sabato 15 giugno 2013

Tirreno Power, esposto in Procura

Tra i primi firmatari i vertici nazionali di Greenpeace, Wwf, Legambiente, Arci e Rete L'ABUSO
Mentre sembra ormai imminente il deposito della maxiperizia sul rischio epidemiologico della centrale elettrica di Vado-Quiliano, predisposta dai consulenti della Procura di Savona, ieri a mezzogiorno una delegazione della Rete Savonese Fermiamo il Carbone ha depositato sempre in Procura un esposto presso la Procura su diversi aspetti relativi al funzionamento, ai controlli, alle autorizzazioni e alle emissioni della centrale Tirreno Power.

L’atto è stato sottoscritto dai massimi vertici nazionali delle associazioni ambientaliste (tra gli altri, il presidente di Greenpeace Italia Ivano Novelli, il vicepresidente di Wwf Italia Raniero Maggini, il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni), da numerose associazioni locali oltre che da molti cittadini.

Per qualche minuto il deposito è sembrato in forse, visto che il fatto che i firmatari fossero numerosi, e che soltanto alcuni di loro - come il segretario dell’Arci savonese Giovanni Durante - fossero fisicamente presenti negli uffici, sembrava potesse creare un problema burocratico. Poi - dopo qualche conciliabolo e l’autenticazione della firma di alcuni dei presentatori- tutto si è risolto.


L’esposto è stato elaborato e redatto - spiegano gli attivisti della Rete - «con un lungo, attento, meticoloso e documentato lavoro degli avvocati del prestigioso Studio Ceruti di Rovigo, specializzato in cause ambientali e noto anche per i notevoli risultati conseguiti nelle vicenda Porto Tolle». A corredo dell’esposto una corposa documentazione di oltre 60 allegati in centinaia di pagine, comprese relazioni di esperti e documenti ufficiali. Il tutto racchiuso in tre faldoni verdi che nelle prossime ore arriveranno sulla scrivania del procuratore Granero.
FONTE

venerdì 14 giugno 2013

"Vaticano, così il superteste mi raccontò di orge e affari"

IL MANAGER MI CONTATTO DURANTE VATILEAKS, MI DISSE CHE ERA DISGUSTATO DAL SISTEMA DI CORRUZIONE E SESSO. HO REGISTRATO E MI SONO RIVOLTO AI MAGISTRATI.
"Quell'uomo mi parlava di orge, anche con minorenni, all'interno del Vaticano. Del coinvolgimento di altissimi prelati, uno indicato come papabile all'ultimo Conclave. E poi riferiva di casi di corruzione, con denaro pubblico e della Chiesa. Io ho registrato tutto. Ho passato mesi a studiare il caso, ma era troppo delicato, perché c'era di mezzo la vita di ragazzi giovani. Così alla fine ho deciso di non fare denunce pubbliche, di agire con la massima discrezione e di affidare il materiale alla Procura di Savona che ha affrontato con coraggio i casi di molestie ai minori da parte di sacerdoti. Volevo che fossero loro a capire se si trattava di un ricatto o no. Ma la verità andava accertata".
Francesco Zanardi, lei da anni si batte contro le violenze sessuali compiute da sacerdoti attraverso la sua rete "L'abuso", come è cominciata questa storia?
"Erano i giorni del Corvo, dei veleni in Vaticano. Sono stato contattato da un uomo che diceva di essere il manager di una multinazionale. Sosteneva di essere stato coinvolto in un giro di festini e di prostituzione anche minorile all'interno del Vaticano. Raccontava di esserne disgustato e di volerne uscire. Di voler fare giustizia anche per tornare alla propria vita. Diceva di temere per la propria incolumità".
Periodo di veleni, di ricatti. Potrebbe essere un millantatore, un calunniatore...
"Me ne sono reso perfettamente conto. Anche alla nostra causa non avrebbe giovato diffondere una falsità. Allora ho fatto alcune verifiche: l'uomo effettivamente risultava essere un manager, anche da documenti pubblici. E la posizione satellitare del suo telefonino confermava frequenti ingressi in Vaticano".
Tutto qui?
"No. L'uomo ha fornito racconti precisi, circostanziati e mai contraddittori. Poi numeri di telefono, per esempio di un noto manager pubblico vicino al Vaticano, che abbiamo riscontrato essere veri. Così abbiamo deciso di approfondire per capire se diceva il vero".
Che cosa vi ha raccontato?
"Ha detto di aver avuto accesso per lavoro all'archivio informatico del Vaticano e di alti prelati. Da qui aveva ricavato informazioni e dati. Non solo: aveva conquistato la fiducia di un noto manager che lo aveva introdotto a un ambiente di incontri sessuali gay organizzate anche dentro la Santa Sede a cui partecipavano uomini di spettacolo, ma anche minorenni".
E un altissimo prelato...
"Già. L'uomo ci ha raccontato di festini che avevano luogo quando il prelato veniva a Roma. Un giorno preciso della settimana, un appuntamento fisso. Si cenava e poi sei o sette ragazzi si mettevano in cerchio e a turno avevano rapporti sessuali con il porporato. Tutto sarebbe filato liscio, finché un paio di giovani avrebbe filmato gli incontri con il telefonino. E le immagini, sosteneva il nostro contatto, erano diventate oggetto di scambio, forse di ricatto. Ed erano finite anche in suo possesso. Sosteneva di averle cosegnate a due notai, uno a Roma, l'altro a Lugano, perché temeva per la propria incolumità. Ci ha promesso più volte di consegnarcele, ma poi è sparito. Per riprensentarsi dopo qualche mese. Questo ci ha fatto pensare anche a un ricatto".
Potevano essere calunnie o folli millanterie. Vi ha dato delle prove?
"Mi ha fatto parlare al telefono con uno dei giovani che sarebbero stati coinvolti. Era, come risultava dalla sua bacheca facebook, un ragazzino di strada. Un posteggiatore romano che frequentava i giri della prostituzione omosessuale. Non era una prova, ma un elemento che ci ha spinti ad approfondire. Poi ci ha fornito numeri di telefono di altri presunti partecipanti alle orge. Ma nessuno ha accettato di parlarci. Il quadro che ci ha fornito la nostra fonte era sconcertante: festini, incontri in saune gay frequentate da decine di sacerdoti in visita a Roma, reclutamento di ragazzi via internet. Addirittura rincorse notturne da un capo all'altro della città per accontentare i gusti sessuali dell'alto prelato. Un sistema, a suo dire, che era sfuggito di mano ed esponeva figure di alto livello del Vaticano a continui ricatti".
Ma le sembra credibile?

"Non lo so. Ripeto, quell'uomo di sicuro aveva contatti con gli ambienti della prostituzione maschile romana. Era effettivamente un manager, per quanto di una società che fatturava poco o niente, il che aggiungeva motivo di cautela. Aveva anche avuto accesso al Vaticano. E alcuni dei contatti che ci aveva fornito abbiamo potuto verificarli. Potrebbe essere un millantatore o un ricattatore. Ma anche un uomo disperato che cercava di cambiare vita. Noi ci abbiamo lavorato per mesi. Poi abbiamo passato tutto alla magistratura. Era giusto che se ne occupassero loro. Perché se questa storia fosse vera, le vite di ragazzini indifesi sarebbero a rischio".
Per se stesso non ha paura?
Tre giorni fa mi hanno disegnato un impiccato sulla porta. Mi hanno tagliato le gomme e aperto l'auto. Succede continuamente da quando ho cominciato la mia battaglia. Mi sto abituando ma è dura.
Ferruccio Sansa il Fatto Quotidiano

"Vaticano, così il superteste mi raccontò di orge e affari"

