta gerarchia diplomatica vaticana è un farabutto e un truffatore. Alcune vittime dei preti pedofili vanno da lui nella speranza che possa aiutarli nella loro debolezza e vulnerabilità, cadendo però di fatto nelle grinfie di un predatore a abusatore. Questo non può più essere. Se vogliamo giustizia dobbiamo unirci e compiere il miracolo.

Credo in me stessa e in tutte voi. Fatemi sapere se posso fare la mia parte.