sabato 29 giugno 2013

Addio Margherita

E' morta Margherita Hack. La scienziata, 91 anni, era ricoverata da alcuni giorni all'ospedale di Cattinara, a Trieste. A dare la notizia della scomparsa è stata Rainews 24.

Nata a Firenze il 22 giugno del 1922 da padre protestante e madre cattolica, Margherita Hack si era laureata in fisica nel 1945, aveva insegnato astronomia per quasi trent'anni dal 1964 al 1992 ed è stata la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste.

La scienziata era considerata un'icona e un riferimento dell'astrofisica mondiale e una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Hack ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Enorme lo sviluppo delle attività didattiche e di ricerca che Margherita Hack ha promosso all'università di Trieste, dove ha dato vita nel 1980 a un «Istituto di Astronomia» che è stato poi sostituito nel 1985 da un «Dipartimento di Astronomia», che la scienziata ha diretto fino al 1990.

La scienziata era molto conosciuta anche per la sua attività sociale e politica. Atea, contraria a ogni forma di superstizione, presidente onorario dell'Unione degli atei, è stata più volte candidata con il Partito dei Comunisti Italiani. Nel 2006 è stata eletta anche alla Camera ma ha poi rinunciato al seggio. Alle ultime primarie del centrosinistra si è schierata con Democrazia Atea.

venerdì 28 giugno 2013

Il PD si schiera contro la manifestazione anti-pedofilia a Milano

FALLITALIA - Il PD, di solito così solerte a scendere in piazza a favore degli immigrati, chiede alla provincia di Milano di negare il patrocinio ad una manifestazione contro la pedofilia.
Il PD italiano pronto a scendere in piazza per il Gay pride, per tutte le manifestazioni a favore degli stranieri… ma incredibilmente si tira indietro quando la tematica è quella della pedofilia!
Si, avete capito bene: il deputato del PD Emanuele Fiano ha chiesto, a nome del partito, alla provincia di Milano di negare il proprio patrocinio alla manifestazione contro la pedofilia “Un calcio alla pedofilia”.
Sia chiaro, la manifestazione organizzata dalla Onlus “Caramella buona” e dalle associazioni “Branca comunitaria” e “Lealtà azione” non promette di intasare strade o bloccare la città: si tratta semplicemente di un torneo di calcio per adulti e di un altro per bambini. Un momento di aggregazione divertente e semplice che però può aiutare a sensibilizzare molte persone su un tema quanto mai delicato e, purtroppo, attuale.

Il PD si schiera contro la manifestazione anti-pedofilia a Milano

FALLITALIA - Il PD, di solito così solerte a scendere in piazza a favore degli immigrati, chiede alla provincia di Milano di negare il patrocinio ad una manifestazione contro la pedofilia.
Il PD italiano pronto a scendere in piazza per il Gay pride, per tutte le manifestazioni a favore degli stranieri… ma incredibilmente si tira indietro quando la tematica è quella della pedofilia!
Si, avete capito bene: il deputato del PD Emanuele Fiano ha chiesto, a nome del partito, alla provincia di Milano di negare il proprio patrocinio alla manifestazione contro la pedofilia “Un calcio alla pedofilia”.
Sia chiaro, la manifestazione organizzata dalla Onlus “Caramella buona” e dalle associazioni “Branca comunitaria” e “Lealtà azione” non promette di intasare strade o bloccare la città: si tratta semplicemente di un torneo di calcio per adulti e di un altro per bambini. Un momento di aggregazione divertente e semplice che però può aiutare a sensibilizzare molte persone su un tema quanto mai delicato e, purtroppo, attuale.

Salerno, Monsignor Nunzio Scarano indagato per riciclaggio

L'inchiesta riguarda un giro di assegni sotto forma di donazioni. Il prelato è addetto dell'Apsa in Vaticano.


SALERNO. Monsignor Nunzio Scarano, prelato salernitano, è indagato dalla Procura della Repubblica di Salerno, insieme ad altre 56 persone, per il reato di riciclaggio. Monsignor Scarano è addetto tecnico di prima categoria dell'Apsa in Vaticano, l'Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica che gestisce i beni della Santa Sede in Italia. L'iscrizione di mons. Scarano nel registro degli indagati - anticipata dal quotidiano salernitano La Città - è stata confermata da fonti della Procura di Salerno. 

L'inchiesta, coordinata dal pm Elena Guarino, riguarda un giro di assegni che passando sotto forma di donazioni sarebbero rientrati in un'operazione di riciclaggio di denaro. Secondo l'ipotesi accusatoria, il prelato riceveva assegni di un importo di 10 mila ciascuno, ufficialmente per ripianare i debiti di un'immobiliare che possiede alcune case a Salerno. Il denaro poi - sempre secondo l'ipotesi ora al vaglio degli investigatori - veniva restituito in contante agli imprenditori che avevano effettuato le donazioni. Secondo gli inquirenti la società immobiliare sarebbe in qualche modo collegata alla struttura vaticana. Al momento - si è saputo sempre da fonti della Procura - l'inchiesta è in una fase iniziale ed è concentrata nella raccolta delle deposizioni di alcuni degli indagati. 
FONTE

Salerno, Monsignor Nunzio Scarano indagato per riciclaggio

L'inchiesta riguarda un giro di assegni sotto forma di donazioni. Il prelato è addetto dell'Apsa in Vaticano.


SALERNO. Monsignor Nunzio Scarano, prelato salernitano, è indagato dalla Procura della Repubblica di Salerno, insieme ad altre 56 persone, per il reato di riciclaggio. Monsignor Scarano è addetto tecnico di prima categoria dell'Apsa in Vaticano, l'Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica che gestisce i beni della Santa Sede in Italia. L'iscrizione di mons. Scarano nel registro degli indagati - anticipata dal quotidiano salernitano La Città - è stata confermata da fonti della Procura di Salerno. 

L'inchiesta, coordinata dal pm Elena Guarino, riguarda un giro di assegni che passando sotto forma di donazioni sarebbero rientrati in un'operazione di riciclaggio di denaro. Secondo l'ipotesi accusatoria, il prelato riceveva assegni di un importo di 10 mila ciascuno, ufficialmente per ripianare i debiti di un'immobiliare che possiede alcune case a Salerno. Il denaro poi - sempre secondo l'ipotesi ora al vaglio degli investigatori - veniva restituito in contante agli imprenditori che avevano effettuato le donazioni. Secondo gli inquirenti la società immobiliare sarebbe in qualche modo collegata alla struttura vaticana. Al momento - si è saputo sempre da fonti della Procura - l'inchiesta è in una fase iniziale ed è concentrata nella raccolta delle deposizioni di alcuni degli indagati. 
FONTE

giovedì 27 giugno 2013

CENSURATO IN ITALIA "Orge gay con minorenni" Inchiesta su dossier e ricatti in Vaticano


CENSURATO IN ITALIA "Orge gay con minorenni" Inchiesta su dossier e ricatti in Vaticano.  Questa è la prima di molte conversazioni avvenute tra il manager che lavora in Vaticano e Francesco Zanardi portavoce di Rete L'ABUSO. Dopo una serie di verifiche fatte prima da Zanardi e poi dai giornalisti del Fatto Quotidiano, Ferruccio Sansa e Marco Lillo si è potuta accertare l'attendibilità dell'informatore. Nella puntata di Servizio Pubblico  http://www.youtube.com/watch?v=9KFzjsen4wM&hd=1 quello che è emerso dall'indagine.