IL MANAGER MI CONTATTO DURANTE VATILEAKS, MI DISSE CHE ERA DISGUSTATO DAL SISTEMA DI CORRUZIONE E SESSO. HO REGISTRATO E MI SONO RIVOLTO AI MAGISTRATI.
"Quell'uomo mi parlava di orge, anche con minorenni, all'interno del Vaticano. Del coinvolgimento di altissimi prelati, uno indicato come papabile all'ultimo Conclave. E poi riferiva di casi di corruzione, con denaro pubblico e della Chiesa. Io ho registrato tutto. Ho passato mesi a studiare il caso, ma era troppo delicato, perché c'era di mezzo la vita di ragazzi giovani. Così alla fine ho deciso di non fare denunce pubbliche, di agire con la massima discrezione e di affidare il materiale alla Procura di Savona che ha affrontato con coraggio i casi di molestie ai minori da parte di sacerdoti. Volevo che fossero loro a capire se si trattava di un ricatto o no. Ma la verità andava accertata".
Francesco Zanardi, lei da anni si batte contro le violenze sessuali compiute da sacerdoti attraverso la sua rete "L'abuso", come è cominciata questa storia?
"Erano i giorni del Corvo, dei veleni in Vaticano. Sono stato contattato da un uomo che diceva di essere il manager di una multinazionale. Sosteneva di essere stato coinvolto in un giro di festini e di prostituzione anche minorile all'interno del Vaticano. Raccontava di esserne disgustato e di volerne uscire. Di voler fare giustizia anche per tornare alla propria vita. Diceva di temere per la propria incolumità".
Periodo di veleni, di ricatti. Potrebbe essere un millantatore, un calunniatore...
"Me ne sono reso perfettamente conto. Anche alla nostra causa non avrebbe giovato diffondere una falsità. Allora ho fatto alcune verifiche: l'uomo effettivamente risultava essere un manager, anche da documenti pubblici. E la posizione satellitare del suo telefonino confermava frequenti ingressi in Vaticano".
Tutto qui?
"No. L'uomo ha fornito racconti precisi, circostanziati e mai contraddittori. Poi numeri di telefono, per esempio di un noto manager pubblico vicino al Vaticano, che abbiamo riscontrato essere veri. Così abbiamo deciso di approfondire per capire se diceva il vero".
Che cosa vi ha raccontato?
"Ha detto di aver avuto accesso per lavoro all'archivio informatico del Vaticano e di alti prelati. Da qui aveva ricavato informazioni e dati. Non solo: aveva conquistato la fiducia di un noto manager che lo aveva introdotto a un ambiente di incontri sessuali gay organizzate anche dentro la Santa Sede a cui partecipavano uomini di spettacolo, ma anche minorenni".
E un altissimo prelato...
"Già. L'uomo ci ha raccontato di festini che avevano luogo quando il prelato veniva a Roma. Un giorno preciso della settimana, un appuntamento fisso. Si cenava e poi sei o sette ragazzi si mettevano in cerchio e a turno avevano rapporti sessuali con il porporato. Tutto sarebbe filato liscio, finché un paio di giovani avrebbe filmato gli incontri con il telefonino. E le immagini, sosteneva il nostro contatto, erano diventate oggetto di scambio, forse di ricatto. Ed erano finite anche in suo possesso. Sosteneva di averle cosegnate a due notai, uno a Roma, l'altro a Lugano, perché temeva per la propria incolumità. Ci ha promesso più volte di consegnarcele, ma poi è sparito. Per riprensentarsi dopo qualche mese. Questo ci ha fatto pensare anche a un ricatto".
Potevano essere calunnie o folli millanterie. Vi ha dato delle prove?
"Mi ha fatto parlare al telefono con uno dei giovani che sarebbero stati coinvolti. Era, come risultava dalla sua bacheca facebook, un ragazzino di strada. Un posteggiatore romano che frequentava i giri della prostituzione omosessuale. Non era una prova, ma un elemento che ci ha spinti ad approfondire. Poi ci ha fornito numeri di telefono di altri presunti partecipanti alle orge. Ma nessuno ha accettato di parlarci. Il quadro che ci ha fornito la nostra fonte era sconcertante: festini, incontri in saune gay frequentate da decine di sacerdoti in visita a Roma, reclutamento di ragazzi via internet. Addirittura rincorse notturne da un capo all'altro della città per accontentare i gusti sessuali dell'alto prelato. Un sistema, a suo dire, che era sfuggito di mano ed esponeva figure di alto livello del Vaticano a continui ricatti".
Ma le sembra credibile?

"Non lo so. Ripeto, quell'uomo di sicuro aveva contatti con gli ambienti della prostituzione maschile romana. Era effettivamente un manager, per quanto di una società che fatturava poco o niente, il che aggiungeva motivo di cautela. Aveva anche avuto accesso al Vaticano. E alcuni dei contatti che ci aveva fornito abbiamo potuto verificarli. Potrebbe essere un millantatore o un ricattatore. Ma anche un uomo disperato che cercava di cambiare vita. Noi ci abbiamo lavorato per mesi. Poi abbiamo passato tutto alla magistratura. Era giusto che se ne occupassero loro. Perché se questa storia fosse vera, le vite di ragazzini indifesi sarebbero a rischio".
Per se stesso non ha paura?
Tre giorni fa mi hanno disegnato un impiccato sulla porta. Mi hanno tagliato le gomme e aperto l'auto. Succede continuamente da quando ho cominciato la mia battaglia. Mi sto abituando ma è dura.
Ferruccio Sansa il Fatto Quotidiano

giovedì 13 giugno 2013

Prostituzione minorile all'ombra del Cupolone

INCHIESTA SUL SESSO IN VATICANO

La Procura di Savona ha aperto un’indagine per accertare se esista davvero la lobby gay in Vaticano. Nel fascicolo sono confluite registrazioni nelle quali si parla di possibili casi di corruzione, ma soprattutto di orge in appartamenti romani e persino all’interno delle mura vaticane che avrebbero coinvolto ragazzi, alcuni forse minori, e un altissimo prelato. La riservatezza sulle indagini, seguite personalmente dal procuratore capo, è massima. Il fascicolo è stato aperto due mesi fa e contiene una dozzina di registrazioni di colloqui telefonici. Le conversazioni sono state raccolte da Francesco Zanardi, blogger e attivista della rete L’abuso, un movimento che si batte con toni molto accesi contro le molestie compiute da sacerdoti. A parlare nelle conversazioni registrate è il manager di una multinazionale che sostiene di aver avuto accesso al sistema informatico vaticano, di avere fatto affari con alcuni personaggi vicini alla Segreteria di Stato e di aver frequentato altissimi prelati e, soprattutto, di aver assistito personalmente o di avere visto video di incontri a luci rosse, alcuni dei quali sarebbero avvenuti all’interno della Santa Sede. LA STORIA COMINCIA oltre un anno fa quando Zanardi viene contattato dal manager. L’uomo ha lavorato per una società basata a Londra che fattura 600 mila sterline nel Regno Unito e ha aperto una branch in Italia. Si dice stufo di questo giro immorale e fornisce elementi che dovrebbero dimostrare le sue frequentazioni Oltretevere: numeri telefonici di personaggi importanti e indirizzi. Sostiene di poter provare il suo ingresso in Vaticano tramite il localizzatore del cellulare nelle ore serali. Mentre il manager racconta, Zanardi registra scrupolosamente. “In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”. 

Un rapporto di fiducia che, sostiene il manager, sarebbe presto sconfinato nella sfera intima di sacerdoti e consulenti importanti della Curia. L’uomo mostra numeri di telefono che, secondo il racconto, sarebbero stati utilizzati per concordare incontri a sfondo sessuale e per scambiare sms con i ragazzi. Oltre alla verifica dell’attendibilità del manager, è questo il punto più delicato: il manager sostiene che alcuni ragazzi contattati per gli incontri non erano maggiorenni e fornisce anche numeri di telefono di uomini di spettacolo che si sarebbero rivolti a lui per incontri, anche con minori. I racconti ovviamente devono essere verificati con grande cautela. Riguardano avvenimenti che si sarebbero verificati anche all’interno di uno Stato straniero, la Città del Vaticano. Gli investigatori non escludono il rischio di un mitomane o di un complotto. Questo è il racconto, ripetuto più volte al telefono e di persona: “Visto che avevo dimostrato di essere una persona di fiducia e riservata, e che avevo conosciuto molti esponenti della Curia e loro amici manager, mi fu affidato il compito di reclutare uomini e ragazzi da accompagnare in Vaticano per serate a sfondo sessuale cui doveva partecipare un alto prelato che spesso si reca a Roma per la sua missione. La maggior parte aveva intorno ai vent’anni, ma alcuni almeno all’inizio mi risulta che fossero minorenni”. Zanardi chiede prove. Gli viene concessa l’occasione di parlare telefonicamente con un ragazzo che gli fornisce il proprio nome, nonché riferimenti per consultare la sua bacheca facebook: “Disse – racconta Zanardi – di essere un giovane in difficoltà, che per cercare di sopravvivere svolgeva il lavoro di posteggiatore abusivo nelle strade di Roma. Mi confermò di essere stato reclutato per partecipare agli incontri sessuali. Confermò anche che una sera alla settimana il manager lo passava a prendere per andare in Vaticano agli incontri con prelati”. I racconti del manager e del giovane sono dettagliati ma impossibili da verificare e descrivono vere e proprie orge: “All’inizio della serata si mangiava, si scherzava tutti insieme. Poi si passava in un’altra stanza dove l’alto prelato si spogliava e si faceva circondare da sei o sette ragazzi che avevano rapporti sessuali con lui”. Stando al racconto del manager, la situazione sarebbe sfuggita di mano: “Tra i ragazzi c’era qualcuno che portava con sé il telefonino: scattò fotografie e girò filmati in cui l’alto prelato compariva mentre aveva un rapporto sessuale durante un’orgia”. Il profilo della ricattabilità è un altro dei motivi dell’interesse degli investigatori. Il manager non ha mai mostrato il video a Zanardi né ai giornalisti del Fatto con i quali è entrato in contatto. Sostiene di aver depositato due copie del filmato presso notai, uno a Roma, l’altro in Svizzera: “Temo per la mia vita”, racconta e aggiunge: “Voglio denunciare tutto perché sono disgustato e pentito”. IL MANAGER ha promesso più volte di fornire una copia del materiale ma non lo ha mai fatto. Di qui il dubbio che possa trattarsi di un ricatto. È un momento di grandissima fibrillazione per la Curia Romana. Anche il Papa, secondo le indiscrezioni di un sito cileno, per la prima volta nella storia, ha parlato di lobby gay e corruzione. Stasera va in onda su La7 lo speciale sul Vaticano di Servizio Pubblico nel quale si parla anche di sesso. La Segreteria di Stato è stata già toccata dallo scandalo Vatileaks nel quale fu pubblicata (in esclusiva sul Fatto ) una lettera di monsignor Carlo Maria Viganò nella quale l’ex segretario del Governatorato accennava a comportamenti omosessuali con tono di rimprovero che confinava con la minaccia. Le notizie riferite dal manager, se vere, potrebbero avere effetti dirompenti sugli equilibri vaticani. Addirittura toccando personaggi che qualcuno indica come possibili papabili. Per ora di certo in questa storia ci sono solo le registrazioni depositate alla Procura di Savona che sta valutando la sua competenza. Non ci sono indagati, ma i magistrati sono intenzionati a verificare se le informazioni contenute nei colloqui sono vere. E non è poco.
Il Fatto Quotidiano

