sabato 23 febbraio 2013

Sono 9.765.870 le vittime del Vaticano e della chiesa cattolica negli ultimi decenni.

Questo è il rapporto shock dei crimini commessi dalla chiesa cattolica negli ultimi decenni, aggiornato al 21 febbraio 2013.
Bambini usati come topi da laboratorio, bambini rubati alle madri e rivenduti, bambini abusati torturati e addirittura uccisi, genocidio di intere nazioni come ad esempio il Canada. Leggendo questo rapporto sembrerebbe che la pedofilia nel clero sia il problema minore, in quanto imputabile ad una grave devianza della personalità,  una "malattia" indubbiamente alimentata dalle gerarchie vaticane le quali si sono rese complici, proteggendo, nascondendo e difendendo i criminali pedofili.

Il Cardinale Joseph Ratzinger, alias Benedetto XVI ha quasi totalmente gestito a livello mondiale dal 1981 (A capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, ex Santa Inquisizione) l'insabbiamento e la gestione di questi crimini. Nel 2004 prima di essere eletto Papa la Corte distrettuale di Harris County (Texas) lo indagò e nel gennaio 2005 fu imputato per “ostruzione alla giustizia” e per sospetta copertura dei casi di abusi da parte di preti. Questa imputazione è ancora oggi in vigore, ma Ratzinger non può essere processato
poiché è stata accolta dall'allora presidente Bush la sua formale richiesta di immunità in quanto “Capo di Stato in carica”.

Tutti i crimini contenuti in questo rapporto sono stati commessi coscientemente e quello che è ancor più grave è che sono stati commessi a scopo di lucro, da preti e suore di tutto il mondo, non in anni remoti, ma negli ultimi decenni.

Il rapporto presentato dalla fondazione statunitense PROTECT YOUR CHILDREM in collaborazione con VATICANCRIMES e RETE L'ABUSO è parziale e in difetto, tiene conto solo dei casi che i governi e le corti hanno riconosciuto, non tiene conto quindi delle cifre non riconosciute tra cui l'Italia per la quale presenteremo solo un dato tremendamente in difetto ma facilmente ipotizzabile, tenendo conto che i dati ufficiali in Italia contano più di 200 sacerdoti cattolici condannati in terzo grado, la cui stima di vittime prodotte si aggira intorno ad un centinaio per sacerdote.

Di seguito quindi i dati ufficiali, suddivisi per crimine delle seguenti nazioni; Stati Uniti, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Croazia, Cuba, Germania, Olanda, Hong Kong, Irlanda, parziale Italia, Malta, Messico, Nuova Zelanda, Filippine, Polonia, Ruanda, Spagna, UK, Vietnam.







giovedì 21 febbraio 2013

Sabato 23 Francesco Zanardi ospite di VERISSIMO

PEDOFILIA: quali le responsabilità di Joseph Ratzinger prima e durante il suo pontificato? Ne parleremo con Silvia Toffanin sabato 23 alle ore 15,30 a VERISSIMO.


Sabato 23 Francesco Zanardi ospite di VERISSIMO

PEDOFILIA: quali le responsabilità di Joseph Ratzinger prima e durante il suo pontificato? Ne parleremo con Silvia Toffanin sabato 23 alle ore 15,30 a VERISSIMO.


Pedofilia, le responsabilità di Ratzinger prima e durante il suo pontificato.

Città del Vaticano, 14 febbraio 2013, intervista a Francesco Zanardi dopo le dimissioni di Ratzinger. 