CENSURATO IN ITALIA "Orge gay con minorenni" Inchiesta su dossier e ricatti in Vaticano


CENSURATO IN ITALIA "Orge gay con minorenni" Inchiesta su dossier e ricatti in Vaticano.  Questa è la prima di molte conversazioni avvenute tra il manager che lavora in Vaticano e Francesco Zanardi portavoce di Rete L'ABUSO. Dopo una serie di verifiche fatte prima da Zanardi e poi dai giornalisti del Fatto Quotidiano, Ferruccio Sansa e Marco Lillo si è potuta accertare l'attendibilità dell'informatore. Nella puntata di Servizio Pubblico  http://www.youtube.com/watch?v=9KFzjsen4wM&hd=1 quello che è emerso dall'indagine.

Una persona mi scrive dal Canada. Un alto prelato che in queste ore è al centro delle cronache sembrerebbe avere qualcosa da nascondere.

Di seguito il testo che mi arriva dal Canada.

Ricevo questa mail in aprile, il Monsignore in questione lo ho incontrato personalmente a Roma e lo riconosco nella foto che mi viene allegata, è in compagnia della donna. Dietro le indicazioni dello scrivente faccio qualche indagine e trovo i riscontri. Di seguito la traduzione di una lettera scritta dalla donna e pubblicata su un giornale online.

LA MIA STORIA CON UN PRETE
Sono coinvolta in una storia con un prete che è un diplomatico del Vaticano. La nostra relazione intima è incominciata a Pasqua di quest'anno. E' tuttavia frutto di un'affettività reciproca pre-esistente. Il prete è stato mandato in Canada per quattro anni e ci siamo conosciuti qui cinque anni fa. Mi sono separata a settembre del 2011. Negli ultimi due anni del mio matrimonio è stato un buon prete per me, compassionevole, capace d'ascolto e di sostegno, davvero un grande aiuto. Gli ero molto grata per la sua presenza e il suo supporto. Ancora lo apprezzo molto. La ragione alla base del mio divorzio è molto triste, il mio ex marito è stato in Afghanistan per un anno e dopo questa esperienza ha avuto seri problemi mentali. Oltre a questo negl ultimi anni ho vissuto momenti terribili anche a causa di un tumore.
Al momento il nostro rapporto è a distanza poiché io vivo in Canada e lui a Roma.
A causa del mio traumatico divorzio ero estremamente vulnerabile all'inizio di quest'anno. E' orribile il distacco da qualcuno che hai amato e curato per 12 anni.
Quando è stato trasferito a Roma quest'anno in marzo, ho incontrato il prete e siamo andati a cena. Ed è così che tutto è incominciato. Mi ha invitato a tornare a Roma la settimana di Pasqua e siamo stati molto bene. Sono stata a Roma ben quattro volte da quel momento (organizzando i miei viaggi in Europa passando per Roma), e anche lui è venuto a trovarmi in Canada in estate.
Tuttavia sono molto confusa rispetto a questo rapporto con lui e non escludo la possibilità che abbia un'altra donna (o altre donne) anche se il suo trasporto per me è sembrato molto sincero all'inizio. Considerando la mia situazione la possibilità che lui sia un approfittatore che si prenda gioco della mia debolezza è reale. Sono emigrata in Canada e assolutamente sola, e questo fatto mi rende la più vulnerabile delle donne.
Recentemente gli ho detto che è un ipocrita poiché porta avanti una relazione proibita con me nonostante i voti che ha fatto alla chiesa. Mi ha risposto che io sono una tentazione del diavolo. Non sono cattolica, ma sono cresciuta nella chiesa ortodossa, anche se non praticante. Credo che nascondersi dietro un personaggio fittizio sia talvolta una scusa a giustificazione delle proprie azioni.
Puoi essere un uomo onesto che si prende la responsabilità delle sue azioni oppure il contrario. Nel mondo puritano del nord-America, chi ha una carica prestigiosa e viene
coinvolto in uno scandalo si dimette semplicemente perché questa cosa è disonorevole. Nel mio caso mi rendo conto che il mio prete potrebbe essere un uomo buono, ma sfortunatamente la cultura cattolica clericale ne ha fatto un essere umano con una morale e un'etica a dir poco traballanti.



  A proposito di mons. L. 
Pochi giorni dopo che il mio messaggio è stato postato qui ho messo fine alla mia relazione.
La parte più traumatica della mia storia è stata che alcune settimane dopo, proprio prima di Natale una donna canadese mi ha chiamato per dirmi che aveva avuto un figlio da lui. In breve, un monsignore dell'alta gerarchia diplomatica vaticana è un farabutto e un truffatore. Alcune vittime dei preti pedofili vanno da lui nella speranza che possa aiutarli nella loro debolezza e vulnerabilità, cadendo però di fatto nelle grinfie di un predatore a abusatore. Questo non può più essere. Se vogliamo giustizia dobbiamo unirci e compiere il miracolo.

Credo in me stessa e in tutte voi. Fatemi sapere se posso fare la mia parte.

Una persona mi scrive dal Canada. Un alto prelato che in queste ore è al centro delle cronache sembrerebbe avere qualcosa da nascondere.

Di seguito il testo che mi arriva dal Canada.

Ricevo questa mail in aprile, il Monsignore in questione lo ho incontrato personalmente a Roma e lo riconosco nella foto che mi viene allegata, è in compagnia della donna. Dietro le indicazioni dello scrivente faccio qualche indagine e trovo i riscontri. Di seguito la traduzione di una lettera scritta dalla donna e pubblicata su un giornale online.