Teardo, l’irriducibile: io, innocente

Savona - «Il potere, ero ossessionato dalla conquista del potere. Questa è colpa di cui dovrò rispondere davanti alla Madonna. Ma non sono un delinquente». Alberto Teardo trent’anni dopo. Il “signore delle tangenti”, il “padre santo” come lo chiamavano i suoi cortigiani, il socialista savonese più vicino a Craxi, per un decennio il politico più potente in Liguria, apre il libro dei ricordi, delle emozioni. E lo fa con il Secolo XIX , proprio il giornale che agli inizi degli anni Ottanta, con una serie di inchieste, fece esplodere la tangentopoli savonese decretando la fine dell’impero teardiano.
Partiamo da quell’alba del 14 giugno 1983. Cosa ricorda?
«I carabinieri vengono a prendermi a casa, alle sei del mattino. Non capisco nulla, leggo quel
mandato di cattura, quel 416 bis, una cosa fuori dal mondo. E mi chiedo, ma cosa succede? Ricordo di aver detto ai carabinieri che questi erano i metodi di Pinochet non di un paese civile».
L’ex presidente della giunta ligure, oggi settantaseienne, viene arrestato a dodici giorni dalle elezioni politiche alle quali è candidato per il Psi. Il suo ingresso a Montecitorio è dato per sicuro. Di più: Craxi gli ha promesso un ruolo nel governo che deve nascere. Ma ora, quella mattina di fine primavera, a Teardo crolla il mondo addosso. I magistrati savonesi gli contestano l’associazione per delinquere di stampo mafioso, oltre al reato di concussione continuata per aver creato un sistema di tangenti.
Teardo, per lei comincia tutta un’altra storia: si aprono le porte del carcere. È la fine dei sogni di potere.
«Mi buttano in isolamento, come il peggiore dei delinquenti, vedo il mondo fuori solo da una feritoia. Ho l’incubo di essere avvelenato, quindi maneggio con molta cautela il cibo che mi portano. Le giornate sono interminabili, non vedo nessuno. La Fede mi aiuta a superare i momenti più difficili. Sono devoto alla Madonna e lei mi è vicina. Credo che un altro al mio posto impazzirebbe. C’è chi si affida alle pastiglie, io non ne prenderò neppure una, lotto solo con le mie forze. Non mi piegano».
Dicono che dal carcere scrisse a Sandro Pertini.
«È vero, lo feci dopo aver letto un suo duro intervento sul sottoscritto. Una mattina mi convoca il direttore del carcere: c’è una telefonata per lei. Era dalla Presidenza della Camera. Il direttore mi dice: non si permetta mai più di inviare dal carcere posta al presidente. Divento una furia. Rispondo: io scrivo a chi voglio, oltretutto la mia posta passa sempre al vostro vaglio e non si permetta mai più di parlarmi in quel modo, perché io la porto in un’aula di tribunale».
Che rapporti aveva con il Presidente?
«Pertini mi considerava un punto di forza del Psi. Il suo atteggiamento cambiò quando nel 1980 spinsi in Regione il partito verso un’alleanza con Dc e Pli, emarginando i comunisti. Non digerì quel passaggio. E poi mi scaricò definitivamente quando uscirono le prime notizie sull’inchiesta savonese».
Teardo, sono passati trent’anni da quell’arresto. Lei ha pagato il conto con la giustizia con oltre due anni di carcere. La verità è scritta nelle carte processuali. Oggi, forse, può essere il tempo delle ammissioni.
«La deluderò. La verità è che il sottoscritto non ha mai rubato nulla. Fui vittima di un agguato politico-giudiziario di una violenza inaudita. Mi vollero colpire perché ero diventato troppo potente. Davo fastidio al Pci. Sa qual è, alla fine, il teorema intorno al quale è stata costruita la mia condanna? Che non potevo non sapere. Nient’altro di concreto. Ma ciò è bastato a distruggermi. Non volevano solo la fine della mia ascesa politica, volevano la mia morte civile».
Lei era il leader incontrastato del Psi ligure, l’astro nascente del Psi nazionale. Se giravano tangenti nel suo partito, era nella posizione ideale per scoprirlo, non le pare?
«Ma cosa c’entra l’associazione mafiosa? Io non ho mai avuto a che fare con dei criminali. Certo, sapevo che giravano tangenti nel Psi, come in tutti i partiti. Detto per inciso: oggi è dieci volte peggio. Sapevo che a Savona c’era qualcuno dei miei che le maneggiava, Ma quello era il sistema. Io non ne ho mai chiesto una, ma sapevo esattamente chi le chiedeva, li conoscevo uno per uno e, pur sapendo, non ho fatto nulla per bloccarli. Questa è la mia unica vera colpa. A chi andavano i soldi? I miei, tutti al partito».
Eppure si è arricchito in quegli anni.
«Falso. Ho due case: nient’altro. Non sono diventato ricco, nonostante quanto sostenevano i magistrati. Hanno cercato ovunque il famoso “tesoro” di Teardo, senza trovare nulla. Semplicemente perché quel tesoro di 18 miliardi non è mai esistito. Hanno semplicemente sommato le proprietà di 15 persone come fossero frutto di operazioni di lestofanti. Ecco da dove arriva quella cifra. E poi a me il denaro non interessa. Il potere, invece, quello sì, e sono arrivato ad averne molto, moltissimo».
Erano gli anni della presidenza della Regione Liguria.
«Ero diventato una minaccia persino per Craxi che tuttavia era pronto a farmi entrare nella sua squadra di governo. Le racconto un episodio che può darle l’idea di quanto fossi potente e autorevole allora. Quando non potevo partecipare alle riunioni di giunta, perché magari ero impegnato a Roma, i miei assessori sistemavano un registratore in mezzo al tavolo della giunta, sul quale io avevo preventivamente registrato le mie istruzioni. Si limitavano a prendere appunti. Una dedizione totale, la loro».
E in quel ruolo, con quel potere, orchestrava gli appalti, non è vero? 
«Non mi sono mai occupato di appalti. Avrei potuto farlo, certo, ma non mi interessava. Io lavoravo tra Genova e Roma, mi interessavano i grandi progetti di rilancio della Liguria: volevo farne la California d’Europa».
E la storia della spartizione degli appalti del territorio savonese tra un gruppo di imprenditori che in cambio pagavano tangenti al Psi?
«Era vera, come le ripeto, conoscevo la storia, ma io non ho mai visto una lira di quel denaro».
Scusi, ma i magistrati trovarono riscontri cartacei di 200 milioni, frutto di corruzione, che finirono nelle sue tasche.
«Capello, uno dei miei “fedelissimi”, mi imprestò effettivamente 200 milioni, non so di quale provenienza. Fatto sta che io gliene restituii 250».
Insomma, lei sostiene di non aver mai preso denaro illecitamente?
«È così. Non sono un santo, ma neppure un disonesto».
A cosa si riferisce, allora, quando dice: non sono un santo?
«Che in politica sono stato spesso spietato. Io rispetto e pretendo rispetto, se non lo ricevo divento cattivo: chi fa il killer con me deve aspettarsi che io lo diventi tre volte di più».
E la storia dell’attentato alla gru dell’impresa Damonte che non voleva pagare la mazzetta? Lei fu accusato di esserne il mandante: quelli era metodi mafiosi, non crede?
«Io non c’entravo. Quella era una guerra tra imprenditori che, come le dicevo, si spartivano gli appalti della Provincia. Il sistema funzionava così: io non partecipo alle gare d’appalto della tua zona e tu non vieni a pestarmi i piedi nella mia. Era il direttore della Provincia che “gestiva il traffico”, non l’assessore che pure finì nei guai. Lui però sapeva, come me, della lobby degli appalti. Qualcuno di questi imprenditori non ha mantenuto gli impegni e gli hanno fatto saltare in aria la gru».
Qual era il suo rapporto con il Pci di allora?
«Ce l’avevo a morte con i comunisti e con le cooperative in particolare. E loro vedevano in me il nemico numero uno. Provarono a “comprarmi”, ma io li cacciai fuori dall’ufficio in Regione. Non volevo avere niente a che fare con loro. Alla lunga me la fecero pagare con magistrati e stampa amica».
E i rapporti con Craxi?
«Ottimi. Ricordo che mi chiese anche il sacrificio di candidarmi alle Europee, perché non c’era nessuno dei “big” che voleva partecipare ad una competizione già persa in partenza. Craxi aveva già deciso tutto. Quattro i posti a disposizione del Psi, il primo era naturalmente il suo, gli altri tre erano già decisi. Insomma, dovevo partecipare per fare numero. Gli risposi che non ci penso nemmeno. Si incazzò parecchio al telefono e mi di disse ti richiamo tra mezz’ora. E invece chiamo Capello che, seppi successivamente, garantì per me. Craxi sapeva che eravamo molto legati e usò il mio amico per tirarmi dentro. Ebbi un grande successo personale».
Chi è oggi Teardo?
«Un pensionato che vive con il solo vitalizio della Regione , per lo più decurtato di un quinto. Vado spesso a Londra dove faccio parte di un Centro studi laburista. Mi occupo in particolare di problemi sanitari nel mondo, con particolare riguardo all’Africa Subsahariana. Scrivo articoli (gratis) per riviste inglesi e mi diletto di cinema, la mia altra grande passione oltre alla politica».
Che ha lasciato in modo definitivo?«Ma certo, anche se di tanto in tanto si rincorrono queste voci assurde di una mia regia dietro le quinte. Persino sull’operazione Crescent. E pensare che io all’epoca avevo pronto un progetto per salvare l’Italsider trasferendola a Cairo. Furono i compagni a bloccare l’operazione. Solo più tardi capii perché. Avevano già in mente il business immobiliare. Comunque, stiano tranquilli i mediocri personaggi della politica locale di oggi. Il mio tempo è passato».