Il 14 febbraio 2011, due avvocati tedeschi Dr. Gert-Joachim Hetzel e il suo collega Dr. Christian Sailer hanno depositato all'Aia una denuncia penale all'attenzione del procuratore capo Dr. Luis Moreno Ocampo, presso la Corte Penale Internazionale (CIP), contro Joseph Ratzinger per crimini contro l'umanità, in base all'art. 7 dello Statuto della CIP. Il loro rapporto è di una logica consequenziale che dovrebbe svegliare tutte le autorità mondiali per un'azione congiunta contro gli abusi di potere, i plagi mentali e le plurisecolari immunità di cui godono gli uomini in gonnella. Riflettiamo e diamo delle risposte, liberi da qualsiasi fideismo ideologico: se una setta fanatica e coercitiva coprisse a livello mondiale gli stupri sui minori, si avvierebbero processi penali contro di essa? E se tale setta coercitiva proibisse l'uso del preservativo, facilitando il contagio da HIV-Aids e provocando milioni di morti? E se il loro "capo mafia" ordinasse di proteggere i responsabili e di sottrarre gli imputati ai procedimenti penali, "si perseguirebbero legalmente sia una tale
organizzazione criminale, sia la sua guida?". E che differenza c'è se un tale ordine non proviene da un capo cosca ma da un infallibile criminale? Oppure, l'abitudine ad un clero pedofilo da almeno 1500 anni, cancella i delitti più abietti che sono stati commessi?
Crediamo proprio di no, anche perché oggi sussiste una legislazione al riguardo, volutamente tenuta nascosta dalle autorità italo-vaticane, il che farebbe pensare altresì a una denuncia immediata contro i poteri nazionali collusi con lo Stato della Chiesa, riconosciuto come tale dal fascista Benito Mussolini nel 1929 e dai suoi seguaci Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Ebbene, dal 1° luglio
2002, l'Italia ha firmato il cosiddetto Trattato di Roma, ossia lo Statuto della Corte Penale Internazionale, in base al quale si impegna a perseguire i crimini commessi contro l'umanità.
Tre sono i capi di accusa a carico di Ratzinger come ex cardinale e attuale Papa, stilati dagli avvocati Sailer e Hetzel:
1) il mantenimento e la guida di un regime totalitario di coercizione che sottomette i propri membri con minacce terrificanti e che costituiscono un rischio per la salute;
2) il mantenimento del divieto letale di fare uso di profilattici anche nel caso in cui sussista il rischio di contagio con il virus HIV/Aids;
3) l'istituzione e il mantenimento di un sistema mondiale mirante a mettere a tacere e trattare con misure di favore i crimini di natura sessuale commessi da sacerdoti cattolici, cosa che agevola il continuo ripetersi di questi reati.
Essi scrivono: «Se un nuovo gruppo religioso costringesse i propri membri, con una forte
pressione psichica, a inserire i figli appena nati nel gruppo stesso, e in seguito a finanziarlo per tutta la vita e a orientarsi per ogni decisione sulle direttive del gruppo, esso verrebbe definito una "setta"». E lo stato interverrebbe?

Tratto da Ratzinger e i Legionari di Cristo.
Di Alessio Di Benedetto.

Pedofilia, le responsabilità di Ratzinger prima e durante il suo pontificato.

Città del Vaticano, 14 febbraio 2013, intervista a Francesco Zanardi dopo le dimissioni di Ratzinger. 




Il 14 febbraio 2011, due avvocati tedeschi Dr. Gert-Joachim Hetzel e il suo collega Dr. Christian Sailer hanno depositato all'Aia una denuncia penale all'attenzione del procuratore capo Dr. Luis Moreno Ocampo, presso la Corte Penale Internazionale (CIP), contro Joseph Ratzinger per crimini contro l'umanità, in base all'art. 7 dello Statuto della CIP. Il loro rapporto è di una logica consequenziale che dovrebbe svegliare tutte le autorità mondiali per un'azione congiunta contro gli abusi di potere, i plagi mentali e le plurisecolari immunità di cui godono gli uomini in gonnella. Riflettiamo e diamo delle risposte, liberi da qualsiasi fideismo ideologico: se una setta fanatica e coercitiva coprisse a livello mondiale gli stupri sui minori, si avvierebbero processi penali contro di essa? E se tale setta coercitiva proibisse l'uso del preservativo, facilitando il contagio da HIV-Aids e provocando milioni di morti? E se il loro "capo mafia" ordinasse di proteggere i responsabili e di sottrarre gli imputati ai procedimenti penali, "si perseguirebbero legalmente sia una tale
organizzazione criminale, sia la sua guida?". E che differenza c'è se un tale ordine non proviene da un capo cosca ma da un infallibile criminale? Oppure, l'abitudine ad un clero pedofilo da almeno 1500 anni, cancella i delitti più abietti che sono stati commessi?
Crediamo proprio di no, anche perché oggi sussiste una legislazione al riguardo, volutamente tenuta nascosta dalle autorità italo-vaticane, il che farebbe pensare altresì a una denuncia immediata contro i poteri nazionali collusi con lo Stato della Chiesa, riconosciuto come tale dal fascista Benito Mussolini nel 1929 e dai suoi seguaci Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Ebbene, dal 1° luglio

lunedì 18 febbraio 2013

Mafia la grande assente dalla campagna elettorale savonese



"Parlare di Mafia a Savona: i politici non vogliono, i giornalisti non devono"
Incontro con il Presidente della Casa della legalità CHRISTIAN ABBONDANZA
Partecipano GIOVANNI DURANTE Presidente Provinciale ARCI,
MARIO MOLINARI giornalista

Le Mafie hanno colonizzato il Nord. La Liguria è colonizzata da decenni. Savona è particolarmente colpita da questo cancro.
Eppure la politica volutamente non ne parla, anche in questa campagna elettorale in corso.
Un silenzio assordante.
I pochi giornalisti che fanno i nomi delle ditte e degli appalti in odore di 'ndrangheta (e che parlano anche di altri temi 'scomodi' come speculazione edilizia, malapolitica, ampliamento della centrale a carbone, piattaforma Maersk) vengono in qualche modo fatti allontanare, come è successo recentemente per il direttore di Savonanews.it Mario Molinari...


