sabato 1 giugno 2013

Il titolo era "Il Sindaco di Savona risponde alle domande dei cittadini"

Una domanda semplice e precisa fatta a Federico Berruti PD, Sindaco di Savona, nella quale si chiedeva; perché il Comune di Savona dirotta risorse come gli oneri di urbanizzazione secondaria, che hanno come destinazione asili, scuole, servizi sociali ecc. verso le confessioni religiose?
La domanda da parte mia non sarebbe cambiata anche se quei soldi fossero stati dirottati all’associazione dei pescatori, alle giovani marmotte ecc., chiedevo spiegazione sul cambio di destinazione d’uso, illegittimo e non dovuto (una sentenza del TAR lo conferma) molto utile ai vari servizi comunali, soprattutto in questo periodo di grave crisi, quando proprio i comuni lamentano i continui tagli da parte di Governo e Regioni. Come ho detto prima avrei sollevato il problema data l’utilità e la consistenza della cifra anche avessimo parlato di pescatori o giovani marmotte, è il comune che sceglie dove dirottare questa cifra, in questo caso ha scelto le confessioni religione.

Con uno slalom di parole il Sindaco infine non risponde alla domanda, anche in questo caso pare cambino destinazione d’uso anche le domande perchè io parlavo di confessioni religiose e lui insistentemente di religione cattolica (le cifre di qui parliamo sono suddivise in percentuali, il 95% circa va alla Chiesa Cattolica). Speriamo almeno che quelle elargizioni vengano usate per scopi nobili, l'uso che ne sarà fatto non è noto, speriamo quindi.


Oneri di urbanizzazione secondaria.

Un vero e proprio fiume di danaro pubblico elargito alle confessioni religiose, una indebita erogazione del del 7% sottratta alle opere comunali di urbanizzazione secondaria. Una tassa ingiusta suggeritada leggi
regionali (in Liguria è la n. 4 del 21 gennaio 1985 articolo 5 ) che sottrae ogni anno ai comuni migliaia di euro, fondi di vitale importanza che potrebbero essere invece destinati ai servizi pubblici come asili nido, servizi sociali, edilizia scolastica ecc.
Eppure i comuni non sono obbligati a versala, secondo una sentenza del TAR ( sentenza 4082 TAR Toscana del 4/10/2004 ) non è affatto dovuta a chi gode del privilegio dell' 8xmille, le Regioni non sono affatto tenute a imporre ai comuni queste percentuali. In momenti di crisi come questo il buon senso porterebbe una buona amministrazione ad utilizzare tali somme per mantenere in funzione, ad esempio, servizi sociali, asili e scuole pubbliche ecc. Resta quindi solo una scelta da parte delle amministrazioni: indirizzare questi fondi a vantaggio dei contribuenti anziché delle confessioni religiose, tanto più che le organizzazioni religiose godono già di altri finanziamenti e privilegi e come sottolinea il TAR, e i predetti oneri non sono dovuti. I comuni invece continuano ad erogarli perchè affetti Una scelta però dettata dal clericalismo o dal timore di scontentare l’elettorato gestito dalle confessioni religiose.
Una ricerca effettuata da Democrazia Atea sul territorio della diocesi di Savona, una delle diocesi più piccole d'Italia, ha portato a questi dati che sono tutt'altro che piccoli.
Per coloro che non ne fossero a conoscenza, le diocesi non rispettano la mappatura territoriale delle Regioni o delle Province, ne hanno una tutta loro. Nel caso della diocesi di Savona-Noli i comuni interessati sono i seguenti; Albisola Marina e Superiore, Bergeggi, Calice Ligure, Celle ligure, Cogoleto, Finale Ligure, Noli, Quiliano, Savona, Spotorno, Stella, Vado Ligure, Rialto, Vezzi Portio, Orco Feglino e Varazze per un totale di 155.428 abitanti (fonte Comuni Italiani). Nel 2012 le amministrazioni comunali hanno elargito alla curia di Savona la quota del 2011, una somma non compresa nell'8xmille e pari a 166.500€.
Il solo comune di Savona dal 2006 al 2012 ha elargito in favore delle varie confessioni religiose la somma di 343.500€. L’utilizzo di queste cifre non è noto, un po’ un’elargizione a fondo perduto con la speranza che almeno serva a qualcosa di buono.
Francesco Zanardi
Segretario DA Savona

Il titolo era "Il Sindaco di Savona risponde alle domande dei cittadini"