Prostituzione minorile all'ombra del Cupolone

INCHIESTA SUL SESSO IN VATICANO

La Procura di Savona ha aperto un’indagine per accertare se esista davvero la lobby gay in Vaticano. Nel fascicolo sono confluite registrazioni nelle quali si parla di possibili casi di corruzione, ma soprattutto di orge in appartamenti romani e persino all’interno delle mura vaticane che avrebbero coinvolto ragazzi, alcuni forse minori, e un altissimo prelato. La riservatezza sulle indagini, seguite personalmente dal procuratore capo, è massima. Il fascicolo è stato aperto due mesi fa e contiene una dozzina di registrazioni di colloqui telefonici. Le conversazioni sono state raccolte da Francesco Zanardi, blogger e attivista della rete L’abuso, un movimento che si batte con toni molto accesi contro le molestie compiute da sacerdoti. A parlare nelle conversazioni registrate è il manager di una multinazionale che sostiene di aver avuto accesso al sistema informatico vaticano, di avere fatto affari con alcuni personaggi vicini alla Segreteria di Stato e di aver frequentato altissimi prelati e, soprattutto, di aver assistito personalmente o di avere visto video di incontri a luci rosse, alcuni dei quali sarebbero avvenuti all’interno della Santa Sede. LA STORIA COMINCIA oltre un anno fa quando Zanardi viene contattato dal manager. L’uomo ha lavorato per una società basata a Londra che fattura 600 mila sterline nel Regno Unito e ha aperto una branch in Italia. Si dice stufo di questo giro immorale e fornisce elementi che dovrebbero dimostrare le sue frequentazioni Oltretevere: numeri telefonici di personaggi importanti e indirizzi. Sostiene di poter provare il suo ingresso in Vaticano tramite il localizzatore del cellulare nelle ore serali. Mentre il manager racconta, Zanardi registra scrupolosamente. “In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”.
Un rapporto di fiducia che, sostiene il manager, sarebbe presto sconfinato nella sfera intima di sacerdoti e consulenti importanti della Curia. L’uomo mostra numeri di telefono che, secondo il racconto, sarebbero stati utilizzati per concordare incontri a sfondo sessuale e per scambiare sms con i ragazzi. Oltre alla verifica dell’attendibilità del manager, è questo il punto più delicato: il manager sostiene che alcuni ragazzi contattati per gli incontri non erano maggiorenni e fornisce anche numeri di telefono di uomini di spettacolo che si sarebbero rivolti a lui per incontri, anche con minori. I racconti ovviamente devono essere verificati con grande cautela. Riguardano avvenimenti che si sarebbero verificati anche all’interno di uno Stato straniero, la Città del Vaticano. Gli investigatori non escludono il rischio di un mitomane o di un complotto. Questo è il racconto, ripetuto più volte al telefono e di persona: “Visto che avevo dimostrato di essere una persona di fiducia e riservata, e che avevo conosciuto molti esponenti della Curia e loro amici manager, mi fu affidato il compito di reclutare uomini e ragazzi da accompagnare in Vaticano per serate a sfondo sessuale cui doveva partecipare un alto prelato che spesso si reca a Roma per la sua missione. La maggior parte aveva intorno ai vent’anni, ma alcuni almeno all’inizio mi risulta che fossero minorenni”. Zanardi chiede prove. Gli viene concessa l’occasione di parlare telefonicamente con un ragazzo che gli fornisce il proprio nome, nonché riferimenti per consultare la sua bacheca facebook: “Disse – racconta Zanardi – di essere un giovane in difficoltà, che per cercare di sopravvivere svolgeva il lavoro di posteggiatore abusivo nelle strade di Roma. Mi confermò di essere stato reclutato per partecipare agli incontri sessuali. Confermò anche che una sera alla settimana il manager lo passava a prendere per andare in Vaticano agli incontri con prelati”. I racconti del manager e del giovane sono dettagliati ma impossibili da verificare e descrivono vere e proprie orge: “All’inizio della serata si mangiava, si scherzava tutti insieme. Poi si passava in un’altra stanza dove l’alto prelato si spogliava e si faceva circondare da sei o sette ragazzi che avevano rapporti sessuali con lui”. Stando al racconto del manager, la situazione sarebbe sfuggita di mano: “Tra i ragazzi c’era qualcuno che portava con sé il telefonino: scattò fotografie e girò filmati in cui l’alto prelato compariva mentre aveva un rapporto sessuale durante un’orgia”. Il profilo della ricattabilità è un altro dei motivi dell’interesse degli investigatori. Il manager non ha mai mostrato il video a Zanardi né ai giornalisti del Fatto con i quali è entrato in contatto. Sostiene di aver depositato due copie del filmato presso notai, uno a Roma, l’altro in Svizzera: “Temo per la mia vita”, racconta e aggiunge: “Voglio denunciare tutto perché sono disgustato e pentito”. IL MANAGER ha promesso più volte di fornire una copia del materiale ma non lo ha mai fatto. Di qui il dubbio che possa trattarsi di un ricatto. È un momento di grandissima fibrillazione per la Curia Romana. Anche il Papa, secondo le indiscrezioni di un sito cileno, per la prima volta nella storia, ha parlato di lobby gay e corruzione. Stasera va in onda su La7 lo speciale sul Vaticano di Servizio Pubblico nel quale si parla anche di sesso. La Segreteria di Stato è stata già toccata dallo scandalo Vatileaks nel quale fu pubblicata (in esclusiva sul Fatto ) una lettera di monsignor Carlo Maria Viganò nella quale l’ex segretario del Governatorato accennava a comportamenti omosessuali con tono di rimprovero che confinava con la minaccia. Le notizie riferite dal manager, se vere, potrebbero avere effetti dirompenti sugli equilibri vaticani. Addirittura toccando personaggi che qualcuno indica come possibili papabili. Per ora di certo in questa storia ci sono solo le registrazioni depositate alla Procura di Savona che sta valutando la sua competenza. Non ci sono indagati, ma i magistrati sono intenzionati a verificare se le informazioni contenute nei colloqui sono vere. E non è poco.
Il Fatto Quotidiano