Dopo la morte di don Rebagliati, proprio il suo arcivescovo Calcagno è nominato allo Ior

E così il cardinal Domenico Calcagno è entrato nella Commissione di vigilanza dello Ior, l’Istituto per le Opere di Religione. Lo afferma un comunicato della Santa Sede del 16 febbraio riportato da Tmnews.


Italiano: Arcivescovo Domenico Calcagno, Segre...
Italiano: Arcivescovo Domenico Calcagno, Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Arcivescovo-Vescovo Emerito della Diocesi di Savona-Noli. (Photo credit: Wikipedia)
Domenico Calcagno era il vescovo di don Carlo Rebagliati (diocesi di Savona – Noli), proprio il sacerdote di cui abbiamo pubblicato una registrazione audio rilasciata forse un mese prima di morire. Una morte che, come riportato dal Secolo XIX nella cronaca del funerale di don Rebagliati, deceduto ufficialmente per malattia, è stata accompagnata da “dubbi e veleni”. Di don Carlo Rebagliati ha parlato Francesco Zanardi (Democrazia Atea e rete l’Abuso), nel suo blog
Che cosa sta succedendo allo Ior? Perché Domenico Calcagno ascende così in alto dopo che don
Rebagliati ha affermato che come economo della diocesi di Savona e Noli nemmeno poteva accedeva ai libri contabili, parlando anche di “casi sospetti” (ovviamente è tutto da verificare, da quel che si sa la magistratura avrebbe aperto un fascicolo) che coinvolgerebbero personalità e aziende di rilievo a Savona e in Liguria? Sarebbe comunque il caso di far chiarezza e ottenere trasparenza su tutto. I cittadini oggi chiedono in mille modi di sapere come vengono usati i loro soldi. E la nomina di Calcagno…. incuriosisce!
Precisamente Domenico Calcagno è da tempo un prelato di grande rilievo: Arcivescovo, Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Arcivescovo-Vescovo Emerito della Diocesi di Savona-Noli sono stati i suoi titoli principali fino all’altro ieri. Ora si occupa direttamente dello Ior, da anni nel mirino delle inchieste e verifiche della Banca d’Italia.
“In data odierna – recita il comunicato della sala stampa della Santa Sede – il Santo Padre Benedetto XVI ha rinnovato, per un quinquennio, la Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione (I.O.R.). La nuova Commissione di Vigilanza risulta composta dagli Em.mi Cardinali: Tarcisio Bertone, Segretario di Stato (Presidente); Jean-Louis Tauran (Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso); Odilo P. Scherer (Arcivescovo di São Paulo – Brasile); Telesphore P. Toppo (Arcivescovo di Ranchi – India) e Domenico Calcagno (Presidente dell’A.P.S.A.) che subentra al Card. Attilio Nicora (Presidente dell’A.I.F.)”.
Fonte Cremona Democratica

    Dopo la morte di don Rebagliati, proprio il suo arcivescovo Calcagno è nominato allo Ior

    E così il cardinal Domenico Calcagno è entrato nella Commissione di vigilanza dello Ior, l’Istituto per le Opere di Religione. Lo afferma un comunicato della Santa Sede del 16 febbraio riportato da Tmnews.


    Italiano: Arcivescovo Domenico Calcagno, Segre...
    Italiano: Arcivescovo Domenico Calcagno, Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Arcivescovo-Vescovo Emerito della Diocesi di Savona-Noli. (Photo credit: Wikipedia)
    Domenico Calcagno era il vescovo di don Carlo Rebagliati (diocesi di Savona – Noli), proprio il sacerdote di cui abbiamo pubblicato una registrazione audio rilasciata forse un mese prima di morire. Una morte che, come riportato dal Secolo XIX nella cronaca del funerale di don Rebagliati, deceduto ufficialmente per malattia, è stata accompagnata da “dubbi e veleni”. Di don Carlo Rebagliati ha parlato Francesco Zanardi (Democrazia Atea e rete l’Abuso), nel suo blog
    Che cosa sta succedendo allo Ior? Perché Domenico Calcagno ascende così in alto dopo che don