Una domanda semplice e precisa fatta a Federico Berruti PD, Sindaco di Savona, nella quale si chiedeva; perché il Comune di Savona dirotta risorse come gli oneri di urbanizzazione secondaria, che hanno come destinazione asili, scuole, servizi sociali ecc. verso le confessioni religiose?
La domanda da parte mia non sarebbe cambiata anche se quei soldi fossero stati dirottati all’associazione dei pescatori, alle giovani marmotte ecc., chiedevo spiegazione sul cambio di destinazione d’uso, illegittimo e non dovuto (una sentenza del TAR lo conferma) molto utile ai vari servizi comunali, soprattutto in questo periodo di grave crisi, quando proprio i comuni lamentano i continui tagli da parte di Governo e Regioni. Come ho detto prima avrei sollevato il problema data l’utilità e la consistenza della cifra anche avessimo parlato di pescatori o giovani marmotte, è il comune che sceglie dove dirottare questa cifra, in questo caso ha scelto le confessioni religione.

Con uno slalom di parole il Sindaco infine non risponde alla domanda, anche in questo caso pare cambino destinazione d’uso anche le domande perchè io parlavo di confessioni religiose e lui insistentemente di religione cattolica (le cifre di qui parliamo sono suddivise in percentuali, il 95% circa va alla Chiesa Cattolica). Speriamo almeno che quelle elargizioni vengano usate per scopi nobili, l'uso che ne sarà fatto non è noto, speriamo quindi.


Oneri di urbanizzazione secondaria.

Un vero e proprio fiume di danaro pubblico elargito alle confessioni religiose, una indebita erogazione del del 7% sottratta alle opere comunali di urbanizzazione secondaria. Una tassa ingiusta suggerita da leggi

venerdì 31 maggio 2013

Il sito oscurato perché parla di sodomia nella Chiesa


di   - 28/05/2013 - Corrispondenza Romana censurato dal tribunale di Roma. Perché?

Corrispondenza Romana, sito internet di Roberto De Mattei, ha pubblicato il 3 aprile un post intitolato “Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma”. L’articolo, a quanto pare, parlava di una presuntissima lobby gay che “devastava” la Chiesa di Roma, chiamando in causa molte persone con nomi e cognomi. Il tribunale di Roma, il 27 maggio, ha emesso un ordine di sequestro ed oscuramento della pagina, ad appena un mese e mezzo dalla sua pubblicazione: e poi non dite che la legge non è veloce.
CORRISPONDENZA ROMANA E LA SODOMIA NELLA CHIESA – Roberto De Mattei, l’autore dell’articolo, insegna Storia Moderna e Storia del Cristianesimo presso l’Università Europea di Roma. Su Repubblica qualche tempo fa veniva definito così:

Il problema è che De Mattei non è un signore qualunque: egli è
vicepresidente del Cnr, un incarico che lo pone ai vertici della struttura che in teoria dovrebbe guidare la ricerca scientifica in Italia. Ma al tempo stesso egli ha una rubrica su Radio Maria, dirige il periodico Le radici cristiane, insegna alla Nuova Università Europea che appartiene ai Legionari di Dio. Il suo ultimo libro (pubblicato da Lindau) è una rilettura molto polemica del Concilio Vaticano II.
All’epoca del terremoto in Giappone aveva parlato di “grandi castighi, voci della volontà di dio”, mentre qualche tempo dopo aveva detto che l’impero romano era caduto per colpa dei gay. Oggi racconta così su Corrispondenza Romana l’accaduto:
Luigi Castaldi, blogger conosciuto con il nickname di Malvino, parla così dell’articolo contestato:
È che faceva nomi e cognomi, qualcuno si sarà sentito diffamato o si sarà sentito bruciare la coda di paglia. Boh, va’ a capire, in fondo il professore ha scelto per il suo sito un nome che è tutto un programma: Corrispondenza romana, lo stesso che dava il titolo all’agenzia del famigerato monsignor Umberto Benigni, quello cui Pio X diede mandato di stanare i subdoli modernisti che come zecche infestavano il ventre molle del Vaticano, giusto un secolo fa. Nobile intenzione, dunque, quella della denuncia della lobby gay che devasta – pardon, devasterebbe – la Curia romana, ma senza avere prove sarebbe stato meglio evitare di far nomi e cognomi. Ecco perché, oscurando quelli, ho deciso di pubblicare qui quell’articolo, che ritengo estremamente divertente. Se contenga fatti veri, a questo punto, è questione del tutto irrilevante. L’importante è il divertimento.
 LA REAZIONE DI DE MATTEI – E intanto anche Riscossa Cristiana esprime solidarietà a De Mattei:
Pubblichiamo questo avviso, ripreso da Corrispondenza Romana. Esprimiamo agli amici dell’agenzia Corrispondenza Romana la nostra piena e incondizionata solidarietà e la nostra gratitudine per il loro instancabile e prezioso lavoro di informazione . Finché non verrà oscurata d’autorità la pagina oggetto del sequestro, l’articolo “Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma” si potrà leggere CLICCANDO QUI
Lunedì 27 maggio 2013, ore 02.00. Constatiamo che l’articolo è stato oscurato. Rinnoviamo quindi la nostra solidarietà agli amici di Corrispondenza Romana ed esprimiamo la nostra forte preoccupazione per il futuro della libertà di informazione
In un altro articolo intitolato “Tolleranza zero contro la pedofilia. ANche contro la sodomia?”, sempre De Mattei a proposito della sua missione nella Chiesa si esprimeva così:

L’esempio dei grandi santi riformatori, ci è di conforto. San Pier Damiani (1007-1072), nel suo celebre Liber Gomorrhanus, scritto verso il 1051 per Papa san Leone IX, denuncia tale piaga con queste parole: « Si va diffondendo dalle nostre parti un vizio così gravemente nefasto e ignominioso, che se non vi si opporrà al più presto uno zelante intervento punitore, di certo la spada dell’ira divina infierirà enormemente annientando molti. (…) Questa turpitudine viene giustamente considerato il peggiore fra i crimini, poiché sta scritto che l’onnipotente Iddio l’ebbe in odio sempre ed allo stesso modo, tanto che mentre per gli altri vizi stabilì dei freni mediante il precetto legale, questo vizio volle condannarlo con la punizione della più rigorosa vendetta. Non si può nascondere infatti che Egli distrusse le due famigerate città di Somoda e Gomorra, e tutte le zone confinanti, inviando dal cielo la pioggia di fuoco e zolfo. (…)
Fonte

Il sito oscurato perché parla di sodomia nella Chiesa


di   - 28/05/2013 - Corrispondenza Romana censurato dal tribunale di Roma. Perché?

Corrispondenza Romana, sito internet di Roberto De Mattei, ha pubblicato il 3 aprile un post intitolato “Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma”. L’articolo, a quanto pare, parlava di una presuntissima lobby gay che “devastava” la Chiesa di Roma, chiamando in causa molte persone con nomi e cognomi. Il tribunale di Roma, il 27 maggio, ha emesso un ordine di sequestro ed oscuramento della pagina, ad appena un mese e mezzo dalla sua pubblicazione: e poi non dite che la legge non è veloce.
CORRISPONDENZA ROMANA E LA SODOMIA NELLA CHIESA – Roberto De Mattei, l’autore dell’articolo, insegna Storia Moderna e Storia del Cristianesimo presso l’Università Europea di Roma. Su Repubblica qualche tempo fa veniva definito così:

Il problema è che De Mattei non è un signore qualunque: egli è

giovedì 30 maggio 2013

Pedofilia e abusi sessuali nel clero, Zanardi: “Vescovo Lupi, se mento mi quereli!”


Normalmente sembra che nulla possa mai cambiare, che esista un destino ostile, oppure agiscano poteri inarrestabili. La pedofilia non è mai stata combattuta ed estirpata dalla Chiesa con gli strumenti della legge, la quale non pare in alcun modo poter intaccare un dominio cui la debolezza umana offre null’altro che sottomissione. Le parole di Erasmo da Rotterdam concludono il messaggio video con cui Francesco Zanardi, portavoce della Rete l’Abuso, sfida il vescovo di Savona e Noli: “Se mento, lei mi quereli”. Il grande umanista riteneva che i folli potessero cambiare il mondo. Zanardi tuttavia non fa annunci né declama princìpi: racconta la sua storia, simile a quella di altri, delle vittime di abusi sessuali da parte del clero. Racconta e mostra nel filmato i documenti e chiede giustizia per le vittime. Alla fine apparire l’invito a firmare una petizione rivolta a papa Francesco. Le vicissitudini di Zanardi sono reali eppure sconvolgono la percezione abituale della Chiesa cattolica, dominatrice dei massmedia. Per questo La Rete l’Abuso procede solo mostrando documenti, assistita da avvocati competenti. Non è una lotta contro la religione, il senso religioso o i Vangeli, ma senza dubbio per la giustizia, dato che Città del Vaticano segue procedure proprie assai difformi da quelle degli Stati di diritto. I preti vengono trasferiti dai vescovi, non denunciati, nemmeno quando a distanza di anni vengono condannati dalla Giustizia. Francesco Zanardi sorride durante il racconto, il tono è chiaro, ha qualcosa di sarcastico. È la storia della sua vita e di altri, fra mille guai, sorprese, storture, apparenti stranezze e assurdità. L’ha raccontata molte volte ma ora aggiunge nuovi dettagli inquietanti, nuovi particolari. Tanti luoghi comuni sulla Chiesa vanno in frantumi. Quest’uomo chiede giustizia per molte vittime.