Prostituzione minorile all'ombra del Cupolone

INCHIESTA SUL SESSO IN VATICANO

La Procura di Savona ha aperto un’indagine per accertare se esista davvero la lobby gay in Vaticano. Nel fascicolo sono confluite registrazioni nelle quali si parla di possibili casi di corruzione, ma soprattutto di orge in appartamenti romani e persino all’interno delle mura vaticane che avrebbero coinvolto ragazzi, alcuni forse minori, e un altissimo prelato. La riservatezza sulle indagini, seguite personalmente dal procuratore capo, è massima. Il fascicolo è stato aperto due mesi fa e contiene una dozzina di registrazioni di colloqui telefonici. Le conversazioni sono state raccolte da Francesco Zanardi, blogger e attivista della rete L’abuso, un movimento che si batte con toni molto accesi contro le molestie compiute da sacerdoti. A parlare nelle conversazioni registrate è il manager di una multinazionale che sostiene di aver avuto accesso al sistema informatico vaticano, di avere fatto affari con alcuni personaggi vicini alla Segreteria di Stato e di aver frequentato altissimi prelati e, soprattutto, di aver assistito personalmente o di avere visto video di incontri a luci rosse, alcuni dei quali sarebbero avvenuti all’interno della Santa Sede. LA STORIA COMINCIA oltre un anno fa quando Zanardi viene contattato dal manager. L’uomo ha lavorato per una società basata a Londra che fattura 600 mila sterline nel Regno Unito e ha aperto una branch in Italia. Si dice stufo di questo giro immorale e fornisce elementi che dovrebbero dimostrare le sue frequentazioni Oltretevere: numeri telefonici di personaggi importanti e indirizzi. Sostiene di poter provare il suo ingresso in Vaticano tramite il localizzatore del cellulare nelle ore serali. Mentre il manager racconta, Zanardi registra scrupolosamente. “In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”.
Un rapporto di fiducia che, sostiene il manager, sarebbe presto sconfinato nella sfera intima di sacerdoti e consulenti importanti della Curia. L’uomo mostra numeri di telefono che, secondo il racconto, sarebbero stati utilizzati per concordare incontri a sfondo sessuale e per scambiare sms con i ragazzi. Oltre alla verifica dell’attendibilità del manager, è questo il punto più delicato: il manager sostiene che alcuni ragazzi contattati per gli incontri non erano maggiorenni e fornisce anche numeri di telefono di uomini di spettacolo che si sarebbero rivolti a lui per incontri, anche con minori. I racconti ovviamente devono essere verificati con grande cautela. Riguardano avvenimenti che si sarebbero verificati anche all’interno di uno Stato straniero, la Città del Vaticano. Gli investigatori non escludono il rischio di un mitomane o di un complotto. Questo è il racconto, ripetuto più volte al telefono e di persona: “Visto che avevo dimostrato di essere una persona di fiducia e riservata, e che avevo conosciuto molti esponenti della Curia e loro amici manager, mi fu affidato il compito di reclutare uomini e ragazzi da accompagnare in Vaticano per serate a sfondo sessuale cui doveva partecipare un alto prelato che spesso si reca a Roma per la sua missione. La maggior parte aveva intorno ai vent’anni, ma alcuni almeno all’inizio mi risulta che fossero minorenni”. Zanardi chiede prove. Gli viene concessa l’occasione di parlare telefonicamente con un ragazzo che gli fornisce il proprio nome, nonché riferimenti per consultare la sua bacheca facebook: “Disse – racconta Zanardi – di essere un giovane in difficoltà, che per cercare di sopravvivere svolgeva il lavoro di posteggiatore abusivo nelle strade di Roma. Mi confermò di essere stato reclutato per partecipare agli incontri sessuali. Confermò anche che una sera alla settimana il manager lo passava a prendere per andare in Vaticano agli incontri con prelati”. I racconti del manager e del giovane sono dettagliati ma impossibili da verificare e descrivono vere e proprie orge: “All’inizio della serata si mangiava, si scherzava tutti insieme. Poi si passava in un’altra stanza dove l’alto prelato si spogliava e si faceva circondare da sei o sette ragazzi che avevano rapporti sessuali con lui”. Stando al racconto del manager, la situazione sarebbe sfuggita di mano: “Tra i ragazzi c’era qualcuno che portava con sé il telefonino: scattò fotografie e girò filmati in cui l’alto prelato compariva mentre aveva un rapporto sessuale durante un’orgia”. Il profilo della ricattabilità è un altro dei motivi dell’interesse degli investigatori. Il manager non ha mai mostrato il video a Zanardi né ai giornalisti del Fatto con i quali è entrato in contatto. Sostiene di aver depositato due copie del filmato presso notai, uno a Roma, l’altro in Svizzera: “Temo per la mia vita”, racconta e aggiunge: “Voglio denunciare tutto perché sono disgustato e pentito”. IL MANAGER ha promesso più volte di fornire una copia del materiale ma non lo ha mai fatto. Di qui il dubbio che possa trattarsi di un ricatto. È un momento di grandissima fibrillazione per la Curia Romana. Anche il Papa, secondo le indiscrezioni di un sito cileno, per la prima volta nella storia, ha parlato di lobby gay e corruzione. Stasera va in onda su La7 lo speciale sul Vaticano di Servizio Pubblico nel quale si parla anche di sesso. La Segreteria di Stato è stata già toccata dallo scandalo Vatileaks nel quale fu pubblicata (in esclusiva sul Fatto ) una lettera di monsignor Carlo Maria Viganò nella quale l’ex segretario del Governatorato accennava a comportamenti omosessuali con tono di rimprovero che confinava con la minaccia. Le notizie riferite dal manager, se vere, potrebbero avere effetti dirompenti sugli equilibri vaticani. Addirittura toccando personaggi che qualcuno indica come possibili papabili. Per ora di certo in questa storia ci sono solo le registrazioni depositate alla Procura di Savona che sta valutando la sua competenza. Non ci sono indagati, ma i magistrati sono intenzionati a verificare se le informazioni contenute nei colloqui sono vere. E non è poco.
Il Fatto Quotidiano

mercoledì 12 giugno 2013

Caro Bergoglio Le scrivo, così mi distraggo un po’ e almeno siamo sicuri che Lei capisca.

Planet Escort, Gay Romeo ecc. tutti siti di incontri per sesso, ma anche voi in Vaticano ne avete uno, gestito addirittura da preti, non mi dica che non lo sapeva, comunque eccolo qua, in multilingue http://venerabilis-fraternity.blogspot.it/
Senza andare su Venerabilis di preti in cerca di sesso represso ne trova ovunque, basta cercare…… io abito a Savona, vediamo un pò chi c’è….. Ecco qua, questo è di Genova e gira proprio su Gay Romeo. Naturalmente dichiara di non cercare sesso, ne incontri, vuole solo redimere le pecorelle smarrite…… O no?

don_xxxxxxxChatto
30, 177 cm, 70 kg
Genova 
Italia, Liguria
Visite ricevute
12639
Connesso: Ciao sono un giovane sacerdote disponibile per fare due chiacchiere con chi vuole... (ovviamente ma credo sia inutile sottolinearlo io NON cerco sesso ne cose simili o affini)... leggi sotto per dettagli