LA MIA STORIA CON UN PRETE
Sono coinvolta in una storia con un prete che è un diplomatico del Vaticano. La nostra relazione intima è incominciata a Pasqua di quest'anno. E' tuttavia frutto di un'affettività reciproca pre-esistente. Il prete è stato mandato in Canada per quattro anni e ci siamo conosciuti qui cinque anni fa. Mi sono separata a settembre del 2011. Negli ultimi due anni del mio matrimonio è stato un buon prete per me, compassionevole, capace d'ascolto e di sostegno, davvero un grande aiuto. Gli ero molto grata per la sua presenza e il suo supporto. Ancora lo apprezzo molto. La ragione alla base del mio divorzio è molto triste, il mio ex marito è stato in Afghanistan per un anno e dopo questa esperienza ha avuto seri problemi mentali. Oltre a questo negl ultimi anni ho vissuto momenti terribili anche a causa di un tumore.
Al momento il nostro rapporto è a distanza poiché io vivo in Canada e lui a Roma.
A causa del mio traumatico divorzio ero estremamente vulnerabile all'inizio di quest'anno. E' orribile il distacco da qualcuno che hai amato e curato per 12 anni.
Quando è stato trasferito a Roma quest'anno in marzo, ho incontrato il prete e siamo andati a cena. Ed è così che tutto è incominciato. Mi ha invitato a tornare a Roma la settimana di Pasqua e siamo stati molto bene. Sono stata a Roma ben quattro volte da quel momento (organizzando i miei viaggi in Europa passando per Roma), e anche lui è venuto a trovarmi in Canada in estate.
Tuttavia sono molto confusa rispetto a questo rapporto con lui e non escludo la possibilità che abbia un'altra donna (o altre donne) anche se il suo trasporto per me è sembrato molto sincero all'inizio. Considerando la mia situazione la possibilità che lui sia un approfittatore che si prenda gioco della mia debolezza è reale. Sono emigrata in Canada e assolutamente sola, e questo fatto mi rende la più vulnerabile delle donne.
Recentemente gli ho detto che è un ipocrita poiché porta avanti una relazione proibita con me nonostante i voti che ha fatto alla chiesa. Mi ha risposto che io sono una tentazione del diavolo. Non sono cattolica, ma sono cresciuta nella chiesa ortodossa, anche se non praticante. Credo che nascondersi dietro un personaggio fittizio sia talvolta una scusa a giustificazione delle proprie azioni.
Puoi essere un uomo onesto che si prende la responsabilità delle sue azioni oppure il contrario. Nel mondo puritano del nord-America, chi ha una carica prestigiosa e viene
coinvolto in uno scandalo si dimette semplicemente perché questa cosa è disonorevole. Nel mio caso mi rendo conto che il mio prete potrebbe essere un uomo buono, ma sfortunatamente la cultura cattolica clericale ne ha fatto un essere umano con una morale e un'etica a dir poco traballanti.



  A proposito di mons. L. 
Pochi giorni dopo che il mio messaggio è stato postato qui ho messo fine alla mia relazione.
La parte più traumatica della mia storia è stata che alcune settimane dopo, proprio prima di Natale una donna canadese mi ha chiamato per dirmi che aveva avuto un figlio da lui. In breve, un monsignore dell'alta gerarchia diplomatica vaticana è un farabutto e un truffatore. Alcune vittime dei preti pedofili vanno da lui nella speranza che possa aiutarli nella loro debolezza e vulnerabilità, cadendo però di fatto nelle grinfie di un predatore a abusatore. Questo non può più essere. Se vogliamo giustizia dobbiamo unirci e compiere il miracolo.

Credo in me stessa e in tutte voi. Fatemi sapere se posso fare la mia parte.

mercoledì 26 giugno 2013

Denunciato il sindaco che non vuole sposare i gay

La polemica arriva da una piccola città dell'ovest della Francia. Ma si è trasformata in un caso. L'avvocato della coppia avanza l'ipotesi di «discriminazione».
di Massimo Lauria

Il sindaco di Arcangues ha pochi giorni per decidere se ritornare sui suoi passi e sposare la coppia omosessuale. Altrimenti l'esposto alla procura della Repubblica di Bayonne, nell'ovest della Francia farà il suo corso e il primo cittadino potrebbe finire nei guai. A dirlo è la sottoprefettura della regione. Né lui, né gli assessori del piccolo comune francese, infatti, vogliono sposare Jean-Michel Martin et Guy Martineau-Espel, i due uomini che a fine maggio hanno iniziato le pratiche per il matrimonio. Isabelle Duguet - avvocato della coppia - nella denuncia depositata in procura, ha ravvisato l'ipotesi di «discriminazione da parte di autorità pubblica, che nell'esercizio delle sue funzioni, rifiuta un diritto accordato dalla legge». La legale chiede dunque al tribunale francese di obbligare «il sindaco e gli assessori a celebrare il matrimonio».

Se il sindaco Jean-Michel Colo dovesse insistere nel rifiuto di celebrare le nozze, per la legge francese potrebbe rischiare una condanna fino a 5 anni di carcere e 75 mila euro di multa, oltre a perdere la sua carica pubblica. Colo ha giustificato il suo "no" appellandosi all'obiezione di coscienza: «Io ho una coscienza e un cuore - ha dichiarato - non posso sposare due persone omosessuali». Linea dura, quella del primo cittadino, che in passato aveva già espresso il suo parere negativo sull'approvazione della legge sui matrimoni gay, polemizzando col presidente francese Francois Hollande, reo - secondo lui - di essersi rimangiato le promesse: «Hollande è un mentitore. Nel 2012 si è fatto applaudire da tutti i sindaci, compresi quelli di destra come me, garantendo l'obiezione di coscienza».

Il 23 aprile scorso l'assemblea nazionale francese aveva dato il via libera definitivo all'approvazione di una legge, che consente alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare bambini. 331 erano stati i voti a favore e 225 i contrari alla legge presentata dal ministro di Giustizia Christiane Taubira. «Crediamo che le prime nozze saranno una cosa bella e porteranno un vento di gioia. Coloro che oggi si oppongono saranno disorientati, sopraffatti dalla felicità dei neosposi e delle famiglie», aveva commentato il ministro. Ma le polemiche - alimentate dalla destra cattolica francese - continuano a infiammare il dibattito. Anche se per la maggioranza dei francesi, la nuova legge altro non è che la conferma di una condizione che già da molto tempo appartiene al privato delle persone e alla socialità dei cittadini.
FONTE

Mentre la stampa italiana censura lo scandalo vaticano, il THE TIMES scrive....



Vatican faces ‘revenge’ rent-boy scandal


The Vatican is bracing itself for a sexual abuse scandalAP
Published at 12:01AM, June 26 2013
The Vatican is bracing itself for a rentboy scandal after a convicted paedophile priest apparently sought vengeance by informing on other child abusers in the Roman clergy.
Don Patrizio Poggi, who served a five-year sentence for abusing five 14 and 15-year-old boys at his parish on the outskirts of Italian capital, has reportedly handed names to police. So far, four people have formally been placed under investigation by Rome magistrates.
The suspects are said to include a monsignor who is currently the secretary of an important bishop. Also being investigated is a former Carabinieri police officer suspected of recruiting under-age boys for the alleged prostitution ring.
The brewing scandal comes just weeks after Pope Francis confirmed the existence of a “gay lobby” in the Vatican to a visiting Latin American church group. The apparent network inside the supposedly celibate and staunchly anti-homosexual Church is one reason why Pope Francis is working on a thorough house-cleaning of the Roman curia. Vatican watchers believe a far-reaching reshuffle of top posts is imminent. Cardinal Giuseppe Bertello, current head of the governorate that runs the Vatican city-state, is tipped to take over from the powerful but divisive Vatican secretary of state, Cardinal Tarcisio Bertone. The latest scandal traces its roots to the criminal case against Poggi, now 46, who was convicted in 1999 of abusing boys at his St Philip Neri church in the Rome suburb of Primavalle.
After serving his sentence, the disgraced priest sought reinstatement by the Vatican but was denied a post. In revenge, he is said to have gone to police with one of the alleged “rent boys” serving priests. According to Italian press reports, Poggi named 20 people as being involved in the prostitution ring. Acting on his leads, police reportedly followed one alleged rent boy to a church, but were unable to verify his age nor what took place in the sacristy.
The allegations appear to overlap with another inquiry into purported claims by an Italian businessman that he arranged male escorts for Vatican clerics. The businessman made the claims to an anti-abuse advocate, Francesco Zanardi, who was abused by a priest as a child.
“It’s the prostitution ring,” said Mr Zanardi, who yesterday sent a telegram with alleged details to the Pope. “The parties took place every Thursday evening in the Vatican. We have unmistakable proof. The sexual abuse all took place within the walls of the Vatican.”
He alleged that at least two cardinals were involved. The businessman is said to have deposited videos of sex parties with a notary in Switzerland for safekeeping.
Prosecutors in Savona, where Mr Zanardi lives, are transferring the file to their counterparts in Rome, where the alleged sex parties took place.