Pedofilia e abusi sessuali nel clero, Zanardi: “Vescovo Lupi, se mento mi quereli!”


Normalmente sembra che nulla possa mai cambiare, che esista un destino ostile, oppure agiscano poteri inarrestabili. La pedofilia non è mai stata combattuta ed estirpata dalla Chiesa con gli strumenti della legge, la quale non pare in alcun modo poter intaccare un dominio cui la debolezza umana offre null’altro che sottomissione. Le parole di Erasmo da Rotterdam concludono il messaggio video con cui Francesco Zanardi, portavoce della Rete l’Abuso, sfida il vescovo di Savona e Noli: “Se mento, lei mi quereli”. Il grande umanista riteneva che i folli potessero cambiare il mondo. Zanardi tuttavia non fa annunci né declama princìpi: racconta la sua storia, simile a quella di altri, delle vittime di abusi sessuali da parte del clero. Racconta e mostra nel filmato i documenti e chiede giustizia per le vittime. Alla fine apparire l’invito a firmare una petizione rivolta a papa Francesco. Le vicissitudini di Zanardi sono reali eppure sconvolgono la percezione abituale della Chiesa cattolica, dominatrice dei massmedia. Per questo La Rete l’Abuso procede solo mostrando documenti, assistita da avvocati competenti. Non è una lotta contro la religione, il senso religioso o i Vangeli, ma senza dubbio per la giustizia, dato che Città del Vaticano segue procedure proprie assai difformi da quelle degli Stati di diritto. I preti vengono trasferiti dai vescovi, non denunciati, nemmeno quando a distanza di anni vengono condannati dalla Giustizia. Francesco Zanardi sorride durante il racconto, il tono è chiaro, ha qualcosa di sarcastico. È la storia della sua vita e di altri, fra mille guai, sorprese, storture, apparenti stranezze e assurdità. L’ha raccontata molte volte ma ora aggiunge nuovi dettagli inquietanti, nuovi particolari. Tanti luoghi comuni sulla Chiesa vanno in frantumi. Quest’uomo chiede giustizia per molte vittime.

lunedì 27 maggio 2013

BOLOGNA BOCCIA IL FINANZIAMENTO ALLE SCUOLE PRIVATE.

I primi risultati sul referendum di Bologna, che confermano il no al finanziamento alle scuole private, devono essere letti sotto molte angolazioni.
Con il referendum Bologna ha dato un segnale di bocciatura del finanziamento alla scuola privata che, è bene rimarcarlo, non è nè buddista nè coranica, ma rigorosamente cattolica.
E ha bocciato anche i partiti che lo sostenevano, a cominciare dal PD.
L'asse amicale tra il vescovo di Bologna Caffarra è il sottosegretario all'istruzione del governo Monti, la ciellina Elena Ugolini, non è stato sufficiente a convincere i bolognesi a mandare in soffitta l'articolo 33 della Costituzione che si riafferma con rinnovato vigore davanti al tentativo di aggirarlo.
Le scuole materne a Bologna potrebbero essere tranquillamente finanziate con gli oneri di urbanizzazione secondaria che, in forza dei Patti lateranensi, i comuni devono invece dirigere verso le istituzioni clericali cattoliche.
Basterà reperire i fondi dalle elargizioni ingiustificate verso le organizzazioni religiose e le scuole pubbliche
potranno riappropriarsi della funzione che gli assegna la Costituzione.
Qualcuno l'ha definita, in modo sprezzante, una inutile battaglia ideologica e che le scuole paritarie significano la modernità. 
A costoro replichiamo ricordando il discorso pronunciato da Piero Calamandrei nel 1955 (http://www.legroma.osservatoriodeilaici.com/wpress_it_IT_292XXL/?p=621) e se hanno voluto disattenderlo ritenendolo obsoleto, ci limiteremo a replicare che forse dovrebbero spiegarci meglio come si coniuga la loro modernità con il burqa delle suorine di Bologna delle scuole paritarie.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

BOLOGNA BOCCIA IL FINANZIAMENTO ALLE SCUOLE PRIVATE.