Lingue parlate Italiano
in cerca di amici

Sono un giovane prete che crede che la Chiesa faccia poco o forse nulla per la pastorale omosessuale e quindi nel mio piccolo vorrei provare a dare un contributo.
Se qualcuno ha voglia di fare quattro chiacchiere in anonimato eccomi qui.
In genere entro quando capita, leggo i messaggi, rispondo e poi esco, quindi le conversazioni avverranno prevalentemente "in differita"... abbiate pazienza 
P.S.: ho scritto che abito in Vaticano non perchè ci abiti veramente ma per semplicità (un prete è più facile che lo si cerchi in Vaticano che altrove). Di dove sono io? Poco importa... il mio scopo non è quello di cercare incontri o cose simili ma solo parlare con chi ne ha bisogno (e voglia). E quello lo si può fare benissimo prescindendo da dove abiti io.
NOTA BENE: Non chiedetemi incontri di persona, perchè non ne faccio... se volete parlare con un prete di persona... c'è il vostro parroco o il vostro vicario parrocchiale o, se quelli non vi piacciono, suggerisco il sito www.pretionline.it dove ci sono molti preti, anche della vostra città, disposti a seguirvi e ad accompagnarvi... Il mio qui vuole essere solo un ruolo di indirizzatore (un po' un Giovanni Battista) che indica la via... lasciando poi ai vostri preti il compito di camminare a fianco a voi nella riscoperta dell'infinito amore con cui ognuno di noi è amato da Dio.
Un tipo qui mi ha fatto un'interista per una sua pubblicazione, riporto le risposte ad alcune domande che credo tornino utili qui:
Cosa ci fa un prete in un sito di incontri gay (così lo spieghi tu altrimenti lo spiego io se vuoi saltarla per non ripeterti)
Direi che fa il prete... ci è stato comandato (o meglio ordinato) "andate in tutto il mondo ed annunciate il mio Vangelo". La rete è uno strumento potentissimo che ci permette di raggiungere tantissime persone in poco tempo... e allora perchè non usarla per qualcosa di buono... e quindi con essa farci vicino, noi preti, ai lontani?
Lo stesso papa Francesco ha sottolineato, nella sua prima udienza generale la settimana scorsa, l'importanza di uscire dai nostri piccoli mondi fatti di oratori e gruppetti "perfetti", "... per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore!".
Perchè proprio una chat di incontri gay?
Proprio per questo motivo. E' facile annunciare Cristo dai pulpiti delle nostre chiese, dove chi ci va in teoria ti ascolta già, condivide il tuo pensiero, è sempre pronto ad applaudire quello che dici, etc. ... il difficile è andare in quei posti dove nessuno andrebbe perchè si corre il rischio non essere ben accolti, insultati, beffeggiati etc. Eppure è proprio in quei posti dove la sete di Dio è infinita... (anche se devo ammettere che da quando frequento il sito, solo in 6-7 mi hanno insultato, invece decine sono state le persone che mi hanno ringraziato per la mia presenza e con le quali dialogo), ed è proprio in quei posti che siamo chiamati ad andare.
Gli omosessuali sono figli di Dio verso cui la Chiesa non sta facendo poi molto oggi, e ha fatto diversi errori in passato. Ci si è aperti ai risposati e ai divorziati (altro tema a me caro), ma verso i gay i segnali di apertura non sono stati tanti: abbiamo buone esperienze a Crema, Cremona e Torino e poco di più... per cui eccomi qui . Quello che posso offrire non è tanto, ma è sempre meglio di niente.
Mi è sempre rimasto impresso il racconto di don Benzi quando ricordava quella volta che, fermandosi a parlare con una prostituta in mezzo ad una strada, questa si mise a piangere perchè non avrebbe mai creduto che un prete potesse abbassarsi fino al punto di andare a trovarla "sul lavoro" per parlarle di Gesù. E quanti sono i gay che oggi hanno smesso di frequentare la Chiesa perchè qualche idiota (non la Chiesa) gli ha detto che andranno sicuramente all'inferno, che sono degli abomini o sciocchezze del genere? E a questo rifiuto hanno risposto con un odio, doveroso, verso quella che gli hanno spacciato essere la Chiesa (ma che non è) e verso quello che gli hanno spacciato per essere Dio (ma che non è)? E allora è bene cominciare a sfatare qualche mito, buttare giù qualche muro, aprire qualche strada e lasciare che anche a loro, finalmente, sia data la possibilità di lasciarsi incontrare ed amare dal Signore che, come il padre nella parabola del figliol prodigo, è lì sulla porta, in attesa di vederli arrivare, per abbracciarli e fare festa. Ecco, questo da qualche anno io cerco di fare qua. Aprire qualche strada, buttare giù qualche muro, essere una piccola stella che faccia trasparire la luce radiosa del Signore risorto.
Sia ben chiaro, non sono qui ad insegnare a qualcuno chi è Dio o come fare per andare in paradiso, quasi fossi un santo che parla a dei poveri peccatori... sono qui come uomo tra gli uomini, peccatore tra peccatori, non a guidare un popolo, ma a camminare con esso, fianco a fianco: qualche volta cadrò io, e confiderò sulla preghiera degli altri, qualche volta cadranno gli altri e potranno contare sulla mia preghiera. Sono qui, quindi, senza la volontà di convertire nessuno o fare proselitismo o chissà cos'altro... ma semplicemente per parlare, con chi vorrà, di questo Dio che ho conosciuto, che mi ha affascinato e che mi ha rubato il cuore... e del suo amore per ognuno di noi.
Chiesa e omosessualità sembrano viaggiare su due binari opposti e paralleli tanto che molti gay si dichiarano atei... qual è la sua posizione? Crede ci sia un modo per far incontrare le 2 cose? Magari son gradite anche esperienze personali
Una persona che si dichiara atea è una persona che lo è sempre stata. La fede è una cosa che una volta scoperta non la si può abbandonare... è un po' come il saper leggere o l'andare in bicicletta: non lo si può "disimparare". La fede è incontro, e una volta fatta questa conoscenza, ne resti affascinato e non puoi farne a meno. Certo qualche volta qualche esponente anche della Chiesa se ne esce con qualche frase ad effetto (prontamente poi riportata dai media perchè fa notizia - tipo i gay sono malati (e chi l'ha mai detto?), i gay andranno sicuramente all'inferno (ma siamo pazzi? e chi l'ha mia detto?)) che denotano una sua conoscenza quanto mai infima di quello che è il Magistero della Chiesa o della Scrittura, e questo può farci arrabbiare... ma da quello a dire che per colpa loro "ho perso la fede"... ce ne corre.
Nessuna condizione umana può essere in antitesi alla fede nel Signore Gesù, tanto meno la condizione omosessuale. Gli omosessuali, così come gli eterosessuali, sono amati figlio di Dio ed amati di amore infinito, coeredi del Suo Regno e chiamati alla santità. Quello che permane oggi è una grande ignoranza proprio perchè fa più rumore un albero che cade (il solito pirla che grida, nella sua immensa ignoranza, che gli omosessuali andranno sicuramente all'inferno - una bestemmia agli occhi di Dio e della Chiesa) che una foresta che cresce (tutti quei sacerdoti che nella loro quotidianità cercano di aiutare le persone che incontrano sulla loro strada a vivere la loro vita alla luce del Vangelo). E' possibile essere gay ed essere credenti... è possibile ed è bello!
Esistono preti omosessuali e cosa pensa della cosìdetta lobby gay in Vaticano?
Sì certo, esistono preti omosessuali ma la cosa non è un problema, secondo me. Il prete è chiamato ad essere "tutto di Cristo", consacrando sè stesso al popolo di Dio che gli viene affidato e vivendo castamente la propria vita. Le implicazioni che comporta il vivere castamente sono le stesse sia per il gay che per l'etero. Quindi se la castità è vissuta seriamente... l'orientamento sessuale è indifferente (anche perchè se dovessimo "spretare" i preti gay... saremmo davvero messi male... e già lo siamo di per noi, per via di vocazioni). Quello che interessa alla Chiesa è che il candidato al sacerdozio sia maturo dal punto di vista psico-affettivo e riesca a vivere la propria missione rispettando le promesse che poi farà. Che poi sia gay o etero... poco cambia.
Del discorso lobby in Vaticano, quello che so lo apprendo dai giornali come voi.
Qual è la sua posizione sui preti pedofili?
La pedofilia è stata (ed è) una ferita gravissima al cuore della Chiesa. Il Signore è durissimo contro chi fa del male ai bambini: "meglio per quell'uomo che si attacchi una macina dal mulino al collo e si getti nel fiume". Le colpe degli uomini di Chiesa che hanno compiuto questi abusi sono gravissime e vanno condannate, sempre. E oltre alla condanna deve seguire la giustizia dell'uomo... e poi quella di Dio.
E se chi ha commesso questo peccato atroce ha colpa 10, colui che ha coperto, insabbiato, nascosto o fatto finta di nulla ha colpa 100, e sembra che anche in Vaticano qualcuno abbia la coscienza sporca a riguardo.
Questo non toglie che la Chiesa, casta meretrix come diceva sant'Ambrogio, non sono i preti, ma è l'insieme dei fedeli, corpo mistico di Cristo e quand'anche ci fossero preti che hanno fatto cose così atroci, nulla può permetterci di allontanarci da essa. Perchè la Chiesa è del Signore, non dei preti.
Non crede che la chiesa sia una potenza estremamente maschilista??
La Chiesa maschilista? No, non credo... perchè dici questo? Forse perchè i preti sono solo uomini? Non c'è nessuna motivazione "sostanziale" dietro questa scelta ma solo "formale": il Signore chiamò solo uomini e in ossequio alla tradizione questa scelta è mantenuta. Benedetto XVI (così tanto odiato) ha nominato sottosegretario di una Congregazione proprio una donna (ruolo mai assegnato prima ad una donna - alla faccia del papa conservatore quale si vuole far passare Ratzinger). Quindi il ruolo della donna all'interno della Chiesa non è per nulla marginale, anzi. Ai tempi di Pio XII, dopo il papa per via di importanza c'era suor Pascalina, che era una delle suore che lo assistevano, nonchè sua fidata consigliera.
La donna nei Vangeli ha un ruolo grandissimo: è una donna la prima alla quale Gesù si rivela dopo la resurrezione, sono le donne (non gli apostoli - uomini) quelle che stanno sotto la croce nel momento della crocifissione; nei Vangeli la donna non viene mai presentata come traditrice: i traditori sono sempre gli uomini (Pietro, Giuda): la donna presenta una fedeltà costante che mai viene meno: gli apostoli scappano, fuggono, rinnegano: le donne no, sono là sotto la croce, sono là nel momento più difficile, sono fedeli fino in fondo, addirittura la samaritana al pozzo di Sicar è la prima a riconoscere il Signore come il Cristo: …venite a vedere uno che sa tutto di me, che sia forse il Messia…: lei è la prima missionaria. E’ una donna quella che interviene, l’unica, per perorare la causa di Gesù e salvarlo dalla morte: la moglie di Pilato è l’unica a dire di lasciare libero quell’innocente. E’ una donna quella che omaggia in modo sublime il Signore, lavando con le sue lacrime i suoi piedi e asciugandoli con i suoi capelli, nessun degli altri commensali uomini ha neppure lontanamente pensato ad onorare il Signore… quella donna sì. La teologia ci insegna che il sabato santo la Chiesa era ridotta alla sola Maria: nel momento più tremendo e più difficile del Cristianesimo, nel quale nessuno avrebbe scommesso su di esso, in cui tutto sembrava perduto, sconfitto, distrutto la Chiesa sopravvive in… una donna: Maria. Quindi il ruolo della donna è molto importante nell'economia della salvezza e la Chiesa ha sempre riconosciuto questa importanza (invito tutti a leggere la Mulieris dignitatem di Giovanni Paolo II).
Favorevole o contrario all'amore tra 2 uomini?
L'amore è sempre una cosa bella, non si può essere contrari.
Favorevole o contrario al sesso tra 2 uomini?
La sessualità è una ricchezza grandissima di cui l'uomo dispone, molte volte usandola a sproposito. Una sessualità vissuta fuori da un contesto di amore (e quindi come mera ricerca di piacere fisico fine a se stesso), se sul momento ti dà gioia e serenità, poi ti lascia dentro un senso di vuoto e di frustrazione... è un po' come il naufrago che in mezzo al mare ha sete: è felice, con tutta l'acqua che lo circonda il problema della sete è presto risolto, pensa tra sè. Incomincia a bere, e a bere... ma l'arsura invece di calare aumenta... è acqua salata quella che beve, la sete non passerà mai... ma lui questo non lo sa: in apparenza l'acqua è acqua. E' così per l'uomo che vive la sessualità slegata dall'amore... è facile da trovare una persona con cui fare sesso... ma poi cosa resta? Il nulla, il vuoto, la desolazione... E' difficile trovare l'amore vero, ma quando lo hai trovato, allora ha senso donarsi all'altro completamente ed esprimere nella sua totalità questo amore. E' questo quello che la Chiesa da sempre cerca di ricordare all'uomo: che cioè non è un oggetto di desiderio ma un soggetto d'amore, degno di essere amato e ricco di amore da dare all'amato. E sebbene oggi questa visione appaia tanto "vecchia", la Chiesa continua, giustamente, a riproporla perchè, come disse Pier Paolo Pasolini (che di certo non aveva un buon rapporto con la Chiesa) "la Chiesa sopporta il rischio di apparire impopolare oggi, per avere ragione domani". E speriamo che questo domani arrivi presto.
Sesso tra due uomini... io non so dirti se e quanto sia sbagliato questa cosa in un contesto d'amore (fuori da questo contesto, come scritto sopra, è sicuramente peccato). Di certo sono convinto che davanti al Signore ci sarà una marea di cose più grandi per le quali saremmo chiamati a rendere conto, prima di giustificare perchè uno ha fatto sesso con la persona che ama (quand'anche fosse dello stesso sesso).
Favorevole o contrario al matrimonio gay?
Il matrimonio è un istituto ben definito e mi sembra sbagliato volerlo annacquare con il rilassamento della sua definizione. Il matrimonio è e deve restare tra uomo e donna. Ciò non toglie che si possano trovare o creare degli altri istituti giuridici che, almeno civilmente, diano un riconoscimento all'amore tra persone dello stesso sesso.
La Bibbia a tratti sembra più un libro di fantascienza che un libro religioso. Persone che vivono 150 anni, omicidi(giuditta), incesti (lot),coiti interrotti (Onan), milf(Rebecca)... come lo spieghi?