Mentre la stampa italiana censura lo scandalo vaticano, il THE TIMES scrive....



Vatican faces ‘revenge’ rent-boy scandal


The Vatican is bracing itself for a sexual abuse scandalAP
Published at 12:01AM, June 26 2013
The Vatican is bracing itself for a rentboy scandal after a convicted paedophile priest apparently sought vengeance by informing on other child abusers in the Roman clergy.
Don Patrizio Poggi, who served a five-year sentence for abusing five 14 and 15-year-old boys at his parish on the outskirts of Italian capital, has reportedly handed names to police. So far, four people have formally been placed under investigation by Rome magistrates.
The suspects are said to include a monsignor who is currently the secretary of an important bishop. Also being investigated is a former Carabinieri police officer suspected of recruiting under-age boys for the alleged prostitution ring.
The brewing scandal comes just weeks after Pope Francis confirmed the existence of a “gay lobby” in the Vatican to a visiting Latin American church group. The apparent network inside the supposedly celibate and staunchly anti-homosexual Church is one reason why Pope Francis is working on a thorough house-cleaning of the Roman curia. Vatican watchers believe a far-reaching reshuffle of top posts is imminent. Cardinal Giuseppe Bertello, current head of the governorate that runs the Vatican city-state, is tipped to take over from the powerful but divisive Vatican secretary of state, Cardinal Tarcisio Bertone. The latest scandal traces its roots to the criminal case against Poggi, now 46, who was convicted in 1999 of abusing boys at his St Philip Neri church in the Rome suburb of Primavalle.
After serving his sentence, the disgraced priest sought reinstatement by the Vatican but was denied a post. In revenge, he is said to have gone to police with one of the alleged “rent boys” serving priests. According to Italian press reports, Poggi named 20 people as being involved in the prostitution ring. Acting on his leads, police reportedly followed one alleged rent boy to a church, but were unable to verify his age nor what took place in the sacristy.
The allegations appear to overlap with another inquiry into purported claims by an Italian businessman that he arranged male escorts for Vatican clerics. The businessman made the claims to an anti-abuse advocate, Francesco Zanardi, who was abused by a priest as a child.
“It’s the prostitution ring,” said Mr Zanardi, who yesterday sent a telegram with alleged details to the Pope. “The parties took place every Thursday evening in the Vatican. We have unmistakable proof. The sexual abuse all took place within the walls of the Vatican.”
He alleged that at least two cardinals were involved. The businessman is said to have deposited videos of sex parties with a notary in Switzerland for safekeeping.
Prosecutors in Savona, where Mr Zanardi lives, are transferring the file to their counterparts in Rome, where the alleged sex parties took place.

CUORE DI TENEBRA

Il pregiudicato ormai è al capolinea e gli affari della onorata famiglia non possono subire ulteriori perdite.
La classe dirigente del partito di proprietà di Berlusconi in queste ore si dimena propalando frasi di circostanza idonee a far credere che il sentimento prevalente sia per tutti l'indignazione.
In realtà i servi temono di essere fagocitati dalle disgrazie padronali.
La soluzione c'è e si chiama Maria Elvira Berlusconi, detta Marina,
Sapere che il proprio padre è stato condannato per prostituzione minorile e corruzione sarebbe stato deprimente per ogni figlia, sarebbe stato imbarazzante per molti, ma non per lei.
Marina Berlusconi è a capo di una società che è stata letteralmente rubata, con la corruzione di qualche giudice, e a fronte del furto si è adirata per aver ricevuto una condanna a pagare 750 milioni di risarcimento.
Nel gestire la società rubata ha evaso il fisco per 173 milioni di euro ma l’amico Tremonti le ha predisposto una legge ad hoc e all’improvviso quel debito per evasione si è ridotto a 8 milioni e settecentomila euro.
Sono queste le premesse che la qualificano.
Non c'è alcun interesse per la vita privata di Marina Berlusconi, né per quella del padre.
Interessano solo i rilievi penali che hanno le loro condotte e il condizionamento che esercitano sul sistema democratico.
Marina Berlusconi si accinge a prendere il posto del padre in politica e non v'è dubbio che condivida con lui obiettivi e strategie, ma soprattutto la "necessità" di passare attraverso una rete di corruttele.
Dubito che possa prendere coscienza del declino nel quale la sua famiglia sguazza e nel quale ha comunque trascinato parte della popolazione.
Di fronte alla barbarie del clan di Arcore una esclamazione si addice: "Orrore! Orrore!"

martedì 25 giugno 2013

Lettera aperta al Vescovo di Roma. Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.

Non ho mai voluto agire con pregiudizio, ho sempre voluto essere garantista e lo sarò anche questa volta. Non chiediamo nessun "Miracolo" ma semplicissimi provvedimenti facilmente attuabili a tutela dei minori. Lasciamo al Vescovo di Roma la risposta e la dimostrazione di essere coerente con ciò che dichiara. 
Non lo chiedono solo le vittime, ma anche le migliaia di firmatari di questa petizione inviata a lui. www.change.org/francesco 

Francesco Zanardi.



A Sua Santità il Vescovo di Roma

Jorge Mario Bergoglio


Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.

Sua Santità,

Mi chiamo Francesco Zanardi, abito a Savona e sono Portavoce della Rete nazionale L’Abuso.
In passato come molti sono stato vittima di un sacerdote pedofilo conclamato. Oggi, pur non avendo superato i traumi indelebili che mi hanno privato per sempre dell'infanzia e dell’adolescenza posso ritenermi non più una vittima, ma un sopravvissuto e come tale ho deciso di combattere questa piaga. Una scelta obbligata, che nasce dalle ceneri della mia dignità. Una scelta frutto della mia coscienza morale e civile, affinché non debba riconoscere negli occhi di altri bambini le sofferenze da me provate.

Con questa lettera sono a chiederLe gentilmente udienza, sperando che Lei voglia accordarmela.

Seguo con grande attenzione e speranza la Sua intenzione, emersa in pubbliche dichiarazioni come neoeletto Vescovo di Roma, di voler risolvere quello che è il dramma della pedofilia nel mondo cattolico.
Comprendo anche le difficoltà nell’affrontare questa problematica, ma al tempo stesso ritengo esistano delle soluzioni concrete e attuabili. Spesso ci preoccupiamo di tematiche lodevoli che hanno come obbiettivo la tutela della vita umana, ma ritengo sia doveroso estendere questa tutela anche agli anni successivi alla nascita, evitando così di scivolare in un contesto che potrebbe risultare non coerente.

Il problema della pedofilia nella Chiesa è un vicenda grave e dolorosa perché, come Lei sa, sono milioni i minori che quotidianamente vengono affidati alle cure del clero. La pedofilia fa del male principalmente ai bambini, ma anche ai credenti e più in generale alla Chiesa di cui oggi Lei è il massimo rappresentante, minando e incrinando l'essenza stessa dei valori sui quali dichiara di fondarsi.