I primi risultati sul referendum di Bologna, che confermano il no al finanziamento alle scuole private, devono essere letti sotto molte angolazioni.
Con il referendum Bologna ha dato un segnale di bocciatura del finanziamento alla scuola privata che, è bene rimarcarlo, non è nè buddista nè coranica, ma rigorosamente cattolica.
E ha bocciato anche i partiti che lo sostenevano, a cominciare dal PD.
L'asse amicale tra il vescovo di Bologna Caffarra è il sottosegretario all'istruzione del governo Monti, la ciellina Elena Ugolini, non è stato sufficiente a convincere i bolognesi a mandare in soffitta l'articolo 33 della Costituzione che si riafferma con rinnovato vigore davanti al tentativo di aggirarlo.
Le scuole materne a Bologna potrebbero essere tranquillamente finanziate con gli oneri di urbanizzazione secondaria che, in forza dei Patti lateranensi, i comuni devono invece dirigere verso le istituzioni clericali cattoliche.
Basterà reperire i fondi dalle elargizioni ingiustificate verso le organizzazioni religiose e le scuole pubbliche

domenica 26 maggio 2013

Io, gay a 17 anni chiedo solo di esistere


di DAVIDE TANCREDI
CARO direttore, questa lettera è, forse, la mia unica alternativa al suicidio. Ciò che mi ha spinto a scrivere è la notizia di un gesto avvenuto nella cattedrale parigina. Un uomo, un esponente di destra, si è tolto la vita in modo eclatante sugli scalini della famosa chiesa per manifestare il proprio disappunto contro la legge per i matrimoni gay deliberata dall'Assemblea Nazionale francese.

Nonostante gli insegnamenti dalla morale cristiana, io ritengo che il suicidio sia un gesto rispettabile: una persona che arriva a privarsi del bene più prezioso in nome di una cosa in cui crede, merita molta stima e riguardo; ma neppure questa considerazione riesce a posizionare sotto una luce favorevole quello che mi appare come il gesto vano di un folle. La vita degli altri continua anche dopo la fine della nostra. Siamo destinati a scomparire, anche se abbiamo riscritto i libri di storia. Morire per opporsi all'evolversi di una società che tenta di diventare più civile è ottusità e evidente sopravvalutazione delle proprie forze.

Il Parlamento italiano riscontrando l'epico passo del suo omologo d'oltralpe ha subito dichiarato di mettersi in linea per i diritti di tutti. Una promessa ben più vana del gesto di un folle. Tutti sappiamo come il nostro Paese sia l'ultimo della classe e che non ci tenga ad apparire come il più progressista. Si accontenta di imitare o, peggio ancora, finge di farlo. La cultura italiana rabbrividisce al pensiero che due persone dello stesso sesso possano amarsi: perché è contro natura, perché è contro i precetti religiosi o semplicemente perché è odio abbastanza stupido da poter essere italiano. Spesso ci si dimentica che il riconoscimento dei matrimoni omosessuali non significa necessariamente affidare a una coppia "anormale" dei bambini ma permettere a due individui che si vogliono bene di amarsi. In questo consiste il matrimonio, soprattutto nella mentalità cattolica. E allora perché quest'ostinata battaglia?

Io sono gay, ho 17 anni e questa lettera è la mia ultima alternativa al suicidio in una società troglodita, in un mondo che non mi accetta sebbene io sia nato così. Il vero coraggio non è suicidarsi alla soglia degli ottanta anni ma sopravvivere all'adolescenza con un peso del genere, con la consapevolezza di non aver fatto nulla di sbagliato se non seguire i propri sentimenti, senza vizi o depravazioni. Non a tutti è data la fortuna di nascere eterosessuali. Se ci fosse un po' meno discriminazione e un po' più di commiserazione o carità cristiana, tutti coloro che odiano smetterebbero di farlo perché loro, per qualche sconosciuta e ingiusta volontà divina, sono stati fortunati. Io non chiedo che il Parlamento si decida a redigere una legge per i matrimoni gay  -  non sono così sconsiderato  -  chiedo solo di essere ascoltato.

Un Paese che si dice civile non può abbandonare dei pezzi di sé. Non può permettersi di vivere senza una legge contro l'omofobia, un male che spinge molti ragazzi a togliersi la vita per ritrovare quella libertà che hanno perduto nel momento in cui hanno respirato per la prima volta. Non c'è nessun orrore ad essere quello che si è, il vero difetto è vivere fingendosi diversi. Noi non siamo demoni, né siamo stati toccati dal Demonio mentre eravamo in fasce, siamo solo sfortunati partecipi di un destino volubile. Ma orgogliosi di esserlo. Chiediamo solo di esistere.