La Bibbia è un libro scritto su ispirazione divina, non è un dettato divino (come lo è il Corano). La sua interpretazione letterale, perciò, è altamente sconsigliata e sicuramente fuorviante. Non per nulla esistono strumenti come l'esegesi e l'ermeneutica che permettono di capire il senso vero di quello che l'autore del testo voleva trasmettere e non lasciarsi ingannare dalla mera interpretazione letterale. Già Pio XII aveva richiamato questa cosa, per cui chi si ferma ad una lettura letterale, commette un grave errore.

Caro Bergoglio Le scrivo, così mi distraggo un po’ e almeno siamo sicuri che Lei capisca.

Planet Escort, Gay Romeo ecc. tutti siti di incontri per sesso, ma anche voi in Vaticano ne avete uno, gestito addirittura da preti, non mi dica che non lo sapeva, comunque eccolo qua, in multilingue http://venerabilis-fraternity.blogspot.it/
Senza andare su Venerabilis di preti in cerca di sesso represso ne trova ovunque, basta cercare…… io abito a Savona, vediamo un pò chi c’è….. Ecco qua, questo è di Genova e gira proprio su Gay Romeo. Naturalmente dichiara di non cercare sesso, ne incontri, vuole solo redimere le pecorelle smarrite…… O no?

don_xxxxxxxChatto
30, 177 cm, 70 kg
Genova 
Italia, Liguria
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Connesso: Ciao sono un giovane sacerdote disponibile per fare due chiacchiere con chi vuole... (ovviamente ma credo sia inutile sottolinearlo io NON cerco sesso ne cose simili o affini)... leggi sotto per dettagli