Il comportamento pedofilo è frutto dell'ipocrisia di quei singoli sacerdoti che imparano a vivere in un mondo parallelo e ad amare in modo deviato il bambino, facendo leva psicologica sulla sua naturale richiesta di aiuto e di fiducia. Ma soprattutto è frutto del silenzio e dell'omertà dei tanti, dei troppi che nella Chiesa, pur sapendo, si voltano dall'altra parte, tradendo la loro vocazione evangelica –e quindi loro stessi-, e attenendosi alla colpevole e immorale disposizione, da sempre vigente in forme scritte o non scritte nella Chiesa, dell'occultamento dei casi riscontrati di quello che viene considerato il reato socialmente più vile: la violenza fisica e psicologica sui bambini.
In questi casi, come diceva don Milani, l'obbedienza non è più una virtù.

Tutto questo permette quindi il perpetuarsi di nuovi casi di abuso. I più gravi, perché frutto di una responsabilità collettiva. I più atroci, perché evitabili. 
Ferite sopra ferite.

Come fanno uomini che hanno fatto voto alla Chiesa, donando la loro vita per lenire la sofferenza e l'ingiustizia nel mondo, a crearne di così lancinante, di così feroce, di così nuova, approfittando di piccoli esseri indifesi che rimarranno così segnati per sempre nella loro crescita?
Come fanno altri uomini di Chiesa a non fermare tutto ciò? Come fanno a non voler vedere? Con le parole del Vangelo secondo Matteo: “Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso”.
Non deve prevalere il primato della coscienza, che è dottrina certa?

Ci sono tante piaghe incurabili nel mondo, ma a differenza di altre, in questo caso possiamo intervenire.
La mia personale vicenda, non differente da milioni di altri casi ma che però ha avuto rilevanza anche attraverso i media internazionali, ha trovato sacerdoti ben disposti ad combattere il problema, ma purtroppo come accade nella quasi totalità dei casi, essi si sono dovuti arenare a causa delle negligenze dei loro superiori che non sono voluti intervenire, nello sterile intento di salvaguardare il buon nome della Chiesa.
Inutile dire che non solo questo intento è clamorosamente fallito, dato che il nome della Chiesa si custodisce quotidianamente con l'esempio e con l’esercizio della solidarietà, ma ha anche permesso che quei pochi sacerdoti malati continuassero a commettere crimini, rimanendo peraltro a loro volta vittime di quella cultura distruttiva che ha negato loro qualunque tipo di aiuto psicologico.
La mia battaglia per la giustizia e per la difesa dei minori ha quindi spesso trovato nemici e omertà proprio dentro le mura della Chiesa. Mura purtroppo sempre più pregiate, e sempre meno trasparenti.
Anche nella mia città, è una lotta impari tra chi come me senza mezzi cerca di denunciare le responsabilità degli abusi, e chi nella Chiesa, con grandi mezzi e nelle vesti ufficiali di autorità morale, cerca invece di occultarli, e quindi indirettamente di perpetuarli.
In questa disputa, Le chiedo: da che parte sta secondo Lei la Giustizia, dove i valori del Vangelo? A chi Lei, uomo tra gli uomini, sentirebbe il dovere morale di prestare soccorso? Da quale parte prendono vita le parole di Luca “Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”, o quelle di Matteo “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi” ? Oppure le sue, quelle della scorsa domenica, lanciate come messaggio ai giovani di tutto il mondo “Andate controcorrente” bene, eccoci qua.

Solo la reale volontà di denuncia può fermare questa piaga. Solo la regola della trasparenza può fermare il perpetuarsi dell'abuso.
Cogliendo il suo appello ai giovani, noi vittime andiamo controcorrente

Nella speranza che Lei Santità voglia accordarmi il privilegio di poterLa incontrare personalmente, anche come gesto di apertura verso le istanze di singoli e associazioni che nel mondo si battono contro la pedofilia, fiducioso nella possibilità di poter essere di aiuto nell’avviare una concreta risoluzione di questo male,  Le porgo i miei più cordiali e sinceri saluti.

Francesco Zanardi

Portavoce Nazionale di Rete L’ABUSO.


Lettera aperta al Vescovo di Roma. Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.

Non ho mai voluto agire con pregiudizio, ho sempre voluto essere garantista e lo sarò anche questa volta. Non chiediamo nessun "Miracolo" ma semplicissimi provvedimenti facilmente attuabili a tutela dei minori. Lasciamo al Vescovo di Roma la risposta e la dimostrazione di essere coerente con ciò che dichiara. 
Non lo chiedono solo le vittime, ma anche le migliaia di firmatari di questa petizione inviata a lui. www.change.org/francesco 

Francesco Zanardi.



A Sua Santità il Vescovo di Roma

Jorge Mario Bergoglio


Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.

Sua Santità,

Mi chiamo Francesco Zanardi, abito a Savona e sono Portavoce della Rete nazionale L’Abuso.
In passato come molti sono stato vittima di un sacerdote pedofilo conclamato. Oggi, pur non avendo superato i traumi indelebili che mi hanno privato per sempre dell'infanzia e dell’adolescenza posso ritenermi non più una vittima, ma un sopravvissuto e come tale ho deciso di combattere questa piaga. Una scelta obbligata, che nasce dalle ceneri della mia dignità. Una scelta frutto della mia coscienza morale e civile, affinché non debba riconoscere negli occhi di altri bambini le sofferenze da me provate.

Con questa lettera sono a chiederLe gentilmente udienza, sperando che Lei voglia accordarmela.

Seguo con grande attenzione e speranza la Sua intenzione, emersa in pubbliche dichiarazioni come neoeletto Vescovo di Roma, di voler risolvere quello che è il dramma della pedofilia nel mondo cattolico.
Comprendo anche le difficoltà nell’affrontare questa problematica, ma al tempo stesso ritengo esistano delle soluzioni concrete e attuabili. Spesso ci preoccupiamo di tematiche lodevoli che hanno come obbiettivo la tutela della vita umana, ma ritengo sia doveroso estendere questa tutela anche agli anni successivi alla nascita, evitando così di scivolare in un contesto che potrebbe risultare non coerente.

Il problema della pedofilia nella Chiesa è un vicenda grave e dolorosa perché, come Lei sa, sono milioni i minori che quotidianamente vengono affidati alle cure del clero. La pedofilia fa del male principalmente ai bambini, ma anche ai credenti e più in generale alla Chiesa di cui oggi Lei è il massimo rappresentante, minando e incrinando l'essenza stessa dei valori sui quali dichiara di fondarsi.

Il comportamento pedofilo è frutto dell'ipocrisia di quei singoli sacerdoti che imparano a vivere in un mondo parallelo e ad amare in modo deviato il bambino, facendo leva psicologica sulla sua naturale richiesta di aiuto e di fiducia. Ma soprattutto è frutto del silenzio e dell'omertà dei tanti, dei troppi che nella Chiesa, pur sapendo, si voltano dall'altra parte, tradendo la loro vocazione evangelica –e quindi loro stessi-, e attenendosi alla colpevole e immorale disposizione, da sempre vigente in forme scritte o non scritte nella Chiesa, dell'occultamento dei casi riscontrati di quello che viene considerato il reato socialmente più vile: la violenza fisica e psicologica sui bambini.
In questi casi, come diceva don Milani, l'obbedienza non è più una virtù.

Tutto questo permette quindi il perpetuarsi di nuovi casi di abuso. I più gravi, perché frutto di una responsabilità collettiva. I più atroci, perché evitabili. 
Ferite sopra ferite.

Come fanno uomini che hanno fatto voto alla Chiesa, donando la loro vita per lenire la sofferenza e l'ingiustizia nel mondo, a crearne di così lancinante, di così feroce, di così nuova, approfittando di piccoli esseri indifesi che rimarranno così segnati per sempre nella loro crescita?
Come fanno altri uomini di Chiesa a non fermare tutto ciò? Come fanno a non voler vedere? Con le parole del Vangelo secondo Matteo: “Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso”.
Non deve prevalere il primato della coscienza, che è dottrina certa?

Ci sono tante piaghe incurabili nel mondo, ma a differenza di altre, in questo caso possiamo intervenire.
La mia personale vicenda, non differente da milioni di altri casi ma che però ha avuto rilevanza anche attraverso i media internazionali, ha trovato sacerdoti ben disposti ad combattere il problema, ma purtroppo come accade nella quasi totalità dei casi, essi si sono dovuti arenare a causa delle negligenze dei loro superiori che non sono voluti intervenire, nello sterile intento di salvaguardare il buon nome della Chiesa.
Inutile dire che non solo questo intento è clamorosamente fallito, dato che il nome della Chiesa si custodisce quotidianamente con l'esempio e con l’esercizio della solidarietà, ma ha anche permesso che quei pochi sacerdoti malati continuassero a commettere crimini, rimanendo peraltro a loro volta vittime di quella cultura distruttiva che ha negato loro qualunque tipo di aiuto psicologico.
La mia battaglia per la giustizia e per la difesa dei minori ha quindi spesso trovato nemici e omertà proprio dentro le mura della Chiesa. Mura purtroppo sempre più pregiate, e sempre meno trasparenti.
Anche nella mia città, è una lotta impari tra chi come me senza mezzi cerca di denunciare le responsabilità degli abusi, e chi nella Chiesa, con grandi mezzi e nelle vesti ufficiali di autorità morale, cerca invece di occultarli, e quindi indirettamente di perpetuarli.
In questa disputa, Le chiedo: da che parte sta secondo Lei la Giustizia, dove i valori del Vangelo? A chi Lei, uomo tra gli uomini, sentirebbe il dovere morale di prestare soccorso? Da quale parte prendono vita le parole di Luca “Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”, o quelle di Matteo “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi” ? Oppure le sue, quelle della scorsa domenica, lanciate come messaggio ai giovani di tutto il mondo “Andate controcorrente” bene, eccoci qua.

Solo la reale volontà di denuncia può fermare questa piaga. Solo la regola della trasparenza può fermare il perpetuarsi dell'abuso.
Cogliendo il suo appello ai giovani, noi vittime andiamo controcorrente

Nella speranza che Lei Santità voglia accordarmi il privilegio di poterLa incontrare personalmente, anche come gesto di apertura verso le istanze di singoli e associazioni che nel mondo si battono contro la pedofilia, fiducioso nella possibilità di poter essere di aiuto nell’avviare una concreta risoluzione di questo male,  Le porgo i miei più cordiali e sinceri saluti.

Francesco Zanardi

Portavoce Nazionale di Rete L’ABUSO.


lunedì 24 giugno 2013

INCOERENZA & IPOCRISIA: Benvenuti nella Chiesa Cattolica

Lo strano affare del palazzo del cardinale
che in un giorno raddoppiò il suo prezzo

Roma, pagato 9 milioni e rivenduto a Propaganda Fide per 20. Imbarazzo in Vaticano perché negli stessi locali c'è la sauna gay più famosa d'Italia. E grazie a Tremonti la Chiesa non paga un euro di tasse. L'acquisto voluto fortemente dal Segretario di Stato Bertone.

ROMA - Al civico 2 di via Carducci, nel cuore della città umbertina, a un centinaio di metri dal ministero dell'Economia, un palazzo nobiliare dall'elegante atrio e dalle grandi finestre tiene insieme, tra le stesse mura, la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide) e la più grande sauna gay d'Italia.

Non solo. Custodisce i segreti di una singolare operazione immobiliare costata al Vaticano 23 milioni di euro, caldeggiata dal cardinale e Segretario di Stato Tarcisio Bertone, conclusa con grande soddisfazione e importanti plusvalenze da una società di Busto Arsizio, ma con nessun vantaggio fiscale per le casse dello Stato che, a questo complesso immobiliare acquistato dalla Congregazione ha riconosciuto l'extraterritorialità e dunque l'intangibilità e la totale esenzione fiscale che i Patti Lateranensi assicurano ai luoghi di culto.

IL CARDINALE E IL LOCALE OMOSEX
L'imponente complesso di via Carducci 2, annunciato da una pulsantiera di ottone cromato, dalla targa dell'ambasciata del Benin presso la Santa Sede e da una serie di interni anonimi, ha il suo più prestigioso affaccio con terrazza in via Aureliana, che di via Carducci è una traversa. Qui, al primo piano, in un appartamento di 12 vani, vive il cardinale Ivan Dias, prefetto emerito della Congregazione e già sua guida fino al maggio del 2011. Mentre, in esatta corrispondenza della sua terrazza, affacciata sul piano stradale, una porta di vetro acidato protegge la privacy dei clientidell'Europa Multiclub Saune&Gim. È un circolo ricreativo  -  documentano le visure camerali e catastali  -  di proprietà della società "Ram3 Group srl.", che ne acquistò i locali nel settembre del 2004 (la stessa società che risulta proprietaria anche dell'adiacente ristorante "Aurelia 44").

Ma il cardinale sa, per essersi lamentato degli effluvi e dei vapori di bromo con cui talvolta è avvolto il suo terrazzo, quale tipo di relax e feste in piscina si offrano a chi varca quella porta. L'accesso è riservato ai soli possessori della tessera Arcigay. Mentre, per qualche motivo, il coloratissimo sito che ne pubblicizza in rete le attività, annuncia imperdibili feste a tema come "Orsi, orsetti e.... cacciatori", con il video dei "Subwoofer sauna night", in cui "Bruno", un pelosissimo e sovrappeso pastore di anime, si libera a suon di musica del suo clergyman, rimanendo in tanga, perché "Vuole mettere a nudo anima e corpo".

LA MAXI-OPERAZIONE
Raccontano Oltretevere che tanta promiscuità immobiliare con un club che per altro rivendica "l'impegno nell'affermazione dei diritti civili delle persone omosessuali e in particolare nel diritto all'affermazione dell'identità personale", abbia suscitato imbarazzo e timori. Non fosse altro perché, in quello stabile non è solo la residenza del cardinale Dias, ma anche gli appartamenti e il refettorio di una quindicina di sacerdoti che lavorano per la Congregazione. E tuttavia  -  raccontano ancora Oltretevere  -  più dell'imbarazzo e dell'opportunità avrebbe contato la volontà del cardinal Bertone e del suo amico e consigliori Marco Simeon, che ha spesso fatto capolino nelle operazioni immobiliari in cui il Segretario di Stato ha avuto o mostrato interesse.