Lingue parlate Italiano
in cerca di amici

Sono un giovane prete che crede che la Chiesa faccia poco o forse nulla per la pastorale omosessuale e quindi nel mio piccolo vorrei provare a dare un contributo.
Se qualcuno ha voglia di fare quattro chiacchiere in anonimato eccomi qui.
In genere entro quando capita, leggo i messaggi, rispondo e poi esco, quindi le conversazioni avverranno prevalentemente "in differita"... abbiate pazienza 
P.S.: ho scritto che abito in Vaticano non perchè ci abiti veramente ma per semplicità (un prete è più facile che lo si cerchi in Vaticano che altrove). Di dove sono io? Poco importa... il mio scopo non è quello di cercare incontri o cose simili ma solo parlare con chi ne ha bisogno (e voglia). E quello lo si può fare benissimo prescindendo da dove abiti io.
NOTA BENE: Non chiedetemi incontri di persona, perchè non ne faccio... se volete parlare con un prete di persona... c'è il vostro parroco o il vostro vicario parrocchiale o, se quelli non vi piacciono, suggerisco il sito www.pretionline.it dove ci sono molti preti, anche della vostra città, disposti a seguirvi e ad accompagnarvi... Il mio qui vuole essere solo un ruolo di indirizzatore (un po' un Giovanni Battista) che indica la via... lasciando poi ai vostri preti il compito di camminare a fianco a voi nella riscoperta dell'infinito amore con cui ognuno di noi è amato da Dio.
Un tipo qui mi ha fatto un'interista per una sua pubblicazione, riporto le risposte ad alcune domande che credo tornino utili qui:
Cosa ci fa un prete in un sito di incontri gay (così lo spieghi tu altrimenti lo spiego io se vuoi saltarla per non ripeterti)
Direi che fa il prete... ci è stato comandato (o meglio ordinato) "andate in tutto il mondo ed annunciate il mio Vangelo". La rete è uno strumento potentissimo che ci permette di raggiungere tantissime persone in poco tempo... e allora perchè non usarla per qualcosa di buono... e quindi con essa farci vicino, noi preti, ai lontani?
Lo stesso papa Francesco ha sottolineato, nella sua prima udienza generale la settimana scorsa, l'importanza di uscire dai nostri piccoli mondi fatti di oratori e gruppetti "perfetti", "... per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore!".
Perchè proprio una chat di incontri gay?
Proprio per questo motivo. E' facile annunciare Cristo dai pulpiti delle nostre chiese, dove chi ci va in teoria ti ascolta già, condivide il tuo pensiero, è sempre pronto ad applaudire quello che dici, etc. ... il difficile è andare in quei posti dove nessuno andrebbe perchè si corre il rischio non essere ben accolti, insultati, beffeggiati etc. Eppure è proprio in quei posti dove la sete di Dio è infinita... (anche se devo ammettere che da quando frequento il sito, solo in 6-7 mi hanno insultato, invece decine sono state le persone che mi hanno ringraziato per la mia presenza e con le quali dialogo), ed è proprio in quei posti che siamo chiamati ad andare.
Gli omosessuali sono figli di Dio verso cui la Chiesa non sta facendo poi molto oggi, e ha fatto diversi errori in passato. Ci si è aperti ai risposati e ai divorziati (altro tema a me caro), ma verso i gay i segnali di apertura non sono stati tanti: abbiamo buone esperienze a Crema, Cremona e Torino e poco di più... per cui eccomi qui . Quello che posso offrire non è tanto, ma è sempre meglio di niente.
Mi è sempre rimasto impresso il racconto di don Benzi quando ricordava quella volta che, fermandosi a parlare con una prostituta in mezzo ad una strada, questa si mise a piangere perchè non avrebbe mai creduto che un prete potesse abbassarsi fino al punto di andare a trovarla "sul lavoro" per parlarle di Gesù. E quanti sono i gay che oggi hanno smesso di frequentare la Chiesa perchè qualche idiota (non la Chiesa) gli ha detto che andranno sicuramente all'inferno, che sono degli abomini o sciocchezze del genere? E a questo rifiuto hanno risposto con un odio, doveroso, verso quella che gli hanno spacciato essere la Chiesa (ma che non è) e verso quello che gli hanno spacciato per essere Dio (ma che non è)? E allora è bene cominciare a sfatare qualche mito, buttare giù qualche muro, aprire qualche strada e lasciare che anche a loro, finalmente, sia data la possibilità di lasciarsi incontrare ed amare dal Signore che, come il padre nella parabola del figliol prodigo, è lì sulla porta, in attesa di vederli arrivare, per abbracciarli e fare festa. Ecco, questo da qualche anno io cerco di fare qua. Aprire qualche strada, buttare giù qualche muro, essere una piccola stella che faccia trasparire la luce radiosa del Signore risorto.
Sia ben chiaro, non sono qui ad insegnare a qualcuno chi è Dio o come fare per andare in paradiso, quasi fossi un santo che parla a dei poveri peccatori... sono qui come uomo tra gli uomini, peccatore tra peccatori, non a guidare un popolo, ma a camminare con esso, fianco a fianco: qualche volta cadrò io, e confiderò sulla preghiera degli altri, qualche volta cadranno gli altri e potranno contare sulla mia preghiera. Sono qui, quindi, senza la volontà di convertire nessuno o fare proselitismo o chissà cos'altro... ma semplicemente per parlare, con chi vorrà, di questo Dio che ho conosciuto, che mi ha affascinato e che mi ha rubato il cuore... e del suo amore per ognuno di noi.
Chiesa e omosessualità sembrano viaggiare su due binari opposti e paralleli tanto che molti gay si dichiarano atei... qual è la sua posizione? Crede ci sia un modo per far incontrare le 2 cose? Magari son gradite anche esperienze personali
Una persona che si dichiara atea è una persona che lo è sempre stata. La fede è una cosa che una volta scoperta non la si può abbandonare... è un po' come il saper leggere o l'andare in bicicletta: non lo si può "disimparare". La fede è incontro, e una volta fatta questa conoscenza, ne resti affascinato e non puoi farne a meno. Certo qualche volta qualche esponente anche della Chiesa se ne esce con qualche frase ad effetto (prontamente poi riportata dai media perchè fa notizia - tipo i gay sono malati (e chi l'ha mai detto?), i gay andranno sicuramente all'inferno (ma siamo pazzi? e chi l'ha mia detto?)) che denotano una sua conoscenza quanto mai infima di quello che è il Magistero della Chiesa o della Scrittura, e questo può farci arrabbiare... ma da quello a dire che per colpa loro "ho perso la fede"... ce ne corre.
Nessuna condizione umana può essere in antitesi alla fede nel Signore Gesù, tanto meno la condizione omosessuale. Gli omosessuali, così come gli eterosessuali, sono amati figlio di Dio ed amati di amore infinito, coeredi del Suo Regno e chiamati alla santità. Quello che permane oggi è una grande ignoranza proprio perchè fa più rumore un albero che cade (il solito pirla che grida, nella sua immensa ignoranza, che gli omosessuali andranno sicuramente all'inferno - una bestemmia agli occhi di Dio e della Chiesa) che una foresta che cresce (tutti quei sacerdoti che nella loro quotidianità cercano di aiutare le persone che incontrano sulla loro strada a vivere la loro vita alla luce del Vangelo). E' possibile essere gay ed essere credenti... è possibile ed è bello!
Esistono preti omosessuali e cosa pensa della cosìdetta lobby gay in Vaticano?
Sì certo, esistono preti omosessuali ma la cosa non è un problema, secondo me. Il prete è chiamato ad essere "tutto di Cristo", consacrando sè stesso al popolo di Dio che gli viene affidato e vivendo castamente la propria vita. Le implicazioni che comporta il vivere castamente sono le stesse sia per il gay che per l'etero. Quindi se la castità è vissuta seriamente... l'orientamento sessuale è indifferente (anche perchè se dovessimo "spretare" i preti gay... saremmo davvero messi male... e già lo siamo di per noi, per via di vocazioni). Quello che interessa alla Chiesa è che il candidato al sacerdozio sia maturo dal punto di vista psico-affettivo e riesca a vivere la propria missione rispettando le promesse che poi farà. Che poi sia gay o etero... poco cambia.
Del discorso lobby in Vaticano, quello che so lo apprendo dai giornali come voi.
Qual è la sua posizione sui preti pedofili?
La pedofilia è stata (ed è) una ferita gravissima al cuore della Chiesa. Il Signore è durissimo contro chi fa del male ai bambini: "meglio per quell'uomo che si attacchi una macina dal mulino al collo e si getti nel fiume". Le colpe degli uomini di Chiesa che hanno compiuto questi abusi sono gravissime e vanno condannate, sempre. E oltre alla condanna deve seguire la giustizia dell'uomo... e poi quella di Dio.
E se chi ha commesso questo peccato atroce ha colpa 10, colui che ha coperto, insabbiato, nascosto o fatto finta di nulla ha colpa 100, e sembra che anche in Vaticano qualcuno abbia la coscienza sporca a riguardo.
Questo non toglie che la Chiesa, casta meretrix come diceva sant'Ambrogio, non sono i preti, ma è l'insieme dei fedeli, corpo mistico di Cristo e quand'anche ci fossero preti che hanno fatto cose così atroci, nulla può permetterci di allontanarci da essa. Perchè la Chiesa è del Signore, non dei preti.
Non crede che la chiesa sia una potenza estremamente maschilista??
La Chiesa maschilista? No, non credo... perchè dici questo? Forse perchè i preti sono solo uomini? Non c'è nessuna motivazione "sostanziale" dietro questa scelta ma solo "formale": il Signore chiamò solo uomini e in ossequio alla tradizione questa scelta è mantenuta. Benedetto XVI (così tanto odiato) ha nominato sottosegretario di una Congregazione proprio una donna (ruolo mai assegnato prima ad una donna - alla faccia del papa conservatore quale si vuole far passare Ratzinger). Quindi il ruolo della donna all'interno della Chiesa non è per nulla marginale, anzi. Ai tempi di Pio XII, dopo il papa per via di importanza c'era suor Pascalina, che era una delle suore che lo assistevano, nonchè sua fidata consigliera.
La donna nei Vangeli ha un ruolo grandissimo: è una donna la prima alla quale Gesù si rivela dopo la resurrezione, sono le donne (non gli apostoli - uomini) quelle che stanno sotto la croce nel momento della crocifissione; nei Vangeli la donna non viene mai presentata come traditrice: i traditori sono sempre gli uomini (Pietro, Giuda): la donna presenta una fedeltà costante che mai viene meno: gli apostoli scappano, fuggono, rinnegano: le donne no, sono là sotto la croce, sono là nel momento più difficile, sono fedeli fino in fondo, addirittura la samaritana al pozzo di Sicar è la prima a riconoscere il Signore come il Cristo: …venite a vedere uno che sa tutto di me, che sia forse il Messia…: lei è la prima missionaria. E’ una donna quella che interviene, l’unica, per perorare la causa di Gesù e salvarlo dalla morte: la moglie di Pilato è l’unica a dire di lasciare libero quell’innocente. E’ una donna quella che omaggia in modo sublime il Signore, lavando con le sue lacrime i suoi piedi e asciugandoli con i suoi capelli, nessun degli altri commensali uomini ha neppure lontanamente pensato ad onorare il Signore… quella donna sì. La teologia ci insegna che il sabato santo la Chiesa era ridotta alla sola Maria: nel momento più tremendo e più difficile del Cristianesimo, nel quale nessuno avrebbe scommesso su di esso, in cui tutto sembrava perduto, sconfitto, distrutto la Chiesa sopravvive in… una donna: Maria. Quindi il ruolo della donna è molto importante nell'economia della salvezza e la Chiesa ha sempre riconosciuto questa importanza (invito tutti a leggere la Mulieris dignitatem di Giovanni Paolo II).
Favorevole o contrario all'amore tra 2 uomini?
L'amore è sempre una cosa bella, non si può essere contrari.
Favorevole o contrario al sesso tra 2 uomini?
La sessualità è una ricchezza grandissima di cui l'uomo dispone, molte volte usandola a sproposito. Una sessualità vissuta fuori da un contesto di amore (e quindi come mera ricerca di piacere fisico fine a se stesso), se sul momento ti dà gioia e serenità, poi ti lascia dentro un senso di vuoto e di frustrazione... è un po' come il naufrago che in mezzo al mare ha sete: è felice, con tutta l'acqua che lo circonda il problema della sete è presto risolto, pensa tra sè. Incomincia a bere, e a bere... ma l'arsura invece di calare aumenta... è acqua salata quella che beve, la sete non passerà mai... ma lui questo non lo sa: in apparenza l'acqua è acqua. E' così per l'uomo che vive la sessualità slegata dall'amore... è facile da trovare una persona con cui fare sesso... ma poi cosa resta? Il nulla, il vuoto, la desolazione... E' difficile trovare l'amore vero, ma quando lo hai trovato, allora ha senso donarsi all'altro completamente ed esprimere nella sua totalità questo amore. E' questo quello che la Chiesa da sempre cerca di ricordare all'uomo: che cioè non è un oggetto di desiderio ma un soggetto d'amore, degno di essere amato e ricco di amore da dare all'amato. E sebbene oggi questa visione appaia tanto "vecchia", la Chiesa continua, giustamente, a riproporla perchè, come disse Pier Paolo Pasolini (che di certo non aveva un buon rapporto con la Chiesa) "la Chiesa sopporta il rischio di apparire impopolare oggi, per avere ragione domani". E speriamo che questo domani arrivi presto.
Sesso tra due uomini... io non so dirti se e quanto sia sbagliato questa cosa in un contesto d'amore (fuori da questo contesto, come scritto sopra, è sicuramente peccato). Di certo sono convinto che davanti al Signore ci sarà una marea di cose più grandi per le quali saremmo chiamati a rendere conto, prima di giustificare perchè uno ha fatto sesso con la persona che ama (quand'anche fosse dello stesso sesso).
Favorevole o contrario al matrimonio gay?
Il matrimonio è un istituto ben definito e mi sembra sbagliato volerlo annacquare con il rilassamento della sua definizione. Il matrimonio è e deve restare tra uomo e donna. Ciò non toglie che si possano trovare o creare degli altri istituti giuridici che, almeno civilmente, diano un riconoscimento all'amore tra persone dello stesso sesso.
La Bibbia a tratti sembra più un libro di fantascienza che un libro religioso. Persone che vivono 150 anni, omicidi(giuditta), incesti (lot),coiti interrotti (Onan), milf(Rebecca)... come lo spieghi?

La Bibbia è un libro scritto su ispirazione divina, non è un dettato divino (come lo è il Corano). La sua interpretazione letterale, perciò, è altamente sconsigliata e sicuramente fuorviante. Non per nulla esistono strumenti come l'esegesi e l'ermeneutica che permettono di capire il senso vero di quello che l'autore del testo voleva trasmettere e non lasciarsi ingannare dalla mera interpretazione letterale. Già Pio XII aveva richiamato questa cosa, per cui chi si ferma ad una lettura letterale, commette un grave errore.