Correva infatti l'anno 2008 e, il 30 maggio  -  come documentano gli atti di compravendita che Repubblica ha ottenuto con ricerche alla Conservatoria dei registri immobiliari  -  di fronte al notaio Pasquale Landi, la Congregazione stipula un contratto preliminare di compravendita per l'acquisto di 19 unità immobiliari al 2 di via Carducci (appartamenti, cantine e relative pertinenze). È un'operazione per la quale viene fissato un prezzo decisamente importante  -  20 milioni 233 mila euro  -  e che presenta una curiosità. Chi vende non è il proprietario di quegli immobili. Si tratta, infatti, di una piccola società di mediazione immobiliare di Busto Arsizio, la "Mag. Industrie srl.", che  -  come documentano i suoi bilanci  -  non ha in portafoglio assett di particolare pregio in giro per il Paese e che, tuttavia, quattro anni prima, ha acquisito in leasing quella porzione di immobile di via Carducci dalla "Banca Italease", Istituto destinato a finire in una lunga tormenta giudiziaria della Procura di Milano.

Presidente e amministratore unico della "Mag. Industrie" è tale Eligio Cucchetti, classe 1934. E l'uomo deve essere fortunato. Perché Propaganda Fide è pronta ad assicurargli una plusvalenza da sistemare qualche
generazione.

LA PLUSVALENZA DA 11 MILIONI
Quel 30 maggio del 2008, con il preliminare, la "Mag. Industrie" si impegna infatti a riscattare dalla Italease, cui sin lì ha pagato 4 canoni annui da 600 mila euro, la porzione di immobile che Propaganda Fide si impegna ad acquistare. E il prezzo di riscatto, rispetto a quello di vendita, è da stropicciarsi gli occhi. Come documenta infatti il contratto definitivo di compravendita, stipulato di fronte al notaio Landi il 30 settembre del 2008, quello stesso giorno la "Mag." compra da Italease per 9 milioni di euro e vende alla Congregazione per 20. Con "soddisfazione reciproca" e con ricche parcelle riconosciute a due ulteriori "mediatori" dell'affare. La "Cig immobiliare srl", società di intermediazione immobiliare con sede a Roma ma iscritta ad Arezzo, cui si è appoggiata la "Mag" e che per questo riceve 346.200 euro. E la "Arrigucci Immobiliare di Nepitella Irene & C.", aretina anch'essa, che ha assistito la Congregazione a fronte di un compenso di 300 mila euro.

L'EXTRATERRITORALITÀ ESENTASSE
Ci guadagnano tutti, sembra. Meno uno: lo Stato Italiano, sul cui suolo insiste l'immobile. Come documenta infatti il contratto definitivo di compravendita, la Congregazione, grazie agli eccellenti rapporti con la Roma politica che in quella primavera 2008 ha visto tornare Berlusconi a Palazzo Chigi e Tremonti all'Economia, vede riconosciuta l'extraterritorialità della porzione di immobile che ha acquistato. E il risultato è che non un euro di imposta viene versata dalla Santa Sede. Si legge infatti all'articolo 13 del contratto: "La parte acquirente (Propaganda Fide, ndr), ai fini fiscali, dichiara che il presente atto è integralmente esente dall'Iva, dall'imposta di registro, dalle imposte ipotecaria e catastale, da qualsiasi altra imposta diretta o indiretta e da tributi ordinari e straordinari ai sensi e per gli effetti degli articoli 15 e 16 della legge 27 maggio 1929 (I Patti Lateranensi, ndr)". A conti fatti, un risparmio per la Congregazione e un minore incasso per l'Erario di oltre 4 milioni di euro.

L'ULTIMO ACQUISTO
L'operazione del 2008 ha avuto una sua appendice. La Congregazione, il 4 marzo del 2011, è infatti tornata a comprare in via Carducci 2 un attico di 12 vani al sesto piano della scala C. Quattro camere, due terrazzini al livello, con annessa terrazza di copertura da cui si accede attraverso una scala a chiocciola. A vendere, questa volta, il "Fondo di Previdenza per i dirigenti di aziende commerciali e di spedizione e Trasporto Mario Negri", per un prezzo di 2 milioni e 900 mila euro. E, anche questa volta, con un solerte pronunciamento dello Stato Italiano. Che cioè il Ministero dei Beni Culturali e la Sopraintendenza ai beni archeologici dichiarassero l'immobile "non soggetto a vincolo di interesse culturale". Un nullaosta arrivato in meno di 30 giorni.

FONTE

INCOERENZA & IPOCRISIA: Benvenuti nella Chiesa Cattolica

Lo strano affare del palazzo del cardinale
che in un giorno raddoppiò il suo prezzo

Roma, pagato 9 milioni e rivenduto a Propaganda Fide per 20. Imbarazzo in Vaticano perché negli stessi locali c'è la sauna gay più famosa d'Italia. E grazie a Tremonti la Chiesa non paga un euro di tasse. L'acquisto voluto fortemente dal Segretario di Stato Bertone.

ROMA - Al civico 2 di via Carducci, nel cuore della città umbertina, a un centinaio di metri dal ministero dell'Economia, un palazzo nobiliare dall'elegante atrio e dalle grandi finestre tiene insieme, tra le stesse mura, la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide) e la più grande sauna gay d'Italia.

Non solo. Custodisce i segreti di una singolare operazione immobiliare costata al Vaticano 23 milioni di euro, caldeggiata dal cardinale e Segretario di Stato Tarcisio Bertone, conclusa con grande soddisfazione e importanti plusvalenze da una società di Busto Arsizio, ma con nessun vantaggio fiscale per le casse dello Stato che, a questo complesso immobiliare acquistato dalla Congregazione ha riconosciuto l'extraterritorialità e dunque l'intangibilità e la totale esenzione fiscale che i Patti Lateranensi assicurano ai luoghi di culto.

IL CARDINALE E IL LOCALE OMOSEX
L'imponente complesso di via Carducci 2, annunciato da una pulsantiera di ottone cromato, dalla targa dell'ambasciata del Benin presso la Santa Sede e da una serie di interni anonimi, ha il suo più prestigioso affaccio con terrazza in via Aureliana, che di via Carducci è una traversa. Qui, al primo piano, in un appartamento di 12 vani, vive il cardinale Ivan Dias, prefetto emerito della Congregazione e già sua guida fino al maggio del 2011. Mentre, in esatta corrispondenza della sua terrazza, affacciata sul piano stradale, una porta di vetro acidato protegge la privacy dei clientidell'Europa Multiclub Saune&Gim. È un circolo ricreativo  -  documentano le visure camerali e catastali  -  di proprietà della società "Ram3 Group srl.", che ne acquistò i locali nel settembre del 2004 (la stessa società che risulta proprietaria anche dell'adiacente ristorante "Aurelia 44").

Ma il cardinale sa, per essersi lamentato degli effluvi e dei vapori di bromo con cui talvolta è avvolto il suo terrazzo, quale tipo di relax e feste in piscina si offrano a chi varca quella porta. L'accesso è riservato ai soli possessori della tessera Arcigay. Mentre, per qualche motivo, il coloratissimo sito che ne pubblicizza in rete le attività, annuncia imperdibili feste a tema come "Orsi, orsetti e.... cacciatori", con il video dei "Subwoofer sauna night", in cui "Bruno", un pelosissimo e sovrappeso pastore di anime, si libera a suon di musica del suo clergyman, rimanendo in tanga, perché "Vuole mettere a nudo anima e corpo".

LA MAXI-OPERAZIONE
Raccontano Oltretevere che tanta promiscuità immobiliare con un club che per altro rivendica "l'impegno nell'affermazione dei diritti civili delle persone omosessuali e in particolare nel diritto all'affermazione dell'identità personale", abbia suscitato imbarazzo e timori. Non fosse altro perché, in quello stabile non è solo la residenza del cardinale Dias, ma anche gli appartamenti e il refettorio di una quindicina di sacerdoti che lavorano per la Congregazione. E tuttavia  -  raccontano ancora Oltretevere  -  più dell'imbarazzo e dell'opportunità avrebbe contato la volontà del cardinal Bertone e del suo amico e consigliori Marco Simeon, che ha spesso fatto capolino nelle operazioni immobiliari in cui il Segretario di Stato ha avuto o mostrato interesse.

Correva infatti l'anno 2008 e, il 30 maggio  -  come documentano gli atti di compravendita che Repubblica ha ottenuto con ricerche alla Conservatoria dei registri immobiliari  -  di fronte al notaio Pasquale Landi, la Congregazione stipula un contratto preliminare di compravendita per l'acquisto di 19 unità immobiliari al 2 di via Carducci (appartamenti, cantine e relative pertinenze). È un'operazione per la quale viene fissato un prezzo decisamente importante  -  20 milioni 233 mila euro  -  e che presenta una curiosità. Chi vende non è il proprietario di quegli immobili. Si tratta, infatti, di una piccola società di mediazione immobiliare di Busto Arsizio, la "Mag. Industrie srl.", che  -  come documentano i suoi bilanci  -  non ha in portafoglio assett di particolare pregio in giro per il Paese e che, tuttavia, quattro anni prima, ha acquisito in leasing quella porzione di immobile di via Carducci dalla "Banca Italease", Istituto destinato a finire in una lunga tormenta giudiziaria della Procura di Milano.

Presidente e amministratore unico della "Mag. Industrie" è tale Eligio Cucchetti, classe 1934. E l'uomo deve essere fortunato. Perché Propaganda Fide è pronta ad assicurargli una plusvalenza da sistemare qualche
generazione.

LA PLUSVALENZA DA 11 MILIONI
Quel 30 maggio del 2008, con il preliminare, la "Mag. Industrie" si impegna infatti a riscattare dalla Italease, cui sin lì ha pagato 4 canoni annui da 600 mila euro, la porzione di immobile che Propaganda Fide si impegna ad acquistare. E il prezzo di riscatto, rispetto a quello di vendita, è da stropicciarsi gli occhi. Come documenta infatti il contratto definitivo di compravendita, stipulato di fronte al notaio Landi il 30 settembre del 2008, quello stesso giorno la "Mag." compra da Italease per 9 milioni di euro e vende alla Congregazione per 20. Con "soddisfazione reciproca" e con ricche parcelle riconosciute a due ulteriori "mediatori" dell'affare. La "Cig immobiliare srl", società di intermediazione immobiliare con sede a Roma ma iscritta ad Arezzo, cui si è appoggiata la "Mag" e che per questo riceve 346.200 euro. E la "Arrigucci Immobiliare di Nepitella Irene & C.", aretina anch'essa, che ha assistito la Congregazione a fronte di un compenso di 300 mila euro.

L'EXTRATERRITORALITÀ ESENTASSE
Ci guadagnano tutti, sembra. Meno uno: lo Stato Italiano, sul cui suolo insiste l'immobile. Come documenta infatti il contratto definitivo di compravendita, la Congregazione, grazie agli eccellenti rapporti con la Roma politica che in quella primavera 2008 ha visto tornare Berlusconi a Palazzo Chigi e Tremonti all'Economia, vede riconosciuta l'extraterritorialità della porzione di immobile che ha acquistato. E il risultato è che non un euro di imposta viene versata dalla Santa Sede. Si legge infatti all'articolo 13 del contratto: "La parte acquirente (Propaganda Fide, ndr), ai fini fiscali, dichiara che il presente atto è integralmente esente dall'Iva, dall'imposta di registro, dalle imposte ipotecaria e catastale, da qualsiasi altra imposta diretta o indiretta e da tributi ordinari e straordinari ai sensi e per gli effetti degli articoli 15 e 16 della legge 27 maggio 1929 (I Patti Lateranensi, ndr)". A conti fatti, un risparmio per la Congregazione e un minore incasso per l'Erario di oltre 4 milioni di euro.

L'ULTIMO ACQUISTO
L'operazione del 2008 ha avuto una sua appendice. La Congregazione, il 4 marzo del 2011, è infatti tornata a comprare in via Carducci 2 un attico di 12 vani al sesto piano della scala C. Quattro camere, due terrazzini al livello, con annessa terrazza di copertura da cui si accede attraverso una scala a chiocciola. A vendere, questa volta, il "Fondo di Previdenza per i dirigenti di aziende commerciali e di spedizione e Trasporto Mario Negri", per un prezzo di 2 milioni e 900 mila euro. E, anche questa volta, con un solerte pronunciamento dello Stato Italiano. Che cioè il Ministero dei Beni Culturali e la Sopraintendenza ai beni archeologici dichiarassero l'immobile "non soggetto a vincolo di interesse culturale". Un nullaosta arrivato in meno di 30 giorni.

FONTE

Libri, Teodori: “In ‘Vaticano Rapace’ racconto il fiume dei soldi alla Chiesa”

Un’indagine che si avventura nei rapporti economici e di potere fra lo Stato italiano e la Santa Sede, dal Concordato all’otto per mille, passando per l’Imu e lo Ior. ‘Vaticano Rapace‘ (Marsilio editore) è l’ultimo libro dello storico e scrittore Massimo Teodori, eletto nelle liste del Partito Radicale nel ’79, ’83 e ’87. Un’inchiesta che scandaglia “tutti i finanziamenti indebiti da parte dello Stato e quindi di tutti i cittadini al Vaticano”, chiarisce l’autore. Cifre alla mano, Teodori ripercorre la vicenda dell’esenzione dell’Imu alla Chiesa, “l’inghippo dell’otto per mille che trasferisce nelle casse della Chiesa anche i soldi dei contribuenti che non hanno deciso di donare il contributo”, e i retroscena dello Ior, “da dove sono passate tante tangenti, prima fra tutte quella dell’affare Enimont”. L’elezione al soglio pontificio di un gesuita che ha chiesto ai fedeli di pregare affinchè preti e vescovi non cedano alle tentazioni dei soldi e della vanità è un segnale positivo “ma – dice Teodori – adesso aspettiamo che alle dichiarazioni seguano i fatti”  di Annalisa Ausilio